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Bacini montani, lavori sugli argini dell'Adige - Varie 21.02.2019

Dieci squadre dei Bacini montani da questa settimana al lavoro sugli argini dell'Adige e dei suoi affluenti fra Merano e Salorno.

Alla base della protezione dalle piene c'è una regolare manutenzione degli argini. Foto: USP/Bacini montani Sud

I lavori di manutenzione lungo l'asta del fiume Adige sono passati 19 anni fa dalla competenza dello Stato a quella della Provincia. Gli interventi programmati prevedono ogni anno in corrispondenza delle strettoie del fiume e dei ponti lavori di taglio selettivo degli alberi troppo alti, sfoltimento della vegetazione troppo fitta e rimozione di accumuli sabbiosi sulle rive. "Per essere preparati a una eventuale piena dobbiamo recuperare sufficiente spazio per le acque dell’Adige e condurre lavori di manutenzione e di sistemazione degli argini" spiega il direttore dell’Agenzia per la Protezione civile Rudolf Pollinger. Attualmente dieci squadre di operai sono al lavoro per la cura degli argini dell’Adige a Egna e Salorno onde evitare danni in caso di piena. Lungo i tratti fluviali in prossimità dei ponti e dove l’ampiezza del letto è sufficiente viene unicamente sfoltita la vegetazione per mantenerla in buone condizioni. Ciò non vale solo per l’Adige, ma anche per i suoi affluenti.

Le tipologie di intervento

Dove lo spazio lo consente, le zone di accumulo di ghiaia, limo e materiale detritico vengono lasciate intatte o addirittura ne vengono create di nuove. "Eventi di piena o esondazioni verificatisi in passato hanno mostrato che in alcuni punti critici dell’Adige l’acqua non scorre in modo regolare" spiega Pollinger. Alberi e cespugli che crescono lungo gli argini e vi affondano le radici talora ne minano la stabilità. In corrispondenza dei tratti più angusti gli alberi, se divelti dalla piena, possono bloccare il regolare scorrere dell’acqua e preludere ad allagamenti. I lavori di manutenzione prevedono anche il taglio della vegetazione e dei canneti che crescono nella parte interna degli argini. "I lavori puntano sempre e comunque alla protezione dalle piene, ma dove possibile si cerca di conservare le condizioni naturali degli ambienti d’intervento" sottolinea Peter Egger, direttore dell’Ufficio Bacini montani Sud.

 

LM

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