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Da domani la comunicazione fra imprese e PA sarà solo digitale

Da domani la comunicazione fra imprese e amministrazioni pubbliche sarà solo digitale. I cittadini possono continuare con la documentazione cartacea.

Secondo le direttive statali le imprese devono comunicare con la Pubblica Amministrazione in forma digitale e devono di conseguenza avere un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC). Da domani (11 agosto) tutte le amministrazioni pubbliche sono inoltre obbligate a produrre tutti i documenti originali in forma digitale: questa data segna quindi l'avvio della comunicazione esclusivamente in modalità informatica fra le imprese e l'amministrazione pubblica. Da domani sono tre le strade che regolano il rapporto aziende-PA: tramite PEC, tramite servizi eGov accessibili attraverso Carta dei servizi e conto digitale, oppure tramite scambio di dati fra applicazioni, come ad esempio la fattura elettronica. "L'amministrazione provinciale è pronta alle nuove modalità", sottolinea l'assessora Waltraud Deeg, la quale aggiunge che "la digitalizzazione rappresenta ovviamente una grande sfida, ma apre anche nuovi percorsi per una comunicazione più rapida, semplice ed efficiente".

Dotarsi di indirizzo PEC

Non tutte le imprese dispongono di un indirizzo PEC o non tutte lo utilizzano. "È un problema non solo degli agricoltori ma presumibilmente anche delle piccole aziende artigiane, dei liberi professionisti e altri", osserva Deeg. Il passaggio alla comunicazione digitale, tuttavia, non si può evitare: a livello statale sono già molti i servizi pubblici svolti solo in questa forma, si pensi all'INPS. Per questo l'assessora all'IT invita le associazioni economiche a sostenere al meglio i propri iscritti nella conversione al digitale. "La comunicazione in futuro si potrà sviluppare più velocemente e con maggiore efficienza", afferma Deeg.

Nessun obbligo per cittadini e associazioni

La comunicazione digitale sarà inizialmente obbligatoria solo per le imprese, mentre privati e associazioni, per contro, continueranno ad avere diritto ad inoltrare domande e dichiarazioni (e anche ad ottenere documentazioni) in forma cartacea. Il decreto statale prevede tuttavia che sempre dall'11 agosto tutte le amministrazioni pubbliche sono tenute a conservare gli originali dei loro fascicoli solo in forma digitale: ciò significa che i documenti inoltrati in forma cartacea devono essere digitalizzati dalla PA. "Ogni ufficio può produrre gli originali in digitale, che saranno firmati sempre in digitale dai dirigenti, protocollati a norma e infine inviati ai destinatari tramite canali diversi", spiega il direttore della Ripartizione provinciale informatica Kurt Pöhl. Ciò può avvenire via PEC, ma anche tramite spedizione postale di una copia del documento digitale originale, se vi è l'obbligo dell'invio e se il destinario non ha né PEC né indirizzo e-mail. In caso di procedure particolari ammesse dalla legge, la spedizione è assicurata tramite il conto digitale sulla Rete Civica. In sintesi: i privati possono inoltrare le loro domande attraverso i servizi eGov (se disponibili), via PEC, via e-mail con copia del documento di identità o in forma cartacea. Solo le imprese, come detto, sono obbligate a comunicare esclusivamente in forma digitale.

Ampliati i servizi eGov

La Ripartizione informatica ha già avviato un progetto per offrire entro tre anni 200 moduli in servizi eGov. Diversi passi per accompagnare il processo digitale sono già stati compiuti anche dallo specifico gruppo di lavoro per la digitalizzazione della PA: ad esempio l'elaborazione di un vademecum per la gestione dei fascicoli, l'adeguamento di applicazioni web e del portale eGov, iniziative di aggiornamento per il personale. "Vogliamo accompagnare i cittadini nell'era digitale - conclude Waltraud Deeg - rendere i servizi sempre più accessibili e sfruttare le grandi potenzialità di sviluppo offerte dalla digitalizzazione".

Fonte: Ufficio stampa provinciale

IR