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Generalitá
Introduzione del Presidente della Giunta Provinciale Dr. Luis Durnwalder
Dopo la riforma di base della politica agraria comunitaria anche la politica comunitaria per lo sviluppo rurale per il periodo 2007-2013 è stata rielaborata in modo approfondito. In riferimento a questo sviluppo il settore agicolo-forestale assume per la società un ruolo multifunzionale in una visione più vasta dell’ambiente rurale.
Lo sviluppo del territorio rurale non può e non deve più dipendere esclusivamente dal settore agricolo. Per promuovere le potenzialitá e nel contempo la sostenibilitá delle comunità rurali ed un rapporto equilibrato tra centri urbani e zone rurali, c’è bisogno di diversificare sia all’interno del settore agricolo-forestale, sia al di fuori di esso.
Per raggiungere competitività il territorio deve trovare l’equilibrio giusto fra redditività per le aziende, difesa ambientale e dimensione sociale dello sviluppo rurale.
Per migliorare ulteriormente la competitività come sempre hanno notevole importanza le misure di sostegno per investimenti fisici, ma sono più che mai importanti gli investimenti per la formazione e l’aggiornamento e per misure di politica sociale. Solamente questo permette al settore agricolo-forestale di rimanere un settore innovativo e dinamico, che contribuisce alla crescita del territorio rurale.
Queste visioni europee possono valere positivamente anche per l’Alto Adige, benché nella nostra provincia dobbiamo tenere presente e considerare sempre – al di là del contesto europeo - anche le particolarità ed esigenze specifiche del nostro territorio montano.
Con il programma per lo sviluppo rurale 2007-2013 abbiamo creato per gli agricoltori ed attori dell’ambiente rurale una base di sostegno a medio termine, che offra loro sicurezza per nuovi orientamenti e necessarie decisioni imprenditoriali dovute alla continua ristrutturazione del settore agricolo-forestale ossia in conseguenza della riforma della politica agricola comune e dei nuovi traffici commerciali.
L’economia forestale costituisce un elemento fondamentale per lo sviluppo rurale, in quanto la gestione sostenibile dei boschi di montagna garantisce la sicurezza del nostro spazio vitale, contribuisce decisamente a plasmare il paesaggio colturale e mantiene la multifunzionalità boschiva.
In questi ultimi anni il legname è stato rivalutato fortemente come fonte di energia rinnovabile, ma anche come materiale da costruzione e su livello globale la scarsità della materia prima legno si va accentuando.
Le misure a sostegno del settore forestale previste nel Piano di sviluppo rurale sono volte a favorire uno sviluppo boschivo sostenibile ed a garantire la gestione boschiva attiva sull’intera superficie. I proprietari/imprenditori forestali devono essere rafforzati ed accompagnati nella loro competenza imprenditoriale con formazione ed informazione, consulenza e sostegno di cooperazione.
Nell’interesse della collettività l’ente pubblico continuerà ad adottare provvedimenti atti a conservare la funzione protettiva del bosco e la sua valenza come spazio ricreativo.
Dott. Luis Durnwalder, presidente della Giunta provinciale

Introduzione dell'assessore all'agricoltura Hans Berger
Negli anni passati il territorio rurale e il suo sviluppo sono stati posti al centro dell’attenzione sia dal punto di vista della politica che da quello dell’interesse del pubblico e con pieno diritto assumono attualmente una posizione di grande rilievo. Gli agglomerati urbani rimangono i punti focali della vita economica e sociale, essi però come possenti alberi che resistono al vento ed alle intemperie solo grazie alle loro forti radici, sono strettamente collegati con il territorio rurale che li circonda.
In particolare nelle regioni alpine come l’Alto Adige le prestazioni fornite nelle zone rurali e in parte isolate non vengono apprezzate a sufficienza. L’agricoltura gioca qui un ruolo decisivo in quanto apporta prestazioni che sono una premessa irrinunciabile per l’insediamenti e l’economia. Infatti con il mantenimento e la cura di malghe, pascoli, prati montani, vigneti, boschi e strade non viene solo difeso il nostro paesaggio culturale – cosa che già per sé costituirebbe un considerevole vantaggio economico – ma vengono anche prevenuti eventi catastrofici e così forniti servizi fondamentali per la sopravivenza di tutta la popolazione. Pure il fatto che numerosi usi e costumi tradizionali vengono spesso oramai coltivati solo nelle zone rurali, sottolinea ulteriormente la necessità del mantenimento e del sostegno di queste zone.
Il Programma di sviluppo rurale (PSR) 2007-2013 è uno strumento idoneo e rappresenta una base importante per indirizzare il settore agricolo e forestale fino al 2013. Il PSR è stato predisposto alla luce delle esperienze positive del precedente Piano di sviluppo rurale 2000-2006 e gli obiettivi principali sono l’accrescimento della conoscenza e concorrenzialità, il mantenimento delle risorse naturali come pure il sostegno della diversificazione e della qualità della vita.
Le possibilità per la incentivazione degli investimenti tecnici e edili previsti dal PSR devono offrire il necessario sostegno e una base stabile per creare uno sviluppo sostenibile nel lungo periodo delle zone rurali. Al fine di accrescere la capacità concorrenziale vengono incentivati principalmente la produzione e la commercializzazione dei prodotti di qualità, lo sviluppo di nuovi prodotti, il ricambio generazionale e l’insediamento di giovani agricoltori come pure l’informazione e la consulenza. Per il mantenimento delle ricorse naturali e le attività nell’interesse collettivo viene proseguita mediante l’indennità compensativa e le misure agro-ambientali una ben nota ed efficace strategia che rappresenta ancora una colonna portante irrinunciabile per l’agricoltura. La diversificazione delle attività economiche come pure l’accrescimento della qualità della vita deve essere raggiunta mediante investimenti per i servizi essenziali per la popolazione rurale, per la riqualificazione e lo sviluppo dei villaggi e per lo sviluppo di strategie mirate al rafforzamento del settore agricolo e forestale mediante il coordinamento dei settori economici. La forza innovativa dei Gruppi di azione locali nell’ambito del LEADER si concretizza mediante la realizzazione di diverse strategie di sviluppo locale.
Dei 312.670.450 € messi a disposizione dall’UE, dallo Stato e dalla Provincia per l’intero periodo di programmazione, il 62% è destinato al mantenimento delle risorse naturali, cosa che di per sé indica il peso rilevantissimo che viene attribuito a questo pacchetto di misure. Con ciò evidenziato che viene proseguito l’indirizzo verso un’agricoltura ecologica. Gli obblighi prescritti dall’UE nell’ambito della “condizionalità” costituiscono in questo contesto un presupposto fondamentale per i richiedenti e devono essere assolutamente rispettati. I consumatori non richiedono solamente prodotti di alta qualità, ma pretendono anche la garanzia di una produzione corretta, sostenibile e rispettosa dell’ambiente. La condizionalità rappresenta la via scelta dall’UE in questa direzione.
Con il Programma di sviluppo rurale 2007- 2013 abbiamo come prima regione italiana realizzato un importante strumento per la realizzazione del futuro. Il prossimo passo sarà cercare di utilizzarlo nella maniera più efficiente possibile.
L'assessore all'agricoltura Hans Berger
