Kompatscher a Castel Tirolo: "Autonomia, bene comune"

Accogliendo i presidenti Mattarella e Van der Bellen a Castel Tirolo, il presidente Arno Kompatscher ha parlato di pacifica convivenza e di dialogo basato sul rispetto reciproco.

Il presidente Kompatscher durante il discorso a Castel Tirolo (Foto: ASP/Daldos)

In occasione della cerimonia ufficiale di Castel Tirolo in ricordo dei 50 anni dall'approvazione del pacchetto di norme che ha dato vita al secondo Statuto di autonomia e dei 100 anni dal trattato di pace di Saint-Germain, il presidente Arno Kompatscher ha sottolineato il grande onore nel poter dare il benvenuto ai presidenti Sergio Mattarella e Alexander Van der Bellen, i due Capi di stato dei Paesi firmatari del Trattato di Parigi. La divisione del Tirolo e l'adozione del Pacchetto "sono due eventi decisivi ed epocali per la nostra storia", ha affermato Kompatscher.

Pacchetto momento chiave dell'autonomia e della democrazia

Il presidente altoatesino ha quindi ripercorso le tappe principali della storia locale a partire dal 1919. Riferendosi all’approvazione del Pacchetto da parte dei delegati della Südtiroler Volkspartei esattamente il 22 novembre di 50 anni fa, ha parlato di "un momento chiave per la democrazia". “La serietà e la profonda convinzione  - ha sottolineato - ma anche il rispetto dell'opinione altrui, l'accettazione e la condivisione del risultato, che trovarono piena espressione nella storica stretta di mano fra Silvius Magnago e Peter Brugger, sono ancora oggi un esempio e un insegnamento per la nostra generazione". "L’autonomia non à caduta dal cielo - ha aggiunto – ma è il frutto di negoziati difficili". Il presidente altoatesino ha quindi affermato che "l’autonomia deve essere costantemente perfezionata e adeguata alle nuove esigenze" e si è detto "fiducioso che anche in futuro sarà possibile concordare e attuare, in uno spirito di equità e armonia, e con la prassi già consolidata dell’accordo bilaterale tra Italia e Austria, i necessari interventi di adeguamento e di ammodernamento".

Autonomia e convivenza per superare le controversie

Il presidente si è detto inoltre sicuro “che anche noi, nella nostra provincia, possiamo superare le controversie che sono ancora d’ostacolo alla pacifica convivenza, se le affrontiamo attraverso un dialogo improntato al rispetto reciproco. Ciò ci consentirà anche in futuro di avvalerci dell’autonomia come di un efficace strumento di tutela e di sviluppo, che ci permetta di rafforzare le identità e al tempo stesso trarre beneficio dal valore aggiunto della pluralità del nostro territorio”. Nel proprio discorso Kompatscher ha affermato quindi che “grazie all’autonomia così ottenuta l’Alto Adige si trova oggi in una buona situazione culturale ed economica”.

Dalla coesistenza alla convivenza fondata su rispetto e stima

Secondo il presidente gli strumenti di tutela previsti, come la parificazione delle lingue, il criterio della proporzionale nell’assegnazione dei posti nel pubblico impiego, l’insegnamento nella propria madrelingua, hanno prodotto i loro effetti positivi per tutti i gruppi linguistici. “Questa tutela e questa sicurezza – ha aggiunto - costituiscono una solida base per venire incontro gli uni agli altri e per trasformare una pacifica coesistenza in una convivenza fondata sulla reciproca stima”.

Dialogo e compromesso antidoto alle provocazioni

Questa evoluzione positiva, ha ammonito il Landeshauptmann “è però compromessa, messa a repentaglio, ogni qualvolta qualcuno si diverte a giocare col fuoco e a provocare. Quando questioni non ancora risolte in modo soddisfacente, come la toponomastica o la gestione dei simboli del nostro travagliato e ancora opprimente passato, sono strumentalizzate per anteporre ciò che ci divide a ciò che ci unisce, per alimentare il risentimento e l'odio, creare nemici e sostenere posizioni radicali, allora significa che non abbiamo imparato nulla dalla nostra storia. Soluzioni e sviluppi positivi per la nostra provincia sono stati raggiunti solo quando siamo riusciti a far prevalere il dialogo, la volontà di intesa, il rispetto e la disponibilità al compromesso sulla legge del più forte e sulla violenza fisica e verbale”.

Autonomia bene comune

Il presidente, pur ponendo l’accento sul fatto che “l'autonomia dell'Alto Adige non è un'autonomia territoriale, ma un’autonomia a tutela dei gruppi etnici tedesco e ladino”, ha rimarcato che essa “al tempo stesso essa rappresenta il nostro bene comune, che nessun gruppo etnico può arrogare solo a sé. L'autonomia – ha concluso - è una casa comune, nella quale non vi è un solo padrone, con tutti gli altri considerati solo ospiti. La grande sfida politica, che ci troviamo a fronteggiare tutti assieme, consiste nel procedere a misura d'uomo e nel rendere comprensibili le scelte politiche, senza spalancare le porte a del banale populismo”.

ASP/fgo

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