Coronavirus

La pandemia sulle condizioni economiche e lavorative, sullo stato emotivo e sulla domanda di cura della popolazione, la percezione del rischio del contagio e dei suoi esiti, la disponibilità a vaccinarsi contro SARS-CoV-2, l’uso delle mascherine, la fiducia dei cittadini nelle istituzioni sono aspetti indagati nei sistemi di sorveglianza, Passi e Passi d’Argento, dedicati alla popolazione adulta e anziana residente in Italia.
Nel biennio 2020-21 in Provincia di Bolzano, il 16,3% degli adulti riferisce di aver contratto il coronavirus, valori superiori alla media del campione nazionale (9,6%).
Il 37,7% degli adulti ritiene che sia molta o abbastanza la probabilità di ammalarsi di COVID-19 da lì a 3 mesi, per se stessi o per i propri familiari. Il 23,4% ritiene che nel caso di COVID-19 gli esiti possano essere gravi o molto gravi per la propria salute. Poco più di 6 su 10 dichiarano di essere disposti a vaccinarsi.
Il 19,9% degli adulti dichiara di aver ripensato, negli ultimi 30 giorni, all’esperienza vissuta e legata alla pandemia in maniera dolorosa, valore nettamente inferiori alla media del campione nazionale (32,5%).
Dalla seconda domanda, che indaga la preoccupazione davanti all’attuale situazione pandemica, emerge che il 64,7% della popolazione adulta si sente un po' o molto preoccupato, valore sovrapponibile alla media del campione nazionale (66,6%). Alla domanda sulla fiducia nelle capacità dell'azienda sanitaria nel gestire l’epidemia, individuare rapidamente e contenere i nuovi focolai, il 19,5% ha risposto di avere molta fiducia, il 59,8% abbastanza e il 20,7% poca o nessuna.
Il 32,7% degli adulti riferisce che questa crisi ha peggiorato le proprie disponibilità economiche, nel 2,9% sono migliorate. I valori provinciali sono sovrapponibili alla media del campione nazionale (30,7% e 3,8%).
I dati sulle condizioni economiche degli adulti trovano conferma nelle indicazioni sulle condizioni lavorative durante questo periodo pandemico. Infatti, emerge che 6 su 10 adulti hanno mantenuto il proprio lavoro (40,3% a livello nazionale), 1 su 4 però ha lavorato meno con una retribuzione più bassa (14,5% a livello nazionale), mentre il 4,3% ha perso il lavoro (3,5% a livello nazionale).
Interessante infine è anche il dato sull’esperienza dello smart working, nella popolazione adulta, che potrà aiutare a valutare l’impatto di questa modalità lavorativa nel medio e lungo periodo sulla qualità di vita e sul benessere psicologico. Nel biennio 2020-21, il 29,8% degli intervistati ha continuato a lavorare nella sede abituale, il 21,4% ha lavorato sia presso la sede abituale che in modalità smart working, il 17,2% esclusivamente in modalità smart working e un terzo ha smesso di lavorare. Il campione nazionale riporta un valore più alto di chi ha lavorato nella sede abituale (40,7%) e percentuali inferiori di chi ha lavorato sia presso la sede abituale che in modalità smart working (14,8%) come anche di chi ha lavorato esclusivamente in modalità smart working (15,0). A livello nazionale il 29,0% degli adulti ha smesso di lavorare.
Riferiscono di indossare spesso/sempre la mascherina all’aperto il 67,2% dei 18-69enni. Nei locali chiusi (98,8%) oppure sui mezzi pubblici (99,5%) la mascherina viene indossata spesso/sempre da quasi tutti gli adulti intervistati.

Disponibilità a vaccinarsi (Passi 2020-21)

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