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Fiume Adige, interventi fra Merano e Salorno - Varie 06.02.2018

In corso lavori di taglio delle piante e di cura della vegetazione lungo il fiume Adige tra Merano e Salorno. All'opera 10 squadre di operai dei Bacini montani

In vista di possibili ondate di piena è prioritario garantire all’Adige spazio sufficiente ed eseguire lavori di manutenzione regolari e interventi di consolidamento degli argini. L'avvio in questi giorni (Foto: USP/Bacini montani)

Protezione da eventi di piena e tutela dell'ambiente costituiscono due priorità per l'Agenzia per la protezione civile. Tramite gli uffici della sistemazione bacini montani, l'Agenzia si occupa da 18 anni degli interventi di manutenzione e cura della vegetazione lungo il fiume Adige, ovvero da quando la competenza sul corso d’acqua fu trasferita dallo Stato alla Provincia. Il piano poliennale elaborato a questo scopo prevede che all’altezza dei restringimenti del fiume e nelle aree in prossimità dei ponti, si proceda al taglio selettivo delle piante di grosse dimensioni, al diradamento dei tratti con popolamenti troppo fitti e anche all’asporto degli accumuli di ghiaia. "Per essere pronti in caso di piena dobbiamo garantire all’Adige spazio sufficiente ed eseguire lavori di manutenzione regolari nonché interventi di consolidamento degli argini", afferma il direttore dell'Agenzia per la protezione civile, Rudolf Pollinger. Attualmente interventi di questo tipo sono in svolgimento nei pressi di Settequerce, dove al fine discongiurare il rischio di rotte si provvede a rafforzare gli argini del fiume con palancole in acciaio.

"Esondazioni ed eventi di piena hanno posto in evidenza nel passato che, nei tratti critici dell’Adige l’acqua non ha un regolare deflusso", ricorda Pollinger. Soprattutto piante e cespugli che crescono sui grandi banchi di sabbia lungo gli argini interni al letto del fiume e le piante cadute in alveo e trasportate dalla corrente, possono provocare occlusioni pericolose presso i ponti, nonché restringimenti d'alveo ed essere causa di esondazioni. Nei tratti più ampi e meno problematici, la vegetazione viene solo sfoltita per mantenerla giovane ed elastica. Vengono anche effettuati interventi di manutenzione sui banchi di ghiaia e ne vengono creati di nuovi, e questo vale sia per il fiume Adige che per i suoi affluenti.

"Fino a pochi decenni orsono le scarpate e gli argini dell’Adige non presentavano alberi o cespugli - ricorda Peter Egger, direttore dell’Ufficio sistemazione bacini montani sud - ed erano infatti utilizzati per il pascolo; ci si limitava a tagliare qualche pianta ed a ripulire alcune aree con il fuoco". In seguito all’introduzione del divieto di bruciare le stoppie, però, si è sviluppata una folta vegetazione ripariale, ideale dal punto di vista ecologico e del paesaggio, ma non da quello della sicurezza idraulica. "I lavori prevedono anche lo sfalcio delle scarpate e dei canneti - conclude Egger - gli interventi, pensati quali misure preventive nel caso di eventi di piena del fiume Adige, vengono eseguiti rispettando le esigenze ecologiche del sistema fluviale".

LM

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