FAQ

[FAQ FESR]
Oltre al CUP, nella documentazione amministrativa devono essere obbligatoriamente indicati anche il titolo del Programma operativo nonché il titolo ovvero l’acronimo del progetto?
Il Codice unico di progetto - CUP deve, laddove applicabile, essere riportato sulla documentazione di spesa (in particolare sulle fatture).
L’ulteriore indicazione del Programma e del titolo di progetto ovvero dell’acronimo non rappresentano elementi di ammissibilità della spesa ma sono in ogni caso raccomandabili.
Se per esempio una fattura non può in alcun caso essere direttamente collegata al progetto in questione, la spesa non è ammissibile.
[FAQ FESR]
Finanziamenti FESR e contributi - esiste un divieto di cumulo per evitare il doppio finanziamento?

Per quanto riguarda i contributi concessi nell'ambito del programma FESR ICO (2014-2020), i finanziamenti mediante contributi di opere pubbliche nell'interesse degli enti locali (comuni/comunitá comprensioriali) ai sensi della legge provinciale n. 27 dell'11 giugno 1975 non sono considerati un contributo, se coprono non oltre il 15% delle proprie risorse finanziarie per il progetto FESR presentato.
L'utilizzo di soldi da contributo per coprire quota di capitale oltre il 15% significherebbe un doppio finanziamento. 

Per i progetti che riguardano sia interventi FESR che altri interventi (ad esempio nell'asse 3 - risanamento energetico di un edificio con contemporanea ristrutturazione), deve essere applicata una rigida separazione dei capitoli nella contabilitá per garantire che vi siano chiare prove della destinazione dei contributi e che non vi siano un doppio finanziamento. 

 

[FAQ FESR]
Quesito in merito all’archiviazione: La convenzione di finanziamento relativa ad un progetto solitamente prevede che il leadpartner è obbligato fino a 5 anni dopo la presentazione della relazione finale a conservare in maniera sicura e ordinata tutta la documentazione inerente al progetto ed al finanziamento e la documentazione giustificativa o in formato originale o quale copia autenticata. Con tale documentazione si intende sia quella in formato digitale che cartaceo.
Conservazione „in formato originale“ significa che un documento può essere conservato o in forma digitale o cartacea? E dunque che la documentazione digitale non dev’essere stampata per essere conservata in formato cartaceo?

Sì, l’interpretazione esposta è corretta.
[FAQ FESR]
Quali regole sono da applicare riguardo all’ammortamento?
 L’ammortamento come viene inteso nelle regole di ammissibilità non è un ammortamento secondo le norme fiscali. Sono da applicare la normativa civilistica dell’ammortamento e i principi contabili (art. 2426 codice civile, Oic. n. 16 immobilizzazioni materiali, Oic. n. 24 immobilizzazioni immateriali).
Si calcola quindi la quota di ammortamento intera anche il primo anno e va applicato il principio pro rata temporis, ovvero dal giorno dell’acquisto (data della fattura) alla fine del progetto (giorno).
[FAQ FESR]

Bando dell’Asse 3 (interventi per il risanamento energetico): In caso di lavori, a partire da quale data può essere indetta la relativa gara, e quando possono iniziare i lavori?


In questi casi la data dell’inizio dei lavori deve almeno coincidere o essere successiva alla data d’inizio del progetto.

La relativa procedura di gara può essere considerata come attività necessaria di preparazione e può dunque essere stata espletata anche prima dell’inizio di progetto.

Si ricorda che la data d’inizio del progetto deve almeno coincidere o essere successiva alla data di presentazione della proposta progettuale.

[FAQ FESR]
Come avviene la comprova del pagamento?

Questo punto di controllo in particolare trova espressione nell’art. 125 par. 4 comma a) lett i) dell Reg. (UE) n. 1303/2013 il quale precisa: “i) qualora i costi debbano essere rimborsati ai sensi dell'articolo 67, primo comma, lettera a), che l'importo della spesa dichiarata dai beneficiari in relazione a tali costi sia stato pagato;”
In seguito, viene riportato un elenco di documenti che sono accettati come comprova del pagamento:
- Mandati di pagamento quietanzati (con ricevuta o timbro della Tesoreria);
- Stampa (pdf) del bonifico bancario nello stato di “eseguito”;
- Mandati “immediatamente esecutivi”;
- Estratto conto corrente con evidenza dei pagamenti relativi alle sole operazioni oggetto di rendicontazione;
- Quietanze elettroniche acquisite dal sistema informatico di gestione di Tesoreria;
- Estratto conto della carta di credito intestata al beneficiario se questa è stata utilizzata come mezzo di pagamento (attenzione: in questo caso non è possibile indicare il riferimento al progetto/CUP nell’oggetto del pagamento).

Per la comprova del pagamento tasse, tributi e/o ritenute previdenziali è necessaria la quietanza del Modello F24. Questo solo nel caso in cui rappresentano un costo definitivo per il beneficiario e non sono recuperabili.

Il pagamento in contanti o non attribuibile al beneficiario non è ammissibile.

In riferimento alle spese di viaggio la comprova del pagamento è il rimborso al dipendente attraverso il cedolino o sul conto corrente a lui intestato. Le singole spese che compongono tale rimborso sono comprovate dalla documentazione di spesa (scontrino parlante, ticket, fatture…) presentate dal dipendente e accettate formalmente dal responsabile.

[FAQ FESR]
Sono ammessi a rendicontazione scontrini e pagamenti in contanti?


Scontrini e pagamenti in contanti sono rendicontabili solo nell’ambito di spese di viaggio e in rispetto delle indicazioni di cui al punto 3.1.3 delle regole sull’ammissibilità della spesa, in quanto vengono rimborsati ai singoli dipendenti.
Per tutte le altre spese dev’essere sempre richiesta la relativa fattura e non vengono accettati pagamenti in contanti o altre forme di pagamento non direttamente attribuibili al beneficiario – come nel caso di acquisti di piccole attrezzature.

[FAQ FESR]
Nell’ambito di un progetto è prevista l’istituzione di un comitato consultivo (advisory board), di cui però alcuni membri appartengono a aziende esterne e/o sono liberi professionisti/libere professioniste. È ammissibile il rimborso delle spese di viaggio, vitto e alloggio per queste persone qualora partecipino agli incontri dell’advisory board?
Bisogna tener presente che queste spese rientrano nella categoria „servizi esterni”. I prestatori esterni di servizi si assumono determinati compiti che sono necessari per il raggiungimento degli obiettivi progettuali e che il beneficiario non è in grado di svolgere in proprio.
Le spese relative ai costi di servizi esterni richiedono una base giuridica (ad esempio un incarico o un contratto in forma scritta) e devono essere in linea con il prezzo di mercato.
Le spese di viaggio essendo legate ad una prestazione devono essere esposte in fattura, anche tenendo conto della risoluzione 49/E/13 dell’Agenzia delle Entrate – Direzione Centrale.
[FAQ FESR]

I costi di viaggio al di fuori dell'UE sono ammissibili?

In linea di principio, le operazioni (progetti) sostenute dai fondi SIE sono ubicate nella rispettiva area del programma.
Secondo l’art. 70 del Regolamento (UE) n. 1303/2013 smi. le operazioni in determinate condizioni possono svolgersi al di fuori dell’area di programma, ma  sempre all’interno dell’UE.

Per l’attuazione di progetti di assistenza tecnica (asse 5) e di progetti dell'asse 1 "Ricerca e innovazione", possono essere sostenuti, ai sensi dell’art. 70 comma 3 del regolamento (UE) n. 1303/2013 smi., costi riferiti al progetto (p.e. costi di viaggio) anche al di fuori dell'UE. A tal fine devono essere inclusi nella domanda di progetto approvata o, in casi eccezionali, essere esplicitamente approvati dall'Autorità di gestione, purché siano necessarie per la efficace esecuzione dell’operazione e siano conformi al principio di economicità (rapporto costi/benefici).

Per l'approvazione da parte dell'Autorità di gestione (AdG), il beneficiario (Lead Partner) del progetto presenta una richiesta di variazione all'Autorità di gestione tramite il sistema coheMON.


NB: In generale le modifiche sostanziali sono da approvare da parte dell’Autorità di gestione. L’obbligo di approvazione da parte dell’AdG non significa però che le spese possono essere effettuate solo dopo l’approvazione formale della richiesta di variazione. A proprio rischio si possono effettuare le spese anche prima dell’approvazione formale. Il riconoscimento delle suddette spese può tuttavia avvenire solo dopo l'approvazione da parte dell’AdG. Se sussistono dubbi sull’approvazione da parte dell’AdG a causa della portata delle modifiche in termini di contenuto o di importo, è consigliabile attendere l’approvazione formale prima di attuare le attività per cui viene chiesta la variazione.

[FAQ FESR]

Quali modifiche di progetto devono essere formalmente richieste e approvate dall’Autorità di gestione?

Secondo l’art. 3 (4) della Convenzione di finanziamento FESR si ha la possibilità di spostare l’ammontare delle risorse destinate alle categorie di spesa non superando la soglia del 20% dell’ammontare previsto oppure fino a un massimo di 15.000€. In questo caso non si necessita di un’approvazione formale da parte dell’AdG. Per agevolare il processo di rendicontazione, tali spostamenti devono essere comunicati inserendoli direttamente nel sistema coheMON. Le variazioni entrano subito in vigore e le corrispondenti spese possono essere rendicontate. Spostamenti di risorse superiori invece alla percentuale massima del 20% e contemporaneamente alla somma di 15.000€ devono essere richiesti tramite il sistema coheMON ed è necessaria la espressa approvazione da parte dell’AdG,. NB: L’obbligo di approvazione da parte dell’AdG non significa che le spese possono essere effettuate solo dopo l’approvazione formale della richiesta di variazione. A proprio rischio si possono effettuare le spese anche prima dell’approvazione formale. Il riconoscimento delle suddette spese avviene tuttavia solo dopo l'approvazione da parte dell’AdG. Se il beneficiario ha dei dubbi sull’approvazione da parte dell’AdG a causa della portata delle modifiche in termini di contenuto o di importo, è consigliabile attendere l’approvazione formale prima di attuare le attività per cui viene chiesta la variazione. Di norma, questi spostamenti di risorse non avranno alcun effetto sull’attuazione delle attività del progetto come descritto nella proposta progettuale. La procedura sopra descritta si applica analogamente anche alle variazioni dei contenuti “sostanziali” del progetto, con o senza collegati spostamenti di risorse. Queste modifiche “sostanziali” (si intendono esclusi meri dettagli di attuazione che non hanno alcun impatto sugli obiettivi o sui risultati del progetto) devono essere richieste tramite coheMON e possono essere eseguite a proprio rischio. Le spese relative alle modifiche richieste non possono essere riconosciute da parte dei Controllori (FLC) fino a quando non sono state formalmente approvate da parte dell’AdG. Lo spostamento di fondi solo tra WP, senza che ciò comporti spostamenti tra categorie di costo e/o cambiamenti contenutistici sostanziali, non deve essere inserito nel sistema coheMON. Ciò non compromette il processo di rendicontazione. Questo approccio per gestire le variazioni di progetto intende, ai fini della collaborazione partenariale tra l’Autorità di gestione e i beneficiari, sia favorire l'attuazione tempestiva dei progetti e prevenire ritardi nel caso di modifiche insignificanti nelle more tra la richiesta e l'approvazione formale, sia preservare all’Autorità di gestione la possibilità di opporsi in caso di cambiamenti sostanziali del progetto.