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Candidatura

Nel 1997 vi è stato un primo tentativo di inserire le Dolomiti nell’elenco del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization = Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura). Sulla base di una proposta del competente Ministero statale le province di Belluno, Trento e Bolzano-Alto Adige si cimentarono con questo progetto. In tale occasione vennero interpellati tutti i ventidue comuni altoatesini interessati: di essi, venti si dichiararono favorevoli alla proposta, uno la approvò con riserva, mentre un altro la respinse. Molti comuni, tuttavia, approvarono la proposta solo a condizione che essa fosse limitata ai territori già vincolati a parco naturale. La Giunta provinciale accolse tale posizione e la trasmise al Ministero competente. Il progetto fu però frenato ed infine sospeso: troppo differenti erano, infatti, le posizioni delle tre province riguardo alla delimitazione territoriale.

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Nel dicembre 2004 fu avviato un secondo tentativo. Da parte del Ministero della cultura e dell’ambiente questa volta erano stati definiti criteri di adesione più chiari e compatibili con la Convenzione dell’UNESCO e che davano buone speranze di successo. Furono selezionati solo territori già soggetti a vincoli, come parchi naturali, parchi nazionali o siti Natura 2000. Per l’Alto Adige furono proposti i cinque Parchi naturali Tre Cime, Fanes-Senes-Braies, Puez-Odle, Sciliar-Catinaccio e Monte Corno. I partner del progetto furono, oltre alla provincia di Bolzano-Alto Adige, le province di Belluno, Trento, Udine, Pordenone ed i Ministeri della cultura e dell’ambiente.

La prima richiesta fu presentata al Segretariato UNESCO di Parigi nel settembre 2005. Tale richiesta comprendeva 22 sistemi di aree protette distinte ed era composta da un corposo dossier, un piano di gestione e una ricca documentazione fotografica e bibliografica. Un esperto dell‘IUCN, incaricato dall’UNESCO, visitò nell’estate 2006 le aree candidate per verificarne i contenuti di eccezionalità. Nell‘estate 2007 la decisione del Comitato per il Patrimonio Mondiale fu rimandata sulla base di un parere dell‘IUCN. Ai richiedenti fu consigliato di rielaborare sostanzialmente la proposta, limitando il numero di aree componenti la proposta di Bene seriale. Nel contempo il parere sottolineava in modo inequivocabile l’idoneità delle Dolomiti ad essere inserite nell‘Elenco del Patrimonio Mondiale, non per tutti e quattro i criteri, ma in particolare in base ai criteri vii – “fenomeni naturali eccezionali o aree di eccezionale bellezza naturale o importanza estetica “ e viii – “una testimonianza straordinaria dei principali periodi dell’evoluzione della terra”. Così la prima domanda subì una radicale rielaborazione con una nuova versione focalizzata sulla geologia, la geomorfologia e ‘estetica del paesaggio. Gli esperti incaricati di questa rielaborazione furono oltre al Prof. Piero Gianolla (Università di Ferrara), che aveva già collaborato al primo tentativo, il Geomorfologo Prof. Mario Panizza (Università di Modena) e il paesaggista Cesare Micheletti (libero professionista di Trento). Anche il piano di gestione venne sottoposto ad una revisione a cui collaborò il Prof. Franco Viola (Università di Padova). La nuova domanda comprendeva 9 unità territoriali proposte quali „Patrimonio Mondiale naturale seriale“ e distribuite su cinque province. I gruppi montuosi selezionati sono degli esempi dell‘unicità e della estrema varietà di aspetti delle Dolomiti nello spazio e nel tempo. Per la provincia di Bolzano sono stati proposti i quattro Parchi naturali dolomitici Tre Cime, Fanes-Senes-Braies, Puez-Odle e Sciliar-Catinaccio, il Latemar e il Monumento naturale Bletterbach.

v.l.n.r.: Da sinistra: Martin Price (esperto dell'IUCN), Sandro Furlan (geologo), Bastian Bombhard (esperto dell'IUCN) e Piero Gianolla (Professore di Geologia dell' Università di Ferrara)Come per la prima, anche la seconda richiesta, depositata a Parigi nel febbraio 2008, fu sottoposta ad analisi per verificarne la completezza. Nel successivo mese di settembre le aree proposte furono visitate da due esperti dell'IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resource = Unione Internazionale per la Conservazione della Natura e delle Risorse Naturali) che si mostrarono molto impressionati dagli straordinari scenari paesaggistici e dalle molteplici manifestazioni geologiche delle Dolomiti. Ogni dubbio riguardante l’eccezionalità degli aspetti paesaggistici e geologici delle Dolomiti fu sciolto. Unico punto debole era la mancanza di una descrizione concreta di una gestione coordinata del Bene, delle categorie di tutela, del coinvolgimento degli stakeholder locali e di alcune misure operative. La proposta avanzata dalle province di istituire una fondazione comune fu accolta dagli esperti con particolare interesse e considerata un passo importante per la tutela e conservazione del sito proposto. Nel maggio 2009 l'IUCN inviò un parere positivo sulla domanda collegandolo però ad alcune condizioni. In esso si giudicavano le Dolomiti uniche al mondo sotto il profilo paesaggistico nonché geomorfologico e geologico. Sulla base di questa valutazione fu formulata la proposta di inserimento nell'elenco del Patrimonio Mondiale naturale.

Da sinistra: L’assessore Michl Laimer, il Ministro Stefania Prestigiacomo, Renato Sascor e Artur Kammerer dell’Ufficio Parchi naturali e il Professore Piero Gianolla a Siviglia (Spagna).Il 26 giugno 2009 in occasione della 33. riunione del Comitato per il Patrimonio Mondiale a Siviglia (Spagna), a seguito di una esauriente relazione dell'esperto tecnico dell'IUCN Tim Badmann, di approfondite spiegazioni da parte dell'ex ambasciatore italiano presso l'UNESCO Giuseppe Moscato e di una discussione finale con i 21 membri del Comitato per il Patrimonio Mondiale la domanda dell’Italia è stata accolta all'unanimità con le condizioni proposte dall‘IUCN. La delegazione italiana, composta dall'ex Ministro per la tutela dell'ambiente Stefania Prestigiacomo e dai rappresentanti delle cinque province, tra cui l'ex Assessore provinciale di Bolzano Michl Laimer, ha accolto l'alto riconoscimento con grande gioia e soddisfazione.


Parere IUCN

Il parere dell’IUCN, alla base della decisione del Comitato per il Patrimonio Mondiale, si articola nei seguenti capitoli:

  • Un riassunto dei valori naturali delle Dolomiti;
  • un'analisi comparativa a giustificazione e dimostrazione dell'unicità a livello mondiale delle Dolomiti rispetto ad altri beni similari;
  • un'analisi del grado di incontaminazione dei siti naturali proposti;
  • una spiegazione dello straordinario valore mondiale;
  • una serie di richieste allo stato proponente.

Massiccio del Catinaccio nel Parco naturale Sciliar-CatinaccioDi seguito un estratto della valutazione dell’IUCN che si riferisce a due dei quattro criteri stabiliti dall’UNESCO:
Criterio (VII): “Fenomeni naturali superlativi o bellezza naturale e importanza estetica”
“Le Dolomiti sono largamente considerate tra i più attraenti paesaggi montani del mondo. La loro intrinseca bellezza deriva da una varietà di spettacolari conformazioni verticali come pinnacoli, guglie e torri che contrastano con superfici orizzontali incluse cenge, balze e plateau, e che s’innalzano bruscamente da estesi depositi di falda e colline più dolci. Una grande diversità di colorazioni è procurata dai contrasti fra le chiare superfici di roccia nuda e le foreste ed i pascoli sottostanti. Le montagne s’innalzano in picchi interposti a gole, rimanendo isolati in alcuni luoghi ma formando sconfinati panorami in altri. Alcune scogliere rocciose qui si ergono per più di 1.500 metri e sono fra le più alte pareti calcaree che si siano trovate nel mondo. Il caratteristico scenario delle Dolomiti è divenuto l’archetipo del “paesaggio dolomitico”. I pionieri della geologia sono stati i primi ad essere catturati dalla bellezza delle montagne, ed i loro scritti e le successive opere pittoriche e fotografiche sottolineano ulteriormente il fascino estetico del Bene.”

I Laghi dei Piani con la Rocca dei Baranci e il Gruppo dei Tre Scarperi nel Parco Naturale Tre CimeCriterio (VIII): “Storia della terra, processi e caratteristiche geologici e geomorfologici”
“Dal punto di vista geomorfologico le Dolomiti sono di rilievo internazionale, come il sito classico dello sviluppo delle montagne in calcare dolomitico. L’area mostra un’ampia gamma di morfologie connesse all’erosione, al diastrofismo e alla glaciazione. La quantità e la concentrazione di formazioni calcaree estremamente varie è straordinaria in contesto globale ed include cime, torri, pinnacoli e alcune delle pareti verticali più alte del mondo. Di importanza internazionale sono inoltre i valori geologici, specie l’evidenza delle piattaforme carbonatiche del Mesozoico, o “atolli fossili”, in modo particolare per la testimonianza che essi forniscono dell’evoluzione dei bio-costruttori sul confine fra Permiano e Triassico, e della conservazione delle relazioni fra le scogliere che hanno costruito ed i loro bacini circostanti. Le Dolomiti comprendono inoltre svariate sezioni tipo di importanza internazionale per la stratigrafia del periodo triassico. I valori scientifici del Bene sono inoltre supportati dalle prove di una lunga storia di studi e ricognizioni a livello internazionale. Considerata nel suo insieme, la combinazione di valori geomorfologici e geologici, forma un bene di importanza globale.”
Secondo l’IUCN anche la tutela delle aree proposte è conforme alle direttive dell’UNESCO e garantisce le condizioni di integrità.
Nel parere si faceva tuttavia rilevare che in alcune aree le infrastrutture e gli utilizzi turistici avrebbero già raggiunto il limite di tollerabilità per un bene classificato come Patrimonio Mondiale. Inoltre nel parere si poneva l’accento sull’importanza di una maggiore collaborazione tra le singole province ai fini di una gestione e di uno sviluppo armonizzati del Patrimonio Mondiale. Perciò l’IUCN proponeva di inserire le Dolomiti nell’elenco del Patrimonio Mondiale a determinate condizioni, da soddisfare entro l’estate 2011. Tali condizioni hanno lo scopo di assicurare l’integrità e la particolarità delle aree e di garantirne un utilizzo turistico sostenibile:

  • La costituzione di una fondazione;
  • l’elaborazione di un piano di gestione complessivo con coinvolgimento della popolazione e con iniziative mirate;
  • il completamento dei singoli piani di gestione delle aree parziali;
  • l’elaborazione di una strategia comune per la gestione del turismo.

La decisione del Comitato per il Patrimonio Mondiale

Il 26 giugno 2009, in occasione della 33. riunione del Comitato per il Patrimonio Mondiale a Siviglia (Spagna), la domanda dell Italia è stata accolta all'unanimità con condizioni. Segue un estratto dalla Dichiarazione di eccezionale valore universale delle Dolomiti:
“I nove componenti delle Dolomiti quale Bene Patrimonio dell’Umanità salvaguardano una serie di paesaggi montani straordinariamente distintivi che sono di eccezionale bellezza naturale. Le loro cime, spettacolarmente verticali e pallide, in una varietà di forme scultoree caratteristiche è straordinaria nel contesto globale. Questo Bene include inoltre una combinazione di valori di importanza internazionale per le scienze della Terra. La quantità e la concentrazione di formazioni calcaree estremamente varie è straordinaria in un contesto globale, e contemporaneamente la geologia, esposta in modo superbo, fornisce un’intuizione della vita marina nel periodo Triassico, all’indomani della più grande estinzione mai ricordata nella storia della vita sulla Terra. I paesaggi sublimi, monumentali e carichi di colorazioni delle Dolomiti hanno inoltre attirato per molto tempo schiere di viaggiatori ed una storia di interpretazioni scientifiche ed artistiche dei loro valori.”

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(Ultimo aggiornamento: 12/02/2014)