Contenuto principale
- Indice
- L'opuscolo: Sorgenti - ambienti da scoprire - un percorso nell'affascinante mondo delle sorgenti
- Postazione 1A-1B: il percorso
- Postazione 2: Acqua - sempre in movimento
- Postazione 3: Miti e leggende
- Postazione 4: Sorgenti e acque potabili
- Postazione 5: La piscicoltura
- Postazione 6: Sorgenti naturali
- Postazione 7: Fauna sorgentizia
- Postazione 8: Flora sorgentizia
- Postazione 9: Acque sotterranee
Progetto "Sorgenti - ambienti da scoprire "
L'opuscolo: Sorgenti - ambienti da scoprire - un percorso nell'affascinante mondo delle sorgenti
Le sorgenti, e l’acqua in generale, sono oggetto di crescente interesse sia da parte della popolazione locale che dei turisti che vengono nella nostra provincia. Tale interesse è rivolto da un lato alle sorgenti quali habitat naturali, dall’altro alle sorgenti quali importanti fonti d’acqua potabile.
Nell’ambito di un progetto interdisciplinare che ha coinvolto diversi uffici provinciali sono state studiate in modo approfondito numerose sorgenti. Parte dei risultati di queste ricerche vengono ora proposti al pubblico, infatti l’Agenzia provinciale per l’ambiente, in collaborazione con l’Ufficio Parchi naturali, ha elaborato il progetto per un percorso didattico nella zona della sorgente Maite in Val di Braies.
Grande rilievo è stato dato in questo progetto all’ambiente naturale delle sorgenti, all’importanza della loro tutela e ai diversi possibili usi dell’acqua, in particolare quello a scopo potabile. Aspetti, caratteristiche e funzioni delle sorgenti vengono presentate anche attraverso la descrizione della sorgente Maite.
Con queste pagine e con il percorso didattico intendiamo offrire un’opportunità di approfondimento di una risorsa, l’acqua, così importante per la nostra vita e l’ambiente, e, nello stesso tempo, così poco conosciuta.
Buona lettura e buona passeggiata!
Galleria fotografica
1. la fiaba 
2. gli approfondimenti 
3. il rio sorgivo 
5. la postazione 2
Postazione 1A-1B: il percorso
La passeggiata conduce in una zona pianeggiante, immersa nel Parco Naturale Fanes-Sennes-Braies, molto cara agli abitanti della valle, alla scoperta di un’area sorgentizia di notevole bellezza.
Lungo il percorso alcune postazioni dedicate a singoli aspetti delle sorgenti offrono la possibilità di scoprire zone in cui l’acqua sotterranea compare in superficie sottoforma di sorgente.
In una vasta area sgorgano da numerose bocche acque sotterranee, denominate nel loro insieme sorgente Maite, che danno origine sia a piccoli rii che scorrono tra la vegetazione, sia ad aree di scorrimento lento, pozze ricche di muschi.
Parte di quest’acqua viene utilizzata dalla popolazione locale per uso potabile. Una captazione ed una condotta portano infatti l’acqua di una di queste sorgenti fino all’abitato di Braies.
Un’altra parte di acqua è destinata all’alimentazione di un piccolo impianto di piscicoltura. La maggior parte dell’acqua di questo complesso sorgentizio scorre però nel suo ambiente naturale.
Il percorso di circa 1,5 chilometri, situato ad una quota di 1380 m s.l.m., è liberamente accessibile, segnalato e facilmente percorribile, raggiungibile a piedi a partire dalla Frazione di Ferrara o dal ponticello di legno sul Rio Stolla in località Bagni di Braies Vecchia. Esso è un tratto del sentiero indicato nelle cartine dei sentieri con il nr. 37 che lungo il versante sinistro della valle di Braies Vecchia collega la Frazione di Ferrara con Passo Prato Piazza.
Postazione 2: Acqua - sempre in movimento
L'acqua nel suo continuo movimento si sposta tra l’atmosfera, la superficie terrestre e il sottosuolo.
Il sole riscalda l’acqua degli oceani, dei laghi e dei fiumi e parte di essa passa nell’atmosfera come vapore (evaporazione). A questo processo contribuiscono anche le piante che assorbono l’acqua dal terreno e la rilasciano sotto forma di vapore attraverso i pori delle foglie (traspirazione). Il vapore acqueo presente nell’aria sale nell’atmosfera, si raffredda lentamente e dà origine a tante goccioline che formano le nuvole (condensazione). Queste ultime spostandosi nell’atmosfera possono incontrare aria sempre più fredda, e le piccole gocce si uniscono a formare gocce più grosse che, diventando più pesanti, cadono sotto forma di pioggia, neve o grandine (precipitazione). La gran parte delle precipitazioni cade direttamente negli oceani o sul terreno dove scorre fino a formare fiumi e torrenti (scorrimento superficiale) per poi arrivare al mare. Parte dell’acqua che precipita cade sul terreno, dove può evaporare e ritornare nell’aria, può essere utilizzata dalle piante o può penetrare nel terreno (infiltrazione). Qui l’acqua può scorrere nel sottosuolo fino a raggiungere uno strato impermeabile e dare origine alle falde acquifere. L’acqua di falda, infine, può anche affiorare in superficie sottoforma di sorgenti d’acqua dolce, che alimentano fiumi, laghi e mari e dando origine al nuovo ciclo dell’acqua.
Postazione 3: Miti e leggende
L’acqua è l’elemento naturale intorno a cui ruota il maggior numero di narrazioni simboliche legate alla creazione: nei miti è l'acqua che dà origine al mondo.
Personificazione dell’acqua nelle sua valenza di generatrice di vita, portatrice di fertilità e abbondanza è sempre stata, dai miti alle fiabe e alle leggende la figura femminile.
Divinità femminili, sacerdotesse, ninfe, donne selvagge, con la loro misteriosa capacitá di generare e portare dentro di sé la vita sono sempre state chiamate a rappresentare il mondo misterioso delle acque.
Sempre figure femminili sono evocate anche per rappresentare l’acqua nella sua valenza di forza distruttrice, portatrice di morte e di miseria e allora, streghe spaventose, sirene seducenti e vendicative compaiono a castigare l’uomo che non ha rispettato le regole.
Nelle leggende e fiabe dell’area alpina queste presenze femminili ambivalenti, buone se rispettate, cattive se offese, sono costantemente presenti.
Esse sono di volta in volta chiamate Aguane, Anguane, Gane, Sagane, Salighe, Vivenes, Vivane, Salvarie, Lagane.
Oggi, per l’uomo del XXI secolo, cui nulla è lasciato nell’incertezza, nel non spiegabile, nel non dimostrabile, le fiabe e leggende sono “cose da bambini.” Eppure le fiabe ancora oggi hanno un ruolo importante sia per il bambino che per l’adulto, se solo quest’ultimo riuscisse a trovare all’interno delle proprie frenetiche giornate un piccolo spazio per sé, per ascoltare, per ascoltarsi, per ritrovare nelle semplici parole di una fiaba, nei personaggi che le popolano la voce silenziosa della natura.
Ed allora le fiabe e leggende, patrimonio delle popolazioni dell’arco alpino, sono un regalo per chi si trova a camminare nei boschi, lungo un rio di montagna, vicino ad una sorgente, per chi si abbandona alla fantasia, per chi ritrova l’antica memoria.
Postazione 4: Sorgenti e acque potabili
Aprire il rubinetto per bere un bicchiere d’acqua oppure per riempire la vasca da bagno è un gesto comunissimo, al quale per la maggior parte delle volte non diamo alcuna importanza. Non ci preoccupiamo del fatto che quantità e qualità di un’acqua, idonee agli usi che ne facciamo, sono possibili e garantite da strutture e misure sconosciute ai più: si tratta ad esempio di captazioni di sorgenti o pozzi e acquedotti.
Fin dall’antichità grande valore è stato dato alla disponibilità per l’uomo di acqua potabile, un’acqua da bere con fiducia senza rischi, fonte di salute e di benessere.
In Alto Adige sono le sorgenti la maggiore risorsa idrica, cui attingere per rifornire gli acquedotti. Circa 60 % dell’acqua destinata al consumo umano proviene infatti dalle sorgenti, il resto deriva da acque di falda, captate da pozzi o, in minima parte da acque superficiali opportunamente trattate.
Non è raro imbattersi in montagna in manufatti, che dall’esterno assomigliano a piccoli bunker, rinverditi sulla sommità e sui fianchi e circondati da recinzioni in legno. Dall’opera di presa l’acqua mediante la tubazione, che, posata ad una certa profondità nel sottosuolo, raggiunge a valle la rete di distribuzione, arriva infine ai rubinetti delle case.
Postazione 5: La piscicoltura
Il vivaio di Braies Vecchia
L’acqua della sorgente Maite è usata da secoli, e ancora oggi l’acqua della sorgente è utilizzata non solo a scopo potabile ma anche per alimentare i bacini di un vivaio.
Già nella seconda metá del 19° secolo i proprietari dei Bagni di Braies Vecchia, possessori del diritto di pesca, avevano realizzato nell’area sorgentizia Maite dei bacini per la piscicoltura lungo il Rio Stolla. Questo impianto è in funzione ancora oggi e viene usato per l’allevamento di piccoli pesci. Esso è composto da tre laghetti, uno piccolo con una superficie di 36 m², uno grande con una superficie di 300 m² ed uno medio di 90 m², dal quale l’acqua va a finire nel Rio Stolla. Per l’allevamento vengono immessi nel bacino più piccolo pesci di un anno provenienti da vivai. Dopo 2 o 3 anni i pesci vengono tresferiti nel bacino medio e da qui infine nel bacino grande, dove permangono fino al raggiungimento della dimensione di circa 25 centimetri. Una volta raggiunta questa dimensione - sono necessari di solito 3-4 anni – i pesci vengono immessi nel Rio di Braies o nel Rio Stolla.
Nell’impianto di Bagni di Braies Vecchia sono allevate soprattutto trote fario e una piccola quantità di salmerini di fontana.
Postazione 6: Sorgenti naturali
Le sorgenti sono punti di emergenza naturali delle acque di falda e sono il luogo di congiunzione e di sovrapposizione di due ambienti acquatici diversi, quello sotterraneo e quello delle acque correnti superficiali, a differenza dei pozzi che costituiscono per contro punti di emergenza artificiali delle falde.
Alla sorgente appartiene sia l’area in cui l’acqua, attraverso la bocca sorgiva, giunge in superficie sia il ruscello sorgivo che da lì si forma.
Il bacino di alimentazione di una sorgente può raggiungere estensioni di diverse centinaia di chilometri quadrati.
La qualità dell’acqua di una sorgente rispecchia le condizioni ecologiche del suo bacino imbrifero e può quindi essere utilizzata come un indicatore dello stato di qualità di ampie aree di territorio.
A seconda del tipo di emergenza in superficie della falda sotterranea si possono distinguere tre tipologie principali di sorgente:
- reocrena: l’acqua fuoriesce da uscite ristrette, per lo più con forte corrente, e forma subito un ruscello. Questo tipo di sorgente si trova soprattutto a quote medie e alte.
- elocrena: l’acqua di falda emerge in maniera diffusa e forma piccole zone umide e piccoli rivoli, che si uniscono a formare il ruscello sorgivo. Le sorgenti elocrene si trovano di frequente in pianura e aree collinari; nei Tropici queste aree sorgive possono estendersi per diversi chilometri quadrati.
- limnocrena: l’acqua si raccoglie in una depressione originando una pozza o un laghetto, il cui sovrappieno forma il ruscello sorgivo.
Postazione 7: Fauna sorgentizia
Nonostante la loro dimensione spaziale limitata le sorgenti mostrano un’alta biodiversità. In Europa le sorgenti sono popolate da oltre 1500 specie animali diverse, e il numero delle nuove specie identificate cresce sempre più ora che le sorgenti, per lungo tempo trascurate dalla scienza, sono poste al centro dell’interesse scientifico.
La fauna delle sorgenti è composta quasi esclusivamente da organismi invertebrati. Tra i vertebrati si incontra esclusivamente qualche individuo isolato di pesce (ghiozzi e giovani trote ) e larve di salamandra pezzata.
Solo una piccola parte degli animali che vivono nelle sorgenti è costituita da tipici organismi sorgentizi, le cosiddette specie crenobionti (dal greco krene = sorgente). Si tratta di organismi specialisti, che nel corso di migliaia di anni si sono adattati a questi particolari biotopi. Rispetto ai loro cugini che vivono in altre acque superficiali essi sono quasi sempre più piccoli e di colore meno appariscente.
Di regola inoltre essi sono presenti con un numero di individui inferiore. Tra i crenobionti i più rappresentati sono gli acari acquatici, le larve di ditteri e di tricotteri. Altre specie tipiche si trovano tra gli ostracodi ed i gasteropodi.
Di preferenza nelle sorgenti, ma presenti spesso anche in altri habitat, troviamo le cosiddette specie crenofile (dal greco philein = amare). Tra queste si incontrano turbellari, nematodi, copepodi e larve di plecotteri.
Postazione 8: Flora sorgentizia
A seconda delle condizioni locali le sorgenti e l’ambiente immediatamente circostante sono popolati dalle più diverse comunità vegetali. La loro composizione è influenzata in maniera determinante dal chimismo dell’acqua, dal tipo di sorgente e dalle condizioni di ombreggiamento dell’area.
Tipiche piante delle sorgenti sono alghe e muschi, mentre piuttosto rare sono piante acquatiche superiori. Tra le alghe predominano le diatomee, che conferiscono al substrato da loro colonizzato una colorazione bruno–dorata. Frequenti sono anche le alghe azzurre, spesso riconoscibili come macchie di colore rossiccio, marrone, verde o turchese.
I muschi sono presenti in certi casi in gran quantità.
Piante acquatiche superiori si trovano per lo più nelle sorgenti elocrene e limnocrene, dove possono formare fitte popolazioni.
Ben rappresentate sono le piante di ambienti umidi, che prosperano nelle aree periodicamente allagate ai bordi della bocca della sorgente oppure lungo il ruscello sorgentizio.
Postazione 9: Acque sotterranee
Le acque sotterranee sono le acque che riempiono le cavità interconnesse presenti nel sottosuolo. Il sottosuolo può assumere le più disparate conformazioni: può essere ghiaioso, sabbioso, argilloso o roccioso. Di conseguenza anche le cavità presentano molteplici forme: da minuscoli pori, crepe, fessure fino a grotte di notevoli dimensioni. Gli strati che contengono l’acqua sono chiamati acquiferi. A seconda delle caratteristiche delle cavità sotterranee gli acquiferi si distinguono in acquiferi in materiale sciolto, acquiferi in roccia fessurata e acquiferi in roccia carsica. Gli acquiferi sono separati tra di loro da strati praticamente impermeabili, i cosiddetti acquicludi. Questi strati impermeabili all’acqua sono costituiti nella maggioranza dei casi da materiale a grana molto fine come l’argilla.
Le acque sotterranee si trovano nel sottosuolo a differenti profondità: in alcune regioni ad appena 1 metro sotto la superficie del terreno, in altre a profondità superiori ai 50 metri fino ad arrivare a diverse migliaia di metri.
Un tempo si riteneva che le acque di falda formassero nel sottosuolo dei depositi naturali fermi, ora sappiamo che esse sono invece in continuo movimento e partecipano al ciclo dell’acqua. Generalmente le acque sotterranee, a differenza delle acque superficiali si muovono molto lentamente: la velocità di scorrimento può variare da pochi centimetri fino ad un paio di metri al giorno (come nel caso degli acquiferi in materiale sciolto). Negli acquiferi in rocce fessurate l’acqua scorre molto più velocemente, coprendo in un giorno tragitti lunghi anche diverse centinaia di metri. Velocità di scorrimento ancora più elevate si hanno negli acquiferi carsici (diversi chilometri al giorno).
Anche le falde sotterranee, come i fiumi e i laghi, hanno un bacino imbrifero di alimentazione, cioè quella parte di territorio le cui acque di infiltrazione formano la falda stessa. I singoli bacini imbriferi sono separati uno dall’altro da spartiacque. Mentre nel caso delle acque superficiali lo spartiacque è formato generalmente da catene montuose, nel sottosuolo la separazione dei deflussi sotterranei dipende dalle condizioni geologiche (presenza di avvallamenti o linee di faglia). Lo spartiacque sotterraneo spesso pertanto non corrisponde a quello superficiale.
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