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Lingua blu (Blue Tongue)
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La Bluetongue è una malattia infettiva, non contagiosa, dei Ruminanti. È conosciuta anche con il nome di Febbre catarrale dei piccoli Ruminanti, ed, in Italia, di Lingua blu; questo nome deriva dalla cianosi della mucosa linguale osservata negli animali colpiti in modo più grave.
Specie colpite
La pecora è la specie più sensibile all'infezione da BTV e presenta sintomi clinici anche gravi; bovini e caprini vengono infettati ma sono più resistenti e generalmente la malattia trascorre con sintomi lievi od assenti. In Africa e nel Nord America numerose specie di Ruminanti selvatici (antilope, cervo, alce) sono state trovate positive al BTV, e potrebbero avere un ruolo come serbatoi naturali della malattia. La Bluetongue non colpisce l'uomo.
La trasmissione
Il virus si trasmette esclusivamente attraverso le punture dei moscerini ematofagi del genere Culicoides; in Africa e nel bacino del Mediterraneo la specie epidemiologicamente più importante è C.imicola. Culicoides si infetta durante il pasto di sangue su un ospite viremico e BTV replica attivamente nell'organismo degli insetti, andando a colonizzare le ghiandole salivari, dalle quali è in grado di infettare un nuovo ospite punto da Culicoides. Elevate temperature serali e forti precipitazioni alla fine dell'estate tendono ad aumentare l'attività dei vettori, che è massima nella tarda estate -primo autunno, e quindi la trasmissione della malattia. Una volta inoculato, BTV tende a colonizzare le cellule del sangue, soprattutto i globuli rossi, fatto che facilita la trasmissione tramite il pasto di sangue del vettore. La viremia è stimata durare circa 60 giorni, ma l'animale colpito è contagioso per il vettore solo nei primi giorni dopo l'infezione, quando il titolo virale nel sangue è più elevato.
La causa
Agente eziologico è un virus (Bluetongue virus, BTV) del genere Orbivirus, famiglia Reoviridae; sulla base delle prove di sieroneutralizzazione, si distinguono ben 24 sierotipi virali.
Storia
Dopo poche sporadiche incursioni nella penisola iberica e nelle isole greche (ultimo focolaio nel 1980) nel 1998 BTV-sierotipo 9 fu isolato nelle isole greche di Rodi e Lesbo. Negli anni successivi si diffuse in Bulgaria, Macedonia, Serbia, Croazia, Albania. Nel 2000 per la prima volta BTV-sierotipo 2 fu isolato in Sardegna: mai prima d'allora la malattia si era manifestata in Italia e i danni per il patrimonio di capi ovini di Sardegna, Sicilia e Calabria furono ingenti; dall'Italia meridonale il virus si diffuse verso Nord in Corsica e nel Centro Italia, e verso Ovest nelle isole Baleari. Nuovi focolai di Bluetongue in Italia si verificarono nel 2003; i vaccini utilizzati per i piani di profilassi furono accusati di provocare effetti collaterali più gravi della malattia stessa. Nel 2004 fu colpita la Spagna continentale e nel 2006 il Portogallo (sierotipo 4). La varietà dei sierotipi isolati ha portato a ritenere che il virus sia arrivato in Europa percorrendo "rotte" diverse ed indipendenti tra loro; in particolare sembra che:
-il sierotipo 9 ed il 16 siano arrivati dall'Oriente in Grecia via Turchia;
-il sierotipo 2 provenga dall'Africa Sub-Sahariana e sia giunto in Sardegna da Algeria e Tunisia;
-il sierotipo 4 sia arrivato nella penisola iberica dal Marocco.
Le piccole distanze esistenti tra Medio Oriente e Nord Africa ed Europa mediterranea possono giustificare la diffusione dei vettori mediante il vento. Nell'agosto del 2006 il primo caso di Bluetongue fu confermato nei Paesi Bassi; nei mesi successivi numerosi focolai, con forme cliniche gravi anche tra i bovini, furono individuati in Belgio, Lussemburgo, Germania e Francia; mai prima di allora BTV era stato individuato così a Nord. Il sierotipo isolato è il numero 8, mai riscontrato in altri paesi europei e correlato con virus isolati nell'Africa sub-sahariana. La via di introduzione del sierotipo 8 nel Nord Europa rimane poco chiara.
Sintomi
Il periodo di incubazione medio è di 7 giorni. BTV colpisce soprattutto l'endotelio dei piccoli vasi sanguigni, provocando trombosi e conseguenti edema e necrosi ischemica dei tessuti. I sintomi più frequenti sono febbre, epifora, scialorrea, scolo nasale e zoppìa. Lesioni caratteristiche della malattia (osservabili soprattutto nelle pecore) sono ulcere buccali e naso-labiali, cianosi ed edema delle mucose buccali ed emorragie del cercine coronario. La mortalità tra le pecore può essere elevata specie nelle aree precedentemente indenni dalla malattia. Nel bovino è meno frequente osservare la malattia con le sue manifestazioni cliniche ed animali dai quali viene isolato BTV appaiono clinicamente sani.
Malattie simili
Afta epizooticaPericoli per l'uomo
La Bluetongue non colpisce l'uomo.
Profilassi
La Bluetongue è nella lista delle malattie da notificare all'OIE. La conferma della malattia è seguita dall'abbattimento di tutti i capi sensibili nell'allevamento e dall'applicazione del provvedimento di zona di protezione nell'area in un raggio di 10 km dal focolaio: questo abolisce la possibilità di spostare gli animali dalla zona colpita, con conseguente blocco del commercio di bestiame. Generalmente alla conferma di un focolaio di Bluetongue segue l'obbligo di vaccinazione di tutti i ruminanti domestici del territorio interessato (ASL, provincia o regione); è importante individuare il sierotipo virale responsabile del focolaio per scegliere il vaccino adatto, visto che gli anticorpi contro un sierotipo di BTV non sono del tutto protettivi verso gli altri. L'utilizzo di insetto-repellenti sugli animali e la loro stabulazione in luoghi chiusi durante le ore serali possono contribuire a ridurre il rischio di trasmissione.
Ci sono ancora domande
Falls Sie noch Fragen über die Blauzungenkrankheit und deren Bekämpfung haben, so wenden Sie sich bitte an Ihren Amts- oder Vertrauenstierarzt.Weitere Informationen können Sie unter der Nummer 0471/635130 (Institut für Tierseuchenbekämpfung, Sektion Bozen) erhalten.
Lingua blu (sintomi)
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Links
www.izs.it L'Istituto Zooprofilattico Sperimentale G. Caporale in Teramo
www.fli.bund.de/ Friedrich Löffler Institut
www.ages.at Österreichische Agentur für Gesundheit und Ernährungssicherheit (AGES)
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