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Contratto collettivo del pubblico impiego, ripresa la trattativa

Ripartita la trattativa tra delegazione pubblica e sindacati per il rinnovo del contratto collettivo del pubblico impiego. L'obiettivo è giungere ad una nuova e più chiara struttura retributiva.

Dopo la firma del primo accordo stralcio avvenuta a fine novembre, che metteva a disposizione 175 milioni di euro per il triennio 2019-2021, è ripartita oggi pomeriggio (8 gennaio 2020) la trattativa per il rinnovo del contratto collettivo di intercomparto del pubblico impiego. La delegazione pubblica, guidata dal direttore generale Alexander Steiner, ha incontrato i rappresentanti dei sindacati con l'obiettivo comune, secondo lo stesso Steiner, "di raggiungere una nuova e più chiara struttura delle retribuzioni". In concreto, si è giunti ad un'intesa sul piano operativo per il 2020, con incontri a cadenza mensile tra le parti e la previsione di due gruppi di lavoro. "Questi opereranno in piccoli sottogruppi formati da 12 persone, equamente suddivisi tra parte pubblica e sindacati - commenta Steiner - un gruppo lavorerà sullo stipendio base e l'altro sulle indennità aggiuntive".

Trattativa per 33.500 lavoratori del pubblico impiego

La trattativa riguarda 33.500 lavoratori della pubblica amministrazione locale: dalla Provincia all'Azienda sanitaria, dai Comuni alle Comunità comprensoriale, dalle case di riposo all'IPES. "Dopo l'importante chiusura della prima fase - conclude il direttore generale - ora vogliamo mettere mano in maniera più ampia alla struttura degli stipendi per renderla più chiara e comprensibile. Entrambi i punti sono fondamentali per fare in modo che la pubblica amministrazione rimanga un datore di lavoro in grado di attrarre collaboratori motivati e qualificati".

jw/mb