Storia dell'autonomia

La convivenza tra i gruppi presenti in Alto Adige non è sempre stata pacifica. Anzi, è frutto di un percorso lungo e ricco di ostacoli che ha però portato alla nascita di un equilibrio fra i gruppi italiano, tedesco e ladino.

1915-1918

Nel 1915, allo scoppio della guerra fra l’Austria e l’Italia, il Tirolo era senza protezione militare perchè le truppe regolari erano impegnate sul fronte russo e serbo-croato. Erano rimasti nel territorio non più di 20.000 uomini, fra unità militari e paramilitari. Si formò allora un corpo di difesa come nel 1703, 1809, 1848, 1859, 1866, composto da uomini sotto i 21 anni e sopra i 43, poichè tutti gli altri erano già stati arruolati. Questo corpo difese i confini tirolesi fino a quando non intervennero dagli altri fronti le truppe regolari. Nonostante il successo ottenuto nella difesa del Tirolo contro l’Italia, dopo la caduta della monarchia danubiana, fallirono miseramente i tentativi dell’Austria d’impedire la divisione del Tirolo.

10.9.1919

Con il Trattato di Pace di St. Germain il Tirolo a sud del Brennero venne attribuito all’Italia. Del resto, già dal 1915 con il Trattato di Londra, Inghilterra e Francia avevano garantito all’Italia il confine del Brennero, qualora fosse entrata in guerra a fianco degli alleati. Il presidente americano Wilson, che non era vincolato da questa concessione, acconsentì, dopo lunga esitazione, alla divisione del Tirolo. All’Italia, con il Trattato di Pace, non venne imposta nessuna condizione concernente la tutela della minoranza tedesca e di quella slovena. Re Vittorio Emanuele nel suo discorso del 1. dicembre 1919 garantì alle nuove province ”una scrupolosa salvaguardia delle istituzioni locali e dell’amministrazione autonoma”. Ciò nonostante l’Italia, prima del fascismo, non concesse alcun diritto di autonomia.

7.5.1938

Le truppe tedesche entrarono in Austria. Il III Reich era arrivato al Brennero. Hitler non nascose mai il suo atteggiamento ostile nei confronti dei Sudtirolesi. Al dittatore nazista interessava maggiormente l’appoggio, come alleato, del suo collega italiano Benito Mussolini. Al fine di tali prospettive il Tirolo meridionale veniva a rappresentare un fattore di disturbo. In occasione della sua visita di Stato a Roma, Hitler dichiarò durante il suo brindisi del 7.5.1938: ”E mia irrevocabile volontà e mio desiderio futuro che il popolo tedesco consideri intoccabile il confine delle Alpi che la natura stessa ha posto tra i nostri due Paesi”. Mussolini non si accontentò di questa solenne assicurazione e decise di chiudere definitivamente la questione dell’Alto Adige.

22.6.1939

A Berlino venne firmato il patto italo-tedesco sul trasferimento di sudtirolesi nel Reich. I sudtirolesi poterono optare fino al 31 dicembre 1939 per la cittadinanza germanica con l’obbligo dell’espatrio, o per il mantenimento della cittadinanza italiana, rinunciando a qualsiasi diritto di tutela del loro carattere etnico. La rinuncia dell’opzione equivaleva al mantenimento della cittadinanza italiana. Quando il 29 giugno divenne pubblica la notizia di questo accordo, un’ondata di costernazione pervase il territorio. Gli uomini, raggruppati intorno all’”Unione tedesca” (Deutscher Verband) - nata nel 1921 dall’unione del partito social-cristiano e liberale, poi prosciolta dai fascisti - ed al gruppo di lotta popolare sudtirolese (VKS) si trovarono d’accordo nel rifiutare categoricamente l’opzione. Il 22 luglio, improvvisamente, il VKS cambiò opinione e iniziò a perorare la causa dell’opzione. L’Italia, in fondo, desiderava solo una parziale emigrazione. Roma, infatti, voleva liberarsi soprattutto della borghesia e degli intellettuali. La popolazione rurale, in particolare quella delle vallate, sarebbe potuta rimanere. Il comandante delle SS Heinrich Himmler, incaricato da Hitler di attuare le opzioni, aveva deciso di andare fino in fondo: il paese doveva essere sgomberato da tutti i suoi abitanti tedeschi. Nei primi mesi gli italiani fecero pressione per l’opzione con minacce e malversazioni. Negli ultimi tre mesi il VKS, che da anni aveva costruito un’organizzazione capillare in tutti i paesi della regione, incominciò a propagandare l’opzione con grande insistenza. Contrario era solo un piccolo gruppo di persone dell’„Unione tedesca” raggruppate intorno al canonico Michael Gamper, all’ex deputato Paul von Sternbach e al commerciante bolzanino Erich Amonn. Vi si aggiunse un piccolo gruppo di giovani non organizzato in associazione. Contro l’opzione si pronunciò anche la maggior parte del clero.

Maggio 1945

I comandanti in campo delle forze militari tedesche in Italia firmarono, all’insaputa del comando generale tedesco, l’armistizio con gli alleati, divenuto effettivo il 30 aprile. Risparmiarono così ai tirolesi, a sud e a nord del Brennero, i bombardamenti della flotta aerea alleata. Quest’ultima avrebbe distrutto il Tirolo del Nord e del Sud, qualora i tedeschi avessero insistito a portare a termine il folle piano di Hitler per la difesa della ”fortezza alpina”. Nei primi giorni di maggio, gli alleati entrarono in Alto Adige. L’8 maggio il commerciante bolzanino Erich Amonn costituì con un gruppo di simpatizzanti, il partito popolare sudtirolese (SVP). Esso chiese il diritto di autodeterminazione per il Tirolo del Sud.

5.9.1946

Il 1° maggio del 1946 i ministri degli esteri delle quattro grandi potenze (Stati Uniti, Inghilterra, Francia e Unione Sovietica) respinsero definitivamente la richiesta austriaca di un referendum popolare in Alto Adige. Il 24 giugno rifiutarono anche la proposta riguardante alcune piccole modifiche di confine. Su insistenza degli alleati, a margine del trattato di Parigi, si arrivò però almeno alla stipulazione di un trattato di tutela del Sudtirolo riconsegnato all’Italia. Il trattato fu firmato dal presidente dei ministri italiano Alcide Degasperi e dal ministro degli esteri austriaco Karl Gruber.

31.1.1948

La Costituente italiana ratificò il 31 gennaio 1948 il primo Statuto di Autonomia. Attraverso esso, le due province di Bolzano e Trento furono unite nella Regione Trentino-Alto Adige con un Parlamento ed un Governo regionale. Questo abbinamento fu realizzato senza sentire i rappresentanti di lingua tedesca, come invece era stato previsto dal trattato di Parigi. L’amministrazione autonoma si trovò nelle mani della maggioranza italiana del Trentino, e all’Alto Adige rimase solo una forma limitata di autonomia.

6.10.1956

Dopo il trattato del maggio 1955 con il quale l´Austria non è più un territorio occupato dalle forze alleate ma uno stato sovrano, il governo federale austriaco prese l’iniziativa nella questione sudtirolese e trasmise il 6 ottobre 1956, una nota al governo italiano, in cui contestava la mancata applicazione del trattato di Parigi. L’Italia, però, si dichiarò pronta a condurre solo dei colloqui non vincolanti

17.11.1957

In una manifestazione di massa a Castel Firmiano, il 17 novembre 1957, 35mila sudtirolesi protestarono contro l' infiltrazione italiana e contro la mancata realizzazione del trattato di Parigi, chiedendo un’autonomia propria per il Sudtirolo (”Los von Trient”).

21.9.1959

Il ministro degli Esteri austriaco Bruno Kreisky annunciò all’Assemblea plenaria delle Nazioni Unite che l’Austria avrebbe cercato di far trattare la questione dell’autonomia altoatesina alla successiva sessione dell’ONU nell’autunno del 1960, qualora nel frattempo i colloqui italo-austriaci non avessero portato a dei risultati.

31.10.1960

Dopo 14 giorni di dibattito nella commissione straordinaria, l’assemblea delle Nazioni Unite prese al riguardo una decisione unanime. La risoluzione ribadiva le finalità del trattato di Parigi ed invitava i firmatari a trattative bilaterali, al fine di chiarire i reciproci punti di vista sul trattato stesso. In seguito all’intervento dell’ONU i ministri degli esteri dei due Stati si incontrarono per tre volte nei mesi di gennaio, maggio e giugno del 1961, senza giungere, per altro, ad un accordo. L’Austria si rivolse nuovamente all’ONU il 18 novembre 1961 e nell’assemblea generale venne rinnovata la risoluzione approvata l’anno prima.

1.9.1961

Il consiglio dei ministri italiano insediò la Commissione dei 19, a cui venne attribuito il compito di studiare la questione altoatesina sotto tutti i punti di vista e di presentare delle proposte al Governo. Era composta da sette sudtirolesi, un ladino e undici italiani. La Commissione dei 19 deve essere vista anche in relazione alla ”notte dei fuochi” dell’11 giugno 1961 in Alto Adige, quando dozzine e dozzine di tralicci furono fatti saltare in aria.

22.11.1969

Il congresso della SVP a Merano accettò con maggioranza minima il risultato delle trattative contenuto nel ”Pacchetto”. Questo prevedeva 137 misure per una migliore tutela dei sudtirolesi, l’attuazione di 97 delle quali ha richiesto cambiamenti delle norme dello statuto d’autonomia in vigore, mentre 8 esigevano norme di applicazione dello statuto stesso, 15 hanno reso necessarie leggi speciali e 9 decreti amministrativi. A garanzia delle concessioni italiane, venne concordato un cosiddetto ”calendario operativo”. A metà dicembre 1969 sia il Parlamento italiano che quello austriaco accettarono a maggioranza il ”Pacchetto” ed il calendario operativo, concordati precedentemente dai ministri degli esteri Kurt Waldheim e Aldo Moro.

20.1.1972

Il nuovo statuto di autonomia, previsto dal ”Pacchetto”, entrò in vigore il 20 gennaio 1972. Per il passaggio di competenze dallo Stato alla Provincia è necessaria l’elaborazione di norme di attuazione da parte della Commissione dei Sei, mentre se le norme di attuazione riguardano competenze di entrambe le Province o della Regione Trentino-Alto Adige, allora è la Commissione dei Dodici ad elaborarle. Nel corso degli anni ’70 furono emanate alcune importanti norme di attuazione, come ad esempio quelle del giugno 1976 su proporzionale etnica e bilinguismo. Successivamente, però, i tempi di emanazione delle norme rallentarono ulteriormente e la cosa portò ad un peggioramento del clima politico.

13.5.1988

In base ad una risoluzione parlamentare, il Consiglio dei Ministri emana alcune norme di attuazione, tra le quali quella importante e lungamente dibattuta sulla parità linguistica.

Il Presidente del Consiglio Giulio Andreotti dichiara alla fine del 1989 di prevedere la chiusura del Pacchetto entro il 1990, ed anche il Ministro degli esteri, Gianni De Michelis, che si incontra più volte con il suo collega austriaco Alois Mock, si dichiara ottimista.

17.3.1989

Il 17 marzo 1989, il nuovo presidente della Provincia, Luis Durnwalder, succede a Silvius Magnago, e porta avanti la politica pragmatica del suo predecessore con positive ripercussioni sul clima politico: sia in Alto Adige, sia con la vicina provincia di Trento, con la quale vengono avviati i primi passi per una proficua collaborazione

30.1.1992

Il Governo, presieduto da Giulio Andreotti, approva le quattro norme di attuazione ancora mancanti. Solo poche ore dopo, il Presidente del Consiglio dei Ministri Andreotti, nel suo discorso di commiato, dichiara davanti al Parlamento che il ”Pacchetto” è stato chiuso, e nel contempo dichiara che le future modifiche potranno essere attuate solamente in accordo con la popolazione sudtirolese

22.4.1992

All’Ambasciata della Repubblica d’Austria a Roma viene consegnata una nota ufficiale del Ministero degli Affari Esteri di Roma con la quale viene messo in moto il processo previsto nel calendario operativo per la consegna della dichiarazione di chiusura della vertenza davanti all’ONU. Con l’inserimento in questa nota dell’esistenza di un chiaro rapporto fra la realizzazione dell’autonomia altoatesina e l’obiettivo di tutelare la minoranza, e con l’esplicito riferimento all’Accordo di Parigi del 1946, si viene incontro alla richiesta espressa per vari anni da parte della SVP di un ancoraggio internazionale e la possibilità di rivendicare i propri diritti davanti ad istanze giuridiche internazionali.

11.6.1992

Con la consegna della dichiarazione di chiusura della vertenza vengono concluse formalmente le trattative riguardanti l’Alto Adige.

22.9.1993

Il direttivo dell’SVP consegna al Presidente del Consiglio Carlo Azeglio Ciampi un memorandum di 16 punti, nel quale fra l’altro viene fatto riferimento al pericolo di svuotamento dell’autonomia ed a vari altri problemi (riforma elettorale, proporzionale, Ladini, ecc.). Due giorni dopo, il 24 settembre, il Consiglio dei ministri a Roma decide che l’Alto Adige potrà demandare, quale suo rappresentante nel Comitato della Camera delle Regioni d’Europa, il Presidente della Giunta provinciale.

1.10.1993

Il ministro degli esteri austriaco Alois Mock dichiara dinnanzi all’Assemblea Generale dell’ONU a New York che “in Alto Adige, anche dopo la dichiarazione di chiusura della vertenza da parte dell’Austria nei riguardi dell’Italia, rimangono aperti vari problemi e che a causa dell’evoluzione dinamica subentrano problemi nuovi”. In generale però, sostiene Mock, la dichiarazione della chiusura della vertenza ha contribuito a ridurre la tensione fra i gruppi etnici in Alto Adige.

1.1.1995

Con l'adesione dell'Austria all'Unione europea si aprono nuove possibiltà alla collaborazione transfrontaliera a livello regionale. Con l’entrata in vigore del Trattato di Schengen, nell’inverno 1997/98, i controlli al confine del Brennero vengono aboliti; l’importanza di questo confine tracciato 80 anni fa viene via via sminuita.

10.09.1999

Il Consiglio dei ministri approva a Roma le più importanti norme di attuazione sulla distribuzione dell'energia elettrica in Alto Adige. Esse comprendono anche il passaggio alla Provincia Autonoma di Bolzano di tutti quei corsi d'acqua che erano finora di competenza statale. Il 23 novembre 1999 la Camera dei Deputati dà il primo consenso alla legge costituzionale che modifica lo Statuto di Autonomia.

8.3.2001

Il Senato licenzia definitivamente la legge costituzionale sul federalismo, che entra però in vigore solo il 9 novembre 2001, in seguito all’esito positivo del referendum popolare confermativo del 7 ottobre. La nuova legge costituzionale prevede tra l’altro l’abolizione dell’obbligo di visto governativo sulle leggi approvate dal Consiglio provinciale, l’ampliamento della competenza legislativa primaria della Provincia e l’introduzione della dizione ufficiale “Südtirol“ nella Costituzione italiana.

26.10.2003

Le elezioni provinciali del 26 ottobre 2003 sono state le prime vere elezioni del Consiglio provinciale in quanto tale, e non in quanto parte del Consiglio regionale; i 35 eletti lo sono stati quindi in quanto consiglieri provinciali, e solo in seconda battuta sono andati a comporre, con i colleghi del Consiglio provinciale di Trento, il Consiglio regionale del Trentino/Alto Adige.

21.09.2006

Il 21 settembre 2006 il Parlamento di Vienna approva a larga maggioranza il recepimento della clausola di tutela per l’Alto Adige all’interno della Costituzione austriaca.

10.08.2007

Viene siglata l’intesa Stato-Provincia sulle aree militari dimesse: il presidente della Provincia Luis Durnwalder e il ministro della Difesa Arturo Parisi firmano l'accordo secondo cui la Provincia realizzerà alloggi per militari nelle caserme e in cambio otterrà dallo Stato il trasferimento nella disponibilità provinciale di areali militari siti in territorio altoatesino

30.11.2009

Il presidente Durnwalder firma a Milano con i ministri all'economia Giulio Tremonti e alla semplificazione Roberto Calderoli l'intesa (il cosiddetto “Accordo di Milano”) che apre la strada al nuovo modello di finanziamento dell’autonomia. Spariscono le incognite legate alla quota variabile e sono garantite certezze sulle entrate (i 9/10 degli introiti fiscali).

14.6.2011

I tre governatori Luis Durnwalder (Alto Adige), Lorenzo Dellai (Trentino) e Günther Platter (Tirolo) firmano a Castel Thun statuto e convenzione del GECT, il neoistituito Gruppo europeo di cooperazione territoriale che ha avuto l’ok del Governo. Il GECT permette una forma strutturata di cooperazione, dotata di personalità giuridica e quindi in grado di agire direttamente per conto delle 3 Province.

07.07.2011

Il Consiglio dei ministri approva tre norme di attuazione dello Statuto di autonomia: atti amministrativi della esentati dal visto della Corte dei conti, carta di identità trilingue nelle tre frazioni ladine del Comune di Castelrotto, terzo Consigliere di Stato di lingua tedesca).

05.09.2012

In occasione dei 40 anni del secondo Statuto di autonomia e dei 20 anni della quietanza liberatoria, la Provincia di Bolzano conferisce il Grande ordine di merito, la massima onorificenza localie, ai due Presidenti della Repubblica di Italia e Austria, Giorgio Napolitano e Heinz Fischer.

Nel corso della cerimonia di Merano, Napolitano ha definito la giornata “un'occasione importante per evidenziare il valore europeo“ della soluzione individuata per la questione altoatesina. Ha ricordato inoltre che “la sua attuazione non è stata una passeggiata”, ma tutto è stato superato in un cammino di “volontà politica, spirito di pace, pazienza e slancio innovativo”.

Nel suo discorso dopo il conferimento dell'onorificenza altoatesina il presidente austriaco Heinz Fischer ha sottolineato di essere giunto in Alto Adige per ritirarla a nome di tutti gli austriaci “che con grande impegno e idealismo, ma anche con tenacia e saggezza” si sono battuti per risolvere il cosiddetto problema Alto Adige. L'autonomia, secondo il Capo dello Stato austriaco, ha portato sicurezza linguistica e culturale alla minoranza tedesca e ladina, benessere e pace a tutti gli altoatesini.

05.08.2013

Il presidente della Provincia Durnwalder e il presidente del Consiglio Enrico Letta sottoscrivono a Palazzo Widmann l’Accordo di Bolzano, con il quale il Governo e la Provincia si impegnano a individuare soluzioni per le questioni ancora aperte sull’autonomia, dalla costituzione delle commissioni paritetiche fino al nuovo assetto finanziario destinato ad aggiornare e integrare l’Accordo di Milano.

09.01.2014

Dopo 9000 giorni e 25 anni alla guida della Provincia di Bolzano, il presidente Luis Durnwalder lascia il posto al suo successore Arno Kompatscher. L’ormai ex Landeshauptmann traccia un bilancio della propria carriera politica sottolineando i grandi risultati raggiunti: ampliamento e rafforzamento dell’autonomia, pacificazione etnica, sviluppo sociale ed economico del territorio, apertura verso l’Europa.

23.01.2014

Primo incontro ufficiale tra i nuovi presidenti delle Province autonome di Bolzano e Trento, Arno Kompatscher e Ugo Rossi. Al centro del colloquio la ricerca di una posizione comune per quanto riguarda le trattative con il governo nazionale sul rafforzamento delle competenze locali. Particolare attenzione agli aspetti finanziari e al patto di stabilità.

09.02.2014

Il 34,8% dell'elettorato ha votato sì, il 65,2% ha votato no: questo il risultato del primo referendum confermativo svoltosi nel solo Alto Adige sulla partecipazione civica.

05.07.2014

Incontro storico: nell’ambito del convegno sull’Europa organizzato dal presidente della Provincia di Bolzano Arno Kompatscher a Castel Presule, i premier di Italia e Austria, Matteo Renzi e Werner Faymann, si sono incontrati per la prima volta su suolo altoatesino. Durante l’incontro, al quale hanno partecipato anche i presidenti di Tirolo e Trentino, Günther Platter e Ugo Rossi, si è discusso di temi quali la sussidiarietà, la cooperazione trasfrontaliera e la valorizzazione delle Regioni in Europa

15.10.2014

Certezza del diritto e sicurezza nella programmazione erano gli obiettivi primari che il presidente Kompatscher si era posto nella trattativa con il Governo sull'aggiornamento dell'assetto finanziario dell'autonomia. Entrambi sono stati raggiunti a Roma, assieme agli esponenti governativi Pier Carlo Padoan, Graziano Delrio, Gianclaudio Bressa e Maria Carmela Lanzetta, con la condivisione di un patto di garanzia fra Stato e Provincia. Viene confermato il principio dei 9/10 spettanti alla Provincia del gettito fiscale prodotto in Alto Adige, si fissa la compartecipazione al risanamento del debito pubblico, e il patto di garanzia assicura inoltre alla Provincia che in futuro, da parte dello Stato, non ci potranno essere altre modalità per imporre ulteriori obblighi e trattenere somme spettanti all'autonomia. Via libera, infine, ad un ulteriore livello di tutela attraverso il coinvolgimento dell'Austria.

01.12.2014

Delegati provenienti da tutta Europa, e in maniera particolare dalle regioni alpine, tra cui anche il presidente della Provincia di Bolzano Arno Kompatscher, hanno dato ufficialmente il via a Milano alla strategia macroregionale alpina EUSALP. L’iniziativa riguarda sette stati (Italia, Austria, Germania, Francia, Slovenia, Svizzera e Lichtenstein), 48 regioni e circa 70 milioni di abitanti. L’impegno di Kompatscher e dei colleghi dell’Euregio Platter e Rossi è quello di fare in modo che i territori che stanno nel cuore delle Alpi abbiano un ruolo chiave nel futuro della macroregione.

16.12.2014

Il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, invia al Cancelliere austriaco Werner Faymann la nota concordata fra Roma, Bolzano e Trento sul patto di garanzia per il finanziamento dell’autonomia. Si tratta di un passaggio formale che fa riferimento quietanza liberatoria del 1992, nella lettera viene espressamente sottolineato che ogni modifica dello Statuto di autonomia o delle norme che regolano gli aspetti finanziari del rapporto Stato-Provincia può essere portata avanti solo di comune accordo con i territori interessati.

15.04.2015

La società energetica provinciale SEL detiene a partire da questa data il 100% delle quote di SE Hydropower, società che dal 2010 gestisce 10 delle 11 grandi centrali idroelettriche la cui concessione è stata assegnata a SEL. A novembre il presidente Arno Kompatscher aveva reso noto che il “gigante” italiano dell’energia, ovvero ENEL, aveva intenzione di liberarsi delle quote detenute in SE Hydropower (40%) e SF Energy. Contemporaneamente, la Giunta provinciale e SEL stanno lavorando all’operazione che consentirà di acquisire anche le rimanenti quote di Edison all’interno del panorama locale, facendo in modo che a partire dal 2016 l’energia ritorni completamente in mani altoatesine.

23.04.2015

I recenti sviluppi in materia di riforma costituzionale rendono necessario un aggiornamento dello Statuto di autonomia. Il 23 aprile 2015 il Consiglio provinciale promulga la legge che istituisce il convento dell’autonomia, organo consultivo composto da 33 membri (rappresentanti di comuni, associazioni, sindacati, mondo politico e giuridico, ma anche semplici cittadini) che avranno il compito di elaborare una proposta di riforma dello Statuto in un’ottica di partecipazione e coinvolgimento della società civile altoatesina.

Dopo una serie di incontri, che si svolgeranno tra gennaio e marzo 2016, si passerà alla fase di raccolta delle idee e il convento passerà alla fase operativa a partire dalla metà del 2016. L’organo avrà un anno di tempo per elaborare proposte di correzione e miglioramento dello Statuto che passeranno poi al vaglio del Consiglio provinciale.

12.10.2015

Non solo gli altoatesini, ma anche tutti i cittadini comunitari ed extracomunitari residenti in Provincia di Bolzano hanno il diritto di scegliere tra la lingua italiana e quella tedesca nei rapporti con la pubblica amministrazione e la giustizia in Alto Adige. Lo prevede una norma di attuazione dello Statuto di autonomia approvata il 12 ottobre 2015 dal Consiglio dei ministri alla presenza del vicepresidente della Provincia, Richard Theiner.

13.10.2015

Il senato approva il terza lettura la riforma della Costituzione che viene quindi inviata alla Camera dei deputati.

Nonostante l’impronta centralista, i senatori altoatesini hanno votato a favore della riforma in quanto, al termine di lunge e complesse trattative, si è riusciti a inserire una clausola di salvaguardia per l’Alto Adige e per tutte le autonomie speciali. Per queste Province e Regioni, infatti, la riforma costituzionale non entra immediatamente in vigore, ma lo fa solo al termine di un percorso di revisione di norme e statuti di autonomia da compiere in accordo con gli enti locali. Di fatto, dunque, l’attuale Statuto di autonomia rimane in vigore sino al suo aggiornamento che potrà essere preso solo con norma di rango costituzionale, e solo con l’assenso della Provincia di Bolzano.