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11 febbraio: Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza

Uno sguardo alla presenza femminile nella comunità accademica della Libera Università di Bolzano in occasione della Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza, proclamata dalle Nazioni Unite.

Donne nella scienza (Foto: Serena Osti/unibz)

“Il sostegno alle donne nella scienza è una tematica che mi sta molto a cuore; per questo sono molto felice che negli ultimi 12 mesi unibz abbia chiamato nove donne nel ruolo di professoressa”, afferma la presidente della Libera Università di Bolzano, la prof.ssa Ulrike Tappeiner. “Nel corso della mia carriera, ho potuto apprezzare i benefici della diversità nella ricerca scientifica. Tutte le differenze, incluso il background, il genere, la cultura e l’appartenenza etnica dischiudono nuove le prospettive e aprono direzioni inesplorate. Tutto ciò che la nostra università favorisce”, aggiunge.

Il 33% del personale accademico permanente di unibz è costituito da donne mentre l’età media dei docenti dell’università è di 52 anni. La strada verso la docenza non è sempre facile, come sottolinea la professoressa di Teoria dei Sistemi e del Controllo, l’altoatesina Angelika Peer: “In precedenza ho insegnato e lavorato come ricercatrice a Monaco e Bristol e devo dire che la possibilità di potersi dedicare a questa professione, per le donne, dipende ancora molto dalle condizioni generali, a partire dalla cura dei figli. In questo senso, l’Italia è ancora arretrata rispetto ad altri Paesi”.

Un’esperienza sottolineata anche da Marjaana Gunkel, professoressa di Gestione delle risorse umane e presidente del Comitato Pari Opportunità di unibz. “Soprattutto durante il lockdown dell’anno scorso, è risultato evidente che la cura dei bambini e le faccende domestiche erano state affidate alle madri. Solo attraverso una continua attività di pubblicazione gli studiosi possono fare carriera e queste incombenze sottraggono tempo alla ricerca”.

Ciononostante, diverse scienziate occupano posizioni chiave in unibz: la professoressa Ulrike Tappeiner è stata preside della Facoltà di Biologia di Innsbruck prima di essere scelta come presidente di unibz. L’anno scorso Ulrike Tappeiner è stata insignita del premio “Research Award Südtirol/Alto Adige 2020”. La prof. Barbara Russo è vice-preside alla ricerca della Facoltà di Scienze e Tecnologie informatiche, la prof.ssa Giulia Cavrini è vice-preside alla Ricerca della Facoltà di Scienze della Formazione.

L’”Istituto di Scienza e Tecnologia” (IST) austriaco in un comunicato stampa sottolinea che la percentuale di donne nella scienza in tutto il mondo è inferiore al 30%. La professoressa Tanja Mimmo, docente in unibz dal 2015, dirige il neonato Competence Center for Plant Health e sa che il percorso nella ricerca scientifica è molto particolare: “Quello che mi piace della scienza è che posso sempre esplorare argomenti inediti e stimolanti. Ma chiunque segua il proprio sogno di una carriera in questo ambito sa anche che è difficile farcela in un mondo di uomini”.

Ciò rende ancora più necessario - anche in unibz – proporre role models, cioè modelli femminili che servano alle studentesse affinché trovino l’ispirazione giusta per avanzare nella scienza.

2021_0211 CS del ufficio stampa della Libera Università di Bolzano

ap

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