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Difendere la democrazia e lo Stato di diritto

Remigrazione: il presidente della Provincia Kompatscher e il presidente del Consiglio provinciale Schuler invitano a un impegno pacifico per i valori costituzionali in vista delle manifestazioni.

BOLZANO (USP). A due giorni dalla manifestazione annunciata per il 28 febbraio con lo slogan “remigrazione” e dalla contro-manifestazione prevista, il presidente della Provincia Arno Kompatscher e il presidente del Consiglio provinciale Arnold Schuler prendono chiaramente posizione. Entrambi rispettano le valutazioni da parte degli organi competenti circa l’autorizzazione allo svolgimento della manifestazione, ma allo stesso tempo ribadiscono in modo inequivocabile il loro deciso rifiuto delle ideologie di estrema destra e anticostituzionali.

Il presidente della Provincia Kompatscher dichiara: “Remigrazione non è altro che un eufemismo per deportazione. Dove vengono violate le regole, intervengono le leggi. Ma remigrazione ed espulsione sono due cose diverse. A differenza dell'espulsione regolata dalla legge, che garantisce il rispetto dei diritti umani, la cosiddetta remigrazione è una deportazione arbitraria”.

Il presidente della Provincia condanna “con la massima fermezza” i contenuti sostenuti dagli organizzatori. A tal proposito, è in stretto contatto con la commissaria del Governo e il questore, che hanno assicurato un attento monitoraggio dell'evento nel rispetto dei principi dello Stato di diritto. “Un divieto preventivo non farebbe altro che attribuire agli organizzatori il ruolo di vittime e attirare su di loro un'attenzione inutile”, ha affermato Kompatscher. “Come società civile, dobbiamo opporci con decisione alle tendenze disumane, ma allo stesso tempo garantire il diritto alla libertà di espressione”.

Allo stesso tempo, il presidente della Provincia assicura: “Continuerò a combattere con tutte le mie forze le ideologie fasciste e a difendere lo Stato di diritto e il rispetto dei principi costituzionali”.

Anche il presidente del Consiglio provinciale Schuler fa appello alla responsabilità e alla maturità democratica: "La nostra provincia è storicamente e socialmente sinonimo di diversità, autonomia e convivenza pacifica tra i gruppi linguistici. Chi fa politica all'insegna dello slogan “remigrazione” mette in discussione i principi fondamentali della nostra convivenza democratica”. È importante rimanere vigili e allo stesso tempo agire con prudenza. “Proprio in Alto Adige, la nostra storia ci ha insegnato cosa possono significare l'emarginazione, la privazione dei diritti e la migrazione forzata. Per questo abbiamo la responsabilità particolare di proteggere la dignità di ogni persona e i valori fondamentali della nostra Costituzione”.

Entrambi i rappresentanti delle istituzioni invitano a esercitare pacificamente il diritto di manifestare ed evitare ogni forma di violenza o provocazione. “La forza della nostra democrazia sta proprio nel fatto che sopportiamo posizioni estreme, ma le contrastiamo con un atteggiamento chiaro, unito e pacifico”, concordano il presidente della Provincia e il presidente del Consiglio provinciale.

red/pio/mdg

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