Amministrazione dei beni di uso civico (diritti di uso civico, beni di uso civico, frazioni)

Amministrazione dei beni di uso civico (diritti di uso civico, beni di uso civico, frazioni)

Le Amministrazioni dei beni di uso civico (spesso anche chiamate frazioni) sono enti pubblici incaricati dell’amministrazione dei beni di uso civico delle rispettive località. Esse traggono la loro origine nel medioevo e sono intimamente connesse allo sviluppo delle vicende storiche altoatesine.

La fonte primaria in materia di amministrazione dei beni di uso civico è costituita dalla legge provinciale del 12 giugno 1980. (Link esterno) All’interno di tale testo normativo, più precisamente l’art. quarto, opera un rimando esplicito alle disposizioni statali, quali la legge del 16 giugno 1927, n. 1766 ed il Regio decreto del 26 febbraio 1928, n. 332, nonché, in quanto compatibili, all’ordinamento elettorale e comunale vigente.
I beni di uso civico vengono distinti in base all’art. 11 della legge n. 1766/1927 in linea di principio in categoria a) terreni utilizzabili come bosco o come pascolo permanente e categoria b) terreni utilizzabili per la coltura agraria; vale a dire che si tratta nella maggior parte dei casi di boschi, pascoli e malghe.
La particolarità dei beni di uso civico sta nel fatto che essi costituiscono una proprietà comune per gli aventi diritto (i cittadini residenti da almeno quattro anni nella relativa frazione) delle relative località. Gli aventi diritto di uso civico godono di diritti sui beni di uso civico, che si esprimono per lo più in diritti di pascolo, prelievo di legname e diritti di pesca.

L’Ufficio Vigilanza della Ripartizione Enti locali e l’Ufficio Proprietà coltivatrice della Ripartizione agricoltura sono gli uffici competenti per le amministrazioni dei beni di uso civico. L’Ufficio Vigilanza si occupa prevalentemente della vigilanza e la consulenza dei relativi enti, nonché del controllo di legittimità. È invece compito dell’Ufficio Proprietà coltivatrice emanare nulla osta e pareri positivi, l’elezione del comitato e i diritti di prelievo legname.

L’amministrazione dei beni di uso civico avviene attraverso un comitato eletto o attraverso la Giunta comunale.

L’Amministrazione dei beni di uso civico appartenenti a comuni o località viene solitamente affidata ad un comitato composto da cinque membri al quale si affianca un segretario. Se l’amministrazione dei beni di uso civico viene affidata ad un comitato è prevista un’amministrazione separata in materia contabile e finanziaria. L’amministrazione dei beni di uso civico avviene per mezzo di uno statuto redatto dal comitato d’amministrazione.
Il registro contente le attuali composizioni dei comitati viene tenuto presso l’Ufficio Proprietà coltivatrice.

L’alternativa per l’amministrazione dei beni di uso civico è l’amministrazione attraverso la Giunta comunale, che si basa su un proprio Statuto.

  • Se i beni sono iscritti nel libro tavolare come beni comunali, l’amministrazione può avvenire mediante il bilancio di previsione del comune o mediante bilancio separato.
  • Se i beni non risultano iscritti nel libro tavolare come beni comunali, l’amministrazione deve sempre avvenire mediante bilancio separato.

Se è la Giunta comunale a fungere da organo amministrativo, allora sarà il sindaco a svolgere la funzione del Presidente e il Segretario comunale le funzioni del Segretario.

Attualmente (aprile 2018) vi sono 69 amministrazioni di beni di uso civico gestite da Giunte comunali.

Per ulteriori informazioni relative alla creazione di un’Amministrazione separata BUC nonché l’elezione del comitato, La preghiamo di visitare il sito dell’Ufficio Proprietà coltivatrice.

In caso di obbligo d’astensione o conflitto d’interessi degli amministratori dell’Amministrazione dei beni di uso civico nonché in caso di irregolarità o omissione nei casi previsti dalla legge (vedasi artt. 6, 7 e 8 della legge provinciale n. 16/1980) la Giunta provinciale può nominare un commissario ad acta (potere sostitutivo) mediante deliberazione per lo svolgimento di determinati atti giuridici.

L’articolo 2, comma 1bis prevede ulteriormente per il caso in cui le persone elette non accettino il mandato e non sia possibile raggiungere il numero di membri del comitato previsti per legge, con la conseguenza che il Presidente della Provincia non può procedere alla proclamazione dei membri eletti, la Giunta provinciale nomini un commissario che rimarrà in carica sino a nuove elezioni.

Qui può accedere al modulo per la richiesta di un commissario ad acta.

Ai sensi dell’articolo 6ter della legge provinciale n. 16/1980, il parere positivo dell’Assessore provinciale competente per l’agricoltura (insieme alla cancellazione o all’apposizione del vincolo di uso civico) deve sussistere prima che vengano adottati i seguenti atti dell’Amministrazione, aventi per oggetto:

  • L’alienazione di beni di uso civico nonché la costituzione, la modificazione e l’estinzione di diritti reali su detti beni.
  • L’acquisto di immobili rustici nonché di altre superfici di pertinenza e accessorie ai beni di uso civico.

Ulteriori informazioni e moduli per le rispettive richieste possono venire richiesti all’Ufficio Proprietà coltivatrice.

L’Ufficio Vigilanza offre consulenza giuridica e contabile in forma scritta e telefonica.
Inoltre, l’ufficio vigilanza è amministrativamente competente per il controllo di legittimità e il controllo contabile spettante alla Giunta provinciale conformemente all’articolo 8 della legge provinciale n. 16/1980 (Link esterno) per le seguenti deliberazioni del comitato:

  • lo statuto e le relative variazioni;
  • il bilancio di previsione e le relative variazioni nonché il conto consultivo;
  • l’acquisto e l’alienazione di beni gravati da diritti di uso civico nonché la costituzione, modificazione ed estinzione di diritti reali su detti beni;
  • le liti attive e passive.

Per il controllo di legittimità delle deliberazioni sono necessari vari documenti, che sono reperibili alle voci documenti, formulari tipo, circolari e comunicazioni.

Nel caso le amministrazioni separate BUC abbiano assunto personale, dovrà venire istituito un organigramma sottoposto all’approvazione della Giunta provinciale. L’assegnazione dei posti dovrà avvenire nel rispetto della proporzionale.

I redditi dei beni di uso civico, comprese le entrate derivanti dalla vendita dei beni stessi, e le altre entrate patrimoniali derivanti dall’utilizzo di risorse naturali nel proprio ambito territoriale sono da utilizzare nel seguente ordine:

  1. spese per l'amministrazione e investimenti per il mantenimento e il miglioramento dei beni di uso civico e concessione di contributi ad associazioni operanti nella frazione rispettivamente nel comune. L'ammontare dei contributi non può superare il 10% dell'intero reddito
  2. soddisfazione dei diritti iscritti nel libro fondiario o accertabili con altri mezzi di prova
  3. il 30% del reddito rimanente per la manutenzione di strade interpoderali o per iniziative collettive nell'interesse dell'agricoltura. Per l'impiego dei mezzi previsti con questa lettera c), dal comitato di amministrazione vengono raccolte proposte dall'organizzazione locale dei contadini maggiormente rappresentativa a livello provinciale
  4. soddisfazione del fabbisogno di legname delle aziende agricole, sempreché nei boschi di proprietà la ripresa decennale definita dall'autorità forestale competente in base alle schede boschive non superi i 10 m³ all'anno
  5. aiuti in casi di particolare bisogno
  6. soddisfazione del fabbisogno di legname delle persone non comprese sotto la lettera d) con preferenza dei meno abbienti
  7. finanziamento di iniziative di interesse generale

Linee guida e documenti

L’ufficio Vigilanza ha realizzato più documenti per le Amministrazioni separate BUC dei beni di uso civico sulla base di norme giuridiche, sentenze, decisioni della Giunta provinciale ed anni di prassi d’ufficio.
Qui trova le linee guida (questa versione è al momento in elaborazione e verrà a breve modificata) con allegati, schema riassuntivo ed elenco dei documenti che devono venire allegati alle decisioni per il controllo di legittimità.

Documenti relativi alla presentazione tenutasi il 10 e 22 maggio 2018 per gli amministratori delle Amministrazioni separate (i testi della presentazione sono disponibili solo in lingua tedesca)

Circolari e comunicazioni

Qui può trovare tutte le circolari e comunicazioni emanate dalla Ripartizione 7.

Documento per il rilevamento dei dati

Per lo svolgimento dell’attività di controllo di legittimità è necessaria una banca dati aggiornata per l’invio di documenti o per contatti telefonici, per chiarimenti ed informazioni. Ogni variazione di dati (nomina di un nuovo presidente, nomina di un nuovo segretario, nuovo indirizzo) deve essere comunicata. Qui trova il nostro modulo per la raccolta dei dati, che è da compilare in ogni sua parte e da spedire all’indirizzo mail del Dipartimento 7, e-mail: enti.locali@provincia.bz.it.