Influenza aviaria

Influenza aviaria
La probabilità di una comparsa dell’influenza aviare in Alto Adige è limitata

Situazione: 2006

L'Influenza aviaria viene anche nominata peste aviaria o influenza dei volatili.
Si tratta di una epizoozia di origine virale che può colpire polli, tacchini, oche, anatre, volatili acquatici selvatici e volatili di altre specie. Per tale malattia vige l’obbligo di denuncia. Nella maggior parte dei casi i volatili infetti muoiono.
Alcune varianti dei virus dell’influenza aviaria e, in particolar modo la variante H5N1, sono state trasmesse, in sporadici casi ed in particolari condizioni, all’uomo e ad animali della specie felina detenuti negli zoo.

Pericolo per l'Alto Adige?

Secondo il Direttore del Servizio veterinario provinciale, Dr. Paolo Zambotto, la probabilità di una comparsa dell’influenza aviaria in Alto Adige è attualmente limitata.

Diffusione dell’influenza aviaria

L’influenza aviaria può infettare quasi tutte le specie di volatili, alcune di esse risultano essere più resistenti rispetto a questa Infezione. Il serbatoio naturale del virus é rappresentato dalle anatre vive e da altri volatili acquatici che però di regola non si ammalano in maniera grave perché il virus si è adattato al loro organismo. Il virus necessita di questi ospiti-serbatoio per la sua diffusione. Sono fortemente a rischio soprattutto i polli ed i tacchini, ma anche i fagiani e le quaglie. I piccioni sono invece piú resistenti nei confronti del virus dell’influenza aviaria.
I volatili acquatici migratori, i volatili di lago e marini sono meno esposti al rischio di infezione. Questi volatili sono tuttavia vettori di malattie infettive e le loro abitudini migratorie portano ad una vasta diffusione geografica delle infezioni.
Secondo quanto riferito dall’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, la diffusione dell’Influenza aviaria potrebbe essere riconducibile alla migrazione delle anatre selvatiche e di altri volatili migratori.

Anatre selvatiche

Secondo quanto comunicato dal Ministero della Salute e dal Centro di Referenza Nazionale per l’influenza aviaria sono da considerarsi territori a rischio soprattutto le zone umide dell’Italia settentrionale, come pure alcuni territori dell’Italia centrale (Marche e Lazio) e dell’Italia meridionale. In Italia sono presenti, soprattutto nel Veneto, nella Lombardia e nell’Emilia Romagna, zone umide che potrebbero teoricamente rappresentare un rischio per la diffusione dell’infezione, poiché in queste aree si registra la più alta concentrazione di avicoli domestici del nostro paese.

Importazioni di volatili

Il rischio maggiore di introduzione dell’influenza aviaria in Italia è rappresentato dall’importazione di volatili vivi (soprattutto quelli provenienti da importazioni illegali).
Secondo quanto riferito dal Centro di Referenza Nazionale per l’influenza aviaria non è invece rilevante il rischio di diffusione del virus attraverso le carni di volatili o i prodotti da essi derivati.

Elenco di zone di particolare attenzione

In prossimitá delle seguenti aree sono state istituite zone nelle quali, in caso di elevato rischio di diffusione dell'influenza aviaria, verranno adottati specifici provvedimenti che vanno da un'attività di sorveglianza più scrupolosa fino al prelievo di campioni e all'obbligo di detenzione dei volatili in stalle coperte:

Provvedimenti

Divieto della detenzione all’aperto

In Alto Adige, durante l’inverno 2005/2006, era vietata la detenzione all’aperto di volatili.
In Provincia di Bolzano sono presenti complessivamente circa 100 allevamenti, destinati principalmente alla produzione di uova, i quali vendono le stesse nei mercati oppure sono in possesso di un centro di imballaggio. Oltre un terzo di questi allevamenti detiene meno di 250 volatili, mentre i restanti detengono 500 - 1.000 galline ovaiole all’aperto. Solo in pochi allevamenti sono presenti 1.000 - 2.500 galline ovaiole. I controlli svolti in Provincia di Bolzano negli anni passati e nel corrente anno non hanno mai accertato, fino ad oggi, la presenza del virus dell’influenza aviare.
Questa situazione è rimasta immutata anche quando l’influenza aviaria ha colpito il nord-est dell’Italia negli 1999/2001 e quando i focolai epidemici più vicini erano quelli presenti in provincia di Verona, quindi a soli circa 150 km di distanza.
I provvedimenti restrittivi a suo tempo adottati dal Servizio Veterinario Provinciale si sono rivelati efficaci.

Obbligo di denuncia

In base all’Ordinanza del Ministero della Salute il proprietario o responsabile dell’azienda che detiene volatili ha l’obbligo di comunicare, con un anticipo di almeno 24 ore, al Servizio Veterinario territorialmente competente ogni introduzione di volatili. Questi animali devono essere tenuti in quarantena per almeno 21 giorni. La suddetta ordinanza prevede altresì l’indicazione obbligatoria di una serie di informazioni che devono scortare le carni fresche di volatili domestici ed i prodotti derivati a base di carne.

Sistema di sorveglianza

In Italia è operativo già da diversi anni un sistema di sorveglianza per un rapido accertamento del virus dell’influenza aviaria. Questo sistema prevede l’esecuzione di controlli sierologici annuali in un numero prefissato di aziende che detengono volatili. Il numero di aziende da sottoporre a controllo aumenta in relazione alla densità di aziende presenti in una determinata zona.
Inoltre, il piano suddetto prevede controlli più frequenti in alcuni allevamenti sentinella situati nelle zone umide dell’Italia. In queste zone vengono sottoposti a controlli anche i volatili migratori.

Stop all’introduzione di volatili

In caso di insorgenza di nuovi focolai di influenza aviaria, l’Unione Europea provvede a bloccare immediatamente l’importazione di volatili vivi e dei relativi prodotti da tutte le zone a rischio (ulteriori informazioni: EUR-Lex, l'accesso al diritto dell'Unione europea (link esterno)).

Domande sull'influenza aviaria?

  • Azienda Sanitaria dell'Alto Adige, Servizio veterinario aziendale, tel. 0471 635161, e-mail: vet@sabes.it
  • Provincia autonoma di Bolzano, Servizio veterinario provinciale, tel. 0471 635100, e-mail: vet@provincia.bz.it
  • Provincia autonoma di Bolzano, Ufficio Igiene e salute pubblica, tel. 0471 418160, e-mail: igiene@provincia.bz.it
  • Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, Struttura complessa territoriale di Bolzano, tel. 0471 633062, e-mail: at6bz@izsvenezie.it

Link utili

  • Ministero della Salute: www.salute.gov.it (link esterno)
  • Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe): www.izsvenezie.it (link esterno)
  • Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria della Svizzera (USAV): www.blv.admin.ch (link esterno)