Artigianato

Artigianato

Questa pagina fornisce informazioni relative ai vari settori dell’ordinamento dell’artigianato: requisiti professionali d’accesso alle attività regolamentate, ordinamento degli spazzacamini e tariffario, profili professionali, sanzioni amministrative e ricorsi. La base giuridica è la legge provinciale 25 febbraio 2008, n. 1 (Link esterno).

Una gran parte delle attività artigiane sono liberamente esercitabili tranne alcune per l’accesso alle quali è necessario essere in possesso di requisiti professionali. Si tratta di attività nel:

Attualmente l’elenco delle attività artigiane gestito dalla Camera di commercio riporta 484 attività artigiane, 72 delle quali sono provviste di un profilo professionale. (Link esterno)

Lo svolgimento di tutte le attività artigiane presuppone locali idonei all'uso specifico, quali officine, capannoni, laboratori o locali simili, conformi alle relative disposizioni legislative.

L’articolo 3 del decreto del Presidente della Provincia 19 maggio 2009, n. 27, (Link esterno) individua quelle attività artigiane che possono essere svolte anche al di fuori di locali idonei all'uso specifico. Si tratta prevalentemente di attività a basso impatto ambientale, che non costituiscono un rischio per la salute e il cui esercizio non causa rumori, esalazioni di odore e non provoca alcun pericolo di incendio o di esplosione.

L’iscrizione dell’attività artigiana nel Registro delle imprese avviene attraverso la piattaforma ComunicaStarweb. (Link esterno)

Per le attività nel settore dell’igiene e dell’estetica l'accertamento della sussistenza dei requisiti professionali avviene in sede di esame della dichiarazione di inizio attività da parte del comune territorialmente competente. La segnalazione di inizio attività é presentata allo Sportello unico per le attività produttive. L'accertamento circa la sussistenza dei requisiti professionali per tutte le altre attività avviene in sede di esame della richiesta di iscrizione dell'impresa nel Registro delle imprese.

Ricorsi gerarchici

Contro gli atti amministrativi, adottati dal Presidente della Provincia, dagli assessori provinciali e dai direttori delle strutture organizzative provinciali, o loro organi delegati, salvo che si tratti di atti dichiarati definitivi per legge, è ammesso ricorso ai sensi dell’articolo 9 della legge provinciale 22 ottobre 1993, n. 17, (Link esterno) in unica istanza alla Giunta provinciale, per motivi di legittimità e di merito, da parte di chi vi abbia interesse.

Il ricorso deve essere proposto, a pena di decadenza, nel termine di 45 giorni dalla data della notificazione o della comunicazione in via amministrativa dell'atto impugnato o da quando l'interessato ne abbia avuto piena conoscenza.

L’organo decidente ha l’obbligo di decidere in merito al ricorso con provvedimento motivato entro 120 giorni dal giorno in cui è stato presentato il ricorso. Decorso questo termine, il ricorrente può presentare ricorso al Tribunale amministrativo regionale ai sensi dell’articolo 31 del Codice del processo amministrativo, approvato con decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, fatti salvi i suoi diritti a far valere eventualmente i danni procurati dal ritardo nell’esame del ricorso.

Sanzioni amministrative

Le persone che violano le disposizioni legislative relative al settore dell’artigianato sono soggette a sanzioni amministrative. Si distinguono due tipi di sanzioni: nel caso in cui si tratti di violazioni che non comportano danni irreversibili, la comminazione della sanzione amministrativa è preceduta da un ammonimento e in un secondo momento da una sanzione amministrativa. Nel caso in cui vi sia una violazione comportante danni irreversibili (per es. svolgimento di un’attività regolamentata senza essere in possesso di requisiti professionali) sarà subito applicata la sanzione amministrativa.

Una sanzione amministrativa é comminata nei seguenti casi previsti dall’articolo 43 della legge provinciale n. 1/2008: (Link esterno)

  • quando un’attività artigiana regolamentata è esercitata in mancanza dei necessari requisiti professionali;
  • ritardi o omissioni nella denuncia di inizio o cancellazione dell’attività o di modifiche concernenti l'impresa;
  • rilascio di dichiarazioni mendaci;
  • assenza del responsabile tecnico;
  • svolgimento dell’attività in modo ambulante o in locali non idonei all’uso specifico;
  • utilizzo di una ragione sociale, di un'insegna o di un marchio con riferimento ad un'attività artigianale, senza autorizzazione;
  • utilizzo di denominazioni con riferimento ad attività artigianali diverse senza la necessaria iscrizione al Registro delle imprese;
  • uso abusivo del titolo "maestro artigiano", "maestra artigiana" o "impresa di maestro artigiano";
  • violazione delle disposizioni concernenti l'ordinamento del servizio di spazzacamino (Decreto del Presidente della Provincia n. 27/2009).

L’artigianato altoatesino dispone di vari profili professionali. Il decreto del Presidente della Provincia 19 settembre 1991, n. 21, (Link esterno) contiene le informazioni in merito a tutte le attività artigiane, suddivise in settore di riferimento.

Qui si possono trovare informazioni sulla normativa relativa al settore dell’artigianato.