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Durnwalder e la Corte dei conti: mai fatto pressioni a Roma

"Non ho mai fatto pressioni a Roma riguardo alla Corte dei conti, ho voluto soltanto informare il Quirinale su due questioni all'epoca importanti in relazione al funzionamento dell'Amministrazione pubblica": è quanto ha chiarito oggi (5 marzo) il presidente della Provincia Luis Durnwalder in merito agli accertamenti della Corte dei conti. E ha osservato: "L'incontro del giugno scorso al Quirinale non poteva certo avere a che fare con le indagini sul fondo riservato, avviate soltanto nell'autunno successivo."

A conclusione della seduta della Giunta provinciale il presidente Luis Durnwalder ha ribadito che la Corte dei conti deve esercitare i suoi compiti di controllo e verificare il funzionamento della macchina pubblica, ma l'indagine non dovrebbe svilupparsi a cadenza puntuale attraverso i giornali "senza dare all'interessato la possibilità di fornire la propria versione alla magistratura contabile ma contribuendo invece a metterlo in cattiva luce." L'ultimo risvolto apparso sui media nel fine settimana collega l'indagine sui fondi riservati del Presidente della Provincia a una presunta richiesta rivolta al Quirinale di intervenire sulla Corte dei conti. "Una cosa che non farei mai", ha chiarito in modo perentorio Durnwalder.

A tale proposito il Landeshauptmann ha osservato tra l'altro le contraddizioni temporali dell'ultima puntata sulle indagini apparsa sulla stampa: "Il citato incontro con il presidente Giorgio Napolitano a Roma risale al 5 giugno 2012, all'epoca nessuno, tantomeno il sottoscritto, poteva sapere che in autunno sarebbe stata aperta un'inchiesta in merito al fondo riservato". Durnwalder non ha difficoltà a confermare che nel colloquio al Quirinale - oltre ad invitare ufficialmente Napolitano alla consegna dell'onorificenza provinciale a Merano assieme al presidente austriaco Fischer - aveva informato il Capo dello Stato della situazione sociopolitica in Alto Adige ("come faccio ogniqualvolta incontro un rappresentante delle Istituzioni e del Governo") e tra l'altro anche di due indagini allora in corso della Corte dei conti: quella sull'aumento di capitale della società dell'aeroporto di Bolzano, con pesanti ripercussioni sul patrimonio dei membri del CdA, e quella sulla modalità di acquisizione da parte della Provincia di energia gratuita che le concessionarie di centrali idroelettriche sono tenute a garantire e sulla quale la Corte dei conti chiedeva a Giunta e amministratori un risarcimento di 50 milioni di euro.

In entrambi i casi le indagini della Corte dei conti non hanno avuto esito, "ma questo modo di procedere accresce le difficoltà dell'ente pubblico nel reperire persone disposte ad entrare in società pubbliche o partecipate e a ricoprire incarichi gestionali", ha ricordato Durnwalder. Questo è quanto ha inteso far sapere al Quirinale. Da allora, per quanto lo riguarda, non vi è stato alcun seguito.

 

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