Presentato il progetto "Ortles – La carota di ghiaccio” per lo studio del clima

È stato presentato questa mattina a Palazzo Widmann, alla presenza del presidente della Provincia, Luis Durnwalder, il progetto “Ortler Ice Core”, che prevede il carotaggio della cima della Vedretta Alta dell'Ortles a quota 3850 m, allo scopo di raccogliere informazioni preziose in merito ai cambiamenti climatici.

La presentazione del progetto

Un team internazionale di ricercatori americani, italiani ed austriaci, coordinati dal Byrd Polar Research Center dell’Università dell’Ohio (BPRC-OSU) nell’USA e dall’Ufficio Idrografico della Provincia Autonoma di Bolzano – Alto Adige, iniziano questa settimana un articolato progetto di ricostruzione della storia climatica dell’Alto Adige.

Il progetto è stato presentato questa mattina a Palazzo Widmann, alla presenza del presidente della Giunta provinciale Luis Durnwalder, dai coordinatori del progetto scientifico Lonnie Thompson e Paolo Gabrielli della Ohio State University.

L’obiettivo del progetto è quello di perforare la Vedretta Alta dell’Ortles a quota 3850 m, e di estrarre campioni di ghiaccio per tutto lo spessore di tale ghiacciaio (70 m circa). “Questi verranno poi analizzati nei laboratori dell’OSU-BPRC e delle Università di Venezia ed Innsbruck al fine di studiare le caratteristiche delle condizioni ambientali del passato come la temperatura, le precipitazioni e la chimica dell’atmosfera” hanno sottolineato Lonnie Thompson e Paolo Gabrielli.  

Il presidente Durnwalder ha espresso il proprio pieno appoggio all’iniziativa che mira ad approfondire i meccanismi climatici con i più moderni strumenti scientifici.

“La Provincia metterà a disposizione la logistica funzionale alla perforazione in primis grazie alla sinergia delle Ripartizioni Protezione Antincendi e Civile, Opere idrauliche e Foreste e dell’Ufficio geologia e prove materiali” ha quindi spiegato il direttore della Ripartizione Protezione antincendi e civile, Hanspeter Staffler.

Roberto Dinale della stessa Ripartizione  ha aggiunto che “Il materiale tecnico ed il personale saranno trasportati in quota in elicottero e, in collaborazione con le guide alpine della Alpinschule Ortler di Solda, sulla Vedretta Alta dell’Ortles sarà montato un campo d’alta quota, che ospiterà i ricercatori per circa un mese”.

Il cuore delle operazioni è rappresentato dalla tenda a duomo che ospiterà il perforatore alimentato da pannelli solari o, in alternativa, da generatori ad alta efficienza. Particolare attenzione sarà rivolta alla minimizzazione dell’impatto ambientale ed una volta concluse le operazioni il campo verrà completamente smantellato e l’area ripristinata.

Ambiti di ricerca complementari allo studio della carota di ghiaccio sono l’installazione di una stazione meteorologica, lo studio della fisica del ghiacciaio grazie alla strumentazione dei pozzi di perforazione, lo studio delle variazioni delle aree glaciali mediante nuove tecniche di rilevamento nonché la diagnosi precoce delle malattie d’alta quota attraverso esami medici specifici cui saranno sottoposti i ricercatori. Un ruolo importante sotto il profilo scientifico sarà svolto a livello locale dall'Eurac.

La presentazione e la divulgazione del progetto alla popolazione locale, alle scuole ed alla comunità scientifica avverranno attraverso un ciclo di conferenze ed un campus di glaciologia di una settimana alla “Franzenshöhe”, presso il Passo dello Stelvio, che prevede l’interazione diretta tra studenti e ricercatori.

FG

Galleria fotografica

Scavare nel ghiaccio per capire meglio il clima

Hanspeter Staffler sul valore della ricerca

Il Presidente Durnwalder sull'importanza del progetto