Il colpo di fuoco batterico (Erwinia amylovora)

Il Colpo di fuoco batterico colpisce le pomacee (pero, melo e cotogno) nonché alcune specie di piante ornamentali e di piante spontanee appartenenti alla stessa famiglia delle Rosaceae. Questa malattia altamente infettiva per le piante, ma innocua per l‘uomo e gli animali, è causata dal batterio Erwinia amylovora.

La pericolosità del Colpo di fuoco batterico è generalmente determinata da due fattori: da una parte il batterio risulta di facile diffusione tramite insetti, uccelli, vento ed acqua nonché tramite l'uomo (p.e. con attrezzi da taglio, mani, vestiario etc.) e dall'altra sussiste un accrescimento esponenziale dell'agente patogeno in favorevoli circostanze quali condizioni climatiche di caldo-umido che possono causare la morte di giovani piantine in un lasso di tempo assai breve. Attualmente non esistono prodotti fitosanitari in grado di permettere una lotta efficace contro il Colpo di fuoco batterico. Pertanto, sono di vitale importanza tutte le misure preventive possibili, che non possono, quindi, limitarsi soltanto alla frutticoltura ma devono riguardare anche il verde pubblico e privato.

Normativa fitosanitaria

Le misure di lotta obbligatoria sono state definite nel Decreto Ministeriale del 10 settembre 1999, n. 356 "Regolamento recante misure per la lotta obbligatoria contro il colpo di fuoco batterico (Erwinia amylovora), nel territorio della Repubblica".Con decreto del Direttore dell’Ufficio provinciale sono state emanate nel 2016 nuove misure per la lotta contro il colpo di fuoco batterico (Erwinia amylovora) nel territorio della Provincia autonoma di Bolzano" (Decreto n. 18460 del 13/10/2016)

Sintomi

Un'infezione da colpo di fuoco batterico non è sempre facilmente riscontrabile ma esistono comunque dei sintomi, riconoscibili anche da un profano, che indicano la presenza della malattia:

  • I fiori colpiti si tingono di scuro. In genere viene colpito l'intero cespo ma qualche volta si verifica anche la morte di singoli fiori. I fiori malati si seccano e la maggior parte delle volte rimangono attaccati alla pianta.
  • I giovani tralci imbruniscono, si curvano ad assumere una forma uncinata ed avvizziscono. La caduta dei tralci è osservabile preferibilmente in estate.
  • Le foglie imbruniscono a partire dalla venatura principale ed avvizziscono, appaiono come bruciate (da cui la denominazione) e rimangono attaccate alla pianta.

In genere, la malattia si sviluppa a partire dalla cima dei tralci e si manifesta in modo esplosivo sui giovani rami in concomitanza ad un clima favorevole, soprattutto nei mesi che vanno da maggio fino a settembre.

Obbligo di denuncia

Il colpo di fuoco batterico é un organismo di quarantena, sottoposto a lotta obbligatoria. Ogni caso sospetto di colpo di fuoco deve essere denunciato via telefono al numero 0471/415140 o via posta elettronica fitobz@provincia.bz.it al Servizio fitosanitario provinciale indicando il tipo di pianta, il luogo ove è situata e la diffusione del batterio. A causa dell'elevato rischio di diffusione é obbligo evitare il contatto diretto o l'estirpazione in modo non autorizzato di piante o parti di piante con sintomi sospetti.

In ogni caso devono essere rispettate le misure generali d'igiene predisposte nel ambito della lotta contro il colpo di fuoco batterico.

La lotta contro il colpo di fuoco batterico

Nel caso di infezione, il Servizio fitosanitario dispone, a seconda del grado di infestazione, il taglio dei rami colpiti oppure l'estirpazione e la distruzione totale delle piante tramite combustione.

L'estirpazione e la distruzione deve essere eseguita secondo le disposizioni del Servizio fitosanitario e seguendo precise norme igienico-sanitarie (es. disinfezione delle attrezzature usate, dei mezzi di trasporto, delle mani, vestiti, scarpe ecc.).

Sono previste le seguenti misure preventive di lotta:

  • l'estirpazione obbligatoria, entro il 31 marzo 2003, di tutte le piante del genere cotognastro (Cotoneaster) ed agazzino (Pyracantha) site al di sotto dei 1.400 mt. s.l.m.;
  • il divieto di impianto e di vendita in tutta la Provincia di piante del genere:
  • agazzino (Pyracantha);
  • stranvesia e fotinia (Photinia);
  • nespolo (Mespilus);
  • cotogno (Cydonia);
  • biancospino (Crataegus);
  • cotognastro (Cotoneaster);
  • due specie di pero corvino (Amelanchier canadensis e Amelanchier alnifolia).
  • Il direttore della Ripartizione provinciale agricoltura determina annualmente le misure preventive da adottare contro la diffusione del Colpo di fuoco tramite le api.
  • Il Servizio fitosanitario può disporre tutte le misure agronomiche nell’ambito della lotta contro il Colpo di fuoco batterico, sentito il centro di consulenza della frutti-viticoltura o la Ripartizione provinciale sperimentazione agraria e forestale.
  • In caso di rischio d'infezione elevato evitare, se possibile, ogni trattamento fitosanitario. Evitare assolutamente l'irrigazione sui fiori aperti. L'irrigazione antibrina non aumenta il rischio d'infezione.
  • I controlli riguardanti ingiunzioni di estirpazioni preventive ed il divieto d'impianto spettano ai Comuni.

La sorveglianza del divieto di vendita presso le giardinerie ed i vivai viene attuata dall'ufficio Frutti-Viticoltura mentre la sorveglianza del divieto di vendita per il commercio ambulante viene garantita dai Comuni.

Obbligo di estirpazione

Le specie agazzino e cotognastro si sono dimostrate particolarmente inclini al contagio a causa del loro alquanto tardivo e prolungato periodo di fioritura.

Queste piante devono essere preventivamente estirpate in modo da poter contrastare efficacemente una ulteriore diffusione del colpo di fuoco batterico nonché per evitare che questa grave malattia delle piante possa potenzialmente infettare l'intero territorio.

Cotognastro a foglia grande

I cotognastri (Cotoneaster) a foglie grandi possono trovarsi nei giardini come tappezzanti ma anche come arbusti di grandi dimensioni. Hanno fiori bianchi e le foglie sempreverdi crescono in maniera alternata. Nella maggior parte dei casi, le bacche sono di color arancio-rosso e, per alcune specie, possono essere di un colore blu scuro fino al nero.

Cotognastro a foglia piccola

I cotognastri (Cotoneaster) a foglie piccole sono arbusti nani, i cui rami si sviluppano orizzontalmente. Anche queste specie hanno fiori bianchi, sono per lo piú sempreverdi e portano come frutti singole bacche rosse.

Agazzino: L'agazzino (Pyracantha) cresce come arbusto eretto e ramificato, coperto da fitti cespugli e da germogli di spine e viene spesso utilizzato per la realizzazione di siepi di arbusti. L'agazzino è un sempreverde e fino a primavera porta abbondanti bacche rotondeggianti che crescono raccolte in cespi e che sono di un colore arancio vivo o rosso.

Piante ospiti vietate

Oltre le pomacee (melo, pero e cotogno), il Colpo di fuoco batterico può colpire anche alcune specie di piante ornamentali e spontanee.

Si tratta tra l’altro delle specie vietate

  • cotognastro (Cotoneaster) e
  • agazzino (Pyracantha)

Tutte le piante del genere cotognastro ed agazzino situate al di sotto dei 1.400 mt. s.l.m. devono essere estirpate e per le stessa vale il divieto di commercializzazione e di messa a dimora.

Inoltre è vietato il commercio e la messa a dimora di piante del genere:

  • fotinia (Photinia),
  • nespolo (Mespilus),
  • cotogno (Cydonia),
  • biancospino (Crataegus), e le due specie di
  • pero corvino (Amelanchier canadensis e Amelanchier alnifolia).

Vista la loro suscettibilità, inoltre, si sconsiglia di mettere a dimora, nelle aree frutticole, piante dei seguenti generi:

  • sorbo (Sorbus)
  • aronia (Aronia)
  • nespolo del Giappone (Eriobotrya)
  • fior di pesco, cotogno del Giappone (Chaenomeles).

Alternative all'impianto di ornamentali ad alto rischio di contagio

Chi teme che, con l'obbligo di estirpazione delle piante ospiti del colpo di fuoco batterico, il proprio giardino possa apparire brullo e desolato deve pensare che esistono numerose alternative alle succitate piante.

Di conseguenza, non dovrá, quindi, rinunciare alla creazione di un giardino vario ed equilibrato dal punto di vista ecologico, cosa fattibile e realizzabile anche senza l'utilizzo di piante ospiti del colpo di fuoco batterico. In alternativa ai cotognastri tappezzanti ed ai cotogni giapponesi (Chaenomeles), i giardinieri consigliano specie che crescono basse quali

  • Mahonia (Mahonia);
  • Stafilea (Deutzia);
  • Cespuglio di arunco (Spirea);
  • Rosa ornamentale (Rosa);
  • Bosso (Buxus);
  • Lonicera (Lonicera);
  • Tasso (Taxus);
  • Thuja (Thuja);
  • Pino (Pinus);
  • Sempreverde (Vinca);
  • Edera (Hedera);
  • Gauteria bassa (Gautheria).

solo per citarne alcune.

Inoltre, esistono tutta una serie di tappezzanti che possono essere:

  • Geraneo (Geranium);
  • Arunco (Astilbe);
  • Osta (Hosta);
  • Poligonacee (Polygonum);
  • Iperico (Hypericum).

Per la realizzazione di siepi, in alternativa a specie alte di cotognastro (Cotoneaster), di agazzino (Pyracantha), di nespolo laurino (Stranvaesia), di cotogno giapponese (Chaenomeles), di biancospino e di biancospino rosso (Crataegus) o di pero corvino (Amelanchier), è possibile scegliere tra:

  • Carpino (Carpinus);
  • Nocciolo (Coryllus);
  • Fior d‘angelo (Philadelphus);
  • Euonimo (Euonymus);
  • Olivello (Hippophae);
  • Sinforicarpo (Symphoricarpus);
  • Lillà (Syringa);
  • Corniolo (Cornus mas).

Come singolo arbusto od albero, in alternativa al biancospino od al biancospino rosso (Crataegus), al sorbo (Sorbus), al pero corvino (Amelanchier), al nespolo del giappone (Eriobotrya), al nespolo (Mespilus) ed al cotogno (Cydonia), è possibile scegliere tra:

  • Rododendri e azalee;
  • Forsizie;
  • Sanguinello (Cornus sanguinea);
  • Pado (Prunus padus);
  • Prugnolo (Prunus spinosa);
  • Viburno (Viburnum);
  • Berbero (Berberis);
  • Lauro (Prunus laurocerasus);
  • Thuja (Thuja);
  • Ginepro (Juniperus);

e molte altre specie di conifere e di latifoglie. Buona parte delle succitate piante si prestano anche all'impianto di siepi.

Diffusione del colpo di fuoco in Alto Adige

I primi focolai di Erwinia amylovora sono stati riscontrati nell'anno 1999 nei Comuni di Brennero, Vipiteno, Valle Aurina e Campo Tures.

Negli anni 2000 e 2001 furono riscontrati i primi casi di colpo di fuoco batterico nel Comune di Renon: in tutti questi casi, la specie maggiormente colpita risultava essere il pero e le zone erano situate per lo più al di sopra dei 1.000 m. s.l.m.

Nell’anno 2002 sono stati riscontrati i primi casi negli impianti intensivi di melo. Il primo caso è stato rilevato presso un nuovo impianto di Gala a Rablá (comune di Parcines), e in seguito sono state scoperte diverse piante giovani infette della varietà Pinova oltre che piante ornamentali del genere Cotoneaster e Pyracantha localizzate in vari comuni della Val Venosta, del Burgraviato e dell'Oltradige.

Nell’anno 2003, a metà maggio, venne constatata la prima infezione di colpo di fuoco batterico in un nuovo impianto della varietà Gala a Bolzano/Agruzzo. Nelle settimane successive furono rinvenute altre piante colpite, soprattutto nei comuni di Bolzano e Laives, dove per la prima volta la malattia si manifestò anche in impianti in piena produzione.

Nell’anno 2004 non ci sono nuovi casi di colpo di fuoco.

Nell'anno 2005 sono stati rilevati numerosi casi di colpo di fuoco; sono stati colpiti soprattutto giovani impianti di melo ed impianti di melo con fioritura tardiva a causa del gelo invernale.

Nell’anno 2006 sono stati riscontrati 12 casi in zone frutticole estensive, situate ad oltre 1200 m s.l.m. In particolare sono state colpite delle piante di pero. In altri tre casi si è trattato di impianti intensivi di melo della varietà Piova in Val Venosta.

Nell’anno 2007 si sono registrati numerosi casi di colpo di fuoco batterico, che interessano soprattutto nuovi impianti di melo, ma anche alberi di pero soprattutto in coltura amatoriale. Il totale dei casi rilevati era pari a 162.

Il primo caso nell’anno 2008 è stato riscontrato il 10 giugno in un nuovo impianto di melo nel Comune di Scena mentre l’ultimo caso è stato riscontrato l’8 luglio ed interessava una pianta di pero nel Comune di Falzes. Complessivamente sono stati riscontrati “solo” 12 casi.

Nell’anno 2009 il primo caso è stato rilevato l’8 luglio su astoni di melo della varietà Golden Delicious nel comune di Naturno. Gli altri casi hanno interessato un pero nel comune di Falzes e due peri a Collalbo/Renon.

Il 15 aprile 2010 sono stati trovati, in un nuovo impianto ad Egna, astoni della varietà Gala con colpo di fuoco batterico. Questo è il primo caso comprovato di introduzione della malattia attraverso materiale vivaistico nella ns. Provincia. Altri casi verificatisi sono dovute ad infezioni fiorali in giovani impianti di melo.

I primi casi nell’anno 2011 sono stati accertati il 23 aprile in impianti in produzione della varietà Cripps Pink situati nel comune di Terlano. Successivamente sono stati trovati numerosi altri impianti colpiti soprattutto nella zona di Terlano, ma anche in numerosi altri comuni. Il totale dei casi rilevati è stato pari a 945; mentre il totale delle piante estirpate e bruciate ammonta complessivamente a ca. 13.000.

Nel 2012 già nel mese di marzo sono stati rilevati i primi casi soprattutto nella zona di Terlano in impianti di melo interessati da attacchi di Erwinia amylovora nell’anno precedente. A metà maggio sono stati riscontrati anche casi con evidenti sintomi di infezioni fiorali soprattutto in nuovi impianti di melo.

Nel 2013 il Colpo di fuoco batterico non ha provocato danni consistenti. Complessivamente sono stati registrati "solo" 10 casi di cui 6 in impianti di melo in produzione e 2 in nuovi impianti di melo. I restanti 3 casi hanno interessato 2 piante di pero e una pianta di cotogno.

Il 14 marzo 2014 sono stati trovati cancri svernanti attivi in un impianto di Cripps Pink situato a Bolzano/Gries. Il primo caso con sintomi di infezioni fiorali è stato accertato il 5 giugno in nuovo impianto di melo a San Giacomo/Laives. Da metà giugno a metà luglio sono stati registrati altri 23 casi, di cui 16 in Val Venosta. La varietà maggiormente interessata è stata la cv. Pinova con 9 casi accertati seguita da Golden Delicious e Gala con 4 casi per ciascuna cultivar.

In data 15 giugno 2015 è stato accertato nel Comune di Sluderno il primo caso dell’anno su piante reimpiantate del cultivar Pinova. Il secondo caso dell’anno è stato trovato il 2 luglio nel Comune di Tirolo in un nuovo impianto di Cripps Pink. Nelle settimane successive sono stati accertati ulteriori casi nel Comune di Glorenza.

Il 18 aprile 2016 sono stati trovati cancri svernanti attivi in un impianto di Pinova situato nel comune di Prato allo Stelvio. Il primo caso con sintomi di infezioni fiorali è stato accertato il 6 giugno nel Comune di Tirolo su piante reimpiantate della cultivar Cripps Pink. Nelle settimane successive sono stati riscontrati ulteriori casi soprattutto in nuovi impianti di melo, ma anche in alcuni meleti in produzione. Il maggior numero dei casi sono stati riscontrati in Alta Val Venosta.

I’8 giugno 2017 sono stati accertate piante con sintomi di infezione fiorale in un nuovo impianto di melo situato nel Comune di Sluderno. Nei giorni successivi sono stati trovati altri casi in impianti di melo soprattutto nella Alta Val Venosta, sia in nuovi impianti che in impianti in produzione. A causa dell’infestazione massiccia si è dovuto estirpare nei mesi successivi completamente alcuni impianti di melo, di cui anche due impianti in produzione. A partire da metà luglio sono stati riscontrati anche numerose piante colpite sul portainnesto. Compessivamente sono stati registrati 168 casi; la varietà maggiormente interessata è stata la cv. Pinova con 76 casi accertati.

Il 23 maggio 2018 sono stati accertati i primi casi in impianti di melo in produzione della cultivar Pinova situati a Lasa/Cengles e a Prato allo Stelvio. Già nei mesi precedenti erano stati registrati in Alta Val Venosta 32 casi in impianti di melo in produzione con infezione avvenuta l’anno precedente. Il 31 maggio è stato accertato un caso in un impianto di pero a Curon/Cortaccia. Nelle prime settimane di giugno sono stati riscontrati numerosi casi a Silandro/Corces. Fine agosto sono stati riscontrati alcune piante di pero ad alto fusto nel comune di Villandro nella Valle Isarco. 

Misure concernenti le api

Decreto del direttore d'ufficio n. 4098/2017 del 09.03.2017

Dal 1 aprile al 15 giugno di ogni anno è vietato spostare alveari di api da un impianto di pomacee in un altro impianto di pomacee, a meno che essi non siano stati tenuti prima in un locale oscurato e chiuso per almeno 48 ore, oppure per almeno 72 ore in un luogo situato ad almeno 1400 m s.l.m.

 

Zona tampone

Dal 2004 la Provincia di Bolzano ha perso lo status di zona protetta per quanto riguarda il Colpo di fuoco batterico. Di conseguenza non sarebbe stato più possibile spostare piante ospiti per Colpo di fuoco, prodotte in Alto Adige, in zone protette per Erwinia amylovora. Per consentire al Centro di Sperimentazione Agraria e Forestale di Laimburg la produzione di materiale di moltiplicazione idoneo ad essere commercializzato con passaporto di tipo "ZP" (ZP = zona protetta) e quindi anche verso zone protette per Colpo di fuoco, già dal 2004 con Delibera della Giunta provinciale n. 1930 era stata istituita una zona tampone con l’estensione di almeno 50 km2 attorno ai campi sperimentali del Centro stesso.

Con Decreto dell’Assessore all’agricoltura n. 216/31.2 del 21.03.2012 questa zona tampone è stata ridefinita; e comprende un’area in cui ricadono le screenhouse ed i campi sperimentali riconosciuti per i controlli pomologici del Centro sperimentale Laimburg, che diventano "campi ufficialmente approvati". Al di fuori di questa zona tampone è vietato l’utilizzo del passaporto di tipo ZP per piante ospiti di Erwinia amylovora per piante prodotte in Provincia di Bolzano.

Il Servizio fitosanitario deve eseguire, nella zona tampone, al momento più opportuno dei controlli ufficiali atti a verificare la comparsa dell’organismo nocivo ed il rispetto delle disposizioni normative vigenti a livello nazionale ed europeo.

Sono previsti i seguenti controlli ufficiali:

  1. nei „campi ufficialmente approvati" (screenhouse e campi sperimentali) per la produzione di materiale di moltiplicazione che può essere accompagnato con passaporto di tipo „ZP" almeno due volte all’anno ossia almeno una volta nel periodo da giugno ad agosto ed una volta da agosto a novembre. Inoltre i vegetali presenti sono sottoposti a prove di laboratorio, secondo metodi ufficiali, per l’individuazione di infezioni latenti di Erwinia amylovora;
  2. nella zona circostante i suddetti campi, avente un raggio di almeno 500 metri, almeno una volta all’anno nel periodo da agosto a novembre;
  3. sulle restanti aree della zona tampone qualora necessari.

Grafica della Zona tampone:

Links

Sintomi del Colpo di fuoco batterico