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Associazioni sportive e sport scolastico

Nell’ambito dell’indagine sullo sport scolastico Alto Adige 2009 effettuata dalla Provincia autonoma di Bolzano, ai rappresentanti delle associazioni sportive è stato chiesto come valutano la qualità e le condizioni dello sport scolastico. Con dirigenti scolastici, insegnanti e alunni inoltre è stato affrontano il tema dell’offerta interna alla scuola di attività sportive aggiuntive e del riconoscimento di attività sportive extrascolastiche per le materie opzionali e facoltative opzionali. Questo argomento si collega direttamente a quello molto delicato del coinvolgimento di istituzioni extrascolastiche – in fattispecie associazioni sportive – nello sport scolastico, su cui si sono espressi dirigenti scolastici, insegnanti e rappresentanti delle associazioni sportive.

(Per rendere più fluida la lettura, nel testo si è scelto di rinunciare alla distinzione tra la forma femminile e quella maschile. Il termine utilizzato si riferisce pertanto ad entrambi i generi.)

Qualità e condizioni dello sport scolastico

L’insegnamento dell’educazione motoria e fisica a scuola getta le basi istituzionali per l’attività fisica dei bambini e dei ragazzi e spesso anche per l’attività fisica nel corso di tutta la vita. In questo senso lo sport scolastico è cruciale anche per l’attività delle associazioni sportive.

L’82% dei rappresentanti delle associazioni sportive considera molto importante l’insegnamento dell’educazione motoria e fisica nelle scuole altoatesine per un’attività sportiva che possibilmente si protragga per tutta la vita, il 17% abbastanza importante. In totale si arriva al 99%, ad indicare che praticamente tutte le associazioni sportive sono consapevoli del ruolo dello sport scolastico[1].

fig1 - Valutazione dello sport scolstico da parte delle associazioni sportivePerché lo sport scolastico possa svolgere al meglio questo compito devono essere garantita una qualità elevata e condizioni strutturali adeguate. I rappresentanti delle associazioni sportive hanno espresso la propria opinione in merito alla qualità e le condizioni dell’insegnamento dell’educazione motoria e fisica nei diversi livelli scolastici. Salta all’occhio che per la scuola primaria si registrano giudizi decisamente meno positivi rispetto alla scuola media e superiore e che in generale i giudizi sulle condizioni strutturali sono più alti rispetto a quelli sulla qualità.

Dal punto di vista delle associazioni sportive, la qualità dell’insegnamento dell’educazione motoria nella scuola primaria è abbastanza bassa: quasi due terzi delle associazioni hanno espresso un giudizio abbastanza o molto negativo. L’insegnamento dell’educazione fisica nella scuola media e superiore invece è considerato generalmente (abbastanza) buono. Il leggero calo della qualità nella scuola superiore rispetto a quella media potrebbe collegarsi al più generale problema del calo della motivazione sportiva degli adolescenti in quell’età.

La differenza tra scuola primaria da un lato e scuola media e superiore dall’altro si può ricondurre essenzialmente al fatto che nella scuola primaria gli insegnanti non sono specializzati per l’educazione motoria e non hanno ricevuto una formazione specifica per lo sport scolastico. L’indagine sullo sport scolastico Alto Adige 2009 ha evidenziato che sia gli insegnanti di scuola primaria stessi sia i loro dirigenti scolastici sono consapevoli di questo limite e dei problemi ad esso connessi.

Le condizioni strutturali dello sport scolastico dipendono soprattutto dalla dotazione degli impianti sportivi scolastici. A questo proposito, dall’indagine sullo sport scolastico Alto Adige 2009 è emerso che in parecchie scuole primarie si usano sale polifunzionali come spazi di movimento, mentre quasi tutte le scuole medie e superiori dispongono di palestre di diverse dimensioni. Solo una scuola primaria su due ha un campo di gioco all’aperto e impianti di salto e lancio; si tratta di carenze degne di nota proprio perché negli anni della scuola primaria i bambini hanno particolarmente bisogno di movimento. Il deficit strutturale è sicuramente una delle cause del giudizio basso sulle condizioni dell’insegnamento dell’educazione motoria nella scuola primaria da parte delle associazioni sportive.

La differenza tra qualità e condizioni strutturali sta ad indicare che secondo le associazioni sportive è più problematico il software dello sport scolastico che il suo hardware.



[1] Ad eccezione delle domande presentate in forma di batterie, nell’indagine sullo sport scolastico Alto Adige 2009 son state utilizzate le frequenze valide e non quelle totali.


Offerta scolastica di attività sportive aggiuntive e riconoscimento delle attività sportive extrascolastiche

In aggiunta alle ore curricolari di educazione motoria e fisica la scuola può offrire altre attività sportive, ad esempio gare sportive scolastiche, giornate sportive invernali ed estive, giornate di escursione, gruppi sportivi o contenuti sportivi per materie opzionali e obbligatorie opzionali. Alcune di queste offerte – in particolare i gruppi sportivi e le materie opzionali e obbligatorie opzionali – sono realizzate durante il pomeriggio, proprio nelle ore in cui bambini e ragazzi eventualmente potrebbero fare sport anche in un’associazione sportive. Questo significa che scuola e associazioni sportive potrebbero diventare concorrenti. D’altra parte le associazioni sportive hanno a disposizione risorse materiali e di personale che la scuola non ha e in questo modo possono offrire attività sportive specifiche delle quali la scuola potrebbe usufruire indirettamente.

Perché scuola e associazioni sportive possano seguire i giovani nello sport integrandosi a vicenda è importante sapere quali attività sportive aggiuntive offrono le diverse scuole e tematizzare la questione del riconoscimento delle attività sportive extrascolastiche come lezioni.

fig 2 - Offerta sportiva aggiuntiva della scuolaA detta degli alunni, in Alto Adige sono offerte attività sportive aggiuntive dalle scuole di tutti i livelli. Nella scuola superiore questa offerta aggiuntiva interna si riduce leggermente. Durante gli anni della scuola superiore tuttavia tende a diminuire anche la motivazione sportiva degli adolescenti, pertanto la diminuzione dell’offerta sportiva aggiuntiva interna potrebbe collegarsi a quest’ultimo aspetto.

Tra queste offerte sportive aggiuntive interne alla scuola, per le associazioni sportive sono particolarmente interessanti le gare sportive scolastiche, i gruppi sportivi e le materie opzionali e obbligatorie opzionali a contenuto sportivo: le gare possono essere considerate un serbatoio e una vetrina di potenziali talenti, inoltre sapere quali sport si praticano nei gruppi sportivi nelle materie opzionali e obbligatorie opzionali è importante per la programmazione dell’attività delle associazioni.

Con i dirigenti scolastici e gli insegnanti è stato approfondito quali offerte sportive aggiuntive ci sono nella scuola. Nella scuola media e superiore si organizzano spesso gare sportive e gruppi sportivi, mentre nella scuola primaria questo accade più raramente. Il 40% degli insegnanti di scuola primaria e il 26% degli insegnanti di educazione fisica auspicherebbe un gruppo sportivo nella propria scuola; soprattutto gli insegnanti di scuola primaria, consapevoli dei propri limiti in materia di sport, forse si avvarrebbero dell’aiuto degli istruttori e allenatori delle associazioni sportive.

Materie opzionali a contenuto sportivo sono offerte in scuole di tutti i livelli e nella scuola primaria in particolare, però al 23% degli insegnanti di educazione fisica e al 18% degli insegnanti di scuola primaria nelle cui scuole non ci sono materie opzionali a contenuto sportivo piacerebbe ci fossero offerte di questo tipo. Nelle materie obbligatorie opzionali l’offerta sportiva è minore, in compenso la loro desiderabilità sale al 31% tra gli  insegnanti di educazione fisica e al 22% tra gli insegnanti di scuola primaria.

L’elevata richiesta di materie opzionali e obbligatorie opzionali a contenuto sportivo è di grande importanza per le associazioni sportive. Le offerte sportive aggiuntive interne della scuola si potrebbero intergare, appunto, con offerte sportive extrascolastiche.

fig 3 - Atteggiamento verso il riconoscimento dello sport extrascolastico nella quota opzionale e obbligatoria opzionaleLa maggioranza degli insegnanti di scuola primaria sarebbe favorevole (37% “sì”, 24% “abbastanza”) a tale riconoscimento, tuttavia tra gli insegnanti di educazione fisica solo il 31% lo vedrebbe di buon occhio (la metà “abbastanza” e l’altra metà con un chiaro “sì”). Questa differenza netta probabilmente si collega al fatto che gli insegnanti di educazione fisica vogliono sottolineare la propria competenza e sono dell’idea di non avere bisogno di aiuti esterni.

In misura abbastanza ridotta il riconoscimento di offerte sportive extrascolastiche come lezioni è già una realtà, soprattutto nella quota opzionale, che è anche l’unica in cui un riconoscimento sarebbe legalmente possibile. Che i diversi dirigenti scolastici affrontano la questione in modo differente sta ad indicare che il riconoscimento non è ancora definito in maniera chiara ed univoca. La frequenza relativamente alta del riconoscimento nelle lezioni curricolari nella scuola superiore probabilmente è dovuta alle scuole sportive. L’immagine 5 riassume graficamente la situazione.


Coinvolgimento delle associazioni sportive nello sport scolastico

Il coinvolgimento degli istruttori e allenatori delle associazioni sportive nell’educazione motoria e fisica a scuola rappresenta un’ulteriore possibilità di cooperazione tra scuola e associazioni sportive. L’argomento è delicato e controverso. Da un lato dirigenti scolastici e insegnanti sanno che soprattutto nella scuola primaria esperti di sport e movimento potrebbero dare input preziosi allo sport scolastico, dall’altro temono una riduzione delle cattedre.

Un terzo dei dirigenti scolastici e degli insegnanti di scuola primaria vedrebbe di buon occhio il coinvolgimento di istituzioni extrascolastiche nell’educazione motoria e fisica. Gli insegnanti di educazione fisica sono più scettici al riguardo (ca. il 17% ha riposto “sì”).

fig 4 - Sarebbe sensato coinvolgere le associazioni sportive nell'educazione motoria e fisica?In aggiunta alla domanda abbastanza generica sulle istituzioni extrascolastiche, agli insegnanti di educazione fisica e di scuola primaria è stato domandato esplicitamente se sarebbe sensato coinvolgere nello sport scolastico le associazioni sportive e gli istruttori e allenatori che operano al loro interno. Si delinea un quadro simile: solo il 23% degli insegnanti di educazione fisica sarebbe favorevole a tale coinvolgimento, il 40% nettamente contrario, tra gli insegnanti di scuola primaria è favorevole il 60%, nettamente contrario l’11%. Anche questi numeri suggeriscono che gli insegnanti specializzati di educazione fisica difendono il proprio territorio, mentre nella scuola primaria, non essendoci insegnanti specializzati per l’educazione motoria, c’è una maggiore apertura alla collaborazione con le associazioni sportive.

Le associazioni sportive ritengono molto sensata una collaborazione con la scuola per seguire i giovano nello sport (solo il 2% è contrario). Inoltre sono dell’opinione che una tale collaborazione sia realizzabile (solo il 10% è scettico), tuttavia sulla realizzabilità è emersa qualche perplessità.

fig 5 - Opinione delle associazioni sportive sulla collaborazione tra scuola e associazioniL’opinione sulla realizzabilità di collaborazioni tra scuola e associazioni sportive si collega alle esperienze fatte in merito: chi non ha fatto esperienze o ne ha fatte di buone è più ottimista[1].

Tre quarti delle associazioni sportive hanno già fatto esperienze di collaborazione con la scuola, di cui due su tre abbastanza o molto buone. Tuttavia l’87% delle associazioni dichiara che nel proprio staff tecnico o direttivo non ci sono o ci sono pochi insegnanti di educazione fisica. In altre parole, alle associazioni sportive piacerebbe contribuire allo sport scolastico – e concretamente questo succede – tuttavia raramente gli insegnanti di educazione fisica sono coinvolti nell'attività delle associazioni sportive.

Si pone la domanda se siano gli insegnanti di educazione fisica a non voler dare una mano nelle associazioni sportive o le associazioni sportive a non gradire la presenza degli insegnanti di educazione fisica. A questo proposito va detto che la professione principale dei docenti di educazione fisica è insegnare nella scuola e pertanto negli orari in cui si svolge l’attività delle associazioni non sempre sono liberi e che non necessariamente essi devono avere voglia di fare volontariato nelle associazioni. D’altro canto, in Italia si possono percepire fino a 7.500 euro annui esentasse per attività sportive, pertanto anche per questi insegnanti dal punto di vista fiscale non sarebbe un problema “lavorare” in un associazione sportiva.



[1] τc = ,211, p<,001.


L'indagine sullo sport scolastico - raccolta dei dati e campionamento

I dati dell’indagine sullo sport scolastico Alto Adige 2009 sono stati raccolti attraverso questionari autocompilati a domande chiuse, distribuiti o spediti ai soggetti (dirigenti scolastici, insegnanti, alunni, genitori, rappresentanti delle associazioni sportive) e da essi restituiti.

Per i diversi gruppi di soggetti coinvolti è stato elaborato un questionario in considerazione della posizione all’interno della realtà scolastico-sportiva. Le domande rilevanti per tutti i gruppi sono state inserite in tutti i questionari con la stessa formulazione. Ad esse sono state aggiunte domande specifiche riferite ai diversi gruppi di soggetti. Tutti i questionari sono strutturati in modo simile, tuttavia si differenziano tra loro per lunghezza e contenuto specifico.

Per garantire la rappresentatività dell’indagine sono stati presi in considerazione tutti i gruppi di soggetti rilevanti per lo sport scolastico in Alto Adige. L’indagine ha coinvolto l’intera popolazione dei dirigenti scolastici e degli insegnanti di educazione fisica, gli altri soggetti (insegnanti di scuola primaria, corpo docenti delle scuole medie e superiori – insegnanti di materie diverse dall’educazione fisica, alunni di scuola primaria, media e superiore[1], genitori) sono stati campionati applicando uno schema probabilistico stratificato. In aggiunta al livello scolastico sono state delineate stratificazioni per genere, età, aspetti geografici e dimensioni della scuola e a seconda dei soggetti si è proceduto con uno schema sistematico o casuale.

Come per i dirigenti scolastici e gli insegnanti di educazione fisica anche per le associazioni sportive sono è stata contattata l’intera popolazione[2]. Tuttavia solo la metà delle associazioni sportive ha restituito il questionario compilato.

Soggetti

Popolaz.

Risposte

Percentuale

Campione

dirigenti scolastici

119

110

92%

no

insegnanti di educazione fisica

224

212

95%

no

insegnanti di scuola elementare

2.662

417

16%

corpo docenti scuole medie e superiori

4.003

519

13%

alunni (4a sp, 2a sm, 2a e 4a ss)

17.202

1.537

9%

genitori (4a sp, 2a sm, 2a e 4a ss)

17.202

1.365

8%

associazioni sportive

603

308

51%

no

Due terzi delle 308 associazioni sportive che hanno patecipato si trovano in una realtà urbana (Bolzano, Merano, Bressanone, Brunico o Laives). Nel 75% dei casi il questionario è stato compilato da un dirigente societario, nel 9% da un tecnico e nel 16% da una persona che svolge entrambe le mansioni. Trattandosi di un questionario anonimo purtroppo non è possibile stabilire quali associazioni sportive hanno partecipato all’indagine.

(Laura Savoia)



[1] Nelle scuole primarie hanno partecipato gli alunni delle quarte classi, nelle medie gli alunni delle seconde e nelle superiori gli alunni delle seconde e delle quarte.

[2] Come base di partenza è stato utilizzato l’archivio dell’Ufficio sport della Provincia autonoma di Bolzano relativo al 2008.


(Ultimo aggiornamento: 04/05/2011)