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Programmi 2000 - 2006
Obiettivo 2 - Promozione delle zone rurali in declino
Decisione della Commissione europea n. 3700 del 30/09/2004
Il programma obiettivo 2 (2000-2006) era diretto a migliorare le condizioni di svantaggio strutturale nelle aree rurali di montagna, attraverso azioni di valorizzazione del patrimonio naturale e storico, di miglioramento delle infrastrutture a servizio della popolazione e delle imprese locali, di sostegno alla diversificazione economica.
Dopo l'esperienza maturata nell'ambito del Programma operativo Obiettivo 5b 1994-99 la Provincia Autonoma di Bolzano ha potuto realizzare ulteriori progetti all'interno del Programma Obiettivo 2.
Le aree dell'Alto Adige, cui la Commissione europea aveva riconosciuto lo status di zone obiettivo 2, erano tutte zone rurali di montagna, nelle quali risultava palese l'esistenza di condizioni di svantaggio strutturale derivanti dalla posizione periferica, dalla scarsità delle infrastrutture, dalla bassa redditività dell'agricoltura e dall'insufficiente diffusione di attività complementari rispetto a quella primaria.
Il territorio che rientrava nella zona obiettivo 2 comprendeva oltre 60 comuni, talvolta soltanto frazioni corrispondenti ad una popolazione di oltre 83.000 unità.
Oltre che per i comuni obiettivo 2, erano previsti interventi per i comuni ex obiettivo 5b non rientranti nel nuovo obiettivo 2 ("phasing out"), avendo questi raggiunto parametri di sviluppo tali da non permettere più la loro inclusione tra le zone rurali in declino.
Al fine di perseguire questi obiettivi, alla Provincia Autonoma di Bolzano furono assegnati fondi per un ammontare di ca. 50 milioni di euro per il periodo 2000-2006. Questi fondi provenivano in parte dall'Unione Europea (50%), in parte da fonti nazionali (35%) e infine da fonti dell'Amministrazione provinciale (15%).
Documentazione
Progetti best practices
- Burrone del Bletterbach - Scheda descrittiva in formato pdf
- Risanamento dei rifugi alpini - Scheda descrittiva in formato pdf
- Riqualificazione del paese di S. Geltrude - Scheda descrittiva in formato pdf
- Asfaltatura della strada di accesso ai masi Moar - Scheda descrittiva in formato pdf
- Apprestamento area produttiva Colsano II - Scheda descrittiva in formato pdf
- Carrello elettrico SEL - Scheda descrittiva in formato pdf
- Incubatore di imprese Val Martello - Scheda descrittiva in formato pdf
- Murmi - Scheda descrittiva in formato pdf
Interreg III
Interreg III era un iniziativa comunitaria del Fondo europeo di sviluppo regionale per la cooperazione tra regioni dell'Unione europea per il periodo 2000-2006.
L'obiettivo di Interreg consisteva nel rafforzare la coesione economica e sociale nell'Unione europea promuovendo da un lato la cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale e dall'altro lato lo sviluppo equilibrato del territorio.
Una particolare attenzione era riservata all'interesse delle regioni ultraperiferiche e delle regioni situate lungo le frontiere esterne dell'Unione europea verso i paesi candidati all'adesione.
Interreg è stata sostituita nella fase di programmazione 2007-2013 dall'Obiettivo cooperazione territoriale europea
- Esempi di progetti realizzati nell'ambito di tutti i programmi Interreg che interessavano la nostra provincia sono contenuti nelle pubblicazioni 180° (formato pdf) e Interreg IIIA Italia-Austria 2000-2006
Leader +
LEADER+ - Azioni di sviluppo rurale
Decisione della Commissione europea n. 2743 del 25/09/2001 modificata con decisione della Commissione europa n 4122 del 31/10/2003
Il 15 aprile 2000 la Commissione europea ha deciso di avviare, a norma dell’articolo 20 del Regolamento (CE) n° 1260/99 un’iniziativa per lo sviluppo rurale, denominata „LEADER+“ (Liaisons entre actions de développement de l’économie rurale) - Collegamento fra azioni di sviluppo rurale.
L’obiettivo di Leader+ consisteva nel promuovere le azioni innovative proposte da operatori locali, pubblici e privati, in tutti i settori di attività dell’ambiente rurale, nel diffondere queste esperienze concrete in tutta la Comunità e nell’aiutare gli operatori rurali dei vari Stati membri, che lo desiderano, ad avvalersi dei risultati ottenuti in altri territori ed a realizzare alcuni progetti in comune.
Il programma è stato attuato nelle zone rurali strutturalmente deboli della provincia e per la loro individuazione si è tenuto conto dei seguenti elementi: dimensioni in termini di popolazione; densità; percentuale di attivi in agricoltura; appartenenza del territorio ad un sistema locale (a titolo di esempio: comunità comprensoriale, area protetta, ecc.); analisi delle potenzialità e delle problematiche aperte nel territorio; presenza di risorse ambientali, storiche, culturali, umane.
L’iniziativa Leader+ è stata attuata dai GAL (Gruppi di azione locale), che hanno rivestito il ruolo di soggetti responsabili dell’attuazione dei Piani di Sviluppo Locale e della buona e rapida esecuzione degli interventi per singola azione nel rispetto di tutte le leggi provinciali, regionali, nazionali e comunitarie che disciplinano i vari settori di intervento e garantendo le pari opportunità tra uomini e donne.
I Gal sono stati l'espressione equilibrata e rappresentativa dei vari partner locali e degli ambienti socioeconomici del territorio. A livello decisionale i partner privati, le associazioni, ecc. dovevano rappresentare almeno il 50% del partenariato locale; la parte pubblica non ha potuto quindi superare il 50%.
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