Ex Telefoni di Stato

Il progetto SmARTup nasce dalla volontà politica della Giunta Provinciale su proposta dell’assessore Tommasini di offrire una molteplicità di attività, spazi, servizi e possibilità per i giovani del territorio: “Nuovi spazi di cohousing dotati di aree di coworking, laboratori, spazi aperti alla cittadinanza, per dare ai giovani l’opportunità̀ di rendersi autonomi dalla famiglia, andare a vivere da soli, in contesti di socializzazione sostenibile e fortemente creativa. Gli spazi di lavoro comune e i laboratori permetteranno l’avvio di imprese e la sperimentazione di nuove attività̀ imprenditoriali con il minimo comun denominatore della creatività̀ e dell’innovazione.”
Questa molteplicità di obiettivi e attività trova sintesi nella definizione di “incubatore di innovazione creativa e culturale” (IICC), che è in grado di racchiudere in un unico concetto la varietà immaginata e altri output e driver di valore che il progetto potenzialmente può esprimere. L’IICC è un luogo ibrido, che fonde e moltiplica il potenziale generativo di un coworking, un centro culturale, un incubatore di startup, un community hub, un co-housing, un minidistretto produttivo, una strategia di marketing territoriale e altro ancora. Si tratta di concentrare in un unico luogo fisico, idoneo e iconico, e su una comunità di persone (giovani e non) il maggior numero di pratiche, politiche, relazioni, attività, competenze presenti sul territorio legate alla creatività e alla cultura. Questa focalizzazione e concentrazione di “materia oscura” creativa permette il raggiungimento di una “massa critica” che innesca un processo di generazione di output e spillover economici, culturali e sociali su tutto il territorio di incredibile magnitudo. Questo avviene perché nell’IICC si uniscono e si moltiplicano tra loro: la generatività delle industrie creative e culturali, le sinergie tipiche dei distretti produttivi, l’imprenditorialità del contesto startup e la condivisione alla base del consumo collaborativo e della cooperazione.

In SmARTup troveremo: 

1. Un centro d’innovazione, produzione, fruizione, contaminazione e formazione in ambito culturale, con una forte focalizzazione sull’(auto)imprenditorialità giovanile nel settore delle imprese creative e culturali:

a.  un centro di produzione artistica e performativa (musica, scenografia, pittura\scultura, fotografia), dove alle postazioni tradizionali di lavoro si affiancheranno le infrastrutture e le dotazioni necessarie, tecnologiche e non (laboratori artistici, impianti, software, ecc.);
b.  spazi aggregativi dedicati al protagonismo giovanile del quartiere e della città, con focus sulle performing arts (musica, teatro, danza, ecc.);
c.  uno spazio “eventi temporanei” (mostre, concerti, fiere, ecc.) per renderlo un luogo aperto e inclusivo. d. percorsi strutturati di accompagnamento alla nascita e crescita di startup nel settore delle ICC (consulenze, mentorship, ecc.) e. Laboratori attrezzati, fissi e temporanei, per le discipline e le professioni creative, artistiche, artigiane e tecnologiche (stampanti 3D, coding, ecc.). 

2. Un coliving (cohousing + coworking) per giovani in cerca di autonomia di vita e professionale.

3. Un centro di cittadinanza attiva e di erogazione di servizi di welfare locale per la comunità “autoctona” e il quartiere, frutto anche dell’auto-organizzazione degli utenti (cd. community hub). Lo spazio Ex Telefoni di Stato è inserito in un contesto densamente abitato che non offre attualmente grandi opportunità culturali e di socializzazione. Il vicino cinema e centro culturale parrocchiale è chiuso da anni e molti esercizi commerciali stanno chiudendo. Il nuovo progetto ha il compito di favorire la rigenerazione dell’intero quartiere e dovrà̀ essere percepito come un’opportunità̀ anche per i residenti. Si attiveranno processi di partecipazione civica, rivitalizzazione economica e servizi a favore della comunità residente e del quartiere. Ipotesi proposte: mini-ostello, mini-nido\co-baby.

4. Un posto cool: piacevole, coinvolgente, attrattivo, cool dove passare del tempo con amici e colleghi, grazie a un bar\ristorante sulla terrazza, temporary shop, una libreria, sale studio, showroom creativi, wifi, ecc

5. Una piattaforma di sviluppo locale. L’Ex Telefoni di Stato sarà il baricentro di specifiche politiche di sviluppo territoriale, attraverso iniziative di sostegno della domanda e dell’offerta di “innovazione culturale e creativa” a favore del sistema economico locale, pubblico e privato (es. offerta di spazi temporanei - rigenerazione commercio di prossimità tramite ICC, voucher innovazione per le PMI). Si aiuterà la comunità interna a tessere relazioni con il sistema economico e istituzionale locale, per scambiare innovazione e competenze con commesse e esperienza. Si attiveranno strategie di marketing territoriale per concentrare le eccellenze locali e attirare talenti da fuori. Si userà la “comunità locale” (lavorativa e di vita) come focus group per co-progettare, sviluppare e testare iniziative, bandi, progetti pubblici.

La Giunta Provinciale ha deciso la nuova destinazione dell'edificio Ex Telefoni di Stato, stabilendo la cornice del progetto, ma ha affidato alle consulte giovanili provinciali il compito di trasformare queste indicazioni generali nelle linee guida che serviranno per il progetto di risanamento dell'edificio. Le consulte hanno costituito un gruppo di lavoro e si sono affidate al progetto yob per strutturare un percorso di approfondimento che gli ha portati a vistare le migliori pratiche europee nel settore degli incubatori di innovazione creativa e culturale.

Al seguente link è possibile scoprire il team di lavoro e le tappe del tour: http://yob.bz.it/ex-telefoni/