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Sanità / Sociale | 06.10.2011 | 15:47

L'ass. Theiner ha incontrato le rappresentanti delle Case delle Donne

In Alto Adige le donne ed i rispettivi figli che subiscono violenza trovano alloggio e consulenza in cinque strutture che dispongono di 41 unità abitative. Nel corso del 2010 89 donne maltrattate con 72 bambini hanno trovato accoglienza nelle Case delle donne. Per discutere sulla situazione attuale le rappresentanti sono state ricevute nei giorni scorsi dall'assessore alla famiglia Richard Theiner.

LDa sin.: Daniela Depellegrin (Casa delle Donne di Bolzano), Sigrid Pisanu (Merano), Rosina Volgger (Brunico), Barbara Wielander (Bressanone), Iris Messner (Alloggi protetti Bolzano), l'assessore Richard Theiner, il diretore Eugenio Bizzotto ed Alessia Brunetti dell'Ufficio famiglia, donna e gioventù.

“Le Case delle donne offrono un servizio molto importante e offrono accoglienza, quando le donne subiscono violenza fisica e psichica. Mentre nel resto del Paese sempre più Case delle donne chiudono, nella nostra provincia cercano una collaborazione più stretta tra di loro e le case saranno anche in futuro una struttura indispensabile” ha affermato nel corso dell’incontro l’assessore alla famiglia, Richard Theiner.

Sempre più donne usufruiscono del servizio delle Case delle donne e la loro attività di sostegno e consulenza è ormai nota e consolidata a livello provinciale.

I dati e le statistiche del Servizio Casa delle donne confermano che sia donne altoatesine che straniere cercano aiuto e protezione presso queste strutture presenti a Bolzano, Merano, Brunico e Bressanone.  

Le donne altoatesine cercano soprattutto consulenza perché spesso possono abitare presso la loro famiglia o presso amici. Invece le donne straniere normalmente non dispongono di una rete di sostegno, hanno sottolineato nel corso dell’incontro le cinque rappresentanti delle strutture Sigrid Pisanu (Casa delle Donne di Merano), Daniela Depellegrin (Casa delle Donne di Bolzano), Rosina Volgger (Alloggi Protetti di Brunico), Barbara Wielander (Casa delle donne di Bressanone) e Iris Messner (Casa degli alloggi protetti Bolzano).

In base ai dati raccolti dalle varie strutture non si riscontrano invece differenze tra uomini altoatesini e stranieri per quanto riguarda il livello di violenza  esercitato sulle donne. Inoltre va tenuto presente, secondo le rappresentanti delle strutture, che circa la metà delle donne straniere che fanno ricorso alle Case delle donne hanno un partner altoatesino.