Bruchi nuovamente in azione nei boschi altoatesini

Come già nella primavera 2003, anche quest’anno sulle pendici esposte a meriggio, comprese fra i 270 e i 900 m di quota nel circondario di Bolzano e all’imbocco della Val d’Isarco, i Servizi forestali della Provincia hanno registrato la presenza dei bruchi di bombice dispari (Lymantria dispar ), una farfalla notturna particolarmente diffusa nelle regioni meridionali. Non vi sono pericoli per le persone.

Nel 2003, ricordano gli operatori del Servizio forestale provinciale, l’attacco ha interessato i boschi cedui nei territori di Renon, Auna di Sotto, Campodazzo, Postal, Terlano, Laives, Vadena, Bronzolo come pure S. Maurizio/Gries per una superficie complessiva di 2235 ha (superficie ridotta effettiva 1000). Durante l’estate i popolamenti defogliati hanno poi recuperato per intero il loro fogliame.
Quest’anno l’attacco è localmente decisamente meno forte rispetto all’anno scorso. Più volte è stata segnalata da parte dei Servizi forestali la presenza massiccia del bombice dispari in aree termicamente favorite delle Valli dell’Adige ed Isarco. Periodicamente - ogni vent'anni (in Trentino ogni 10 anni) - sono stati infatti osservati forti attacchi: 1953, 1973 e 1993. "Il dimezzamento del periodo di latenza dall’ultimo attacco del 1993 - spiegano al Servizio forestale - può essere interpretato come un segno tangibile del riscaldamento globale a livello planetario, fenomeno questo di per sé ben più inquietante della presenza del defogliatore stesso."

I caratteristici grossi bruchi dai lunghi peli brulicano nei boschi di roverella, carpino nero ed ornello ove stanno completando l’ultima fase di accrescimento larvale, cui seguirà l’impupamento in giugno. Anche se i popolamenti forestali possono presentare un aspetto desolante, non sono da temersi danni permanenti a loro carico. Sulla base dell’esperienza acquisita si può infatti ritenere che già a metà luglio essi avranno ricostituito la propria chioma e non si vedrà più traccia del danno.

Anche per l’uomo non sussiste alcun pericolo, in quanto, a differenza dei bruchi di processionaria del pino i cui peli urticanti sono notoriamente causa di allergie ed eritemi cutanei, quelli dei bruchi di bombice dispari sono innocui. Per tale motivo non si rende necessario alcun intervento di lotta, che al contrario va evitato sulla base di considerazioni di carattere ecologico, in quanto solo così possono svilupparsi i nemici naturali in grado di contenere nel lungo periodo il propagarsi dell’infestazione di questo nottuide, concludono gli operatori forestali della Provincia.

ASP/pf