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Riconoscimenti

Il riconoscimento delle qualifiche professionali per i cittadini degli stati membri dell'Unione Europea è disciplinato da una direttiva del Parlamento europeo, recepita in Italia. Per i cittadini dei Paesi aderenti allo Spazio economico europeo e della Confederazione Svizzera, si applicano invece degli accordi specifici in vigore con l'Unione Europea.

Vedi: Guida per il riconoscimento delle qualifiche professionali e il Decreto del Presidente della Provincia n.41 (2007)  

Diverso dal riconoscimento professionale, che abilita direttamente all'esercizio di una determinata professione, è il riconoscimento dei titoli di studio. L'equipollenza del titolo di studio conseguito all'estero è constatata dall'autorità competente e determina l'equivalenza con un determinato titolo presente in Italia.

Per il riconoscimento dei titoli di studio stranieri, riguardanti la Scuola Secondaria di Primo Grado e la Scuola Secondaria di Secondo Grado l'autorità competente è l'Intendenza Scolastica Italiana.

Per informazioni riguardanti il riconoscimento di titoli accademici e delle qualifiche professionali di livello accademico si può contattare l'Orientamento scolastico, universitario e professionale o l'Informazione Universitaria Alto Adige.

Per il riconoscimento di diplomi, qualifiche e abilitazioni professionali non accademiche occorre rivolgersi alla Formazione professionale italiana o alla Formazione professionale tedesca.

Diverse altre istituzioni sono competenti per qualifiche professionali e titoli professionali di propria appartenenza come la Ripartizione Artigianato, Industria, Commercio e Turismo e la Ripartizione Mobilità.

Per il riconoscimento di una formazione in ambito sanitario occorre rivolgersi all'Ufficio Formazione del personale sanitario.

Per i cittadini che non appartengono agli stati membri dell'Unione Europea non è prevista la possibilità di richiedere il riconoscimento dei titoli di studio (scolastici). Si può però far tradurre il proprio titolo e richiedere al consolato italiano dello stato di appartenenza una così detta 'dichiarazione di valore', che attesta la validità del titolo nel paese di provenienza. Ciò permetterebbe ad esempio l’ammissione all’università in Italia, se il percorso prevedeva una frequenza di 12 anni scolastici.