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| La commedia sofisticata |
Una panoramica antologica su film e registi che hanno creato un genere, nella Hollywood degli anni ’30 e ’40.
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Mancia competente (Trouble in Paradise) |
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di Ernst Lubitsch, VHS, USA 1932
con Herbert Marshall, Miriam Hopkins, Kay Francis
Lily e Gaston, entrambi ladri, dopo essersi dimostrati vicendevolmente le proprie doti, decidono di fare coppia, in amore come nel lavoro. Si fanno assumere come segretario e dattilografa da una ricca parigina, che vogliono derubare: ma questa si innamora - ricambiata - di Gaston, e Lily scalpita. Oltre alla costruzione perfetta dell’intreccio, ai dialoghi serrati e alla direzione sopraffina degli attori, c’è una sostanza amara. In un mondo artificiale e irreale basato sull’illusione e la menzogna, l’unica emozione sembra l’amore: ma anche questa è una chimera che dura poco. |
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Accadde una notte (It Happened One Night) |
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di Frank Carpa, VHS/DVD, ITALIA 1954
con Clark Gable, Claudette Colbert, Walter Connoly
A Miami, un giornalista appena licenziato incontra su un pullman un’ereditiera bella e viziata, Ellie, in fuga dal padre dispotico che vuole impedirle di sposare un bellimbusto. In cambio dello scoop sulla sua vicenda sentimentale, il giornalista si offre di accompagnare la ragazza a New York, dove l’attende il fidanzato: durante il viaggio, nonostante la reciproca diffidenza, tra i due sboccia l’amore, ma soprattutto trionfa l’America che vuole uscire dalla Depressione, raccontata da Capra con simpatia, sempre dalla parte di chi reagisce alle difficoltà con un sorriso. |
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L’orribile verità (The Awful Truth) |
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di Leo McCarey, DVD, USA 1937
con Cary Grant, Irene Dunne, RALPH bELLAMY
Jerry e Lucy Warrimer devono aspettare novanta giorni prima che il divorzio diventi esecutivo: così Jerry ha tempo di mandare all’aria il flirt della moglie col fatuo Daniel Leeson e di riconquistarne l’amore. Una delle più classiche commedie sofisticate, girata (secondo lo stile ricorrente di McCarey) senza che gli attori avessero mai letto la sceneggiatura per intero e lasciando molto all’improvvisazione. Grazie a una regia elegantissima e raffinata, il film costruisce una serie di variazioni sul desiderio frustrato, sui dispetti amorosi e sulla gelosia. |
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Susanna (Bringing Up Baby) |
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di Howard Hawks, DVD, USA 1938
con Cary Grant, Katharine Hepburn, Charles Ruggles
La vita del paleontologo David Huxley, impegnato a ricostruire lo scheletro di un dinosauro, è sconvolta dall’incontro casuale con un’ereditiera, Susan, che gli manda a monte il matrimonio e lo caccia nelle situazioni più imbarazzanti. Come altre commedie di Hawks, è la storia della progressiva perdita di libertà da parte del maschio: la concatenazione di cause ed effetti, cui un riassunto farebbe torto, tocca vertici irresistibili e insuperati nel genere della screwballl comedy. Susan è un vero vulcano: la sua capacità di generare catastrofi non risparmia neanche il bacio finale. |
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Donne (The Women) |
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di George Cukor, VHS, USA 1939
con Norma Shearer, Joan Crawford, Joan Fontaine
Una signora altoborghese scopre di essere tradita dal marito e, su suggerimento delle amiche, chiede il divorzio. Ma poi si pente, e va alla riconquista del consorte. Dalla commedia di Claire Booth Luce, una commedia ironica e pungente, con uno straordinario cast tutto al femminile. Delicato nella messa in scena ma ferocemente ironico nei dialoghi, il film si rivela una specie di racconto morale protofemminista, acuto (e non pedante) ritratto del cammino delle donne per conquistare la loro emancipazione. |
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La costola di Adamo (Adam’s Rib) |
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di George Cukor, DVD, USA 1949
con Katharine Hepburn, Spencer Tracy, Judy Holliday
Una donna spara al marito fedifrago e in tribunale le loro rispettive ragioni vengono sostenute da due magistrati che sono moglie e marito. La battaglia tra i sessi in un duplice confronto matrimoniale: il tono è quello della migliore commedia sofisticata, ma le implicazioni sono molto più serie di quanto possano sembrare a prima vista. Indimenticabile l’arringa “femminista” della Hepburn. Per sfruttare al massimo l’abilità dei suoi attori, Cukor usa lunghi piani fissi che lasciano grande libertà alla recitazione. |
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