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5.1 Enti, organizzazioni, consorzi e associazioni

Legenda: P= Periodo C= Costituzione R= Repertorio

AFRA (Auxilium Fraternum Bolzano)

La società AFRA venne costituita il 23 maggio 1957, affinché i suoi soci - fossero persone giuridiche o associazioni - potessero godere di "aiuto e assistenza in materia di insegnamento, istruzione professionale, assistenza sociale, economia, sanità, educazione fisica e ricreazione". Gli atti trattano della costruzione di alcuni asili, della Casa giovanile e di cultura "Josef Noldin" a Salorno, del centro giovanile "Erzherzog Johann" a Merano, del consorzio per la formazione di insegnanti di scuole medie, ecc.

P: 1960-1980
C: 12 scatole
R: repertorio
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Comitato anti-fumo

A partire dalla metà degli anni Cinquanta, diversi proprietari terrieri della zona di Bolzano denunciarono danni alle colture di vino e alberi da frutta. Si supponeva esistesse un collegamento con i fumi emessi da alcune aziende nella zona industriale di Bolzano. Presso il "Südtiroler Bauernbund" si costituì una rappresentanza dei viticoltori e frutticoltori danneggiati che all'inizio si presentò sotto diverse denominazioni, poi con il nome di "Anti-Rauch-Komitee" (Comitato anti-fumo).
Il fondo contiene documenti e moduli riguardanti il calcolo dei danni e dei risarcimenti versati ai singoli componenti del Comitato anti-fumo, nonché un'ampia corrispondenza.

P: 1950-1991
C: 21 scatole
R: repertorio
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Accademia di Design di Bolzano

Con legge provinciale del 1995 venne stabilita l'istituzione a Bolzano di un Istituto di design. Nel novembre 1998 l'Accademia di Design di Bolzano (ADB) intraprese la sua attività didattica. L'ADB offriva due indirizzi di studio paralleli: design del prodotto e design della comunicazione. Le lezioni si svolgevano attraverso progetti, workshop o seminari rivolti a piccoli gruppi. Con l'anno accademico 2002-03 ebbe inizio l'attività della nuova Facoltà di Design e Arti della Libera Università di Bolzano. Contemporaneamente cessava l'attività didattica dell'ADB, i cui studenti passarono all'Università.

P: 1991-2002
C: 45 scatole
R: repertorio
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Comitato degli insegnanti sudtirolesi delle scuole medie (Arbeitskreis Südtiroler Mittelschullehrer - ASM)

Dopo la seconda guerra mondiale le scuole medie e superiori in lingua tedesca in Alto Adige dovettero essere ricostruite. In questo contesto nacque lo "Arbeitskreis Südtiroler Mittelschullehrer" (ASM), che si impegnava per la promozione della scuola altoatesina in lingua tedesca e per la tutela degli insegnanti in questioni culturali ed economiche.

P: 1955-1994
C: 74 scatole
R: repertorio
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Fondazione Kraus von Sala a Castelrotto

Il fondo testimonia l'attività della Fondazione a sostegno dei poveri istituita da Michael Kraus von Sala (Fodor de Szalla) († 1588), rampollo della nobiltà ungherese e Ufficiale amministrativo di Castelrotto. Il capitale della fondazione, 2000 fiorini, era stato concesso come prestito all'arciduca Ferdinando II, assicurato con gli introiti della dogana di Colma e fruttava ogni anno gli interessi di 10 fiorini. La direzione della fondazione era affidata all'Ufficiale della fondazione, che in alcuni periodi coincideva con il cancelliere del giudizio di Castelrotto.
Il fondo, di modeste proporzioni, contiene i rendiconti degli Ufficiali della fondazione, obbligazioni, documentazione intorno alla concessione di elemosine e corrispondenza con il governo di Innsbruck.

P: 1629-1866
C: 2 scatole
R: repertorio

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Consorzio di bonifica Monte-Salorno


Il fondo conserva la documentazione del consorzio per la bonifica dei terreni paludosi e bradi della Val d'Adige a sud di Bolzano. Oltre a tale documentazione che parte dal 1893, il fondo contiene anche materiale archivistico delle istituzioni antecedenti, nonché documenti che riguardano la regolazione del corso meridionale dell'Adige, provenienti dagli uffici statali del XIX secolo

P: 1815-1979
C: 142 registri
R: repertorio

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Commissariato della G.I. (Gioventù Italiana), Bolzano

La Gioventù Italiana del Littorio (G.I.L.) istituita nel 1937 e collocata alle dirette dipendenze del segretario del Partito Nazionale Fascista, nel 1943 non fu soppressa come le altri organizzazioni del regime. Assunse invece la denominazione di Gioventù Italiana (G.I.), e alla sua guida fu posto un Commissario con il compito di provvedere alla conservazione del patrimonio dell'Ente ed alla temporanea amministrazione delle sedi secondarie della istituzione situata nel "territorio liberato". In realtà, la gestione commissariale durò per oltre trent'anni, fino a quando l'ente venne sciolto definitivamente nel 1975.
Anche in Alto Adige la Gioventù Italiana ereditò dalla G.I.L. fascista un patrimonio immobiliare considerevole, che in larga parte fu dato in affitto a privati. Il fondo contiene soprattutto documentazione amministrativa inerente la gestione finanziaria dei singoli esercizi, la gestione ordinaria del patrimonio mobiliare e immobiliare e i rapporti con i numerosi concessionari che avevano in affitto i beni della Gioventù Italiana.

P: 1927-1977
C: 117 scatole
R: repertorio

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ENPMF (Ente Nazionale per la Protezione Morale del Fanciullo)

L'ente nazionale per la protezione morale del fanciullo venne fondato a Roma nel novembre del 1945 come associazione nazionale. Negli anni a seguire l'organizzazione divenne attiva in molte città italiane e nel 1952 nella provincia di Bolzano. Lo scopo dell'ente era l'individuazione, lo studio, la promozione e il sostegno di minori poco dotati o trascurati. Il lavoro principale degli assistenti sociali consisteva nelle verifiche della maturità scolastica, che venivano svolte in stretta collaborazione con l'intendenza scolastica.

P: 1934-1986
C: 44 scatole
R: repertorio
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Ente Nazionale Tre Venezie / Ente di rinascita agraria delle Tre Venezie

L'Ente di rinascita agraria delle Tre Venezie (ERA), un organismo dell'Ente nazionale delle Tre Venezie (ENTV), venne fondato nel 1921. Il suo scopo era quello di acquistare i masi dei contadini sudtirolesi ed accumulare terreni per un programma di "conquista del suolo" che avrebbe dovuto rendere possibile l'immigrazione in massa degli italiani. Con l'accordo fra Hitler e Mussolini l'ENTV divenne ancora più potente: i beni immobili dei sudtirolesi e cittadini tedeschi che in seguito alle opzioni emigravano in Germania dovevano essere venduti all'ENTV, se non erano già stati venduti a privati cittadini italiani. Dopo la seconda guerra mondiale l'ENTV vendette e in parte affittò il suo patrimonio immobiliare. L'Ente venne abolito nel 1972 con il secondo Statuto d'autonomia e il suo rimanente patrimonio immobiliare trasferito alla Provincia autonoma di Bolzano.

P: 1937-1978
C: 2 scatole
R: repertorio

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EXPO (Euregio 2000)

Il primo giugno 2000 si inaugurò ad Hannover l'EXPO 2000, la sessantaduesima esposizione universale sul tema "Uomo - Natura - Tecnica". Anche la regione europea del Tirolo (Euregio) si presentò come partecipante ufficiale. Fu il primo grande progetto comune delle tre province Tirol, Sudtirolo e.
Per la pianificazione, organizzazione ed attuazione del progetto comune, fu fondato a Bolzano 1999 un Gruppo economico di interesse europeo (GEIE) con il nome "EXPO 2000. Tirol, Südtirol-Alto Adige, Trentino". L'Euregio si presentò all'esposizione mondiale su di una superficie di 1.300 metri quadrati nel padiglione n. 16, situato un po' al di fuori delle assi principali dell'esposizione, in prossimità degli stand di Macedonia, Palestina e dell'ufficio stampa. Al centro dello stand era collocata la costruzione dello scultore italiano Fabrizio Plessi.
La documentazione contiene carteggio, materiale pubblicitario delle ditte presenti allo stand, la documentazione dello stand stesso e dei vari eventi. Ricchissima è la documentazione fotografica.

P: 1999-2001
C: 58 scatole
R: repertorio

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Ex-GIL (frammento)

L'edificio della Gioventù Italiana del Littorio (GIL) femminile di Bolzano è un bell'esempio di architettura razionalista italiana del periodo fra le due guerre. Il progetto del complesso GIL risale al settembre del 1934 ed è opera dello studio degli architetti F. Mansutti e G. Mozzo di Padova. Con lo stadio sportivo e la piscina (il "lido") adiacenti, la GIL costituiva un continuum urbanistico per le celebrazioni del partito e per l'attività sportiva.
Con la caduta del fascismo, la GIL fu posta in liquidazione. Un'amministrazione temporanea avrebbe dovuto dividere in breve tempo i suoi beni fra i Ministeri della guerra e dell'educazione nazionale. In realtà, la gestione commissariale dell'ente durò per oltre trent'anni e solo nel 1975 la GI (Gioventù Italiana) fu definitivamente sciolta. Per tutti quegli anni, la GI continuò a gestire il vasto patrimonio della vecchia organizzazione fascista. Il complesso della GIL femminile di Bolzano, per esempio, fu diviso fra diversi conduttori che utilizzavano i locali a loro concessi per gli scopi più svariati.
Il fondo contiene soprattutto indicazioni relative ai tanti affittuari di singole parti del complesso.

P: 1962-1991
C: 2 scatole
R: repertorio

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FUEV (Föderalistische Union Europäischer Volksgruppen / Unione federalista di gruppi etnici europei)

Fondata nel 1949 da rappresentanti di minoranze, rappresenta l'erede dei "congressi delle minoranze" che si riunivano a Ginevra durante il periodo tra le due guerre. Scopo della FUEV è il superamento pacifico dei rigidi stati nazionali e dei loro confini, per "integrare le minoranze nell'Europa federale" (risoluzione FUEV Versailles 1989). La raccolta di documenti sulla FUEV è stata trasmessa all'Archivio Provinciale di Bolzano dall'On. Dr. Karl Mitterdorfer, presidente della FUEV dal 1977 al 1981, e contiene documenti riguardanti il funzionamento della FUEV e sulla situazione delle minoranze linguistiche per la maggior parte europee dal 1949.

P: 1957-2000
C: 14 scatole
R: repertorio

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Landesverband für Heimatpflege (Federazione provinciale per la tutela del patrimonio artistico e culturale)

Tra i compiti del "Landesverband für Heimatpflege" vi sono la difesa della natura e la tutela del patrimonio architettonico e monumentale. Su questi temi l'associazione è attiva attraverso numerosi gruppi di lavoro che operano innanzitutto negli ambiti della tutela degli insiemi e della conservazione del paesaggio tradizionale.
Il "Verband für Heimatpflege" venne fondato nel 1949 quale sintesi di tutte le associazioni di tutela del patrimonio artistico e culturale, in occasione di un convegno sugli usi e costumi tenutosi a Matschatsch (Appiano). Nell'ambito della cura del paesaggio, lo Heimatpflegeverband segue annualmente le domande di contributi per la conservazione delle tradizionali staccionate di legno, di beni culturali contadini minori e di tetti di paglia o di scandole. Le tante domande con allegata documentazione fotografica rappresentano una parte importante del fondo. Accanto alla ricca corrispondenza dell'associazione, prodotta a partire dagli anni Cinquanta e che rappresenta una parte assai ampia del fondo, e ai dossier relativi alle innumerevoli iniziative dello Heimatpflegeverband, è di particolare interesse il rilevamento fotografico dei beni paesaggistici del Sudtirolo, iniziato negli anni Settanta e però interrotto negli anni Ottanta.

P: 1949-2002
C: 21 scatole
R: repertorio
Accesso: accesso limitato

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Ospedale di Santo Spirito a Bolzano

L'ospedale di Santo Spirito di Bolzano, fondato nel 1271 dalla comunitas burgensium, non era solo l'istituzione di assistenza più importante della città, ma, a seguito di cospicue donazioni, anche il feudatario più eminente, insieme alla parrocchia di S. Maria Assunta. L'ospedale fu diretto da un mastro ospitalario, che per l'amministrazione si servì dello scriba ospitalario, che accanto alla tenuta degli urbari aveva come incombenza soprattutto la gestione dei conti. Il fondo contiene la quasi completa serie dei libri di conto a partire dagli inizi del XVI secolo.

P: 1505-1870
C: 599 volumi
R: repertorio

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Atti delle Commissioni per i masi chiusi del distretto di Bolzano

Dopo il 1948, a seguito del primo Statuto d'autonomia, la competenza legislativa riguardo ai masi chiusi venne assegnata all'amministrazione regionale. La legge sul maso chiuso entrò in vigore nel 1954.
Tra gli organi istituiti dalla legge sul maso chiuso vi sono le Commissioni per i masi chiusi. Tra i loro compiti vi sono l'autorizzazione alla costituzione di un maso chiuso o al suo scioglimento, il permesso di distaccare diritti reali legati al maso, ecc.
Il fondo contiene gli atti della Commissione per i masi chiusi del distretto di Bolzano. I masi menzionati nel fondo si trovano nei comuni catastali di Gries, Laives, Dodiciville, Appiano, Caldano e Terlano.

P: 1954-1998
C: 29 scatole
R: repertorio;
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Unione dei comproprietari residenze "Lago di Carezza"

Nella zona del lago di Carezza, nel 1894-96 venne costruito il Grand-Hotel "Lago di Carezza", al quale, anni dopo, venne aggiunto un campo da golf. L'hotel e il campo da golf continuarono la loro attività anche fra e oltre le due guerre mondiali. Negli anni Sessanta la "Società Alberghi Alpini", entrata in possesso dell'hotel e del campo da golf, vendette la proprietà alla Società per azioni bolzanina SITA (Società Iniziative Turistiche Alberghiere). In seguito la società si sciolse diventando proprietà di un commerciante bolzanino. Costui ristrutturò il Grand-Hotel ricavandone due condomini e facendo costruire anche un certo numero di villette. Nel 1973 i proprietari delle villette si unirono nell'Unione dei comproprietari "Lago di Carezza".
Il fondo comprende materiale del periodo 1961-2000; la maggior parte della documentazione risale agli anni Settanta e testimonia l'attività dell'Unione, la sua contabilità, le opere di edilizia.

P: 19612002
C: 22 scatole
R: repertorio
Accesso: limitato

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Archivio dell'asilo Kofler a Bolzano

La "Kleinkinderbewahranstalt der Stadt Bozen" (Istituto per la protezione del bambino della città di Bolzano) fu fondata nel 1847 e fu la prima istituzione di questo genere a Bolzano. Il progetto fu avviato, organizzato e condotto da un comitato di 15 donne bolzanine, un collettivo di donne borghesi e nobili, che guidò l'istituzione fino al 1939. La "Kleinkinderbewahranstalt" di Bolzano godette sin dall'inizio di un afflusso notevole e in continua crescita, tanto che già nel 1853 dovette trasferirsi da vicolo Parrocchia nella "Maurergasse", l'attuale via dei Vanga, e infine nel 1873 nella sede definitiva nella "Hintergasse", l'attuale via Vintler. L'istituzione venne finanziata grazie a donazioni. La sua sopravvivenza venne definitivamente assicurata dal lascito di Wilhelmine Kofler nata Grätzl, che lasciò metà del suo patrimonio all'ospizio dei poveri di Bolzano e l'altra metà alla "Kleinkinderbewahranstalt".
Con l'annessione del Tirolo meridionale al Regno d'Italia la gestione dell'asilo passò all'"Opera Nazionale di Assistenza all'Italia Redenta" (O.N.A.I.R).
Dopo la Seconda guerra mondiale, l'istituzione fu occupata principalmente nella ricostruzione dell'edificio in via Vintler. Una nuova fase ebbe inizio con l'entrata in vigore del secondo Statuto di autonomia e con il conseguente passaggio delle competenze sulle scuole dell'infanzia all'amministrazione provinciale.
Il fondo riguarda il periodo dal 1825 al 1997 e documenta quindi l'evoluzione storica della scuola dell'infanzia.

P: 1825-1997
C: 60 scatole
R: repertorio
Accesso: accesso limitato

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Magistrato mercantile di Bolzano

L'istituzione del Magistrato mercantile, indipendente dal principe, segnò per le fiere di Bolzano un importantissimo punto di sviluppo. Le fiere divennero mercati di importanza internazionale e fino al XVIII secolo svolsero un ruolo centrale nel traffico di commercio e pagamenti fra le aree dell'Italia settentrionale, della Germania meridionale e dell'Austria. Nel 1850/51 al Magistrato mercantile subentrò la Camera di commercio. Il fondo comprende protocolli e atti del tribunale fieristico di Bolzano in più serie, una raccolta di mappe geografiche, libri di conti ma anche codici di provenienza esterna (come urbari e rendiconti ecclesiastici e rendiconti di confraternite di Gries).

P: 1463-1851
C: 90 metri lineari
R: repertorio

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ONMI Bolzano (Opera Nazionale Maternità ed Infanzia)

Contiene documentazione inerente l'attività della Federazione provinciale di Bolzano dell'O.N.M.I. e dell'I.P.A.P.I. (Istituto Provinciale Assistenza alla prima Infanzia). La documentazione è frammentaria e si risale in larga parte al periodo successivo alla seconda guerra mondiale.

P: 1930-1969
C: 7 scatole
R: repertorio

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ONAIRC (Opera Nazionale Assistenza Italia Redenta/Regioni Confine)

L'O.N.A.I.R. venne fondata a Roma nel 1919. Il suo compito centrale era quello di assistere materialmente e moralmente le popolazioni delle "terre redente", in particolar modo con la istituzione di laboratori femminili e con provvedimenti a favore della prima infanzia.
Con il fascismo l'impegno dell'O.N.A.I.R. nel campo degli asili infantili crebbe ulteriormente (particolarmente in Alto Adige).
Nel dopoguerra (1960) la denominazione cambiò in Opera nazionale di assistenza all'infanzia delle regioni di confine (O.N.A.I.R.C.), fino al suo scioglimento nel 1977.
In massima parte il fondo contiene documentazione inerente le vicende dei tanti asili (scuole materne) che l'O.N.A.I.R.C. gestiva su tutto il territorio provinciale.

P: 1921-1977
C: 130 scatole
R: Repertorio

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Opzioni Val Gardena

L'"Amtliche Deutsche Ein- und Rückwanderungsstelle (ADERSt)", l'Ufficio germanico per l'immigrazione e il rimpatrio, fondò a Ortisei un proprio ufficio operativo responsabile del trasferimento degli optanti della val Gardena. Si trattava degli abitanti di Ortisei, Santa Cristina, Selva e delle frazioni ladine del Comune di Castelrotto: Bulla, Roncadizza e Oltretorrente. Per ciascuna persona o per ciascuna famiglia, le autorità predisposero un fascicolo nominativo utile per il compimento dell'enorme sforzo burocratico e che conteneva documentazione per l'espatrio, corrispondenza diversa e spesso anche il passaporto italiano o tedesco non più utilizzato. All'interno del fondo si trovano anche gli atti relativi alle opzioni propri dell'amministrazione comunale di Ortisei, prodotti dalle autorità italiane nel 1939. Tale documentazione fu utilizzata spesso nel periodo successivo alla guerra, dopo che nel 1948 agli optanti era stata resa possibile la riacquisizione della cittadinanza italiana.

P: 1939-1976
C: 124 scatole, 6 registri
R: repertorio
Accesso: accesso limitato 

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Fondazione Regina Elena

Frammento di fondo dell'archivio della Fondazione Regina Elena a Millan presso Bressanone. La fondazione istituita nel 1936 dallo stato italiano, serviva all'educazione delle fanciulle italiane provenienti da famiglie disagiate. Nel 1978 l'attività educativa venne sospesa, nel 1990 la fondazione venne sciolta.

P: 1977-1990
C: 1 cartone
R: repertorio
Accesso: accesso limitato

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Südtiroler Kulturzentrum

Il Südtiroler Kulturzentrum (Centro culturale sudtirolese) venne fondato a Bolzano nel 1975 per "promuovere, organizzare e divulgare attività culturali, soprattutto nel campo del teatro, della musica, della letteratura, dell'arte figurativa, del cinema, della fotografia e della formazione per adulti in Sudtirolo". Questo doveva avverarsi attraverso la "creazione di istituzioni adatte" e attraverso la "presa in consegna o organizzazione di iniziative culturali già esistenti e l'importazione di spettacoli dall'estero o dal resto del territorio statale". L'associazione vide il proprio compito principale nella promozione e nel coordinamento di singole iniziative culturali con una impostazione di sinistra o comunque democratica. Vi si aggiunsero altre iniziative (spettacoli teatrali, mostre, concerti ecc.) che il Kulturzentrum organizzò direttamente.
Il fondo contiene, accanto a una piccola parte della documentazione che è andata purtroppo dispersa, la raccolta quasi completa dei manifesti dell'associazione.

P: 1975-1998
C: 7 scatole, 2 cartelle
R: repertorio

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Südtiroler Hochschülerschaft (SH)

La "Südtiroler Hoschschülerschaft" venne fondata nel 1955, soprattutto come sostegno per tutte le questioni pratiche e giuridiche riguardanti lo studio dei/delle sudtirolesi, come il riconoscimento di titoli di studio stranieri (soprattutto austriaci) e l'aiuto economico e organizzativo. Presto, però, la SH diventò anche un attore sociale critico che prendeva spesso posizione circa le questioni cruciali della realtà sudtirolese. Il fondo è dunque prezioso in riferimento a molti temi della storia contemporanea regionale.

P: 1954-1998
C: 83 scatole
R: repertorio

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Corporazione dei calzolai sul Renon

Il fondo delinea le più importanti attività della corporazione artigiana: istruzione degli apprendisti, controllo delle attività anche attraverso le riunioni obbligatorie, assolvimento di obblighi religiosi.

P: 1512-1885
C: 1 scatola
R: repertorio

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SE.PR.AL. (Sezione Prezzi Alimentari)

L'Ufficio Alimentazione si occupava in primo luogo del razionamento e della distribuzione di viveri di prima necessità. Ordinamenti e direttive arrivavano da Roma e da Padova, dove si trovava la sede dell'ufficio di Bolzano. Ulteriori compiti dell'ufficio erano per esempio la distribuzione di tessere annonarie e il controllo della panificazione. Grandi responsabilità gli venivano attribuite nel regime dei prezzi, nella collaborazione con l'U.N.R.R.A., la Croce Rossa ecc. Negli anni successivi provvide all'elaborazione del "Censimento Industria e Commercio".

P: 1940-1980
C: 70 scatole
R: repertorio

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VKS/AdO

La fondazione del "Völkischer Kampfring Südtirol" (VKS, Circolo popolare combattente del Sudtirolo), organizzazione nazista del Sudtirolo, avvenne negli anni 1933-34. Il VKS si ispirava chiaramente allo NSDAP, sia per il suo orientamento ideologico che per la sua struttura organizzativa. Dal momento in cui i piani di trasferimento e la scadenza per l'opzione (31 dicembre 1939) divennero noti, si formarono sempre di più nella società sudtirolese i fronti degli "optanti" e dei "Dableiber" e le rispettive organizzazioni - VKS da una parte, "Deutscher Verband" e "Andreas-Hofer-Bund" dall'altra - svolsero la loro propaganda. Il 30 gennaio 1940 fu infine fondata la "Arbeitsgemeinschaft der Optanten für Deutschland" (AdO) su iniziativa della "Amtliche Deutsche Ein- und Rückwandererstelle" (ADERSt, Ufficio germanico per l'emigrazione e il rimpatrio). ADERSt e AdO erano responsabili dello svolgimento delle operazioni predisposte per il "rimpatrio", cioè anche dell'esecuzione dei trasferimenti e di ogni forma di sostegno necessaria ai sudtirolesi che emigravano.
Il fondo contiene documentazione sia del VKS che della AdO, con in larga maggioranza carte relative a quest'ultima.

P: 1937-1943
C: 57 scatole
R: repertorio

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Conferenza San Vincenzo di Cardano

Protocolli delle riunioni della conferenza San Vincenzo di Cardano

P: 1954-1986
C: 1 scatola
Accesso: limitato

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Università di Innsbruck - programmi dei corsi

P: 1878-1998
C: 2 scatole

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