Consulenza etica

La consulenza etica si rivolge al personale sanitario in situazioni etiche conflittuali concrete (ad es. limitare il trattamento a un paziente terminale, interrompere una terapia, avviare un’alimentazione per sonda o interruzioni di gravidanza tardive)

Il sig Meier, paziente di 73 anni, ha subito un colpo apoplettico di media gravità con una afasia e emiplegia. Dopo una settimana è ancora ricoverato nel reparto di terapia intensiva, il suo stato è lievemente migliorato, ma è ancora in uno stato di incoscienza. I famigliari riportano che il paziente avrebbe sempre affermato di non voler vivere neanche con una lieve menomazione e chiedono la sospensione delle terapie intensive. Allo stato attuale però la prognosi non è ancora valutabile. Per questo motivo i medici non ritengono di poter rinunciare alle misure mediche intensive. Un collaboratore del team propone di richiedere una consulenza etica.

Cos’è la consulenza etica?

La consulenza etica è la discussione di un caso clinico secondo i principi etici, per pervenire alla migliore decisione possibile dal punto di vista etico, attraverso un colloquio strutturato e limitato nel tempo, condotto da un moderatore con il team che ha in cura la/il paziente.

La consulenza etica può quindi offrire un aiuto al personale sanitario per affrontare situazioni etiche conflittuali concrete (ad es. limitare un trattamento a un paziente terminale, interrompere una terapia, avviare un’alimentazione per sonda, rispettare le volontà di trattamento di un paziente o il rifiuto di sottoporsi a terapie, interruzioni di gravidanza tardive, trapianti di organi e così via).

Come si svolge la consulenza etica?

2-3 membri del gruppo di consulenza si recano su esplicita richiesta in reparto o alla residenza per anziani e conducono la discussione sul caso dal punto di vista etico secondo una certa struttura con l'equipe curante.

La discussione etica di un caso clinico si orienta ai quattro principi etici in medicina:

  1. il principio di beneficialità (promuovere il benessere del paziente);
  2. il principio di non-maleficienza (non arrecare danno al paziente);
  3. il principio dell’autonomia (rispettare e promuovere l’autodeterminazione del paziente);
  4. il principio di giustizia (uso responsabile delle risorse).

La discussione comincia con l’analisi del caso clinico (diagnosi, prognosi, opzioni terapeutiche e possibili rischi). Prosegue con la valutazione degli obblighi etici verso il paziente. Beneficio/non maleficienza: quale opzione terapeutica è la migliore per il bene del paziente? Rispetto dell'autonomia: dopo adeguata informazione, quale opzione preferisce il paziente stesso? Nella valutazione degli obblighi etici verso terzi (giustizia) ci si chiede: Quali sono gli obblighi verso famigliari, altri pazienti, la società? Nella sintesi si valuta se gli obblighi etici convergono o sono in conflitto. In caso di convergenza si può decidere di applicare la terapia eticamente sostenibile.

Problemi etici possono sorgere nella interpretazione dei prinicipi etici: ad es. la volontà in uno stato di limitata capacità di decidere; beneficio in caso di coma vigile; oppure nella valutazione nei casi di conflitto tra principi etici: es. beneficio o volontà. Nella sintesi si procede eventualmente alla valutazione del conflitto per pervenire infine ad una decisione motivata.

La decisione non è vincolante, la decisione finale resta in ogni caso affidata all’equipe terapeutica.

La grande utilità della consulenza etica è che può migliorare le decisioni nell’interesse dei pazienti; dare un sollievo ai collaboratori, pazienti e famigliari, e migliorare la comunicazione e la collaborazione tra i diversi gruppi professionali.

 

In Alto Adige la consulenza etica è stata istituita nell’ambito di un progetto in collaborazione tra l’Assessorato alla Salute (Comitato etico provinciale, Ufficio ordinamento sanitario), l’Azienda sanitaria dell’Alto Adige, e l’Associazione delle residenze dell’Alto Adige. Obiettivo è un’offerta integrata di consulenza per gli ospedali, il territorio e le residenze per anziani, un vantaggio in considerazione della forte sovrapposizione di problemi). In ogni Comprensorio sanitario è stato istituito un gruppo di consulenza etica con 10-15 membri provenienti da Ospedali e case di riposo, di vari gruppi professionali, che hanno frequentato una formazione adeguata e si aggiornano regolarmente. Questa offerta integrata ed estesa ad una regione intera è unica a livello europeo. Attualmente la consulenza può essere richiesta solo dal personale sanitario degli ospedali, del territorio e delle residenze per anziani, ma non è escluso che si possa estendere la possibilità di richiederla ai pazienti e ai loro famigliari.

 

Per richiedere una consulenza etica vai alla pagina della Azienda Sanitaria - consulenza etica

Per chiedere informazioni:
Comitato etico provinciale
Evi Schenk. tel. 0471 418155
E-mail: evi.schenk@provincia.bz.it