Gravidanza e parto (Popolazione residente)

Il certificato di assistenza al parto consente, inoltre, la raccolta di informazioni relative a visite ed esami strumentali eseguiti dalla madre nel corso della gravidanza.
Nel 2018 in media ogni donna in gravidanza si è sottoposta a 6,7 visite di controllo (valore costante negli anni). A tale riguardo, l'Organizzazione Mondiale della Sanità propone un modello di assistenza basato, per le gravidanze a basso rischio, su una media di 4 visite di controllo. Un numero di visite inferiore o uguale a 4 (indicatore di assistenza insufficiente) si registra nel 7,1% delle gravidanze. Il 69,1% delle donne residenti in gravidanza ha effettuato la prima visita entro l'ottava settimana, quindi in epoca gestazionale precoce.
Tra le donne residenti che hanno partorito in Provincia di Bolzano nel 2018, 158 (3,1%) hanno eseguito almeno un'indagine prenatale invasiva, nel 2005 la percentuale era del 9,8%: il calo è dovuto all'aumento negli ultimi anni di offerta di test di screening non invasivi. Lo 0,9% ha effettuato un'amniocentesi (tecnica di diagnosi prenatale che permette di rilevare eventuali alterazioni cromosomiche fetali, come ad es. la sindrome di Down). 
Valutando le modalità del parto per le donne residenti, il 68,5% dei bambini è nato da parto vaginale e un'ulteriore 5,2% da parto vaginale operativo (ventosa o forcipe). Nel 2018 si registra un valore percentuale di parti per via chirurgica pari al 26,1%, valore percentuale in aumento rispetto al 2017, in cui si registrava il 24,6% (valori per popolazione residente). Particolarmente significativo il valore registrato presso l'Ospedale di Brunico, dove il valore percentuale di parti per via chirurgica, sempre per popolazione residente, si attesta al 30,3% (quasi un parto cesareo ogni tre).
Se si considera la percentuale di nati da parti cesarei depurata NTVS (Nullipar, Terminal, Single, Vertex), indicatore che misura l'appropriatezza della modalità del parto depurandolo da fattori che possono aumentare il ricorso al cesareo stesso, il valore calcolato è pari al 21,2%. Si registra una discreta variabilità tra i punti nascita nella differenza tra le percentuali grezze e depurate di nati da parti cesarei. In corrispondenza a differenze elevate tra percentuali grezze e depurate si osserva una più alta concentrazione di casi complessi che richiedono in misura maggiore il ricorso al taglio cesareo. Valori depurati maggiori dei valori grezzi possono essere invece indicativi di un ricorso eccessivo all'espletamento del parto per via chirurgica.
I parti plurimi costituiscono l'1,4% del totale (70 parti gemellari). La quota di gravidanze plurime associata alla procreazione medico assistita (PMA) è pari al 27,1% (un parto plurimo ogni quattro è dovuto al ricorso di tecniche di PMA).
Nel 2018 145 donne residenti, pari all'2,8% del totale delle partorienti, sono ricorse a tecniche di procreazione assistita, valore percentuale in linea a quello registrato in altre realtà italiane come ad esempio la Regione Emilia-Romagna nel 2017* (2,6%).
La percentuale dei nati vivi prematuri (con età gestazionale inferiore o uguale a 36 settimane) è pari al 6,6% (dato in calo rispetto all'anno precedente).

* Fonte: La Nascita in Emilia-Romagna – 15 Rapporto sui dati CEDAP – Anno 2017

Distribuzione dei parti per modalità del parto

Legenda

Downloads 2018

Tab. 1.3.5 - Settimane di gravidanza alla prima visita
pdf csv
Tab. 1.3.6 - Indagini prenatali per classi di età della madre
pdf csv
Tab. 1.3.7 - Distribuzione dei nati per punto nascita e residenza delle madri - Anni 2014-2018
pdf csv
Tab. 1.3.8 - Modalità del parto per punto nascita (Popolazione residente)
pdf csv
Tab. 1.3.9 - Percentuale dei parti cesarei (Valori grezzi e depurati - Popolazione residente)
pdf csv
Tab. 1.3.10 - Nati vivi per età gestazionale - Anni 2014-2018
pdf csv
Tab. 1.3.11 - Tipologia dei parti e tipo di concepimento
pdf csv