Contenuto principale

Storia

I terreni demaniali provengono in parte dai „beni camerali“ dell’Impero Asburgico ed in parte da numerosi espropri eseguiti in passato al fine di soddisfare il fabbisogno di legname destinato alle miniere e alle saline. Nel corso della storia, la proprietà demaniale fu amministrata come patrimonio dello Stato Austriaco dal Ministero delle Finanze e successivamente, fino al 1918, in qualità di Erario Forestale, dal Ministero dell'Agricoltura con sede ad Innsbruck. Dopo la Prima Guerra Mondiale, il demanio forestale dell'Alto Adige fu inglobato nel patrimonio indisponibile dello Stato Italiano. L'organizzazione attuale dell'Azienda è stata regolata da una legge del 1981.   

Dai beni camerali all’Azienda Provinciale

Casa forestale di Funes con il gruppo delle Odle, anno 1950

La storia dei boschi demaniali risale al medioevo. Nel sedicesimo secolo l'attività mineraria costituiva il guadagno principale dei signori feudatari. Per l'estrazione e la lavorazione del sale, del ferro e di altri metalli servivano grandi quantità di legno. Per assicurarsi la copertura del fabbisogno di legname i signori presero in gestione le necessarie risorse forestali. La proprietà demaniale è nata da questi boschi e dai beni camerali (beni signorili) dei principi. Le attuali foreste demaniali di Tirolo, Ulfas e Graifes ad esempio vengono nominati già nel 1500 come beni camerali di Castel Tirolo. Il resto dei boschi della Val Passiria, appaiono citati nelle concessioni principesche  del 1545 e negli ordinamenti forestali  del 1650, nei quali sono definiti come “foreste minerarie” con la funzione di coprire il fabbisogno di legname delle attività minerarie.  Nel 1500 Marx Sittichs von Wolkenstein scrisse sul bosco del Latemar quanto segue: “ Li si trova il magnifico bosco di Carezza, nel quale crescono i migliori alberi ... di ogni specie legnosa... („Da gibt es den schönen Carerwald, darin wagsen die schönesten segelpaum und enzbaum von allerley holz … . Davon erhalten und ernören sich die undertanen. … In diesem gericht werden auch viel pigl geprent, weliche man nach Venedig fyert und zu den galeeren und schiffen gebraucht.“). In seguito ad un ordinamento di Ferdinando I risalente al 1538, il bosco del Latemar fu accorpato ai possedimenti dello stato austriaco e divenne “bosco camerale”.

In seguito, la storia dei boschi dell'Alto Adige segue le sorti di quella del Tirolo e del Vorarlberg, e quindi  la proprietà demaniale divenne prima proprietà forestale austriaca amministrata dal Ministero delle Finanze austriaco fino al 1872, e più tardi, fino al 1918, erario forestale amministrato dal Ministero dell'Agricoltura di Innsbruck. Alla fine della prima guerra mondiale, tutta la proprietà forestale demaniale del Sud Tirolo divenne parte dei beni indisponibili dello stato italiano e continuò ad essere amministrato da un amministratore forestale statale da Bolzano. Durante gli anni 1943-1945 i boschi dell'Alto Adige passarono nuovamente sotto la direzione forestale di Innsbruck.

Il primo statuto di autonomia del 1951 portò ad un nuovo cambiamento: la regione Trentino-Alto Adige divenne responsabile per le foreste demaniali, Trento divenne la sede della direzione generale, anche se entrambe le province mantennero  un'amministrazione forestale separata. In seguito alle norme di attuazione del secondo statuto di autonomia del 1973, le proprietà forestali demaniali fino ad allora gestite dalla regione e i beni amministrati dal Ministero delle Finanze passarono alla competenza della Provincia Autonoma di Bolzano-Alto Adige. Con una legge provinciale fu fondata l'Amministrazione Foreste e Demanio. L'Amministrazione aveva sede a Bolzano ed era sottoposta all'Assessorato dell'Economia Forestale. L'attuale azienda provinciale con personalità giuridica fu legalmente istituita nell'ottobre del 1981 (LP. 17.10.1981 n. 28 e successive modifiche).