Il piano paesaggistico

Il piano paesaggistico
"Unterkirch", Comune di Nova Ponente (Deutschnofen)

Nel piano paesaggistico si rilevano tutte le aree e i beni protetti presenti in un comune. Mentre il piano comunale per il territorio e il paesaggio si occupa essenzialmente dello sviluppo insediativo, il piano paesaggistico si riferisce prevalentemente ai paesaggi aperti.

Il suolo naturale è tutelato per esigenze paesaggistiche, per la salvaguardia della salute, per l’equilibrio ambientale, per la tutela degli ecosistemi naturali nonché per la produzione agricola. La pianificazione paesaggistica definisce, delimita e disciplina le categorie di destinazione delle superfici naturali e agricole per le finalità di cui al paragrafo precedente. Le principali categorie di destinazione ai sensi dell’art.13 della L.P. 9/2018 sono:

  1. verde agricolo;
  2. bosco;
  3. prato e pascolo alberato;
  4. pascolo  e verde alpino;
  5. zona rocciosa e ghiacciaio;
  6. acque.

Contenuti del piano paesaggistico

La legge provinciale Territorio e paesaggio n. 9/2018 introduce varie categorie di tutela. Mentre le aree protette di grande estensione come il parco nazionale e i parchi naturali sono tutelate con appositi decreti, per le aree restanti vengono introdotti dei vincoli di tutela per mezzo di specifici piani paesaggistici. La tutela del paesaggio su base provinciale è disciplinata dalla legge provinciale Territorio e paesaggio n. 9/2018. La legge definisce nell'articolo 11 le categorie di tutela per i beni di particolare valore paesaggistico che possono essere sottoposti a vincolo con deliberazione della Giunta provinciale con l'inserimento nel piano paesaggistico. Si tratta dei monumenti naturali, degli insiemi, dei siti paesaggistici protetti, dei biotopi protetti, di ville, parchi e giardini, delle zone di tutela paesaggistica e di rispetto paesaggistico e delle bellezze panoramiche e così pure di quei punti di vista o di belvedere. Nel piano paesaggistico vengono inoltre introdotte disposizioni di tutela di carattere generale e specifiche regolamentazioni comunali.

Nella prassi amministrativa della Provincia di Bolzano, i vincoli non vengono imposti da deliberazioni singole, ma ponendo sotto tutela una serie di aree e di oggetti tramite il piano paesaggistico di ciascun comune. L’articolo 11 L.P. 9/2018 definisce i beni paesaggistici di particolare valore paesaggistico.

Inoltre, determinate aree o beni sono sottoposti a tutela per legge, ossia senza uno specifico atto. Si tratta dei seguenti territori o beni, elencati all’articolo 12 della L.P. 9/2018:

  • i territori contermini ai laghi compresi in una fascia della profondità di 300 metri dalla linea di battigia anche per i territori elevati sui laghi;
  • i fiumi, i torrenti, i corsi d'acqua iscritti negli elenchi previsti dal testo unico delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici, approvato con regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775, e successive modifiche, e le relative sponde o piedi degli argini per una fascia di 150 metri ciascuna;
  • le montagne per la parte eccedente i 1600 metri sul livello del mare;
  • i ghiacciai e i circhi glaciali;
  • il Parco nazionale e i Parchi naturali provinciali nonché le riserve naturali;
  • i territori coperti da foreste e da boschi, ancorché percorsi o danneggiati dal fuoco, e quelli sottoposti a vincolo di rimboschimento;
  • le zone umide incluse nell'elenco previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 13 marzo 1976, n. 448, e successive modifiche;
  • le zone di interesse archeologico.

 

Monumenti naturali

Sono sottoposti a vincolo di tutela come monumenti naturali singoli oggetti naturali che, per la loro peculiarità o rarità, per la loro caratteristica di conferire una particolare impronta al paesaggio o per la loro singolarità ecologica, idrologica o geologica, meritano di essere conservati nell’interesse della collettività, ivi compresi gli alberi monumentali.

Insiemi

Si tratta di complessi di beni immobili che presentano un caratteristico aspetto avente valore estetico e tradizionale, inclusi i centri e i nuclei storici.

Parchi naturali

I parchi naturali sono gestiti da un apposito ufficio provinciale. I territori dei parchi naturali e del parco nazionale dello Stelvio non rientrano nella disciplina dei piani paesaggistici.

Siti paesaggistici protetti

Siti paesaggistici protetti

Sono le parti di territorio necessarie dal punto di vista ecologico ad assicurare la biodiversità, la varietà paesaggistica nonché la stabilità ecologica e la continuità dei corridoi ecologici. Fra questi vengono distinti boschi ripariali, zone umide, siti aridi protetti, castagneti e querceti nonché il verde protetto degli insediamenti e i viali alberati. Sono inseriti inoltre dei regolamenti per gli elementi strutturali del paesaggio e singoli beni di particolare pregio storico e culturale, come strade lastricate, muri a secco, argini di pietrame, siepi e gruppi di alberi, boschetti isolati, corsi d’acqua, steccati di legno, “Harpfen” (antichi graticci per essiccare il fieno), “Wasserwaale” e “Waalwege” (vecchi canali irrigui e sentieri lungo gli stessi).

Biotopi protetti

I biotopi protetti sono ambienti naturali e seminaturali, in parte anche creati o trasformati dall’uomo, che esplicano una particolare funzione ecologica sul paesaggio circostante. Hanno lo scopo di salvaguardare specie animali e vegetali rare o minacciate, comprese le loro fonti di vita, contribuendo in tal modo a preservare la biodiversità anche sotto il profilo geologico e paesaggistico, nonché la stabilità ecologica.

Ville, parchi e giardini

Sono preziosi spazi verdi, importanti per il loro carattere storico-culturale, ecologico e botanico, presenti soprattutto in ambito urbano o nelle vicinanze di castelli e residenze in cui sono in genere vietati tutti quegli interventi e attività che potrebbero arrecarvi dei danni.

Zone di tutela paesaggistica

Zone di tutela paesaggistica

Sono zone di tutela paesaggistica le aree di notevole bellezza paesaggistica, costituite in genere da un paesaggio rurale tradizionale. Oltre ad essere destinate ad un utilizzo agricolo e forestale, queste zone possiedono un’attrattiva turistica oppure offrono alla popolazione delle valli limitrofe opportunità di svago e relax come aree ricreative. Con questo vincolo ci si pone l’obiettivo di conservare le elevate potenzialità paesaggistiche, naturalistiche e ricreative di queste zone e di conciliare al meglio le forme di utilizzo esistenti e quelle nuove – in genere di carattere agricolo e turistico – con le finalità di tutela allo scopo di conservarne inalterate le funzioni.

Zone di rispetto paesaggistico

Zone di rispetto paesaggistico

Le zone di rispetto sono in genere degli spazi aperti nelle vicinanze degli insediamenti, che devono rimanere inedificate. Con le zone di rispetto si intende evitare la dispersione edilizia e mantenere la destinazione agricola. Le zone di rispetto paesaggistio proteggono i settori inedificati del paesaggio dalla dispersione urbanistica, favoriscono la compattezza degli insediamenti e mantengono l'utilizzo agricolo.

Zone di interesse archeologico

Si tratta di siti preistorici che documentano la storia della nostra regione. La competenza tecnica è della Soprintendenza ai Beni culturali.

Altre norme di tutela

I piani paesaggistici possono, ove necessario, prevedere anche disposizioni per la circolazione di veicoli a motore e per le attività sportive e ricreative.

Elementi costitutivi del piano paesaggistico

Un piano paesaggistico è costituito da:

  • l'allegato grafico in scala 1:10.000 o 1: 5.000, in cui è mappato l’intero territorio comunale interessato dal piano paesaggistico. Vi sono rappresentati le superfici naturali e agricole (bosco, zona di verde agricolo, corsi d’acqua ecc.), nonché le aree e i singoli beni sottoposti al vincolo di tutela. Gli insediamenti, le strade e gli impianti sono inseriti tutti nella categoria aree edificabili e infrastrutture e sono regolamentati dal piano urbanistico ovvero nel piano comunale per il territorio e il paesaggio;
  • la relazione illustrativa, contenente una descrizione delle caratteristiche naturali del territorio comunale e le finalità di tutela e di sviluppo da perseguire;
  • le norme di attuazione, in cui sono elencate le disposizioni, gli obblighi e i divieti vigenti per le singole categorie di tutela.

Procedura di approvazione

Procedura di approvazione

La procedura di approvazione del vincolo di tutela paesaggistica parte su iniziativa dell'Amministrazione provinciale o del Comune (in caso di variazioni). In presenza di sufficienti motivazioni, l'iniziativa può partire anche dalla Comunità comprensoriale e da istituzioni ed associazioni il cui obiettivo è la tutela della natura, paesaggio e dell'ambiente. La procedura è regolata dagli art. 48 e 53 della legge provinciale territorio e paesaggio n. 9/2018 e prevede i seguenti passaggi:

Su iniziativa dell'Amministrazione provinciale

L'Ufficio Pianificazione paesaggistica, in accordo con l'Amministrazione comunale competente, elabora un progetto di rielaborazione del piano paesaggistico o dei vincoli di tutela corrispondenti e pubblica la proposta nella Rete Civica della Provincia ed all’albo del Comune competente per un periodo di 30 giorni consecutivi. Durante il periodo di pubblicazione all’albo del Comune chiunque può prendere visione della documentazione e presentare al Comune osservazioni e proposte alle varianti previste.

Su iniziativa del Comune

Sulla base di una delibera della Giunta comunale, il Comune può inoltrare domanda di variazione del piano paesaggistico e dei vincoli di tutela corrispondenti alla Ripartizione provinciale Natura, paesaggio e sviluppo del territorio. La proposta è pubblicata nella Rete Civica della Provincia ed all’albo del Comune competente per un periodo di 30 giorni consecutivi. Durante il periodo di pubblicazione all’albo del comune chiunque può prendere visione della documentazione e presentare al comune osservazioni e proposte alle varianti previste.

La proposta deve essere completata da sufficiente documentazione tecnica a cura di un professionista (iscritto all'albo degli agronomi e forestali, architetti o ingegneri) che indichi e descriva chiaramente le modifiche (relazione tecnica, rappresentazione grafica delle modifiche: stato di fatto e stato futuro, estratto di mappa catastale, sovrapposizione con vista aerea, documentazione fotografica).

L’individuazione, la redazione della documentazione e l’approvazione della tutela degli insiemi sono di competenza comunale così come le eventuali modifiche.

Per rielaborazioni riguardanti i Parchi naturali, l'ufficio competente è l'Ufficio Natura; il Parco nazionale viene seguito dall’Ufficio Parco Nazionale dello Stelvio.

Commissione provinciale per il territorio e il paesaggio

Dopo l'avvenuta pubblicazione (sopra descritta) il Comune invia il progetto, con eventuali osservazioni e le proposte pervenute, alla Ripartizione provinciale Natura, paesaggio e sviluppo del territorio dove la Commissione provinciale per il territorio e il paesaggio esamina e valuta la richiesta. Il parere della Commissione viene immediatamente comunicato al Comune.

Variazione "verde-verde"

Nel caso di trasformazione della destinazione da bosco, verde alpino e pascolo, verde agricolo, prato e pascolo alberato in un’altra delle citate destinazioni, le funzioni della Commissione provinciale per il territorio e il paesaggio sono esercitate da una commissione composta da un/una rappresentante della ripartizione provinciale competente in materia di natura, paesaggio e sviluppo del territorio, da un/una rappresentante della ripartizione provinciale competente in materia di foreste e da un/una rappresentante del Comune interessato.

La domanda di proposta per variazioni "verde-verde" è scaricabile dal seguente link:


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La richiesta è disponibile alla seguente pagina web: https://acp.provincia.bz.it/amministrazione-trasparente/dati-ulteriori.asp

Consiglio comunale e Giunta provinciale (o assessore/a provinciale)

Successivamente, entro 90 giorni, la proposta viene trattata e valutata dal Consiglio comunale. In conclusione, la proposta o la variazione viene approvata o respinta dalla Giunta provinciale. Nel caso in cui il Consiglio comunale accetti il parere della Commissione provinciale per il territorio e il paesaggio o non si esprima a riguardo, il piano viene approvato dall’assessore/assessora provinciale competente con decreto. La deliberazione o il decreto dell'assessore/dell'assessora vengono pubblicati nel Bollettino Ufficiale della Regione ed entrano in vigore il giorno successivo.

Adeguamento del piano comunale per il territorio e il paesaggio

Tutte le variazioni al piano paesaggistico vengono riportate dall'ufficio provinciale competente nel piano comunale territorio e paesaggio per garantire la coerenza tra i due strumenti di pianificazione.

Pubblica visione

Tutti gli interessati possono prendere visione del piano paesaggistico in ogni sua parte - cartografia, relazione illustrativa, prescrizioni di tutela e d'uso - accedendo al servizio newPlan dell’Amministrazione provinciale.