Contenuto principale

Deroga per l'arsenico nell'acqua potabile

Cos'é l'arsenico?

Realgar con calcite di Trafoi (Volkmar Mair, Ufficio geologia e prove materiali, Cardano)L’arsenico (As) è un elemento presente nelle rocce della terra come molti altri elementi e compone una serie di minerali tipici che si trovano anche nelle montagne dell’Alto Adige. Gli appassionati di minerali conoscono i luoghi dove è possibile rinvenire l’arsenopirite, i diversi tipi dei tetraedriti, il realgar rosso e l’oropimento arancione. Nel 600 e nel 700 esistevano diverse miniere che estraevano i minerali di arsenico, dato che questo elemento era ricercato per vari utilizzi. Per esempio si usava per la composizione di creme, per la sua caratteristica di dare una tonalità fresca e rosea alla pelle, inoltre veniva impiegato contro la sifilide. Nel 900 venne usato come fitofarmaco nella frutticoltura fino agli anni 70, dopodiché venne proibito perché nocivo alla salute.


Perché troviamo arsenico nell'acqua potabile?

Come tutti gli elementi presenti nei minerali e nelle rocce delle nostre montagne, anche l’arsenico viene sciolto in piccole quantità dall’acqua piovana che percola nel terreno e raggiunge la falda. Nella maggior parte dei casi la quantità sciolta nell’acqua è così bassa da non essere rilevabile nemmeno dalle più moderne analisi. L’arsenico viene introdotto con l’acqua nella catena alimentare che così raggiunge molti organismi.


Quanto arsenico può contenere l’acqua potabile?

Con studi scientifici si è potuto stabilire quale quantità di arsenico risulti nociva o tossica per l’uomo e per gli animali. L’assunzione di arsenico avviene tramite il cibo e l’acqua potabile ma anche attraverso l’aria negli stabilimenti industriali che lavorano con prodotti a base di arsenico. L’organizzazione mondiale per la sanità ha proposto di limitare il più possibile l’assunzione di arsenico da parte dell’uomo. Dato che l’acqua potabile viene consumata quotidianamente ed è l’unico alimento che può essere controllato con sicurezza, l’Unione Europea ha deciso di abbassare la concentrazione massima ammissibile di arsenico nell’acqua potabile a 10 microgrammi al litro (µg/l). Questo significa che un uomo assume con l’acqua potabile (2 litri al giorno) in tutta la sua vita (circa 70 anni) non più di 0,5 grammi di arsenico. Con questa direttiva la salute umana viene tutelata ancora di più dai possibili danni di un’assunzione troppo alta di arsenico.

 


Qual’è la probabilità di trovare l’arsenico nell’acqua che beviamo?

Carta della probabilitá di trovare arsenico Tutti gli acquedotti pubblici dell’Alto Adige sono stati sottoposti ad un controllo del contenuto di arsenico. Quasi tutti rispettano il limite di 10 µg/l, anche se sono presenti casi in cui questo valore viene superato, però soltanto fino a un massimo di 50 µg/l, che peraltro era il limite valido fino alla fine del 2003. Nel 2004 anche questi acquedotti verranno adeguati alla nuova normativa e dovranno quindi contenere al massimo 10 µg/l di arsenico.

Sulla base delle analisi disponibili è stato eseguito uno studio riassuntivo della situazione in Alto Adige. L’arsenico è di origine geogenica, cioè si trova in alcuni minerali presenti nel bacino imbrifero delle sorgenti contaminate. Per la zona dell’Alto Adige si può escludere un’origine antropica della contaminazione. Da una prima analisi si sono osservate zone, nelle quali la contaminazione di arsenico è elevata (200-500 µg/l in alcune parti dei comuni di Stelvio e Prato allo Stelvio) o estesa a più sorgenti (comuni di Laion, Chiusa, Funes e la Valle di Vila nel comune di Perca). Sulla base delle analisi delle acque e di una interpretazione litologica e geologico-strutturale dei bacini imbriferi maggiori è stata corredata una carta della probabilità sulla presenza di arsenico nell’acqua potabile in Alto Adige.

Nelle zone verdi si può escludere di trovare arsenico nelle sorgenti in contenuti sopra i 10 µg/l. Solitamente si avranno contenuti attorno al limite di rilevazione (1 µg/l).

Nelle zone gialle esiste la possibilità di trovare arsenico nelle sorgenti. La quantità dipende dalle caratteristiche geologiche locali e può essere stimata tra 1 e 10 µg/l. In rari casi non si può escludere che si abbiano anche valori sopra i 10 µg/l.

Nelle zone arancioni si trova quasi sempre arsenico nelle sorgenti, il contenuto è attorno ai 10 µg/l e spesso anche superiore.

Le zone rosse sono caratterizzate da un contenuto di arsenico elevato nelle sorgenti, che di solito varia dai 10 ai 50 µg/l, ma in certe aree supera anche i 50 µg/l. A chi abita in queste zone e non è allacciato ad un acquedotto pubblico, è consigliato di lasciar controllare il contenuto di arsenico della sua sorgente, dato che potrebbe contenere quest’elemento in quantità nocivi alla salute.