Commercio al dettaglio e forme speciali di vendita

Segnalazione dell’apertura di un esercizio commerciale al dettaglio o dell’avviamento di una forma speciale di vendita

Chi intende avviare un’attività di commercio al dettaglio deve possedere i requisiti di morali di cui all’art. 71, commi da 1 a 5, del decreto legislativo del 26 marzo 2010, n. 59 e, per il settore alimentare, anche i requisiti professionali di cui all’art. 71, commi 6 e 6/bis del decreto legislativo del 26 marzo 2010, n. 59, e successive modifiche.

Le seguenti attività devono essere preventivamente comunicate al Comune competente per il territorio: l’apertura di un negozio, l'installazione di un apparecchio automatico, la vendita per corrispondenza, per televisione o tramite altri sistemi di comunicazione, la vendita effettuata presso il domicilio del consumatore e il commercio elettronico. A tale scopo dev’essere compilato il relativo modulo, la così detta segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), da inoltrarsi, esclusivamente per via telematica, tramite lo sportello unico delle attività produttive (SUAP). L’accesso avviene dalla Rete civica dell’Alto Adige (Link esterno) oppure dal portale statale (Link esterno).

Lo sportello SUAP emette una ricevuta di avvenuta ricezione, che viene inviata alla casella PEC indicata dall’utente. Tale ricevuta vale come abilitazione all’esercizio dell’attività e autorizza l’avvio immediato dell’attività di commercio al dettaglio.

In caso di apertura di un negozio in sede fissa, i relativi locali di vendita devono avere la destinazione d’uso “commercio al dettaglio”.

Dal primo gennaio 2014 nel settore delle attività commerciali le segnalazioni (p.es. inizio attività, trasferimento,subingresso, cessazione attività) e le domanda (p.es. vendita giornali)devono essere trasmessi in via telematica...

Al servizio

Oltre ai classici negozi (strutture di vendita in sede fissa) esistono altre forme di vendita, le cosiddette "forme speciali di vendita", di seguito illustrate:

  • Spacci interni
    I locali di questi esercizi commerciali non sono aperti al pubblico e non si ha accesso da una pubblica via. La vendita può essere effettuata esclusivamente a favore dipendenti da enti o imprese, pubblici o privati, di militari, di soci di cooperative di consumo, di aderenti a circoli privati, nonché, per la vendita nelle scuole e negli ospedali, esclusivamente a favore di coloro che hanno titolo ad accedervi;
  • Apparecchi automatici
    Solo la prima installazione in un Comune è soggetta a SCIA, mentre per installazioni successive o rimozioni è sufficiente una comunicazione integrativa cumulativa, da inviare al Comune con cadenza semestrale.
    La vendita al dettaglio mediante apparecchi automatici in apposito locale, ad essa adibito in modo esclusivo, è considerata come apertura di un esercizio di vendita di vicinato.
    L’installazione dei distributori automatici su area pubblica è soggetta all’osservanza delle norme sull’occupazione di suolo pubblico e al pagamento della relativa tassa.
  • Vendita per corrispondenza, televisione o altri sistemi di comunicazione
    Questa categoria include anche il commercio elettronico, quindi la vendita via internet.
    Sono vietate le operazioni di vendita all’asta realizzate per mezzo della televisione o di altri sistemi di comunicazione.
  • Vendita effettuata presso il domicilio dei consumatori
    In questa categoria rientra l’esercizio dell’attività di vendita al dettaglio e di raccolta di ordinativi di acquisto presso il domicilio dei consumatori.
    Durante le operazioni di vendita e di raccolta di ordinativi di acquisto, l’esercente deve esporre in modo ben visibile un tesserino di riconoscimento. Questa attività può essere svolta anche mediante persone incaricate, in possesso dei requisiti morali. 
    L’esercente comunica l’elenco delle persone incaricate all’autorità di pubblica sicurezza del luogo nel quale intende avviare l’attività e risponde agli effetti civili dell’attività delle medesime.

Chi intende aprire un punto vendita di giornali e/o periodici deve presentare al Comune territorialmente competente apposita istanza, da inoltrarsi, esclusivamente per via telematica, attraverso lo sportello unico delle attività produttive (SUAP). L’accesso avviene dalla Rete civica dell’Alto Adige (Link esterno) oppure dal portale statale. (Link esterno)

È possibile cominciare l'attività dopo il ricevimento dell'autorizzazione da parte del Comune.

Il prezzo deve essere chiaramente indicato sugli articoli posti in vendita ed esposti nelle vetrine esterne o all'ingresso del locale e nelle immediate adiacenze dell'esercizio o su aree pubbliche o sui banchi di vendita. È vietato l'uso dei doppi prezzi, salvo il caso di vendite straordinarie.

Per i prodotti di pellicceria, le confezioni di alta moda, i prodotti dell'arte orafa, le pietre preziose e gli articoli di antiquariato non sussiste l'obbligo di indicazione del prezzo, se il prezzo del prodotto supera l’importo di 1.764,00 Euro.

Conformemente al DL n. 201/2011, a partire dal 2013 anche nel territorio provinciale vige la piena libertà d’apertura degli esercizi commerciali. Non sussiste più l’obbligo di chiusura domenicale, festivo, di riposo infrasettimanale, etc. Limitazioni possono essere disposte dal Sindaco esclusivamente via ordinanza contingibile ed urgente.

In questa categoria rientrano:

  • vendite di liquidazione;
  • vendite promozionali;
  • vendite sottocosto;
  • vendite di fine stagione.

Durante le vendite straordinarie, l’esercente al dettaglio offre condizioni realmente favorevoli di acquisto dei propri prodotti. Le vendite straordinarie devono essere comunicate anticipatamente al Comune in cui ha sede l’esercizio commerciale. La Camera di commercio determina i periodi di effettuazione delle vendite di fine stagione.

Le vendite di liquidazione, le vendite promozionali e le vendite sottocosto possono essere effettuate in qualsiasi periodo dell'anno, eccettuati i 20 giorni antecedenti le vendite di fine stagione e il mese di dicembre.

Vendite di liquidazione

Le vendite di liquidazione possono essere effettuate solo considerato uno dei seguenti motivi:

  • cessione, chiusura e trasferimento dell'azienda o di una sua succursale;
  • ristrutturazione dell'azienda, che comporti la chiusura dell'esercizio per almeno due settimane;
  • gravi calamità che hanno colpito l'azienda;
  • giubileo aziendale.

Vendite promozionali

Per vendite promozionali si intendono quelle particolari forme di vendita effettuate a prezzi inferiori a quelli correnti e relative ad un numero limitato di voci merceologiche.
Le vendite promozionali di prodotti alimentari e di prodotti per l'igiene della persona e della casa possono essere effettuate in qualsiasi periodo dell'anno, senza obbligo di preventiva comunicazione al Comune.

Vendite sottocosto

Per vendita sottocosto si intende la vendita al pubblico di uno o più prodotti effettuata ad un prezzo inferiore a quello risultante dalle fatture di acquisto.
La vendita sottocosto è consentita unicamente in caso di vendite straordinarie (vendita di liquidazione, vendita promozionale, vendita di fine stagione).

La vendita sottocosto dei seguenti prodotti non è soggetta a previa comunicazione al Comune:

  • prodotti freschi deperibili quali il pesce, la carne, la frutta e la verdura;
  • prodotti alimentari caratteristici delle festività natalizie e pasquali, quando sia trascorsa la festività;
  • prodotti il cui valore commerciale è notevolmente diminuito a causa di una modifica delle tecnologie impiegate per la loro produzione o di sostanziali innovazioni tecnologiche apportate agli stessi prodotti o a causa dell'introduzione di nuove disposizioni relative alla loro commercializzazione.

Vendite di fine stagione

Sono considerate vendite di fine stagione quelle forme di vendita durante le quali si mettono in vendita esclusivamente prodotti di carattere stagionale o di moda, comunque suscettibili di notevole deprezzamento se non vengono venduti durante la stagione o entro un breve periodo di tempo. Le vendite di fine stagione possono effettuarsi solamente in due periodi dell'anno, che sono determinati, per settori merceologici e per zone, dalla Camera di commercio.