Tutela delle minoranze

Proporzionale etnica nel servizio pubblico e nel sistema di governo, bilinguismo negli uffici e nei servizi pubblici, nomi bilingui e trilingui nelle indicazioni geografiche, insegnamento nella madrelingua: questi i principi di base sanciti dallo Statuto di Autonomia. La convivenza tra gruppi linguistici diversi in uno stesso sistema politico funziona solo se le esigenze di tutti vengono rispettate e considerate in un rapporto equilibrato tra loro. In Alto Adige tutto poggia su un sistema giuridico complesso ma preciso in cui si intrecciano rotazione delle funzioni, presenza paritetica negli organismi e rappresentanza proporzionale di tutti i gruppi linguistici.

  • Partecipazione di tutti i gruppi etnici al processo politico decisionale.
    La Giunta provinciale è un “governo etnico di coalizione“ e deve rispecchiare il rapporto numerico dei gruppi linguistici rappresentati nel Consiglio provinciale. Il Presidente del Consiglio provinciale viene eletto a rotazione tra i Consiglieri di tutti i gruppi linguistici
  • Elevato livello di autonomia per ogni gruppo linguistico,...
    ...in particolare nella politica culturale e dell’istruzione. L’autonomia culturale con il sistema scolastico diviso per gruppi linguistici è un elemento tipico della tutela dei diritti collettivi, in quanto tutte le decisioni in questo ambito richiedono solo il consenso del singolo gruppo di riferimento.
    Ogni gruppo linguistico ha un proprio sistema scolastico che garantisce l’insegnamento nella madrelingua e l’apprendimento dell’altra come seconda lingua.
  • Principio della proporzionale come regola base...
    ...della rappresentanza politica, dell’assunzione di personale nel servizio pubblico e della distribuzione di determinate risorse pubbliche (es. finanziamenti per la cultura o l’edilizia sociale abitativa). La consistenza dei gruppi linguistici viene rilevata ogni 10 anni con il censimento e funge da base per aggiornare la distribuzione proporzionale dei posti pubblici e delle risorse, che viene gestita comunque in maniera flessibile.
  • Veto della minoranza come ultima ratio a difesa di interessi fondamentali del proprio gruppo linguistico.
    Quando un gruppo linguistico ritiene messo a rischio il principio della parità di trattamento di tutti i gruppi, i Consiglieri provinciali possono richiedere una votazione separata per gruppi linguistici. Parimenti, una norma di legge può essere impugnata davanti alla Corte costituzionale.

I centri politico-decisionali come Consiglio provinciale, Giunta provinciale e Commissione paritetica, sono organizzati secondo il principio della concordanza e della partecipazione di tutte le componenti etniche. La composizione della Giunta provinciale, ad esempio, deve adeguarsi alla consistenza dei gruppi linguistici quali risultano rappresentati nel Consiglio, nello stesso Consiglio i gruppi linguistici possono contare su un diritto di veto incrociato (sino ad ora mai utilizzato) per questioni etnico-culturali, e anche le commissioni paritetiche Stato-Provincia che si occupano di questioni legate all’autonomia rispecchiamo i principi di proporzionalità e partecipazione dei diversi gruppi.

A proposito di proporzionale etnica, questo caposaldo regola anche l’accesso ai posti di lavoro del pubblico impiego, mentre a livello di governo politico si impone il modello della concordanza. Ciò significa, ad esempio, che nonostante la SVP abbia sin dalla prima elezione del Consiglio provinciale la maggioranza assoluta degli eletti, non può governare da sola, ma deve coinvolgere anche i rappresentanti del gruppo linguistico italiano. Per quanto riguarda i ladini, il diritto di rappresentanza è limitato ad un membro del Consiglio provinciale, ma nel caso in cui gli eletti siano due scatta automaticamente il diritto ad avere un posto in Giunta provinciale. Il principio dell’inclusione e della rappresentanza viene rispettato anche per quanto riguarda la composizione di tutti gli organi di diritto pubblico: dalle commissioni consiliari alle giunte comunali.

Tutela delle minoranze a livello europeo

La Provincia di Bolzano è caratterizzata dalla presenza di tre culture e lingue: tedesca, italiana e ladina. Tutti e tre i gruppi linguistici sono intesi a rafforzare lo sviluppo linguistico e culturale del proprio gruppo nell'intento di promuovere la propria identità. Lingua e cultura costituiscono la base di ogni gruppo etnico e particolare importanza acquisiscono per le minoranze. Perciò ogni gruppo linguistico della Provincia di Bolzano è inteso a salvaguardare la propria autonomia linguistica e culturale.

L'autonomia della nostra Provincia offre l'opportunità di salvaguardare la pluralità della nostra realtà plurietnica e pluriculturale. L'amministrazione provinciale è per questo motivo sempre attenta agli sviluppi della tutela delle minoranze a livello europeo.

La Giunta provinciale può conferire annualmente il Premio delle minoranze della Provincia autonoma di Bolzano a una o più persone che si sono particolarmente contraddistinte nel campo della pace, della tutela delle minoranze e della convivenza tra i gruppi linguistici. Il premio è rappresentato da un diploma, contenente i motivi per il conferimento, e consiste in una somma di denaro pari a 20.000,00 Euro.

Premio delle minoranze

Introdotto per la prima volta nel 2006, il Premio delle minoranze è stato assegnato sino ad ora tre volte: nel 2009 è andato alla minoranza germanofona in Slovenia dei Gottscheer, nel 2011 alla FUEV (Unione federalista delle comunità etniche europee) e nel 2013 an Tenzin Gyatso, il 14esimo Dalai Lama.


Diritto all'uso della madrelingua

Nella corrispondenza e nelle comunicazioni orali con la cittadinanza tutti gli organi e gli uffici della pubblica amministrazione e degli enti locali con sede in provincia di Bolzano devono garantire l'uso della lingua tedesca ed italiana.

Ciò vale tanto per lo Stato quanto per la Regione, la Provincia, i Comuni, le Comunità di valle e analoghi enti pubblici, il Commissariato del Governo, l'Agenzia delle entrate, gli Uffici doganali, la Banca d'Italia, l'Archivio di Stato, la Radiotelevisione azienda speciale (RAS), la Camera di commercio, l'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) e l'Istituto Nazionale delle Assicurazioni contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL). Inoltre gli uffici giudiziari e gli organi giurisdizionali ordinari, amministrativi e tributari situati nella provincia di Bolzano, nonché gli uffici giudiziari di secondo grado con sede a Trento che hanno la giurisdizione territoriale in Provincia di Bolzano devono garantire l'uso di entrambe le lingue italiana e tedesca. Anche i concessionari di servizi di pubblico interesse svolti nella provincia di Bolzano devono garantire l'uso della lingua tedesca ed italiana.

Per quanto concerne la facoltà dell'uso della lingua ladina nelle relazioni con gli uffici pubblici, ad eccezione delle Forze armate e della Polizia, sono da distinguersi diversi casi. Da un lato i cittadini e le cittadine di lingua ladina hanno facoltà di usare la loro lingua nelle comunicazioni orali e nella corrispondenza tutte le volte in cui si rivolgono ad uffici aventi sede nelle località ladine, cioè in Val Gardena e in Val Badia. La stessa facoltà spetta ai Ladini nei rapporti con gli uffici provinciali che svolgono esclusivamente o maggiormente nell'interesse dei Ladini le loro attività, anche qualora tali uffici abbiano sede al di fuori delle località ladine. Questo vale per esempio per l'Intendenza scolastica ladina e le commissioni del settore culturale. Detti uffici sono tenuti a rispondere in lingua ladina e nella corrispondenza scritta in lingua tedesca o in lingua italiana, cui fa seguito il testo ladino. Le stesse regole valgono per dette autorità amministrative nei casi di emanazione di atti pubblici. Nelle relazioni con la Pubblica Amministrazione in Alto Adige il cittadino/la cittadina di lingua ladina può scegliere se usare la lingua italiana o la lingua tedesca.

Il destinatario di un atto amministrativo (provvedimento, atto, notificazione, comunicazione), emesso anche da concessionari ovvero da istituzioni con ordinamento di tipo militare, che siano formulati in contrasto con le norme sull'uso della lingua, può sollevare l'eccezione di nullità. L'ufficio Affari di gabinetto è competente per reclami avverso la violazione del diritto all'uso della madrelingua nei rapporti con gli uffici della pubblica amministrazione. Cittadini e cittadine si possono rivolgere all'ufficio nel caso fosse violato l'uso della lingua.


Normative


Opuscolo sull'uso della lingua negli uffici pubblici