FAQ

Lista delle domande e risposte frequenti

[Tirocini estivi di orientamento e tirocini di formazione e orientamento]

Quale limite minimo e massimo corre nei tirocini di orientamento e di formazione?

Il termine minimo nei tirocini è di due settimane. Il termine massimo è nell'ipotesi di studenti che non hanno ancora assolto l'obbligo formativo 3 mesi. Tuttavia il tirocinio termina in ogni caso con l'inizio dell'anno scolastico. Nel caso di studenti universitari il termine massimo è di 6 mesi. Tale termine può essere prorogato sino ad un massimo di 10 mesi. 

  • Numero:  400
  • Autore: G.A.
  • Ultima modifica: 20.8.2017

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[Impiego pubblico]
Devo già essere in possesso dell'attestato di bilinguismo al momento  dell'iscrizione nella graduatoria?
Si, qualsiasi requisito, sia titolo di studio che l'attestato di bilinguismo deve corrispondere con il profilo professionale al momento della presentazione della  domanda.
  • Numero:  400
  • Autore: mr
  • Ultima modifica: 30.12.2016

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[Mediazione al lavoro]

È ammissibile che un giovane che abbia compiuto il 16° anno di età ma non abbia ancora terminato la scuola dell'apprendistato e pertanto non abbia adempiuto l'obbligo formativo possa stipulare un contratto a tempo determinato al di fuori dei mesi estivi?

Nel caso prospettato la possiblità di concludere un contratto a tempo determinato è possibile unicamente qualora la frequenza scolastica non subisca interferenze e l'obbligo scolastico e formativo non venga leso.

  • Numero:  403
  • Autore: G.A.
  • Ultima modifica: 20.8.2018

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[Mediazione al lavoro]

Da quali elementi è composto il contratto di agenzia ?

Un contratto di agenzia contiene elementi essenziali e può ravvisare anche elementi complementari. Gli elementi essenziali sono: a) l'accertamento dell'assenza di qualsiasi vincolo di subordinazione o di dipendenza, b) la natura strettamente personale dell'incarico, c) l'oggetto dell'attivitá, d) la zona territoriale, e) la misura dei compensi, f) il giudice territorialmente competente, g) nel caso di agente con rappresentanza l'espressa autorizzazione non solo a promuovere ma anche a concludere gli affari in nome e per conto del preponente. Gli elementi complementari del contratto di agenzia possono essere: a) il patto di prova, b) l'assunzione di garanzia, c) il patto di non concorrenza, d) il diritto di esclusiva, e) la facoltà di riscossione dei crediti del preponente.

  • Numero:  404
  • Autore: G.A.
  • Ultima modifica: 20.8.2018

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[Mediazione al lavoro]

Che cosa si intende per il contratto di somministrazione?

Con il contratto di somminsitrazione una società (somministratore) mette a disposizione uno o più lavoratori/lavoratrici ad un'altra società (utilizzatore). Le società che mettono a disposizione i lavoratori/le lavoratrici devono essere in possesso di un'autorizzazione del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale ed essere iscritti nell'albo dello stesso Ministero (si veda FAQ n. 450 e 460). I lavoratori e le lavoratrici sono impiegati presso la società di somministrazione e svolgono le loro mansioni per la società utilizzatrice. La retribuzione e gli importi contributivi vengono pagati dalla società di somministrazione. Questa forma contrattuale si applica prevalentemente nel settore dell'agricoltura e nel settore edile. Il contratto di somministrazione può essere concluso a tempo determinato e a tempo indeterminato. Il contratto di somministrazione a tempo indeterminato viene denominato anche Staff Leasing. Il contratto di somministrazione viene concluso tra il somministratore e l'utlizzatore. Il contratto di lavoro viene concluso tra il o la dipendente e il somministratore. Nel contratto a tempo determinato a partire dal 18 luglio 2012 si applica la soglia dei 36 mesi di cui all'articolo 4 del decreto legislativo n. 368/2001.

  • Numero:  405
  • Autore: G.A.
  • Ultima modifica: 20.8.2018

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[Mediazione al lavoro]
Che cosa si intende per appalti di servizi ?

Con il contratto di appalto per servizi la società appaltatrice si obbliga nei confronti della società committente di eseguire un opera o un servizio con propria organizzazione dei fattori produttivi e con propria responsabilità con la corrispettiva retribuzione. Il/la lavoratrice è sottoposto alle direttive, all'organizzazione e dipendenze del datore di lavoro che è allo stesso momento appaltatore.

  • Numero:  406
  • Autore: G.A.
  • Ultima modifica: 20.8.2018

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[Mediazione al lavoro]

Che cosa si intende sotto la forma contrattuale del distacco?

Questa forma contrattuale prevede che più lavoratori vengano distaccati dal datore di lavoro ad un altra persona giuridica, il beneficiario. (Tuttavia, il distacco si può configuare unicamente qualora i dipendenti di una filiale vengano distaccati e inviati alla sede che loca in un altro paese o da questa ad una filiale) Il distacco ha carattere temporaneo, il lavoratore, la lavoratrice svolge un'attività specifica. Il pagamento della retribuzione e degli oneri sociali viene effettuato dal datore di lavoro originario. A lui compete la funzione dirigenziale circa il distacco ed è lui che deterimina il termine di chiusura del distacco. Nel distacco non è richiesto il consenso del dipendente, salvo che vengano modificate le mansioni.

  • Numero:  407
  • Autore: G.A.
  • Ultima modifica: 20.8.2018

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[Mediazione al lavoro]
Che cosa si intende per il contratto a chiamata ?

Dopo che il contratto intermittente è stato abrogato dal legislatore il 01.01.2008, con decreto legge del 25.06.2008 n. 112 convertito in legge n. 133/2008 la forma contrattuale è stata reintrodotta nel contesto normativo. Si è pertanto in presenza di questa forma contrattuale qualora il dipendente si mette a disposizione del datore di lavoro a tempo determinato o a tempo indeterminato ed attende di essere chiamato dallo stesso. In questo senso non viene svolta una prestazione lavorativa stabile. Per i tempi nei quali il dipendete, la dipendente attende di essere chiamat(a)/o è prevista un' indennità di disponibilità mensile stabilita dal contratto collettivo. Il contratto a chiamata può essere stipulato per le attività previste dai contratti collettivi o, in mancanza, per quelle elencate nella tabella del regio decreto del 1923. In ogni caso non ci sono restrizioni per i contratti di lavoro a chiamata conclusi con chi ha meno di 24 o più di 55 anni, anche pensionato. In ogni caso il ricorso al contratto a chiamata è ammesso per ogni persona con il medesimo datore di lavoro per un periodo complessivamente non superiore alle quattrocento giornate di effettivo lavoro nell'arco di tre anni solari (con l'eccezione dei settori del turismo, dei pubblici eservizi e dello spettacolo).

  • Numero:  408
  • Autore: G.A.
  • Ultima modifica: 20.8.2018

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[Mediazione al lavoro]

Come deve essere predisposto l'istanza per ottenere la convocazione della commissione di certificazione ?

L'istanza riguardante la certificazone di un contratto di lavoro deve essere redatto per iscritto con il relativo bollo, in modo consono delle parti contrattuali e con la loro sottoscrizione. Per il decreto da emanare deve essere allegato un'altro bollo del valore di Euro 16. Inoltre l'istanza deve contenere l'indicazione espressa degli effetti civili, amministrativi, previdenziali o fiscali in relazione ai quali le parti chiedono la certificazione, e del contratto sottiscritto dalle parti, contenete i dati anagrafici e fiscali delle stesse. Devono essere allegate tre copie del contratto, sottoscirtte in originale, che si intende certificare, oltre ad una copia del documento d'identità dei firmatari.

  • Numero:  415
  • Autore: G.A.
  • Ultima modifica: 20.8.2018

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[Mediazione al lavoro]
Quali competenze ha la commissione per la certificazione dei contratti di lavoro ?

La commissione di certificazione è competente a certificare i contratti di lavoro stipulati da datori di lavoro o committenti che hanno la sede o una loro dipendenza nel territorio della Provincia Autonoma di Bolzano-Alto Adige, presso la quale sarà addetto il lavoratore contrente o si volgerà l'appalto.

  • Numero:  416
  • Autore: G.A.
  • Ultima modifica: 20.8.2018

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[Mediazione al lavoro]
Quando viene rilasciata la certificazione dalla commissione ?

Dopo che la commissione ha verificato l'effettiva sussistenza dei caratteri essenziali della tipologia contrattuale di riferimento con la forma contrattuale che le parti intendono sottoporre al vaglio, la commissione rilascia la certificazione. La commissione valuta il contratto da certificare e la dichiarazione delle parti. In questo senso vengono osservati i criteri previsti dalla legislazione vigente, le disposizioni amministrative, la contrattazione collettiva, la giurisprudenza consolidata e la dottrina dominante.

  • Numero:  417
  • Autore: G.A.
  • Ultima modifica: 20.8.2018

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[Mediazione al lavoro]

Quale forme di certificazione sono previste dall'articolo 2 del DPR 14 settembre 2011, n. 177, e successive modifiche ed integrazioni?

L'articolo 2, comma 1, lettera c della norma citata prevede che il contratto di lavoro di dipendenti che non sono occupati con contratti di lavoro di natura subordinata ma con altre forme occupazionali e svolgono attività di lavoro in ambienti sospetti di inquinamento o confinanti deve essere preventivamente certificato dalla commissione di certificazione. Articolo 2, comma 2 prevede invece che il ricorso a subappalti che hanno per oggetto attività lavorative in ambienti sospetti di inquinamento o confinanti non sono ammessi se non certificati. 

  • Numero:  418
  • Autore: GA
  • Ultima modifica: 20.8.2018

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[Mediazione al lavoro]

Dove vengono conservati i contratti certifcati ?

I contratti certificati sono conservati presso l'ufficio servizio lavoro per cinque anni dalla data di estinzione del contratto certificato.

  • Numero:  419
  • Autore: G.A.
  • Ultima modifica: 20.8.2018

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[Maternità - tutela sul lavoro]
Quando mi spettano i riposi giornalieri (allattamento) e quanto durano questi?

Durante il primo anno di età del bambino la madre lavoratrice ha diritto a due ore di riposo giornaliero, purché l'orario di lavoro giornaliero sia superiore a 6 ore. Qualora l'orario di lavoro giornaliero sia inferiore a 6 ore, il riposo giornaliero spettante è di un'ora. Il riposo giornaliero (= allattamento) può essere fruito in due periodi o in unica soluzione all'inizio, durante o alla fine dell'orario di lavoro. In caso di parto plurimo il riposo giornaliero spetta in misura doppia, a prescindere dal numero dei bambini nati. Il riposo giornaliero può essere fruito anche dal padre lavoratore nel caso di morte o di grave infermità della madre ovvero di affidamento esclusivo del bambino al padre nonché quando il diritto non può essere fruito dalla madre perché la stessa è domestica o lavoratrice a domicilio, autonoma o libera professionista. Anche nell'ipotesi di madre casalinga, il padre dipendente può utilizzare i riposi.

  • Numero:  400
  • Autore: LDR
  • Ultima modifica: 18.7.2017

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[Cittadini extracomunitari / Autorizzazioni al lavoro]
Quali documenti devono essere allegati alla domanda di nulla osta al lavoro per un cittadino extracomunitario o per una cittadina extracomunitaria?

Dal 2010 le domande per nulla osta al lavoro per cittadini extracomunitari possono essere presentati esclusivamente in via telematica attraverso il sito del Ministero dell'Interno www.interno.it - previa registrazione su tale sito. Per poter inserire le domande è necessario che il datore di lavoro/la datrice di lavoro scarichi e salvi su proprio PC la relativa software. Per la compilazione delle domande servono le seguenti informazioni: dati anagrafici e numero della carta d'identità del datore di lavoro/della datrice di lavoro, dati anagrafici e numero del passaporto del cittadino extracomunitario/della cittadina extracomunitaria, numero della marca da bollo del valore di 16,00 euro. Per il rilascio del nulla osta al lavoro serve un'ulteriore marca da bollo da 16,00 euro.

  • Numero:  400
  • Autore: kp
  • Ultima modifica: 9.11.2016

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[Controversie di lavoro]

Cosa devo fare per richiedere un tentativo di conciliazione per una controversia di lavoro nel pubblico impiego?

Dal 24.11.2010 è in vigore l'articolo 31 e seguenti della legge 4.11.2010, n. 183, in base al quale un'unica commissione di conciliazione è competente per definire in via bonaria sia le vertenze di lavoro nel settore pubblico sia quelle nel settore privato. Se la parte istante decide di esperire il tentativo di conciliazione facoltativo, deve notificare il ricorso all'amministrazione resistente ed inoltrare lo stesso all'ufficio servizio lavoro. Se l'amministrazione resistente si costitutisce entro il termine dei 20 giorni, l'ufficio servizio lavoro convoca entrambi le parti entro 60 giorni dall'inoltro della domanda. 

Modulistica
  • Numero:  400
  • Autore: GA
  • Ultima modifica: 14.2.2017

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[Controversie di lavoro]

Il tentativo di conciliazione è sempre facoltativo?

No, la conciliazione è tuttora obbligatoria per i contratti di lavoro certificati; il tentativo dev’esser esperito presso la commissione che ha emesso l’atto di certificazione. Inoltre ai sensi dell'articolo 1, comma 40, della legge 28 giugno 2012, n. 92, il licenziamento individuale per motivi economici da parte di un'impresa con più di 15 dipendenti dev'essere preceduto da un tentativo di conciliazione presso l'Ufficio servizio lavoro (v. 411). Qualora la ovvero il dipendente è stato assunto dopo il 7 marzo 2015, il tentativo obbligatorio di conciliazione per GMO non è più previsto.

  • Numero:  410
  • Autore: PR
  • Ultima modifica: 20.8.2018

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[Controversie di lavoro]

Che novità introduce la legge 28 giugno 2012, n. 92 in materia di licenziamenti individuali?

L'articolo 1, commi 40 e 41, della legge 28 giugno 2012, n. 92, entrata in vigore il 18 luglio 2012, prevede alcune importanti modifiche in materia di licenziamenti per motivi economici. In particolare, nelle imprese con più di 15 dipendenti il licenziamento individuale per motivo economico dev’essere preceduto da una comunicazione del datore di lavoro all’Ufficio servizio lavoro, trasmessa per conoscenza al lavoratore o alla lavoratrice che è stato occupato prima del 7 marzo 2015 presso il datore di lavoro. Entro 7 giorni, l’Ufficio servizio lavoro trasmette la convocazione al datore di lavoro e al lavoratore o alla lavoratrice. Il tentativo di conciliazione si svolge davanti alla Commissione di conciliazione entro i successivi 20 giorni. Le parti possono farsi assistere da un rappresentante sindacale, da un avvocato o da un consulente del lavoro. Durante la conciliazione le parti procedono ad esaminare anche soluzioni alternative al licenziamento. Se il tentativo di conciliazione fallisce, il datore di lavoro può comunicare il licenziamento al lavoratore o alla lavoratrice.

  • Numero:  411
  • Autore: GA
  • Ultima modifica: 20.8.2018

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[Controversie di lavoro]

Quali termini sono previsti dalla nuova normativa in materia di impugnazione di un licenziamento?

Ai sensi dell'articolo 6 della legge del 15 luglio 1966, n. 604, come modificato dall'articolo 1, comma 38, della legge 28 giugno 2012, n. 92, il licenziamento deve essere impugnato entro il termine di 60 giorni con forma scritta. Se l'oggetto dell'impugnazione riguarda la nullità del termine, ai sensi degli articoli 1, 2 e 4 del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, e successive modfiche ed integrazioni, il termine di impugnazione che decorre dalla cessazione del contratto è fissato in 120 giorni. L'impugnazione può essere seguita, entro il successivo termine di 180 giorni, dal ricorso in tribunale o dalla richiesta del tentativo di conciliazione presso l'Ufficio servizio lavoro. Se la controparte non aderisce al tentativo o la conciliazione ha esito negativo, il ricorso al giudice deve essere depositato entro 60 giorni. Attenzione: per i licenziamenti intimati prima dell'entrata in vigore della riforma del mercato del lavoro (18 luglio 2012), trova applicazione il vecchio termine di 270 giorni (invece di 180) per presentare ricorso in tribunale o richiedere il tentativo di conciliazione (articolo 1, comma 39, della legge 28 giugno 2012, n. 92).

  • Numero:  420
  • Autore: GA
  • Ultima modifica: 20.8.2018

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[Mobilità]

Esiste un diritto di precedenza dei lavoratori in mobilità in caso di nuova assunzione presso la stessa azienda?

Sì, i lavoratori collocati in mobilità hanno il diritto di precedenza nella riassunzione presso la stessa azienda entro sei mesi. La condizione è che la richiesta di nuova assunzione concerna lavoratori aventi la stessa qualifica di quello licenziato.

  • Numero:  410
  • Autore: PR
  • Ultima modifica: 14.7.2017

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[Mobilità]

Cosa succede se si è iscritti in lista di mobilità e si viene assunti con un contratto part-time?

Il lavoratore che, durante il periodo di godimento dell’indennità, accetti un lavoro part-time (a tempo determinato o indeterminato), mantiene l’iscrizione in lista. La prestazione viene però sospesa e le giornate di lavoro prestate non sono computate ai fini della durata del trattamento di mobilità. La sospensione non può superare la durata complessiva della mobilità, quale inizialmente prevista. Lo stesso vale in caso di assunzione a tempo pieno e determinato. Nell'ipotesi di un assunzione a tempo indeterminato e a tempo pieno avviene la cancellazione dalla lista di mobilità.

  • Numero:  415
  • Autore: PR
  • Ultima modifica: 12.7.2017

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[Mobilità]

In quali casi è possibile chiedere l’anticipazione dell’indennità di mobilità?

È possibile chiedere un’anticipazione delle mensilità non ancora godute per intraprendere un’attività autonoma o una libera professione intellettuale oppure per associarsi in cooperativa. Il lavoratore che esercita tale facoltà viene cancellato dalla lista di mobilità.

  • Numero:  420
  • Autore: PR
  • Ultima modifica: 12.7.2017

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[Sicurezza del lavoro]
Quale temperatura deve avere l’ambiente di lavoro?
La temperatura nei locali di lavoro deve essere adeguata all'organismo umano durante il tempo di lavoro, tenuto conto dei metodi di lavoro applicati e degli sforzi fisici imposti ai lavoratori.
Nel giudizio sulla temperatura adeguata per i lavoratori si deve tener conto della influenza che possono esercitare sopra di essa il grado di umidità ed il movimento dell'aria concomitanti.
La normativa non prescrive specifici valori limite per le temperature. Per l’individuazione della temperatura idonea, in considerazione dei fattori sopra citati, possono essere utilizzate le norme tecniche elaborate dagli enti che hanno competenze in materia (ad esempio Inail, Ex-Ispesl, Suva, Berufsgenossenschaften).
  • Numero:  400
  • Autore: 19.2
  • Ultima modifica: 14.11.2016

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[Comunicazione obbligatoria unificata dei rapporti di lavoro]
Upload – Dove sono reperibili per le software-house i documenti necessari per sviluppare il sistema che consente l’invio massivo delle comunicazioni obbligatorie tramite upload?
I documenti che interessano principalmente le software-house sono: tabelle di classificazione, data catalog (tracciato record), xsd tutti scaricabili dalla pagina web della Ripartizione Lavoro.
  • Numero:  400
  • Autore: fm
  • Ultima modifica: 24.11.2008

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[Comunicazione obbligatoria unificata dei rapporti di lavoro]
Upload – Che dimensione massima può raggiungere il file zip da inviare tramite upload?
Il file zip può avere una dimensione massima di 1 Mb.
  • Numero:  420
  • Autore: fm
  • Ultima modifica: 24.11.2008

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