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10 anni Equal Pay Day – “Giornata della parità retributiva”

La Commissione per le pari opportunità ricorda il perdurare della differenza retributiva tra uomini e donne

Una delle prime immagini dell'Equal Pay Day in Alto Adige

10 anni Equal Pay Day – “Giornata della parità retributiva”

La Commissione per le pari opportunità ricorda il perdurare della differenza retributiva tra uomini e donne

 

A causa dell’attuale rischio sanitario in relazione alla pandemia da coronavirus (Covid-19) l’Equal Pay day di quest’anno deve essere rinviato ad autunno. La Commissione provinciale per le pari opportunità per le donne e il Servizio Donna hanno introdotto l’iniziativa in Alto Adige per la prima volta nel 2010.

L’Equal Pay Day (EPD) è la Giornata internazionale per l’equa retribuzione di donne e uomini, che ha lo scopo di sensibilizzare sulla disparità di trattamento retributivo legata al genere di appartenenza. Viene celebrato in tutto il mondo in giornate diverse.

I primi passi in Alto Adige 10 anni fa

Negli anni 90, il movimento femminile „Business Professional Women“ ha lanciato negli Stati Uniti le prime iniziative sul Gender Pay Gap (differenza retributiva legata al genere). Come simbolo dell’iniziativa è stata scelta la borsa rossa, il colore rosso per il segnale d’allarme nei portafogli delle donne, che appare anche nei momenti di deficit sul conto corrente bancario.

„Nelle riunioni della Commissione pari opportunità spesso ci ricordiamo il primo evento in Piazza della Grana a Bolzano 10 anni fa,“ racconta la presidente Ulrike Oberhammer del periodo iniziale.

„Dovevamo ripetere quasi a pappagallo che la differenza salariale tra uomini e donne esiste anche in Alto Adige. Qualche uomo pure ci dava delle ‘streghe’, che impedivano alle donne di svolgere il loro ruolo naturale da casalinghe e madri.”

L’esistenza di una disparità retributiva veniva contestata da parecchi esperti ed anche esperte e ciò portava ad una serie di studi scientifici da parte dell’ASTAT e dell’AFI-IPL Istituto promozione dei lavoratori, che confermarono i dati statistici dell’iniziativa.

La disparità salariale è una questione strutturale – la scelta professionale è decisiva

Il „Gender Pay Gap“ viene calcolato considerando le retribuzioni lorde dei dipendenti a tempo pieno nel settore privato, segnalate agli istituti nazionali della previdenza sociale. Secondo statistiche ufficiali, in Alto Adige la differenza retributiva è ancora intorno al 17%.

Il fattore principale per la differenza retributiva tra uomini e donne può essere evidenziato nella scelta professionale. Le donne spesso scelgono categorie professionali, che offrono una retribuzione molto più bassa.

Gli stereotipi di genere hanno conseguenze dirette sulle scelte professionali delle donne, che in Alto Adige rispecchiano ancora oggi i ruoli tradizionali: tre volte tanti ragazzi scelgono una professione pratica, le ragazze sono maggiormente presenti nel settore dei servizi. Nella scelta formativa le donne propendono per studi umanistici e sociali e quindi professioni “tipicamente femminili”, meno retribuite.

Riconoscimento sociale per il lavoro svolto – poco di concreto nel portafoglio

Nelle ultime settimane di emergenza Covid19 si rileva una notevole lode da parte della società in  tutti i media per le persone, che nelle cosiddette “professioni di rilevanza sistemica” compiono delle prestazioni straordinarie nel trattamento medico e nella cura dei pazienti, nella distribuzione di alimentari o prodotti farmaceutici, nella gestione della vita familiare e nella cura dei bambini fino all’insegnamento privato ed anche la cura domestica degli anziani trova il riconoscimento dovuto.

La maggior parte di questi compiti viene svolta da donne, sebbene con stipendi bassi o a tasso zero. “Nell’attuale periodo veramente difficile, con sfide immense per la nostra società, anche noi alziamo la voce per una retribuzione adeguata delle professioni di rilevanza sistemica, auspicando che il coro non si perda in lontananza,” sottolinea la presidente Oberhammer.   

Alleggerimenti per mamme impiegate – la rotazione tra Homeoffice e la cura dei figli

Tra le misure di allentamento delle attuali restrizioni la Commissione pari opportunità lamenta la mancanza di alleggerimenti concreti per i genitori con bambini piccoli. „Non c’è da aspettarsi che le famiglie riescono a continuare a sostenere da soli la cura dei figli in età scolastica o ancora più piccoli. Paventiamo che soprattutto le mamme non avranno la possibilità di tornare a una vita quotidiana come prima,“ avverte Ulrike Oberhammer.

La maggior parte dei compiti di cura viene erogata attualmente dalle madri, che tante volte lavorano a tempo parziale. Si paventa quindi che cedono i loro posti di lavoro per potersi dedicare al lavoro di famiglia perché comunque guadagnano di meno e per consentire agli uomini il lavoro a tempo pieno. “Questo sviluppo è veramente preoccupante e bisogna trovare delle soluzioni,” dichiara la presidente.

La Commissione chiede perciò da subito l’assistenza per bambini e minori, che non può partire solo in estate, affinché le famiglie e soprattutto i monogenitori e parenti, che assistono gli anziani, possano essere aiutati.

A questo proposito, la Commissione ricorda che la Task force con 17 personaggi insediata dal governo per stabilire le misure della fase 2 dell’emergenza Covid-19 è composta al 80% da uomini.  Quindi si perde l’opinione delle donne e cioè di metà della popolazione. Le donne sono state presenti nella crisi, hanno lottato, sopportato, sperato e sofferto. Assieme agli uomini e in qualche circostanza più degli uomini. Tutto ciò non ha portato ad un’equa rappresentanza femminile nei gruppi decisionali. Questa decisione però comporta che le realtà quotidiane delle donne non vengono prese in considerazione e che così nei suggerimenti per il governo mancano le considerazioni delle donne e madri, che ruotano tra Homeoffice e cura dei figli.

10 anni Equal Pay Day – le sfide rimangono

“In Alto Adige come nel resto del mondo occidentale notiamo che gli ostacoli per diminuire la disparità salariale rimangono uguali come negli ultimi anni, perciò sottolineamo di nuovo le rivendicazioni validi in tutto il mondo,“ ribadisce la presidente Oberhammer.

Il catalogo di misure della Commissione Pari Opportunità in occasione dei 10 anni Equal Pay Day prevede sostanzialmente quattro tematiche:

-       lotta alla persistenza di una diffusa “segregazione” sul mercato del lavoro, cioè la presenza di veri e propri “silos” professionali, che separano uomini e donne, riservando a quest’ultime lavori, prospettive di carriera e quindi salari inferiori;

-       contrasto all’esistenza di “stereotipi” fortemente radicati sul ruolo delle donne nella società, tali per cui le cure familiari restano soprattutto di pertinenza del gentil sesso, il che, senza adeguate politiche di conciliazione fra vita professionale e vita lavorativa, si traduce in minori opportunità lavorative e di guadagno soprattutto anche nelle cosiddette professioni di rilevanza sistemica;

-       introduzione di un sistema di trasparenza delle retribuzioni non solo nel settore pubblico ma anche nel settore privato;

-       sostegno mirato per non lasciar sole le famiglie nella cura di figli, affinché tutti gli sforzi degli ultimi anni per una miglior conciliazione famiglia e lavoro e per un netto aumento dell’occupazione femminile non siano azzerate.

La Commissione provinciale pari opportunità per le donne ha spostato l’Euqal Pay Day ad autunno. Oltre al convegno dedicato alla domanda “Equal Pay Day – quo vadis?”, sono previste iniziative nelle piazze e sulle strade, con la distribuzione delle note borse di tela rosse con il messaggio “Equal Pay Day – Stesso lavoro, stesso stipendio” e di altro materiale informativo.

Le date in cui si svolgeranno gli eventi saranno comunicate in tempo utile.

ap

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