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Sostenibilità e Impronta Ecologica

Che cosa si intende per sostenibilità

Negli anni '80 si fa strada l'esigenza di conciliare crescita economica ed equa distribuzione delle risorse in un nuovo modello di sviluppo.
Nasce un nuovo paradigma,  individuato nel concetto di sostenibilità dello sviluppo: un insieme di valori che interessa tutti i campi dell' attività umana, in modo trasversale e in una prospettiva di lungo termine.

Il termine sostenibilità, dall’inglese “Sustainable development” (in tedesco nachhaltige Entwicklung) è stato usato nel 1987 dalla Presidente della Commissione Mondiale su Ambiente e Sviluppo signora Gro Harlem Brundtland nella sua relazione "il nostro futuro comune" elaborata su incarico delle Nazioni Unite:
"Sviluppo sostenibile è lo sviluppo che è in grado di soddisfare i bisogni della generazione presente, senza compromettere la possibilità che le generazioni future riescano a soddisfare i propri".

Da allora sviluppo sostenibile e sostenibilità indicano le linee-guida da seguire per un agire umano e sociale orientato al futuro. Esse evidenziano l’insieme di relazioni tra le attività umane, la loro dinamica e la biosfera. Queste relazioni devono essere tali da permettere alla vita umana di continuare ad esistere, agli individui di soddisfare i loro bisogni senza compromettere la possibilità per le future generazioni di avere almeno le stesse opportunità che la nostra generazione ha avuto.

Segnaliamo un'interessante iniziativa:
Gli Uffici provinciali educazione permanente degli Assessorati "Cultura Italiana" e "Deutsche Kultur und Familie" hanno realizzato gea*- educazione allo sviluppo sostenibile, un progetto patrocinato dall'UNESCO.

 

Che cos'è l'Impronta Ecologica

L'impronta ecologica - Ecological Footprint (concetto introdotto negli anni 1994-1996 da Mathis Wackernagel e William Rees) è definita come l'area totale di ecosistemi terrestri ed acquatici richiesta per produrre le risorse che una determinata popolazione umana (un individuo, una famiglia, comunità, regione, nazione) consuma e per assimilare i rifiuti che la popolazione stessa produce.

In pratica è un indicatore di sostenibilità del nostro sviluppo sociale ed economico; un metodo per misurare il nostro "peso" sui sistemi naturali. Esso misura l'area biologicamente produttiva di mare e di terra necessaria per rigenerare le risorse consumate e per assorbire i rifiuti corrispondenti. Calcolando  l'impronta ecologica è possibile stimare quanti "pianeta Terra" servirebbero per sostenere l'umanità, qualora tutti vivessero secondo un determinato stile di vita. Questo indicatore "aggregato", fatto proprio a livello europeo dalla Comunità europea, esprime il concetto di sostenibilità. I suoi risultati danno infatti una stima per difetto della reale appropriazione di spazio produttivo e quindi costituiscono sia per i governi che per i cittadini uno strumento per avviare una revisione critica e consapevole degli attuali stili di vita.  

Il calcolo dell'impronta ecologica globale sta evidenziando che attualmente l'umanità utilizza le risorse e í servizi di 1,3 Terre. Si sta utilizzando cioè circa un terzo in più della capacità disponibile della Terra.

Di seguito una rassegna di testi e link sull'impronta ecologica e sistemi di calcolo dell'impronta ecologica personale.

Bibliografia essenziale:

Link:

 

Indicatori di sostenibilità per l’Alto Adige

logo del sito www.sustainability.bz.it

Come si misura la sostenibilità? Gli indicatori di sostenibilità sono uno strumento adatto a questo scopo. Un progetto dell'Agenzia Provinciale per l'Ambiente, dell' Accademia Europea (EURAC) e dell' Istituto di ricerca economica della Camera di commercio di Bolzano (IRE) a servizio dei comuni nel loro percorso di sviluppo sostenibile.