 |
|
|
| Cosa si
intende per pianificazione paesaggistica? |
| Scopo della pianificazione
paesaggistica è la salvaguardia, la creazione,
il ripristino ed il mantenimento del paesaggio urbano
e non, del paesaggio naturale e rurale. A tal fine vengono
predisposti concreti piani e provvedimenti a lungo termine
per lo sviluppo, la tutela e l'utilizzo duraturo del paesaggio
naturale e rurale. Nell'ambito di quadri guida, contributi
e bozze di settore vengono definiti i fabbisogni e gli
obbiettivi della tutela naturale e della cura paesaggistica,
i quali costituiscono le basi decisionali per la realizzazione
di ulteriori piani e la formulazione delle decisioni.
Vi è indicata anche l'entità della minaccia
e del pregiudizio arrecati a natura e paesaggio |
 |
Pianificazione
paesaggistica a tutti i livelli!
- Le linee guida natura e paesaggio Alto Adige, quale programma
di sviluppo su base provinciale
- L'inventario paesaggistico, quale ricerca di base
- L´attuale piano paesaggistico comunale e sovracomunale,
quale quale piano di tutela per valori preesistenti
- Il piano paesaggistico del futuro, quale piano di svilluppo
e di guida su livello comunale
- Il piano di gestione del verde: per più verde nelle
città e nei paesi
- I programmi per la valorizzazione del paesaggio rurale,
quali piani di promozione e controllo
- Le perizie ecologico-paesaggistiche, quali pianificazione
integrativa
- Le verifiche di progetto ecologico-paesaggistiche ed i
progetti di riqualificazione ecologica, quali pianificazione
di ottimizzazione
|
| Linee
guida natura e paesaggio in Alto Adige, quale programma di sviluppo
su base provinciale |
 |
Le "Linee guida natura
e paesaggio Alto Adige" fissa gli obiettivi, i provvedimenti
e le strategie applicative, al fine di salvaguardare a
lungo termine l'identità del paesaggio altoatesino
nel suo ambiente naturale, vitale ed economico. Le linee
guida parte dal presupposto, che l'applicazione della
tutela naturale e paesaggistica abbia la precedenza di
fronte agli utilizzatori del territorio, come p. es. i
contadini ed i proprietari dei boschi. L'aspetto singolare
del nostro paesaggio rurale è, in definitiva, merito
dei metodi di lavoro tradizionali e rispettosi della natura,
adottati da generazioni di contadini. Il ruolo dell'agricoltura
e della selvicoltura va tuttavia ben oltre la produzione
di beni alimentari e materie prime rinnovabili. Un oculato
sfruttamento del suolo, fondamentale per l'estrazione
di acqua di falda pulita e per l'attrattiva di un paesaggio
dall'alto indice di biodiversità, offre all'uomo
un elevato standard di vita e diviene sempre più
importante rispetto all'impostazione unilaterale propria
dell'incremento di produzione a detrimento dell'ecologia.
|
Per un paese a vocazione turistica come l'Alto Adige il paesaggio
con il suo valore ricreativo e propositivo diviene un fattore
decisivo anche ai fini del successo economico. Tuttavia anche
per la popolazione locale il paesaggio non è fine a
se stesso, bensì costituisce l'emanazione delle proprie
origini. Per salvaguardare uno sviluppo duraturo del nostro
paesaggio rurale è necessaria l'intima collaborazione
da parte di tutta la comunità, dal contadino al soggetto
economico del settore turistico.
|
| Inventario
paesaggistico, quale ricerca di base |
 |
Tale inventario cataloga il paesaggio in unita maggiori
e minori. Da un lato vi sono elencati i biotopi per
eccellenza come le torbiere ed i prati aridi, dall'altro
vi figurano pero anche le siepi, gli alberi singoli
ed altri oggetti minori. Vi possono essere contemplati
anche elementi del paesaggio rurale, quali le forme
tipiche degli edifici e dei masi, gli steccati di legno
e le cappelle. Quest'inventario offre le basi per la
realizzazione di piani e bozze, come ad esempio i piani
urbanistici, i piani guida del paesaggio ed i programmi
per la valorizzazione del paesaggio rurale, oltre a
creare un valido strumento di valutazione ecologico-paesaggistica
in occasione di interventi e progetti.
Lana, Nova Ponente, Gargazzone, Merano e Naz/Sciaves
(parzialmente) si sono già muniti di inventari
paesaggistici,inoltre esistono i sequenti rilevamenbti:
|
Rilevamenti dei prati e dei pascoli
entro i 7 Parchi naturali
Rilevamenti di siti paesaggistici ad Appiano
Rilevamento delle torbiere di Villandro
Rilevamento delle siepi a Falzes
|
| L´attuale
piano paesaggistico, quale piano di tutela per valori preesistenti
- Procedura di approvazione dei vincoli paesistici |
|
Lo scopo di questo piano è la catalogazione,
valutazione e tutela di ambiti ed oggetti paesaggistici
altamente qualificanti. Le disposizioni sui vincoli
paesaggistici verranno successivamente trasferite nel
piano urbanistico comunale. Il piano dei vincoli paesaggistici
può ritenersi un "prodotto di successo"
dell'Alto Adige, considerato che nessuna regione all'interno
o all'estero può annoverare tra le sue conquiste
un sistema di zone protette esteso alla quasi totalità
della sua superficie.
Tutela generica del paesaggio
La legge sulla tutela del paesaggio in vigore elenca
i tipi di intervento e progetto, per i quali, indipendentemente
dai vincoli, va richiesta un'autorizzazione paesaggistica
da parte del comune o dell'autorità provinciale.
Determinati ambiti, come le sponde delle acque, i boschi,
le zone in quota oltre i 1.600 m sul livello del mare
vengono inoltre protetti dalla legge. In tutti i casi,
ove manchi questo importante meccanismo di controllo
attraverso l'autorizzazione paesaggistica, si ricorre
all'applicazione del piano dei vincoli paesaggistici.
|
 |
 |
Vincoli paesaggistici specifici
Particolari conformazioni naturali, habitat naturali
per eccellenza e tutte le altre zone rilevanti nell'interesse
della natura e del paesaggio vengono disciplinati, quando
necessario, da regolamenti specifici in merito alla
loro destinazione d'utilizzo ed al loro accesso. Tale
regolamentazione tiene conto delle peculiarità
e necessita locali di ordine ecologico-paesaggistico.
Sulla base delle categorie di tutela previste dalla
legge vengono individuate le zone di tutela paesaggistica.
|
Le zone di tutela paesaggistica,
come ad esempio le zone di rispetto o i paesaggi degni
di particolare tutela, sono paesaggi colturali che, per la
loro bellezza e tipicità paesaggistica o rilevanza
ai fini della struttura insediativa originaria, vengono individuati
come zone protette. L'individuazione di zone di tutela paesaggistica
ricorre anche per arginare la dispersione insediativa o tutelare
il circondario. In queste zone è fondamentalmente vietata
la realizzazione di costruzioni edilizie e di impianti per
la lavorazione della ghiaia, nonchè l'insediamento
di condutture aeree.
I parchi e giardini sono
preziose aree verdi, riscontrabili soprattutto nell'ambito
urbano o in prossimità di castelli e tenute. Vi sono
fondamentalmente vietati tutti i provvedimenti a loro potenziale
detrimento.
Le zone archeologiche
rappresentano insediamenti preistorici documentanti la storia
della nostra terra. In questi siti non sono vietate attività
di sorta, tuttavia, qualora si vogliano apportare modificazioni
sostanziali alla tipologia dell'area interessata, va avvisata
la Ripartizione beni culturali.
Secondo i casi tale regolamentazione contiene
anche norme generali riguardanti oggetti o manufatti paesaggistici
caratteristici (siepi, muri a secco, sentieri lastricati,
i "Waale" - gli antichi canali irrigui -, castagni,
alberi di noce, alberi da frutta ad alto fusto e.a.a.) o regolamentazioni
del traffico.
L'eliminazione di questi importanti elementi paesaggistici
va, ove possibile, evitata. Pur non essendo sostanzialmente
vietata, essa è vincolata alla concessione dell'autorizzazione
di tutela paesaggistica ed all'adozione di misure compensative.
Le zone protette specifiche comprendono,
a seconda della tipologia paesaggistica ed insediativa, solitamente
dal 10 al 30% circa del territorio comunale. Per la maggior
parte dei boschi, del verde alpino, degli insediamenti agricoli
sparsi e delle aree fabbricabili sono sufficienti le disposizioni
di legge generiche. Una tutela aggiuntiva viene applicata
limitatamente ai paesaggi rurali particolarmente intatti -
senza tuttavia escluderne la coltivazione -, bandendone l'attività
edilizia e la dispersione insediativa.
I menzionati provvedimenti di tutela possono
essere anche individuati all'interno dei piani paesaggistici
delle zone di tutela paesaggistica. Nati negli anni settanta,
quali piani di difesa e tutela contro le forme inidonee di
sviluppo turistico all'interno di aree dalla particolare sensibilità
ecologica, questi piani sono stati posti in essere indipendentemente
dai confini comunali. Attualmente stanno via via assumendo
una vera e propria connotazione di piani di gestione, che
si incaricano, oltre che della pianificazione ai fini della
tutela, anche di quella per lo sviluppo.
Dr. Georg Praxmarer: Val Venosta, Burgraviato, Oltraadige, Monzoccolo,
Bassa Atesina occidentale
Dr. Konrad
Stockner: Bassa Atesina orientale, Val Sarentina, Val
d`Isarco, Val Pusteria, Ladinia
Procedura di approvazione dei vincoli
paesistici
La procedura dei vincoli paesistici per i piani comunali
dei vincoli paesaggistici è identica a quella per i
piani delle zone di tutela paesaggistica. L'iter prevede il
seguente corso:
- proposta della prima commissione provinciale per la tutela
del paesaggio;
- partecipazione delle autorità su base comunale;
- delibera da parte della Giunta Provinciale;
- pubblica visione.
Proposta della prima commissione provinciale per la tutela
del paesaggio: il piano paesaggistico viene normalmente elaborato
dall'Ufficio ecologia del paesaggio in stretta collaborazione
con i comuni e le associazioni locali d'interesse. I comuni,
le associazioni protezionistiche e le pro-loco hanno comunque
anche facoltà di presentare delle istanze direttamente
alla commissione. In sede di esame della prima commissione
provinciale per la tutela del paesaggio partecipano sempre,
con diritto di voto, i rappresentanti dei rispettivi comuni
e comunitá comprensoriali.
Partecipazione delle autorità su base comunale: la
proposta di piano paesaggistico della commissione viene quindi
depositata in municipio in visione per 30 giorni, entro i
quali ogni cittadino può esprimere il proprio parere
in merito. Il redattore del piano è a disposizione
per eventuali domande chiarificatrici o incontri informativi.
Il consiglio comunale esprime infine il suo parere.
Delibera da parte della Giunta Provinciale: sulla base delle
predette proposte e pareri la Giunta Provinciale delibera
il piano paesaggistico, che entrerà successivamente
in vigore sotto forma di decreto del Presidente della Giunta
Provinciale, con pubblicazione sul bollettino ufficiale.
Pubblica visione: tutti gli interessati possono prendere
visione e all'occorrenza richiedere copie di parti del piano
paesaggistico - mappe, disposizioni e relazione esplicativa
- presso il comune o l'Ufficio ecologia del paesaggio.
Stato
della pianificazione paesaggistica in Alto Adige
|
| Il Piano
paesaggistico del futuro: piano di svilluppo e di guida su livello
comunale |
| Il piano paesaggistico
attuale verrà rivalutato: non sarà più
solo uno strumento passivo di tutela,. ma esso fungerà
da strumento preventivo dei comuni creando una pianificazione
sulla base delle finalità ecologiche. Vi andranno
stabiliti i fabbisogni ed i provvedimenti locali necessari
al conseguimento degli obbiettivi di tutela naturale e
di mantenimento del paesaggio, di cui tenere conto in
sede di elaborazione del piano urbanistico comunale. Cardini
ne sono la rilevazione, analisi e valutazione di massima
dello status quo di natura e paesaggio, insieme allo sviluppo
ed alla tutela che ci si è proposti. Attualmente
non esiste ancora questo importante "nuovo"piano
paesaggistico, comunque è previsto dalle "Linee
guida natura e paesaggio Alto Adige.
Alcuni comuni hanno già mostrato interesse per
questo nuovo piano paesaggistico e hanno avviato progetti
pilota: questi comuni sono Nuova Levante, Lana e Merano.
|
 |
|
| Il piano
di gestione del verde: più verde per le città
e i paesi |
 |
Il cosiddetto piano di gestione
del verde viene implementato per le aree d'insediamento
in sede di progettazione e come parte costituente i piani
d'attuazione e di recupero. Esso contempla tutte le misure
necessarie alla tutela, cura ed allo sviluppo di superfici
ancora intatte (vegetazione, cementificazione del suolo,
utilizzo dell'acqua piovana). Parti integranti essenziali
dei piani di gestione del verde sono pure gli aspetti
della progettazione degli spazi aperti come l'abitabilità,
marciapiedi e piste ciclabili, parchi gioco e aree ricreative,
nonchè misure di riduzione del traffico. |
|
| I
programmi per la valorizzazione del paesaggio rurale, quali
piani di promozione |
 |
I programmi per la valorizzazione
del paesaggio rurale hanno la funzione di proporre misure
risolutive per la cura e lo sviluppo di paesaggi colturali,
in particolare quelli formati da siepi, di mezza montagna
o di malga. Possono tuttavia anche contemplare provvedimenti
per la valorizzazione ecologico-paesaggistica di prati
e pascoli a sfruttamento intensivo o di colture frutticole.
I programmi per la valorizzazione del paesaggio rurale
andranno redatti in collaborazione con le associazioni
interessate. |
|
| Le
perizie ecologico-paesaggistiche: garanzie per una "buona"pianificazione |
La pianificazione paesaggistica non trova applicazione solo
sotto forma di pianificazione di settore, ma anche quale "pianificazione
integrativa", ossia come ausilio complementare ad altri
tipi di pianificazione, come ad esempio quella urbanistica.
A questo proposito ogni anno vengono depositate presso l'ufficio
provinciale competente circa 300 perizie preliminari ai fini
delle modifiche ai piani urbanistici comunali, della valutazione
dell'impatto ambientale (VIA) e di altri piani e programmi.
Non sempre è possibile apprezzare in modo tangibile i
frutti di questo lavoro, ma a lungo termine se ne rivelano i
benefici.
|
| Le
verifiche di progetto ecologico-paesaggistiche ed i progetti
di riqualificazione ecologica |
| Il progetto di riqualificazione
ecologica garantisce il coinvolgimento attivo e tempestivo
dell'autorità per la tutela del paesaggio ed il
rispetto preventivo degli aspetti ecologici, in caso di
interventi di ordine paesaggistico. Nei progetti tecnici
edilizi, a partire da una certa dimensione od in ambiti
sensibili (p. es. le zone protette, il paesaggio libero),
ne fissa le misure di tutela e di compensazione. Per i
progetti minori permane l'autorizzazione di tutela paesaggistica
- corredata delle eventuali condizioni richieste dall'autorità
per la tutela del paesaggio - da parte del sindaco o dell'autorità
provinciale, a garanzia di una rigorosa gestione dell'impatto
paesaggistico e ambientale. |
 |
|
|
 |
 |