FAQ

Lista delle domande e risposte frequenti

[Tirocini estivi di orientamento e tirocini di formazione e orientamento]

Può una studentessa derivante da uno stato extracomunitario regolarmente soggiornante in Italia svolgere un tirocinio di orientamento e formazione?

Si, la possibilità sussiste. La ovvero il tirocinante deve essere in possesso di un regolare permesso di soggiorno che autorizza il lavoro dipendente.

  • Numero:  201
  • Autore: G.A.
  • Ultima modifica: 20.8.2018

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[Mobilità tra gli enti pubblici]
Quali sono i requisiti  necessari per poter usufruire della mobilità tra gli enti?
La mobilità può essere richiesta dai dipendenti che sono stati assunti tramite contratto intercompartimentale mediante procedimenti selettivi e che hanno superato il periodo di prova.
  • Numero:  200
  • Autore: MR
  • Ultima modifica: 1.2.2013

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[Inserimento lavorativo e collocamento mirato di persone con disabilità]
Cosa prevede la legge sul collocamento obbligatorio?
La legge n. 68/99 inerente il diritto al lavoro per le persone disabili regola il collocamento obbligatorio di invalidi. Per il collocamento mirato in aziende private e pubbliche che occupano piú di 15 dipendenti sono previste specifiche graduatorie per persone disabili, nelle quali le stesse devono iscriversi. Con collocamento mirato si intendono quella serie di provvedimenti per favorire al meglio l'integrazione lavorativa delle persone disabili. Ciò avviene attraverso un'adeguata valutazione della capacità lavorativa delle persone, tramite analisi del posto di lavoro e attraverso forme di sostegno.
  • Numero:  200
  • Autore: DB
  • Ultima modifica: 8.1.2013

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[Inserimento lavorativo e collocamento mirato di persone con disabilità]
Chi ha diritto al collocamento obbligatorio?
Le persone con un'invalidità civile almeno del 46% o con un'invalidità del lavoro almeno del 34% hanno diritto all'iscrizione nelle graduatorie del collocamento obbligatorio. Inoltre bisogna essere disoccupati ed in età lavorativa.
  • Numero:  205
  • Autore: DB
  • Ultima modifica: 8.1.2013

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[Inserimento lavorativo e collocamento mirato di persone con disabilità]
Cosa bisogna fare per iscriversi negli elenchi del collocamento obbligatorio?
Allo scopo sono necessari il certificato d'invalidità e il certificato della condizione di disabilità per il collocamento mirato. Gli invalidi civili devono fare richiesta degli stessi alla commissione sanitaria della competente azienda sanitaria e gli invalidi del lavoro all'INAIL. Infine, essi possono richiedere con questa documentazione l'iscrizione nella graduatoria del collocamento mirato presso l'Ufficio servizio Lavoro.
  • Numero:  210
  • Autore: DB
  • Ultima modifica: 8.1.2013

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[Inserimento lavorativo e collocamento mirato di persone con disabilità]
Quanti dipendenti con disabilità devono occupare le aziende soggette all'obbligo?
Da 15 a 35 dipendenti - 1 persona; da 36 a 50 dipendenti - 2 persone; da 51 dipendenti - 7% dei dipendenti effettivi. Per il calcolo della quota d'obbligo sono da escludere particolari lavoratori ai sensi delle disposizioni vigenti.
http://www.provinz.bz.it/arbeit/moduli/formulare2_i.htm
  • Numero:  215
  • Autore: DB
  • Ultima modifica: 8.1.2013

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[Inserimento lavorativo e collocamento mirato di persone con disabilità]
Esistono incentivi economici per favorire l'assunzione di persone disabili?
Le aziende private hanno la possibilità di richiedere un rimborso totale o parziale degli oneri sociali delle persone disabili assunte. Queste agevolazioni vengono calcolate sulla base del tipo di invalidità e della percentuale d'invalidità. Inoltre sono previsti sostegni economici per l'adattamento del posto di lavoro e per l'abbattimento delle barriere architettoniche. Le apposite richieste devono essere presentate all'Ufficio servizio lavoro.
  • Numero:  220
  • Autore: DB
  • Ultima modifica: 8.1.2013

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[Impiego pubblico]
Come avviene l'assunzione a tempo determinato nell'impiego pubblico?

I vari Enti Pubblici formulano le proprie graduatorie  per l'assunzione temporanea con le scadenze individuate. Le graduatorie hanno validità di 2 anni, come p.es.  Provincia, Comprensori Sanitari e 6 mesi presso Comuni  e si rinnovano su richiesta.

  • Numero:  200
  • Autore: mr
  • Ultima modifica: 30.12.2016

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[Libretto di lavoro]
Cosa si fa con il libretto di lavoro non più necessario?
Si consiglia di conservare il libretto di lavoro, anche se lo stesso non è più necessario. Il libretto di lavoro contiene infatti informazioni ed attestazioni sui rapporti di lavoro pregressi che possono tornare utili.
  • Numero:  200
  • Autore: PP
  • Ultima modifica: 13.8.2008

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[Legge sulle zone montane]
Con quali tipi di rapporto di lavoro può essere assunto un coltivatore diretto?
Il coltivatore diretto deve essere assunto con contratto a tempo parziale o con contratto stagionale.
  • Numero:  200
  • Autore: PP
  • Ultima modifica: 13.10.2016

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[Lavoratori domestici]
I domestici ricevono il modello CUD?
No, il datore di lavoro non è sostituto d'imposta, per cui i domestici devono presentare una dichiarazione dei redditi e pagare le imposte sul reddito in proprio.
  • Numero:  200
  • Autore: MS
  • Ultima modifica: 14.8.2008

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[Minori - tutela sul lavoro]
Dove posso assumere informazioni sulla tutela del lavoro minorile?
Presso l'ispettorato del lavoro
  • Numero:  200
  • Ultima modifica: 2.1.2017

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[Maternità - tutela sul lavoro]
Quali sono i diritti in caso di malattia del bambino?

In caso di malattia del bambino la madre lavoratrice oppure il padre lavoratore può assentarsi dal lavoro per prestare le necessarie cure. Essa deve presentare al datore di lavoro idoneo certificato medico riguardante la malattia del bambino. Entro il terzo anno di vita del bambino l'assenza per malattia dello stesso non ha limiti se non nella durata della malattia stessa. Ciascun genitore, alternativamente, ha altresì diritto di astenersi dal lavoro, nel limite di cinque giorni lavorativi all'anno, per le malattie di ogni figlio di età compresa fra i tre e gli otto anni. I periodi di congedo per la malattia del figlio sono computati nell'anzianità di servizio, esclusi gli effetti relativi alle ferie e alla tredicesima mensilità o alla gratifica natalizia. Per i periodi di congedo per la malattia del figlio è dovuta la contribuzione figurativa fino al compimento del terzo anno di vita del bambino. Presupposto per la fruizione di questo congedo è la presentazione di una dichiarazione al datore di lavoro che l'altro genitore non fruisce a sua volta di un congedo per lo stesso motivo.

  • Numero:  201
  • Autore: LDR
  • Ultima modifica: 18.7.2017

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[Maternità - tutela sul lavoro]
Per quanto tempo dura il divieto di licenziamento della madre lavoratrice?

Il divieto di licenziamento della madre lavoratrice opera dall'inizio della gestazione fino al compimento del primo anno di età del bambino. Il divieto di licenziamento non si applica nei seguenti casi: colpa grave da parte della lavoratrice, costituente giusta causa per la risoluzione del rapporto di lavoro, cessazione dell'attività dell'azienda cui essa è addetta, risoluzione del rapporto di lavoro per la scadenza del termine, esito negativo della prova. Il divieto di licenziamento cessa inoltre 10 giorni dopo l'eventuale morte del bambino, qualora questa sopravvenga dopo il congedo obbligatorio per maternità e prima del compimento del primo anno di vita del bambino. In caso di morte del bambino sopravvenuta durante il congedo obbligatorio per maternità, il divieto di licenziamento cessa al termine dello stesso congedo. Il divieto di licenziamento non opera per le lavoratrici domestiche.

  • Numero:  202
  • Autore: LDR
  • Ultima modifica: 18.7.2017

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[Maternità - tutela sul lavoro]
Posso essere licenziata a causa del matrimonio?

No. In caso di matrimonio opera un divieto di licenziamento dal giorno della richiesta delle pubblicazioni di matrimonio a un anno dopo la celebrazione dello stesso. In questo periodo sono nulli i licenziamenti attuati a causa di matrimonio e le dimissioni presentate dalla lavoratrice se non sono convalidate entro un mese dall'Ispettorato del lavoro. Il divieto di licenziamento non si applica nei seguenti casi: colpa grave da parte della lavoratrice, costituente giusta causa per la risoluzione del rapporto di lavoro, cessazione dell'attività dell'azienda cui essa è addetta, risoluzione del rapporto di lavoro per la scadenza del termine, esito negativo della prova.

  • Numero:  203
  • Autore: LDR
  • Ultima modifica: 18.7.2017

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[Maternità - tutela sul lavoro]
Posso dimettermi durante il congedo obbligatorio o parentale?

La madre lavoratrice ha il diritto di dimettersi durante il congedo di maternità o il congedo parentale. Al fine di certificare la volontarietà di queste dimissioni l'Ispettorato del lavoro convalida le dimissioni presentate entro il terzo anno di vita del bambino. In caso di dimissioni volontarie convalidate entro il primo anno di vita del bambino, la lavoratrice madre ha il diritto a tutte le indennità previste dalla legge o dal contratto per il caso di licenziamento, inclusa l'indennità di mancato preavviso, e, previa apposita domanda, all'indennità di disoccupazione ordinaria. La stessa procedura vale per le dimissioni del padre lavoratore; nel caso in cui la madre sia deceduta o gravemente ammalata ovvero il bambino sia affidato solo a lui, il padre lavoratore subentra nei diritti della madre lavoratrice.

  • Numero:  204
  • Autore: LDR
  • Ultima modifica: 18.7.2017

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[Maternità - tutela sul lavoro]
Esistono disposizioni particolari in favore di genitori di bambini disabili?

Quando il bambino è disabile il congedo parentale può essere prorogato fino al terzo anno di vita del bambino. In alternativa può essere richiesto un riposo giornaliero retribuito di due ore. Questo diritto può essere fruito dalla madre o, alternativamente, il padre. Dopo il compimento del terzo anno di vita del bambino il genitore ha diritto a tre giorni di congedo retribuito mensili, che possono essere fruiti anche in unica soluzione e per i quali sono versati i contributi figurativi.

  • Numero:  205
  • Autore: LDR
  • Ultima modifica: 18.7.2017

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[Maternità - tutela sul lavoro]
Una madre lavoratrice può essere adibita al lavoro notturno?

La legge vieta il lavoro notturno delle madri lavoratrici dall'accertamento dello stato di gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino. Il divieto opera tra la mezzanotte e le 6 del mattino. Inoltre non sono obbligati a prestare lavoro notturno la lavoratrice madre di un figlio di età inferiore a tre anni o, in alternativa, il lavoratore padre convivente con la stessa e la lavoratrice o il lavoratore che sia l'unico genitore affidatario di un figlio convivente di età inferiore a dodici anni nonché il lavoratore o la lavoratrice che abbia a proprio carico un soggetto disabile ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104.

  • Numero:  206
  • Autore: LDR
  • Ultima modifica: 18.7.2017

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[Maternità - tutela sul lavoro]
Quanto dura il congedo obbligatorio per maternità? Quali sono le disposizioni e norme vigenti?

Il congedo obbligatorio per maternità comprende i due mesi antecedenti il parto ed i tre mesi seguenti. I tre mesi di congedo obbligatorio per maternità successivi al parto decorrono dal parto effettivo, mentre i due mesi antecedenti sono calcolati in base alla data di parto presunta. Ove il parto avvenga oltre tale data, anche il periodo intercorrente tra la data presunta e la data effettiva del parto rientra nel congedo obbligatorio. Su richiesta della lavoratrice e ferma restando la durata complessiva del congedo di maternità, la stessa può astenersi dal lavoro a partire dal mese precedente la data presunta del parto e nei quattro mesi successivi al parto (flessibilità del congedo).

  • Numero:  207
  • Autore: LDR
  • Ultima modifica: 18.7.2017

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[Maternità - tutela sul lavoro]
Come è regolamentato il parto prematuro?

In caso di parto prematuro, il congedo obbligatorio è goduto secondo le regole ordinarie tra la data presunta ed effettiva di parto, mentre dopo lo stesso può essere fruito il restante periodo sino al raggiungimento di complessivi 5 mesi. Il periodo di cinque mesi può essere superato in caso di parto prematuro e ricovero del neonato in una struttura pubblica o privata. L'aggiunta dei giorni non fruiti prima del parto al periodo spettante dopo il parto richiede la presentazione di idonea certificazione entro 30 giorni dal parto.

  • Numero:  210
  • Autore: LDR
  • Ultima modifica: 18.7.2017

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[Cittadini extracomunitari / Autorizzazioni al lavoro]
Un cittadino extracomunitario in possesso di un visto d'ingresso per motivi di turismo può lavorare in Alto Adige?
No, i cittadini extracomunitari in possesso di un visto d'ingresso per motivi di turismo o di un permesso di soggiorno per motivi di turismo validi per l'Italia possono soggiornare in Alto Adige e nel resto d'Italia solo in qualità di turisti e non possono instaurare nessun tipo di rapporto di lavoro.
  • Numero:  200
  • Autore: kp
  • Ultima modifica: 9.11.2016

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[Sicurezza del lavoro]
Quale formazione deve avere il lavoratore dipendente?
Il datore di lavoro deve provvedere affinché ogni lavoratore riceva un’adeguata informazione sui rischi per la sicurezza e la salute connessi all’attivitá dell’impresa in generale e sulle misure di protezione e prevenzione conseguentemente adottate. Deve inoltre assicurarsi che ciascun lavoratore riceva una formazione in materia di sicurezza e di salute, anche nel rispetto delle conoscenze linguistiche,  con particolare riferimento al proprio posto di lavoro e alle proprie mansioni

L’Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011 disciplina i contenuti minimi della formazione dei lavoratori nonché l’aggiornamento.

Il percorso formativo è composto di 2 moduli distinti “Formazione generale” e “Formazione specifica”.

La formazione generale non può essere inferiore a 4 ore e deve essere dedicata alla presentazione dei concetti generali in tema di prevenzione e sicurezza sul lavoro.

La formazione specifica deve avere durata minima di 4 – 8 – 12 ore in funzione dei rischi riferiti alle mansioni caratteristici del settore o comparto di appartenenza dell’azienda.

La classificazione livelli di rischio corrisponde alle macrocategorie ATECO, attribuendo per il rischio basso 4 ore, per il rischio medio 8 ore e per il rischio alto 12 ore di formazione.

La formazione generale ha validità permanente mentre quella specifica è soggette ad aggiornamento con periodicità quinquennale con un corso della durata minima di 6 ore.


  • Numero:  200
  • Autore: 19.2
  • Ultima modifica: 14.11.2016

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[Sicurezza del Lavoro / Coordinatore della sicurezza]
Quali sono le modalitá di rinuncia all’incarico da parte del coordinatore per la sicurezza in fase esecutiva?
Le modalitá non sono prescrivibili e rientrano comunque negli obblighi contrattuali stipulati fra il committente ed il coordinatore. Pertanto, al fine di garantire sempre e comunque la sicurezza sul posto di lavoro, saranno sia il committente che il coordinatore ad operare in modo tale che la mancanza di coordinamento non si verifichi. Il coordinatore per la sicurezza in fase esecutiva dimissionario comunicherá nella forma e nei modi che piú ritiene opportuni (per mezzo FAX o a mezzo RR) al committente nonché all’Ufficio di Tutela Tecnica del Lavoro le proprie dimissioni, indicando il termine entro il quale il committente dovrá necessariamente nominare un nuovo coordinatore per la sicurezza in fase esecutiva. Altresí vale per il committente che intende interrompere il rapporto contrattuale. Ció che ne deriva a livello civilistico relativamente all’inadempienza contrattuale non è di competenza degli Organi di vigilanza.
  • Numero:  210
  • Autore: 19.5
  • Ultima modifica: 12.8.2011

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[Comunicazione obbligatoria unificata dei rapporti di lavoro]
Deleganti – Delegati – Un consulente può delegare propri collaboratori all’effettuazione delle comunicazioni tramite ProNotel2?
Consulenti del lavoro, avvocati e procuratori legali, dottori commercialisti, ragionieri e periti commerciali possono delegare l’utilizzo di ProNotel2 per loro conto ed in loro nome solo ed esclusivamente a propri collaboratori dipendenti.
  • Numero:  200
  • Autore: fm
  • Ultima modifica: 9.6.2009

Questa risposta è stata utile? 373 368 No

[Comunicazione obbligatoria unificata dei rapporti di lavoro]
Deleganti – Delegati – Più persone di una ditta possono effettuare le comunicazioni obbligatorie tramite ProNotel2?
Sì, ProNotel2 può essere usato contemporaneamente da più persone all’interno della stessa ditta. Il delegante (una stessa ditta può avere uno o più deleganti), che ha ottenuto dall’Ufficio osservazione mercato del lavoro un proprio account, può a sua volta delegare altri collaboratori all’utilizzo di ProNotel2, aprendo loro specifici account.
  • Numero:  210
  • Autore: fm
  • Ultima modifica: 24.11.2008

Questa risposta è stata utile? 391 402 No