Agricoltura sociale

Agricoltura sociale – Legge provinciale 22 giugno 2018, n. 8

Descrizione generale:

Anche in Alto Adige possono ora essere offerte attività nell’ambito della „agricoltura sociale“ da parte di imprese agricole, parzialmente in collaborazione con le cooperative sociali. La Provincia autonoma di Bolzano ha emanato il relativo regolamento di attuazione con le direttive che permettono l’introduzione delle attività di agricoltura sociale a livello provinciale.

In dettaglio vengono regolate le condizioni e le modalità per l’accesso degli operatori dell’agricoltura sociale alle singole attività, le forme di collaborazione con gli enti addetti e con i servizi pubblici competenti, e la formazione necessaria per l’esercizio delle singole attività.

In tal senso è prevista una copertura legale e finanziaria sia per i fruitori che per i fornitori di queste prestazioni.

Un aspetto importante è inoltre costituito dalla visibilità e dalla tutela della denominazione „Agricoltura sociale“, la cui introduzione avviene anche come risposta alle diverse sfide di carattere socio-politico dei giorni nostri, come ad esempio:

  • apertura/collaborazione dell’istituzione pubblica per/con operatori privati che offrono tali prestazioni
  • sostegno ad un’agricoltura multifunzionale
  • creazione di nuovi posti di lavoro nell’ambiente rurale e riduzione dello spopolamento
  • potenziamento del ruolo delle donne nelle zone rurali
  • migliore utilizzo delle risorse e dei potenziali (di spazio e di personale) a disposizione.

Le prestazioni nell’ambito dell’agricoltura sociale hanno quindi come scopo principale la creazione di nuove offerte nel settore sociale in ambito locale, di modo tale che i servizi già offerti dal settore pubblico possano essere integrati in modo intelligente soprattutto nel settore rurale.

Alle imprese agricole viene quindi assicurato il riconoscimento e la possibilità di esercitare attività agricole accessorie all’interno di un contesto giuridico appositamente previsto. Si tratta di nuove possibilità di sfruttare ulteriori potenziali economici per i conduttori dell’azienda o per i loro familiari che dispongono di una formazione adeguata nell’ambito dell’accudimento di bambini, di persone anziane o di disabili, qualora nelle loro aziende siano disponibili strutture adatte per la custodia, l’accoglienza e l’assistenza delle persone che ricadono nei vari gruppi destinatari di prestazioni.

 

Possono essere operatori di prestazioni nell’ambito dell’agricoltura sociale:

 

Per il momento sono regolamentate in base alle disposizioni ora emanate le seguenti attività di agricoltura sociale:

a)      assistenza domiciliare all’infanzia al maso (esclusivamente tramite cooperativa sociale)

b)     Fattoria didattica (già regolata come attività di agriturismo)

c)      „Vivere insieme la quotidianità“ un servizio per le persone anziane (cooperativa sociale)

d)      „Vivere insieme la quotidianità“ un servizio per persone con disabilità, malattia psichica o dipendenza patologica (cooperativa sociale)

e)     „Pasto nel vicinato“ (in collegamento con l’attività dell’agriturismo – l’attività di “Hofschank” o “party-service”)

 

Elenco provinciale degli operatori dell’agricoltura sociale (Legge provinciale 22 giugno 2018, n. 8, Articolo 2):

Presupposto per l’esercizio delle attività nel settore dell’agricoltura sociale è l’iscrizione nell’elenco provinciale ai sensi dell’articolo 2 della Legge provinciale 22 giugno 2018, n. 8.

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA

Maggiori informazioni

Per sapere di più su questi servizi, per esempio come diventare “promotore/promotrice di vita quotidiana", quali requisiti devono soddisfare gli utenti per ogni servizio, quali tariffe si applicano, consigliamo di consultare il seguente Link:

Agricoltura sociale: Servizio online Ripartizione Famiglia, sociale e comunità

Assistenza domiciliare all’infanzia al maso

Nur über Sozialgenossenschaft

Descrizione:

Per “assistenza domiciliare all'infanzia al maso” si intende l'attività esercitata da persone che, in collaborazione con le cooperative sociali, assistono professionalmente nelle proprie abitazioni uno o più bambini di altre famiglie, svolgendo un compito educativo connotato da familiarità, valorizzazione della quotidianità, con caratteristiche di flessibilità e personalizzazione, per rispondere al meglio alle esigenze delle famiglie, nel rispetto dei ritmi, delle abitudini e del percorso di crescita di ogni bambino/bambina.

Formazione:

1. Per l’esercizio dell’attività è richiesto uno dei seguenti attestati di formazione:

a) attestato di formazione come insegnante di scuola dell’infanzia o come assistente all’infanzia, oppure

b) attestato di frequenza con profitto di un corso di formazione di almeno 450 ore.

Locali

1. L’attività è svolta nella propria abitazione presso il maso. L’abitazione soddisfa gli standard qualitativi di cui al decreto del Presidente della Provincia 21 novembre 2017, n. 42, e successive modifiche.

2. Per il calcolo dei posti trova applicazione il decreto del Presidente della Giunta provinciale 23 maggio 1977, n. 22, e successive modifiche.

Collaborazione con l’Agenzia per la famiglia

1. La cooperativa che gestisce l’attività garantisce la collaborazione con l’Agenzia per la famiglia.

Partecipazione ai costi da parte della pubblica amministrazione

1. L’assistenza domiciliare all’infanzia offerta da singole persone non viene finanziata.

2. Le cooperative che gestiscono l’attività possono ricevere contributi per la formazione delle persone che offrono l’assistenza e per la copertura delle spese generali di gestione.

 

Fattoria didattica

Agriturismo – attività, già definita DGP 4617/08

Descrizione: Per “assistenza domiciliare all'infanzia al maso” si intende l'attività esercitata da persone che, in collaborazione con le cooperative sociali, assistono professionalmente nelle proprie abitazioni uno o più bambini di altre famiglie, svolgendo un compito educativo connotato da familiarità, valorizzazione della quotidianità, con caratteristiche di flessibilità e personalizzazione, per rispondere al meglio alle esigenze delle famiglie, nel rispetto dei ritmi, delle abitudini e del percorso di crescita di ogni bambino/bambina

 

Formazione:

1. Per l’esercizio dell’attività è richiesto uno dei seguenti attestati di formazione:

a) attestato di formazione come insegnante di scuola dell’infanzia o come assistente all’infanzia, oppure

b) attestato di frequenza con profitto di un corso di formazione di almeno 450 ore.

Locali

1. L’attività è svolta nella propria abitazione presso il maso. L’abitazione soddisfa gli standard qualitativi di cui al decreto del Presidente della Provincia 21 novembre 2017, n. 42, e successive modifiche.

2. Per il calcolo dei posti trova applicazione il decreto del Presidente della Giunta provinciale 23 maggio 1977, n. 22, e successive modifiche.

 

Collaborazione con l’Agenzia per la famiglia

1. La cooperativa che gestisce l’attività garantisce la collaborazione con l’Agenzia per la famiglia.

Partecipazione ai costi da parte della pubblica amministrazione

1. L’assistenza domiciliare all’infanzia offerta da singole persone non viene finanziata.

2. Le cooperative che gestiscono l’attività possono ricevere contributi per la formazione delle persone che offrono l’assistenza e per la copertura delle spese generali di gestione.

„Vivere insieme la quotidianità“

Un servizio per persone anziane

Attività ai sensi dell’articolo 4, comma 1, lettera b), della legge provinciale 22 giugno 2018, n. 8

Descrizione

1. Vivere insieme la quotidianità" è un’attività sociale di sostegno offerta da persone, di seguito denominate promotori/promotrici di vita quotidiana, che, in collaborazione con le cooperative sociali, provvedono all’accoglienza di persone anziane, coinvolgendole nella propria vita familiare quotidiana e fornendo loro accompagnamento e vitto in misura adeguata. Ciò avviene anche proponendo alle persone piccoli compiti che queste possono svolgere autonomamente.

2. Il servizio è prestato nell’abitazione presso il maso in cui vive il promotore/la promotrice di vita quotidiana.

3. Il servizio rappresenta una forma flessibile di accoglienza semiresidenziale o residenziale di uno o più utenti che necessitano di un sostegno per affrontare la vita quotidiana. Possono essere accolti al massimo tre utenti contemporaneamente.

4. L’accoglienza residenziale è fornita per un periodo di tempo limitato. Indipendentemente dal limite temporale, l’accoglienza residenziale può essere offerta anche per singoli giorni/singole notti o nel fine settimana.

5. Il servizio viene fornito in via preferenziale nel comune di residenza della persona che lo richiede.

Destinatari

1. Il servizio è rivolto a persone anziane (oltre i 65 anni di età), residenti in Alto Adige, non inquadrate in alcun livello di non autosufficienza o inquadrate nel primo o secondo livello. Le persone inquadrate al secondo livello di non autosufficienza possono essere ammesse al servizio alle condizioni previste dai criteri che disciplinano l’organizzazione e la gestione del servizio stesso, di seguito denominati criteri.

2. Se la persona necessita di un’assistenza infermieristica, è necessario il parere positivo del servizio infermieristico domiciliare territorialmente competente.

3. L’utente non può avere alcun vincolo di parentela o affinità entro il quarto grado con il promotore/la promotrice di vita quotidiana o con i suoi familiari.

 

Promotore/Promotrice di vita quotidiana

1. Il promotore/La promotrice di vita quotidiana è socio/socia della cooperativa che gestisce il servizio ed è personalmente responsabile del corretto svolgimento del servizio stesso.

2. Il promotore/La promotrice di vita quotidiana possiede i seguenti requisiti:

a) età non inferiore ai 21 anni,

b) formazione (vedi sotto formazione)

c) disponibilità di un’abitazione idonea (vedi sotto locali)

Formazione

1. Per l’esercizio dell’attività è richiesto uno dei seguenti attestati di formazione:

a) attestato del corso di formazione “Vivere insieme la quotidianità” di cui ai criteri, oppure

b) diploma relativo a uno sei seguenti profili professionali:

1) assistente sociale,

2) educatore/educatrice sociale,

3) educatore/educatrice per soggetti portatori di handicap o educatore/educatrice (qualifiche ad esaurimento),

4) tecnico/tecnica dei servizi sociali,

5) operatore/operatrice socio-assistenziale,

6) assistente per soggetti portatori di handicap (qualifica ad esaurimento),

7) assistente geriatrico/geriatrica,

8) assistente familiare,

9) infermiere/infermiera.

2. Ai fini della formazione (età non inferiore ai 21 anni), alle operatrici e agli operatori socio-sanitari possono essere riconosciuti alcuni contenuti della relativa formazione professionale, purché tali contenuti abbiano almeno lo stesso numero di ore del corrispondente modulo del corso.

3. È riconosciuta anche la formazione acquisita con la frequenza proficua di uno dei seguenti corsi:

a) „Der soziale Bauernhof“,

b) „Seniorenbetreuung am Bauernhof und bei Gastfamilien im ländlichen Raum“.

Locali

1. L’abitazione presso il maso in cui è prestato il servizio soddisfa gli standard qualitativi di cui ai criteri.

 

Autorizzazione e accreditamento

1. 1. La cooperativa che gestisce il servizio deve essere in possesso dell’autorizzazione di cui ai criteri.

2. In seguito all’approvazione dei criteri di accreditamento del servizio, questo dovrà essere accreditato.

 

Collaborazione con le strutture socio-sanitarie esistenti

La cooperativa che gestisce il servizio garantisce la collaborazione con i servizi sociali e sanitari presenti sul territorio provinciale, e in particolare con lo Sportello unico per l’assistenza e cura di cui all’articolo 15/bis della legge provinciale 30 aprile 1991, n. 13, e successive modifiche, attivo nel rispettivo comprensorio.

Partecipazione ai costi da parte della pubblica amministrazione

1. La Provincia sostiene questo servizio attraverso contributi per le spese di gestione a favore delle cooperative.

  • assistenza a persone anziane con il loro coinvolgimento nella vita familiare (oltre i 65 anni di età, non inquadrate in alcun livello di non autosufficienza o inquadrate nel primo o secondo livello nell’abitazione presso il maso)
  • massimo 3 persone contemporaneamente
  • durante il giorno oppure anche con pernottamento, in questo caso per un periodo di tempo limitato, eventualmente anche per alcuni giorni durante la settimana
  • Formazione: corso di formazione “Vivere insieme la quotidianità” oppure i diplomi elencati
  • collaborazione con strutture connesse con il settore sociale e sanitario

Vivere insieme la quotidianità

Un servizio per persone con disabilità, malattia psichica o dipendenza patologica (cooperativa sociale)

Attività ai sensi dell’articolo 4, comma 1, lettera b), della legge provinciale 22 giugno 2018, n. 8

Descrizione

1. "Vivere insieme la quotidianità" è un’attività sociale di sostegno offerta da persone, di seguito denominate promotori/promotrici di vita quotidiana, che, in collaborazione con le cooperative sociali, provvedono all’accoglienza di persone con disabilità, malattia psichica o dipendenza patologica, coinvolgendole nella propria vita familiare quotidiana e fornendo loro accompagnamento e vitto in misura adeguata. Ciò avviene anche proponendo alle persone piccoli compiti che queste possono svolgere autonomamente.

2. Il servizio è prestato nell’abitazione presso il maso in cui vive il promotore/la promotrice di vita quotidiana

3. Il servizio rappresenta una forma flessibile di accoglienza semiresidenziale o residenziale di uno o più utenti che necessitano di un sostegno per affrontare la vita quotidiana. Possono essere accolti al massimo tre utenti contemporaneamente

4. L’accoglienza residenziale è fornita per un periodo di tempo limitato. Indipendentemente dal limite temporale, l’accoglienza residenziale può essere offerta anche per singoli giorni/singole notti o nel fine settimana.

5. Il servizio viene fornito in via preferenziale nel comune di residenza della persona che lo richiede.

Destinatari

1. L’offerta è rivolta a persone maggiorenni con disabilità, malattia psichica o dipendenza patologica ai sensi dell’articolo 2, commi 1 e 2, della legge provinciale 14 luglio 2015, n. 7, residenti in Alto Adige, non inquadrate in alcun livello di non autosufficienza o inquadrate nel primo o secondo livello. Le persone inquadrate al secondo livello di non autosufficienza possono essere ammesse al servizio alle condizioni previste dai criteri che disciplinano l’organizzazione e la gestione del servizio stesso, di seguito denominati criteri.

2 Se la persona necessita di un’assistenza infermieristica, è necessario il parere positivo del servizio infermieristico domiciliare territorialmente competente.

3. L’utente non può avere alcun vincolo di parentela o affinità entro il quarto grado con il promotore/la promotrice di vita quotidiana o con i suoi familiari.

Promotore/Promotrice di vita quotidiana

1. Il promotore/La promotrice di vita quotidiana è socio/socia della cooperativa che gestisce il servizio ed è personalmente responsabile del corretto svolgimento del servizio stesso.

2. Il promotore/La promotrice di vita quotidiana possiede i seguenti requisiti:

a) età non inferiore ai 21 anni,

b) formazione (vedi punto “Formazione”)

c) disponibilità di un’abitazione idonea (vedi punto “Locali”)

Formazione

1. Per l’esercizio dell’attività è richiesto uno dei seguenti attestati di formazione:

a) attestato del corso di formazione “Vivere insieme la quotidianità” di cui ai criteri, oppure

b) diploma relativo a uno sei seguenti profili professionali:

1) assistente sociale,

2) educatore/educatrice sociale,

3) educatore/educatrice per soggetti portatori di handicap o educatore/educatrice (qualifiche ad esaurimento),

4) tecnico/tecnica dei servizi sociali,

5) operatore/operatrice socio-assistenziale,

6) assistente per soggetti portatori di handicap (qualifica ad esaurimento),

7) assistente geriatrico/geriatrica,

8) assistente familiare,

9) infermiere/infermiera.

2. Ai fini della formazione (età non inferiore ai 21 anni), alle operatrici e agli operatori socio-sanitari possono essere riconosciuti alcuni contenuti della relativa formazione professionale, purché tali contenuti abbiano almeno lo stesso numero di ore del corrispondente modulo del corso.

3. È riconosciuta anche la formazione acquisita con la frequenza proficua di uno dei seguenti corsi:

a) „Der soziale Bauernhof“,

b) „Seniorenbetreuung am Bauernhof und bei Gastfamilien im ländlichen Raum“.

4. La formazione dev’essere integrata da un attestato di frequenza proficua dei seguenti moduli del corso di formazione “Vivere insieme la quotidianità” di cui ai criteri:

a) Peculiarità e malattie degli anziani e delle persone con disabilità, malattia psichica o dipendenza patologica,

b) Integrazione degli anziani e delle persone con disabilità, malattia psichica o dipendenza patologia nella vita della famiglia,

c) Attivazione e promozione della quotidianità,

d) Offerte in ambito sociale rivolte alle persone anziane e alle persone con disabilità, malattia psichica e con dipendenza patologia in Alto Adige, lavoro di rete e contatti.

Locali

1. L’abitazione presso il maso in cui è prestato il servizio soddisfa gli standard qualitativi di cui ai criteri.

Autorizzazione

1. La cooperativa che gestisce il servizio deve essere in possesso dell’autorizzazione di cui ai criteri.

2. In seguito all’approvazione dei criteri di accreditamento del servizio, questo dovrà essere accreditato.

Collaborazione con le strutture socio-sanitarie esistenti

1. La cooperativa che gestisce il servizio garantisce la collaborazione con i servizi sociali e sanitari presenti sul territorio provinciale, e in particolare con lo Sportello unico per l’assistenza e la cura di cui all’articolo 15/bis della legge provinciale 30 aprile 1991, n. 13, e successive modifiche, attivo nel rispettivo comprensorio.

Partecipazione ai costi da parte della pubblica amministrazione

1. La Provincia sostiene questo servizio attraverso contributi per le spese di gestione a favore delle cooperative.

„Pasto nel vicinato“

anziende individuali in collegamento con l’attività di agriturismo, l‘attività di “Hofschank” o di “Partyservice”

Attività ai sensi dell’articolo 4, comma 1, lettera b), della legge provinciale 22 giugno 2018, n. 8.

Descrizione

1. Il “Pasto nel vicinato” rappresenta una forma della prestazione “Pasti a domicilio” ed è un’attività sociale di sostegno che prevede la somministrazione di pasti presso il maso in cui vive il fornitore/la fornitrice del servizio. Il pasto è servito in un contesto rurale e consumato in compagnia della persona che offre il servizio e della sua famiglia.

2. Se chi fruisce del servizio non può lasciare la propria abitazione e questa si trova nello stesso comune del maso o in un comune limitrofo, i pasti possono essere consegnati a domicilio.

3. Presso il maso possono essere serviti al massimo sei utenti contemporaneamente. Nel caso di consegna di pasti a domicilio, la fornitura è per un massimo di dieci utenti.

4. Il servizio garantisce all’utente l'assunzione giornaliera di almeno un pasto caldo, sano, equilibrato e adeguato al suo fabbisogno, utilizzando principalmente prodotti regionali, stagionali e di propria produzione e tenuto conto delle sue particolari esigenze nutrizionali e di assunzione di cibo. Allo stesso tempo viene offerta all’utente un’occasione di incontro per contrastare l'isolamento sociale.

5. Il servizio deve essere garantito tutto l’anno per almeno cinque giorni alla settimana.

6. Il fornitore/La fornitrice del servizio garantisce il rispetto delle vigenti norme igieniche e delle altre norme previste per la preparazione, la produzione, la trasformazione, la somministrazione e la consegna degli alimenti. Se i pasti vengono consegnati a domicilio, è obbligatorio usare idonei contenitori per il trasporto.

7. Il servizio viene fornito in via preferenziale nel comune di residenza della persona che lo richiede.

Destinatari

1. Il servizio è rivolto a persone anziane (oltre i 65 anni di età) non inquadrate in alcun livello di non autosufficienza o inquadrate nel primo o secondo livello, nonché a persone maggiorenni con disabilità, malattia psichica o dipendenza patologica ai sensi dell’articolo 2, commi 1 e 2, della legge provinciale 14 luglio 2015, n. 7, che risiedono in Alto Adige.

2. Se la persona necessita di un’assistenza infermieristica, è necessario il parere positivo del servizio infermieristico domiciliare territorialmente competente.

3. Per la somministrazione dei pasti a persone con disabilità, malattia psichica o dipendenza patologica è necessario il parere positivo del distretto sociale territorialmente competente.

4. Le persone che utilizzano questo servizio devono soddisfare tutti i requisiti richiesti per fruire della prestazione “pasti a domicilio”

5. L’utente non può avere alcun vincolo di parentela o affinità entro il quarto grado con la persona che fornisce il servizio o con i suoi familiari.

Fornitore/Fornitrice del servizio

1. Chi fornisce il servizio è personalmente responsabile dell'espletamento dello stesso e possiede i seguenti requisiti:

a) è titolare di un’impresa agricola che svolge l’attività di “Hofschank” o “party-service” ai sensi dell'articolo 2, comma 3, lettera b), della legge provinciale 19 settembre 2008, n. 7, e successive modifiche, oppure è un/una familiare che collabora continuativamente nell’impresa stessa,

b) ha un’età non inferiore ai 21 anni,

c) è in possesso della formazione (vedi “Formazione”)

d) ha la disponibilità di un maso idoneo (vedi “Locali”)

Formazione

1. Per l’esercizio dell’attività è richiesto uno dei seguenti attestati di formazione:

a) attestato del corso di formazione “Pasto nel vicinato” di cui ai criteri che disciplinano l’organizzazione e la gestione del servizio, di seguito denominati criteri,

oppure

b) diploma di scuola professionale per l’economia domestica e agroalimentare e attestato di frequenza proficua dei seguenti moduli del corso di formazione “Pasto nel vicinato“,

1) Peculiarità e malattie degli anziani e delle persone con disabilità, malattia psichica o dipendenza patologica,

2) Organizzazione del servizio e fondamenti giuridici focalizzati sulla preparazione dei pasti,

oppure

c) laurea in dietistica.

Locali

1. Il maso in cui è prestato il servizio soddisfa gli standard qualitativi di cui ai criteri.

Autorizzazione

1. L’impresa agricola che offre il servizio deve essere in possesso dell’autorizzazione di cui ai criteri.

Collaborazione con le strutture socio-sanitarie esistenti

1. L’impresa agricola che offre il servizio garantisce la collaborazione con i servizi sociali e sanitari presenti sul territorio provinciale, e in particolare con lo Sportello unico per l’assistenza e la cura di cui all’articolo 15/bis della legge provinciale 30 aprile 1991, n. 13, e successive modifiche, attivo nel rispettivo comprensorio.

Partecipazione ai costi da parte della pubblica amministrazione

1. La Provincia sostiene questo servizio nell’ambito dell’agricoltura sociale mediante l’integrazione della tariffa per le persone bisognose. A seconda del bisogno del/della richiedente, l’ente che ha autorizzato il servizio si assume il costo restante della tariffa.