Competenze e finanziamento dell’autonomia

Competenze

Con il secondo Statuto di autonomia, entrato in vigore il 20 gennaio 1972 e che ad oggi rappresenta la base per la tutela delle minoranze in Alto Adige, lo Stato ha trasmesso alla Provincia di Bolzano la competenza legislativa ed amministrativa in una serie di settori, suddivisi nei tre gruppi delle competenze primarie, secondarie e terziarie.

Sino alla riforma della Costituzione del 2001, le competenze della Provincia erano elencate dallo Statuto in un catalogo, suddiviso per i predetti tipi, in seguito a questo modo di attribuzione delle competenze è stato sovrapposto un meccanismo di segno opposto, secondo cui sono le competenze dello Stato (ad esempio politica estera, difesa, fisco, ecc.) ad essere elencate, mentre alla Provincia è attribuita la competenza per tutte le altre materie. In questa cornice, la Provincia può muoversi all’interno dei confini tracciati dalla Costituzione italiana, dal diritto comunitario, dagli accordi internazionali.

I settori nei quali la Provincia ha competenze primaria possono essere regolati con propri provvedimenti legislativi. Le competenze primarie rappresentano l’espressione più ampia dell’autonomia della Provincia, e la potestà in queste materie è soggetta alle seguenti limitazioni: rispetto della Costituzione nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali.

La Provincia ha competenza primaria, tra l’altro, in settori come la toponomastica (con l’obbligo della bilinguità), la tutela del patrimonio storico-artistico, l’urbanistica, l’artigianato, la caccia e pesca, le strade, il sistema del trasporto pubblico, l’agricoltura e l’edilizia scolastica.

Nei settori caratterizzati da una competenza secondaria, detta anche concorrente, la Provincia è soggetta al limite del rispetto dei principi fondamentali contenuti nella legislazione dello Stato. In sostanza, ciò significa che allo Stato è riservata la disciplina di principio, mentre la Provincia può emanare la disciplina di dettaglio. La Provincia di Bolzano ha competenze secondarie in diversi settori tra cui polizia locale, istruzione elementare e secondaria, commercio, apprendistato, esercizi pubblici, igiene e sanità, utilizzazione delle acque pubbliche (escluse le grandi derivazioni a scopo idroelettrico). La potestà legislativa della Provincia nelle materie caratterizzate da competenze terziarie, infine, è limitata all’integrazione delle disposizioni legislative dello Stato. Ricadono all’interno di questa cornice le materie del collocamento e dell’avviamento al lavoro.

Competenze secondarie
CompetenzeProvinciaStato
Cultura (biblioteche, musei, ecc.) primaria
Scuole materne primaria
Scuole secondaria
Sociale (case di riposo, assistenza, ecc.) primaria
Strade primaria
Sanità secondaria
Edilizia abitativa primaria
Trasporti pubblici primaria
Turismo primaria
Artigianato primaria
Commercio primaria
Industria primaria
Agricoltura primaria
Protezione civile primaria
Parchi naturali primaria
Sport secondaria
Immigrazione statale
Difesa statale
Polizia statale
Giustizia statale
Finanze (conio, banche) statale

Finanziamento dell'autonomia

Il bilancio della Provincia di Bolzano si aggira attualmente attorno ai 5 miliardi di euro all’anno, ed è alimentato dal gettito fiscale, sulla base delle imposte riscosse in Alto Adige. Di queste entrate fiscali, i 9/10 restano sul territorio provinciale, mentre il residuo 1/10 viene trasferito a Roma.

Con i mezzi finanziari del bilancio provinciale in Alto Adige sono finanziate direttamente dalla Provincia e non dallo Stato – a differenza di altre Regioni italiane - molte competenze, tra le quali il sistema dell’istruzione dalla scuola materna all’università, il settore sanitario e quello sociale, la gestione dell’intera rete delle strade statali e provinciali. Queste competenze costituiscono anche i maggiori capitoli di spesa del bilancio: il settore sociale e sanitario (con circa 1,6 miliardi di euro l’anno), l’istruzione e la cultura (circa 750 milioni di euro), l’Amministrazione (circa 600 milioni di euro) e il finanziamento dei Comuni (con circa 500 milioni di euro).