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Test ecotossicologici

Test di tossicità acuta con Daphnia magna

Il metodo applicato è l'UNI EN ISO 6341:1999

immagine del cladocero Daphnia magna L'organismo utilizzato per il saggio è il crostaceo cladocero della specie Daphnia magna Straus, molto sensibile soprattutto all'inquinamento da metalli pesanti (piombo, cadmio, zinco, rame ecc.). I neonati di meno di 24h vengono immessi nel campione da analizzare e dopo un periodo di tempo prestabilito (24h o 48h) si osserva la percentuale di individui sopravvissuti.I risultati possono essere espressi o come percentuale di individui morti/immobilizzati o come valore di EC50, cioè come concentrazione della sostanza tossica che determina la morte/immobilizzazione del 50% degli individui impiegati nel test.


Test di tossicità acuta con i batteri bioluminescenti

Si impiegano batteri bioluminescenti della specie Vibrio fischeri secondo il metodo EN ISO 11348-3  

Sviluppo in piastra di colonie di Vibrio fischeri - A destra emissione di bioluminescenza

Il test con batteri bioluminescenti sfrutta la naturale capacità di un gruppo di batteri marini appartenenti alla specie Vibrio fischeri, ceppo NRRL-B-11177, di emettere luce se si trovano nelle condizioni ottimali. Attraverso uno specifico strumento, il luminometro, vengono effettuate delle misure di luminescenza a dei tempi rispettivamente di 5, 15 e 30 minuti. La presenza di sostanze inibenti si manifesta mediante una riduzione della bioluminescenza proporzionale alla tossicità del campione in esame. La tossicità del campione viene misurata in termini di EC50, che rappresenta la concentrazione per la quale si ha la diminuzione del 50% della luce emessa dai batteri.


Test di tossicità algale

Il  test viene eseguito secondo il metodo UNI EN 28692

Alga verde unicellulare Pseudokirchneriella subcapitataL'esecuzione del test di tossicità algale prevede l'impiego dell'alga verde unicellulare Pseudokirchneriella subcapitata, prima denominata Selenastrum capricornutum, una cloroficea appartenente alla famiglia delle Chlorococcales. Questo test ecotossicologico è un test cronico poichè la sua durata è di 4 giorni. La risposta finale ad una eventuale sostanza tossica presente nel campione testato si manifesta mediante una inibizione della proliferazione delle cellule algali. Anche in questo caso i risultati possono essere espressi come percentuale di inibizione della crescita algale oppure come EC50. Nel caso il campione testato non risulti tossico, ma anzi presenti un elevato contenuto organico, si può addirittura assistere ad una proliferazione maggiore rispetto al controllo utilizzato come riferimento.
In questo caso si presenta una biostimolazione, nota anche come fenomeno dell'ormesi, che non sempre è da interpretare in senso positivo. L'organismo cerca in pratica di diluire l'eccesso di nutrienti attraverso processi metabolici che portano ad un aumento della biomassa o, come nel caso dei batteri bioluminescenti, all'aumento dell'emissione luminosa.


Test di fitotossicità

Metodo UNICHIM 1651 (2003)

Semi di Cucumis sativus (cetriolo)I semi di piante mono- e dicotiledoni, come il il sorgo (Sorghum saccharatum), il crescione (Lepidium sativum) ed il cetriolo (Cucumis sativus), vengono utilizzati per effettuare dei test di fitotossicità della durata di 72 ore, sia su matrici acquose che solide (sedimenti, fanghi di depuratori e compost). Vengono verificati due end-point, ovvero la germinazione dei semi e l‘allungamento radicale.


Limiti di legge

Limiti previsti dai decreti D.Lgs 152 del 1999 e successivo D.Lgs. 152 del 2006

Ai sensi della tabella 3 dell'allegato 5 del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152, i limiti di emissione degli scarichi idrici per il saggio di tossicità acuta sono i seguenti:

  • per scarichi in acque superficiali il numero degli organismi immobili (nel caso di Daphnia magna) o inibiti (nel caso di Vibrio fischeri e di Pseudokirchneriella subcapitata) dopo 24 ore non deve essere uguale o maggiore del 50% del totale.
  • per scarichi in rete fognaria il numero degli organismi immobili (nel caso di Daphnia magna) o inibiti (nel caso di Vibrio fischeri e di Pseudokirchneriella subcapitata) dopo 24 ore non deve essere uguale o maggiore dell‘80% del totale.