Beni di uso civico (frazioni, amministrazioni separate)

Beni di uso civico (frazioni, amministrazioni separate)
Beni di uso civico in Vallelunga

I beni di uso civico di proprietà di frazioni o comuni sono per la maggior parte costituiti da boschi, pascoli e malghe.
Secondo le norme vigenti i beni di uso civico sono inalienabili, indivisibili e non possono essere oggetto di usucapione.

I beni di uso civico sono distinti in due categorie (in base all’articolo 11 della legge n. 1766/1927):
a) bosco o pascolo permanente
b) terreni utilizzabili per la coltura agraria

La particolarità dei beni di uso civico sta nel fatto che essi costituiscono una proprietà comune per gli aventi diritto. Questi sono i cittadini ivi residenti da almeno 4 anni nelle relative frazioni o nei relativi comuni ed essi godono di diritti sui beni di uso civico che si esprimono per lo più in diritti di pascolo e di prelievo di legname.

Le Amministrazioni separate dei beni di uso civico sono enti pubblici che amministrano i beni di uso civico di proprietà di frazioni o comuni. Esse traggono la loro origine nel medioevo e sono intimamente connesse allo sviluppo delle vicende storiche altoatesine.

L’Ufficio Proprietà coltivatrice della Ripartizione agricoltura e l’Ufficio Vigilanza della Ripartizione Enti locali sono gli interlocutori competenti per le Amministrazioni separate dei beni di uso civico.

Rappresentazione grafica dei beni di uso civico in Alto Adige:

Rappresentazione grafica dei beni di uso civico in Alto Adige

I beni di uso civico sono amministrati o da un comitato eletto o dalla Giunta comunale.


Di regola, però, l’amministrazione dei beni di uso civico appartenenti ai comuni o alle località viene affidata ad un comitato composto da cinque membri. Uno dei membri del comitato si assume la presidenza e contemporaneamente è anche il legale rappresentante dell'amministrazione. Ogni comitato viene assistito da un segretario ed è prevista un’amministrazione separata in materia contabile e finanziaria. L’amministrazione dei beni di uso civico avviene conformemente al proprio statuto, redatto e deliberato dal comitato d’amministrazione.

Con data aprile 2018 vi sono state contate 103 amministrazioni di beni di uso civico gestite da un comitato.


In alternativa l’amministrazione dei beni di uso civico può anche essere affidata alla Giunta comunale, ed anche in questo caso si basa su un proprio statuto.
• Se i beni sono iscritti nel libro tavolare come beni comunali, l’amministrazione a scelta può essere svolta attraverso il bilancio di previsione del comune oppure attraverso un bilancio separato.
• Se i beni non risultano iscritti nel libro tavolare come beni comunali, l’amministrazione deve sempre essere svolta attraverso un bilancio separato.
Se è la Giunta comunale a fungere da organo amministrativo, allora sarà il sindaco a svolgere la funzione del Presidente e il Segretario comunale a fungere da Segretario.

Con data aprile 2018 vi sono contate 69 amministrazioni di beni di uso civico gestite da Giunte comunali.

 

L’Ufficio Proprietà coltivatrice della Ripartizione agricoltura e l’Ufficio Vigilanza della Ripartizione Enti locali sono gli interlocutori competenti per le Amministrazioni dei beni di uso civico.

Il carico di bestiame ammesso al pascolo viene determinato con deliberazione del comitato o in alternativa della giunta comunale. Vanno in ogni caso rispettate anche le disposizioni forestali.
Tutti gli allevatori di bestiame residenti nella frazione o nel comune con il numero di UBA (Unità bovina adulta) che essi riescono a svernare con i propri foraggi prodotti nella frazione o nel comune possono esercitare i diritti di pascolo, sempre che tali diritti non siano diversamente regolati da consuetudini locali.

Se il pascolo non è sufficiente alla copertura del succitato fabbisogno, i diritti di pascolo vengono proporzionalmente ridotti.
Il personale provinciale forestale controlla il prescritto esercizio di pascolo ed è autorizzato a sanzionare eventuali trasgressioni.

Per ulteriori informazioni contattate l’Ufficio Proprietà coltivatrice.

Bovini al pascolo

Tenendo conto del fabbisogno domestico e dell'azienda, il comitato ovvero la giunta comunale assegna la relativa quantità di legname.

Comunicazione pubblica per il ritiro della legna
Catasta di legna

Movimenti tavolari in caso di costituzione, modificazione ed estinzione di diritti reali

Movimenti tavolari che richiedono un parere:
I beni di uso civico sono inalienabili per legge. In casi particolari però (ad es. regolamento di confini, aree di accesso, aree accessorie), se si tratta solo di piccole superfici la cui alienazione non lede sostanzialmente l'esercizio dei diritti di uso civico, è possibile effettuare un'alienazione, un acquisto o una permuta di fondi previo parere positivo dell'assessore provinciale all'agricoltura.
Il parere è necessario anche per la costituzione di un diritto di superficie o di una servitù nonché per la soppressione o riduzione della distanza di confine prevista dalla legge.

Le relative domande devono essere presentate all'Ufficio proprietà coltivatrice.

Avvertenza:
Il parere viene richiesto prima della deliberazione da parte del comitato di amministrazione o della giunta comunale. Dopo la ricezione del parere viene deliberato in proposito e successivamente inviato il provvedimento all'Ufficio vigilanza della Ripartizione enti locali.

Il parere positivo decade se non ne viene fatto uso mediante intavolazione al libro fondiario entro il termine di tre anni.

Moduli da scaricare:

Nei seguenti casi di alienazione di terreni non è richiesto un parere:

  • alienazione di terreni che nel piano regolatore o nel programma di fabbricazione sono destinati ad uso diverso (ad esempio zona residenziale o zona per insediamenti produttivi;
  • alienazione di terreni utilizzabili intensivamente per la coltura agraria;
  • alienazione di terreni per la realizzazione di impianti di valorizzazione dei prodotti agricoli e silvo-pastorali;
  • esproprio per pubblica utilità.

Per i suddetti casi è da presentare solamente domanda per l'estinzione del vincolo di uso civico.

Modulo da scaricare:

I cinque membri del comitato vengono eletti a scrutinio segreto. L'elezione viene organizzata a cura del rispettivo comune a spesa della frazione. L'elettorato attivo e passivo spetta a tutte le persone residenti nella frazione, iscritte nelle liste elettorali per le elezioni del consiglio comunale. Ogni elettore ed elettrice può esprimere fino a due preferenze.
Il risultato dell'elezione viene comunicato all'Ufficio proprietà coltivatrice che proclama le cinque persone elette con decreto del Presidente della Provincia.
Non possono far parte contemporaneamente dello stesso comitato marito e moglie, gli ascendenti ed i discendenti, fratelli, affini in primo grado, l'adottante e l'adottato, l'affiliante e l'affiliato.

Il comitato elegge nel suo seno ed a maggioranza assoluta dei membri in carica il/la presidente; se dopo due votazioni nessuno dei membri ha ottenuto la maggioranza assoluta, nella stessa seduta si procede ad una votazione di ballottaggio tra le persone candidate che nella seconda votazione abbiano ottenuto il maggior numero di voti. A parità di voti si considera eletta la persona più anziana d'età.

Tutto quanto non viene disciplinato dalla normativa provinciale riguardante l'elezione del comitato di amministrazione si applica, in quanto compatibile, l'ordinamento elettorale e comunale vigente.

Moduli da scaricare:

Vedi anche:

 

Documento per il rilevamento dei dati
Per lo svolgimento dell’attività di controllo di legittimità è necessaria una banca dati aggiornata per l’invio di documenti o per contatti telefonici, per chiarimenti ed informazioni. Ogni variazione di dati (nomina di un nuovo presidente, nomina di un nuovo segretario, nuovo indirizzo) deve essere comunicata. Qui trova il modulo per la raccolta dei dati che è da compilare in ogni sua parte e da spedire all’indirizzo e-mail enti.locali@provincia.bz.it.

 

 

In caso di obbligo d’astensione o conflitto d’interessi degli amministratori delle Amministrazioni separate dei beni di uso civico nonché in caso di irregolarità o omissione nei casi previsti dalla legge (vedasi artt. 6, 7 e 8 della legge provinciale n. 16/1980) la Giunta provinciale con deliberazione può nominare un commissario ad acta (potere sostitutivo) per lo svolgimento di determinati atti giuridici.

L’articolo 2, comma 1bis prevede ulteriormente per il caso in cui le persone elette non accettino il mandato e non sia possibile raggiungere il numero di membri del comitato previsti per legge, con la conseguenza che il Presidente della Provincia non può procedere alla proclamazione dei membri eletti, la Giunta provinciale nomini un commissario che rimarrà in carica sino a nuove elezioni.

Qui può accedere al modulo per la richiesta di un commissario ad acta. Per ulteriori informazioni contatta l’Ufficio Vigilanza.

L’Ufficio Vigilanza offre consulenza giuridica e contabile in forma scritta e telefonica.

Inoltre, l’ufficio vigilanza è amministrativamente competente per il controllo di legittimità e il controllo contabile spettante alla Giunta provinciale, conformemente all’articolo 8 della legge provinciale n. 16/1980, per le seguenti deliberazioni del comitato:
• lo statuto e le relative variazioni;
• il bilancio di previsione e le relative variazioni nonché il conto consultivo;
• l’acquisto e l’alienazione di beni gravati da diritti di uso civico nonché la costituzione, modificazione ed estinzione di diritti reali su detti beni;
• le liti attive e passive.

Per il controllo di legittimità delle deliberazioni sono necessari vari documenti, che sono reperibili nel menu sotto la voce documenti di lavoro.

Nel caso, in cui, le amministrazioni separate vogliano assumere personale, deve prima essere redatto un organigramma sottoposto all’approvazione della Giunta provinciale. L’assegnazione dei posti deve avvenire nel rispetto della proporzionale.

Entro il termine di sessanta giorni dall’approvazione del rendiconto, le Amministrazioni dei beni di uso civico hanno l’obblio di inoltrare i documenti contabili del Tesoriere per un controllo alla Corte dei conti con sede a Bolzano.

I redditi dei beni di uso civico, comprese le entrate derivanti dalla vendita dei beni stessi e le altre entrate patrimoniali derivanti dall'utilizzo di risorse naturali nel proprio ambito territoriale sono da utilizzare nel seguente ordine di preferenza:

  1. spese per l'amministrazione e investimenti per il mantenimento e il miglioramento dei beni di uso civico e concessione di contributi ad associazioni operanti nella località o nel comune. L'ammontare dei contributi non può superare il 10% dell'intero reddito;
  2. esercizio dei diritti iscritti nel libro fondiario o accertabili con altri mezzi di prova;
  3. il 30% del reddito rimanente per la manutenzione di strade interpoderali o per iniziative collettive nell'interesse dell'agricoltura. Per l'impiego di questi mezzi finanziari il comitato di amministrazione raccoglie le proposte presentate dall'organizzazione locale dei contadini maggiormente rappresentativa a livello provinciale;
  4. soddisfazione del fabbisogno di legname delle aziende agricole, sempre che nei boschi in proprietà la ripresa decennale definita dall'autorità forestale competente in base alle schede boschive non superi i 10 m³ all'anno;
  5. aiuti in casi di particolare bisogno;
  6. soddisfazione del fabbisogno di legname delle persone non comprese sotto la lettera d) con preferenza dei meno abbienti;
  7. finanziamento di iniziative di interesse generale.

Per ulteriori informazioni contattare l’Ufficio Vigilanza.

 

 

 

 
Qui può trovare tutte le circolari e comunicazioni emanate dalla Ripartizione 7, Enti locali. Per facilitare la ricerca si consiglia di utilizzare le parole chiavi “beni di uso civico”.


Elenco cronologico delle comunicazioni della Ripartizione 31 Agricoltura  

La fonte primaria in materia di amministrazione dei beni di uso civico è costituita dalla Legge provinciale 12 giugno 1980, n. 16.

Per tutto ciò che non è regolato dalla presente legge provinciale, la stessa legge dell'articolo 9 quater rinvia alle normative statali (Legge del 16 giugno 1927, n. 1766Regio decreto del 26 febbraio 1928, n. 332) e all’ordinamento comunale e elettorale vigente (Legge regionale del 3 maggio 2018, n. 2, Codice degli enti locali della Regione autonoma Trentino-Alto Adige).
Per quanto riguarda le norme contabili si rinvia al Decreto dell’Assessore n. 13109/2018 Regolamentazione della materia contabile e finanziaria per le Amministrazioni separate di beni di uso civico ai sensi dell’articolo 9 quater della legge provinciale n. 16/1980).

L’ufficio Vigilanza ha realizzato più documenti per le Amministrazioni separate dei beni di uso civico sulla base di norme giuridiche, sentenze, decisioni della Giunta provinciale ed anni di prassi d’ufficio.
Qui trova le linee guida con allegati, schema riassuntivo ed elenco dei documenti che devono venire allegati alle decisioni per il controllo di legittimità.

Documenti relativi alla presentazione tenutasi il 10 e 22 maggio 2018 per gli amministratori delle Amministrazioni separate dei beni di uso civico (i testi della presentazione sono disponibili solo in lingua tedesca)
• Introduzione (controllo di legittimità)
• Parte relativa alla consulenza giuridica
• Parte relativa agli aspetti contabili