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I mercoledì del cinema

InvitoUn mercoledì ogni mese dedicato al cinema d’autore per tutti
Vi aspettiamo al Centro Trevi in via Cappuccini 28
Mercoledì 25 luglio 2018 alle ore 16.00 per la proiezione del film
LA CANZONE DEL MARE (2014) di Tomm Moore (93 min)
Candidato al Premio Oscar come miglior film d'animazione
Ingresso riservato agli iscritti ai servizi del Centro Trevi

Cattedrali della cultura

Copertina27/06/2018 ore 16.00

CATTEDRALI DELLA CULTURA 2014, GER-DAN-AUS-NOR, 81 min
Di: Wim Wenders | Michael Glawogger | Robert Redford

Titolo originale: CATHEDRALS OF CULTURE Scheda film
Se gli edifici potessero parlare, cosa direbbero di noi? Sei acclamati registi ce lo rivelano e danno voce ad alcuni edifici architettonicamente rilevanti: La Filarmonica di Berlino: icona della modernità (Wim Wenders), La Biblioteca Nazionale Russa: impero silenzioso delle idee (Michael Glawogger), Il Carcere di Halden: prigione modello che rieduca alla vita e al pensiero (Michael Madsen), Il Salk Institute: monastero della scienza in California (Robert Redford), Il Palazzo dell'Opera di Oslo: una simbiosi futurista di arte e vita (Margreth Olin), Il Centre Pompidou: una macchina della cultura moderna (Karim Ainouz). Luoghi chiave del pensiero umano, manifestazione materiale dell’utopia della bellezza, per la prima volta messi in scena nel loro vivere quotidiano, in un racconto quasi in prima persona, per mostrare come rispecchino il pensiero e l'azione umana. Ci sono edifici che hanno un’anima: così grande da poterne regalare un po’ a ogni visitatore. Sono i centri vivi della cultura e dell’esperienza artistica. Scrigni della nostra memoria.

Wim Wenders (Ernst Wilhelm Wenders, Düsseldorf, 14 agosto 1945)
Esponente di primo piano del Nuovo Cinema Tedesco, conosciuto per Lo stato delle cose, Alice nelle città, Paris, Texas, Il cielo sopra Berlino. Palma d’oro a Cannes (1984) Orso d’oro alla carriera a Berlino (2015).
Michael Glawogger (Graz, 3 dicembre 1959 - Monrovia, Liberia, 23 aprile 2014)
Noto per i suoi documentari e il suo cinema di denuncia e di ricerca. Fanno parte della cosiddetta Trilogia della globalizzazione: Megacities (1998) Workingman’s Death (2005) Whores’s Glory (2011).
Robert Redford (Charles Robert Redford, Santa Monica, 18 agosto 1936)
Fondatore con Sidney Pollack del Sundance Film Festival (1990). Oscar per la regia: Gente comune (1981), alla carriera (2002). Candidato miglior attore: La stangata (1973), regista e film: Quiz Show (1994). (Wikipedia, Nexodigital)


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Quando meno te lo aspetti

Copertina30/05/2018 ore 16.00

QUANDO MENO TE LO ASPETTI 2013, FR, 112 min

Di: Agnès Jaoui Con: Jean-Pierre Bacri (Pierre) Agathe Bonizer (Laura) Arthur Dupont (Sandro) Benjamin Biolay (Maxime Wolf) Agnès Jaoui (Marianne) Dominique Valadié (Jacqueline) Valérie Crouzet (Éléonore)

Titolo originale: AU BOUT DU CONTE Scheda film
Pierre è incarognito col mondo. Ospita provvisoriamente la sua nuova compagna, madre di due bimbe che proprio non regge. Un'amica gli ricorda che è vicina la data della sua morte, secondo quanto gli era stato predetto anni prima, e non riesce più a fare progetti. Sandro, figlio di prime nozze, fa innamorare Laura, in cerca del principe azzurro che pensa di avere trovato. Ma poi incontra Maxime e inizia a chiedersi se non ci siano principi migliori di altri. Marianne, aspirante attrice, allestisce un bosco incantato e mette in scena favole con i bambini. Una musicista innamorata, un critico sciupafemmine, un industriale inquinante. È il piccolo universo che ruota attorno a fiabe, credenze, superstizioni, confezionato dalla coppia d’oro della commedia francese, Agnès Jaoui e Jean-Pierre Bacri, abilissima nel cesellare dialoghi e situazioni brillanti, con il sacro dono del ritmo. Nonostante si apprezzi lo spazio che, come autori, regalano alle nuove generazioni, il cuore del film batte più forte quando sono loro, come interpreti, ad incrociarsi sulla scena.

Agnès Jaoui (Antony, Île de France, 19 ottobre 1964)
Regista, sceneggiatrice e attrice. Il suo primo ruolo cinematografico arriva grazie al direttore del Teatro di Nanterre, nel film Hôtel de France (1987). Qui conosce il futuro compagno  Jean-Pierre Bacri. Alain Resnais sceglie la coppia per Smoking/No Smoking (1994), César per la migliore sceneggiatura. Il grande pubblico scopre il talento ironico, la capacità di osservazione e la critica sociale disincantata dei due sceneggiatori con Aria di famiglia (1977). Parole, parole, parole... (1997) di Alain Resnais le vale il primo César anche come interprete. Agnès si separa professionalmente dal compagno. La riconciliazione coincide con il passaggio dietro la telecamera. Dirige e interpreta Il gusto degli altri (1999). La sua opera prima le regala 4 César, una nomination agli Oscar come miglior film straniero e 4 milioni di spettatori. Dirige Così fan tutti (2004) Jean-Pierre Bacri protagonista. Miglior sceneggiatura a Cannes. Dirige e interpreta Parlez-moi de la pluie (2008). Con Bacri, scrive interpreta e dirige Quando meno te lo aspetti (2013). (Mymovies, Widipedia)


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The Young Pope

Copertina18/04/2018 ore 16.00

THE YOUNG POPE 2016, USA, 55 min

Di: Paolo Sorrentino Con: Jude Law (Lenny Belardo/Pio XIII) Diane Keaton (Suor Mary) Silvio Orlando (Card. Angelo Voiello) Javier Cámara (Card. Bernardo Gutierrez) Cécile de France (Sofia Dubois)

Titolo originale: THE YOUNG POPE Scheda film
Primo dei dieci episodi che raccontano la storia di Lenny Belardo, salito al soglio pontificio con il nome di Pio XIII, il primo Papa americano della storia. Giovane e affascinante, la sua elezione sembra utilissima per un’efficace strategia mediatica. Ma, come è noto, le apparenze ingannano. Per nulla incline a farsi manipolare. Misterioso e contradditorio, scaltro e ingenuo, ironico e pedante, antico e modernissimo, dubbioso e risoluto, Pio XIII prova ad attraversare il lunghissimo fiume della solitudine dell’uomo per trovare un Dio da regalare agli uomini. E a sé stesso. In questo percorso lo accompagna Suor Mary, che lo ha cresciuto e aiutato ad arrivare al pontificato, nominata segretario particolare del sommo pontefice. Nella prefazione al suo libro Il peso di Dio pubblicato da Einaudi, il regista racconta: “Da parte mia alligna un’inflessibile reticenza a cogliere un significato riassuntivo e definitivo. Il famoso «messaggio», che faceva venire l’orticaria a Billy Wilder e gli faceva dire: se cercate il messaggio andate all’ufficio postale.”

Paolo Sorrentino (Napoli, 31 maggio 1970)
Regista, sceneggiatore, scrittore. Nato a Napoli nel quartiere Vomero, a 17 anni rimane orfano. Dopo avere studiato economia, lavora nel mondo del cinema. L'amore non ha confini (1998) segna l'inizio della collaborazione con Indigo Film, che produrrà tutti i suoi film. Per il suo primo film L'uomo in più (2001) vince il Nastro d'Argento come regista esordiente. Le conseguenze dell'amore (2004) lo rivela al grande pubblico. Dopo L'amico di famiglia (2006), vince il Premio della giuria a Cannes con Il divo (2008), ispirato alla figura di Giulio Andreotti. This Must Be the Place (2011), con Sean Penn, è in concorso a Cannes. La grande bellezza (2013) vince l’Oscar per il miglior film straniero. Seguono Youth - La giovinezza (2015) con Michael Cane, Rachel Weisz, Harvey Keitel, Jane Fonda, e la prima serie tv: The Young Pope, (2016) con Jude Law, Diane Keaton, Silvio Orlando. È prevista la seconda stagione (2018). Il 24/04/2018 esce il suo nuovo film Loro, ispirato alla figura di Silvio Berlusconi e interpretato da Toni Servillo. (Wikipedia, Mymovies)

 

 

 

 


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Uno, due, tre!

Copertina28/03/2018 ore 16.00

UNO, DUE, TRE! 1961, USA, 108 min

Di: Billy Wilder Con: James Cagney (C. R. MacNamara) Horst Buchholz (Otto Ludwig Piffl) Pamela Tiffin (Scarlett Hazeltine) Arlene Francis (Phyllis MacNamara) Liselotte Pulver (Fräulein Ingeborg)

Titolo originale: ONE, TWO, THREE Scheda film
MacNamara dirige la sede di Berlino della Coca Cola. Con la speranza di essere trasferito a Londra, in una situazione più agiata economicamente, passa le giornate cercando di concludere più affari possibili. È contattato dal suo capo che ha bisogno di un favore: la figlia Rossella sta facendo un viaggio per l’Europa e, dato che la tappa successiva è Berlino, ha bisogno di un alloggio e qualcuno che la sorvegli. Trovando nella proposta una possibilità di crescita lavorativa accetta senza troppi indugi, senza sapere che Rossella porterà non pochi problemi. Commedia satirica di indiavolate cadenze farsesche in cui Wilder e il co- sceneggiatore I.A.L. Diamond (pseudonimo dello statunitense di origine rumena Iţec Domnici) sparano ad alzo zero su comunismo e capitalismo, due diversi trionfi del cinismo, ma anche sulla Germania del dopoguerra. All'origine un atto unico di Ferenc Molnár. In anticipo sui tempi, fu un fiasco al botteghino. Nel 1961 il National Board of Review of Motion Pictures lo ha inserito nei migliori dieci film dell’anno.

Billy Wilder (Nome d’arte di Samuel Wilder) (Sucha, Polonia, 22 giugno 1906 - Beverly Hills, 27 marzo 2002)
Regista, sceneggiatore e produttore cinematografico austriaco naturalizzato statunitense. Nato in una famiglia ebraica in Galizia, l’attuale Polonia, ma all’epoca parte dell’Impero austro-ungarico, dopo gli studi in giurisprudenza a Vienna si trasferisce a Berlino dove inizia a interessarsi di cinema. Nel 1933 espatria a Parigi e poi negli Stati Uniti. Nel 1943 sua madre, il patrigno e la nonna muoiono ad Auschwitz. Grazie al supporto di altri emigrati di origine ebraico-tedesca fra cui il regista Ernst Lubitsch, dirige con successo pellicole entrate nella storia del cinema. Nel 1946 vince i primi 2 dei 7 Oscar della sua carriera. È considerato uno dei registi più prolifici ed eclettici nella storia del cinema statunitense ed è divenuto celebre come il padre della commedia brillante americana, (Viale del tramonto, Quando la moglie è in vacanza, A qualcuno piace caldo). In 50 anni di carriera ha diretto oltre 25 film e scritto 75 sceneggiature. Da non perdere l'intervista nel documentario di Schlöndorff: Billy, ma come hai fatto? (Wikipedia, Il Morandini)


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Francofonia

Copertina28/02/2018 ore 16.00

FRANCOFONIA 2015, FR-GERM-NL, 90 min

Di: Aleksandr Sokurov Con: Louis-Do de Lencquesaing (Jacques Jaujard) Benjamin Utzerath (Franz Wolff-Metternich) Vincent Nemeth (Napoleòn Bonaparte) Johanna Korthals Altes (Marianne) Aleksandr Sokurov (Voce Narrante)

Titolo originale: LE LOUVRE SOUS L'OCCUPATION Scheda film
1940. Jacques Jaujard è il conservatore in carica al momento in cui la Francia è occupata e colui che ha concepito e predisposto il piano di evacuazione dei musei francesi. Il Conte Franziskus Wolff-Metternich l’uomo mandato da Berlino per ispezionare l’inestimabile patrimonio artistico del museo parigino e trasferirlo in Germania. Molto diversi, un funzionario e un aristocratico, e molto nemici. Ma collaborano per preservare i tesori dell’arte e ciò che rappresentano. Sono loro a cui pensa Sokurov, nel realizzare un film sul Louvre, ma anche a Napoleone e alla Marianne, fuoriusciti dai dipinti, all’Hermitage e all’assedio di Leningrado, a un mercantile che viaggia nella tempesta, come una moderna arca, con un carico di quadri che rischiano di finire per sempre in fondo all’Oceano. Incedendo attraverso rimbalzi temporali, esplora il rapporto tra arte e potere e si mette sulle tracce di Jaujard e Metternich come uno storico dell’arte. E il tempo dell’arte non è il tempo dell’uomo, va oltre: questa è la consapevolezza che li unisce.

Aleksandr Nikolaevič Sokurov (Podorvicha, Siberia, 14 giugno 1951)
Trascorre l’infanzia in Polonia e in Turkmenistan al seguito del padre, militare. Laurea in Storia e Filosofia all’Università di Gor’kij (1974). Diploma alla prestigiosa Scuola Nazionale di Cinema di Mosca (1979). Diviene amico di Andrej Tarkovskij, che lo difende quando è osteggiato dalle autorità per le sue scelte stilistiche. Tra le sue prime opere numerosi documentari, tra cui un’intervista a Aleksandr Solženicyn. Madre e figlio (1997) è il primo film acclamato internazionalmente. Sua immagine speculare il recente Padre e figlio (2003). Dirige e produce una trilogia su tre personaggi chiave della storia del XX secolo: Moloch (1999) su Hitler. Toro (2001) su Lenin. Il Sole (2005) su Hirohito. L’epocale Arca russa (2002), in cui si trova, invisibile, all’interno dell’Hermitage nella San Pietroburgo del 700, è un unico piano di sequenza di 96 minuti, con l’utilizzo contemporaneo di 33 set e circa 4.000 attori e comparse. Pardo d’onore a Locarno (2006). Leone d’oro con Faust (2011), che chiude la tetralogia sul potere. (Wikipedia, MyMovies)

 


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L'uomo che cadde sulla Terra

Copertina31/01/2018 ore 16.00

L'UOMO CHE CADDE SULLA TERRA 1976, GB, 118 min

Di: Nicolas Roeg Con: David Bowie (Thomas Jerome Newton) Candy Clark (Mary-Lou) Rip Torn (Nathan Bryce) Buck Henry (Oliver Farnsworth) James Lovell (Se stesso)

Titolo originale: THE MAN WHO FELL TO EARTH Scheda film
Giunto sulla Terra in cerca di energia per la sopravvivenza del suo pianeta, Thomas Jerome Newton ha sembianze umane, un passaporto inglese e nove brevetti rivoluzionari in campi come l'elettronica, la chimica, la fotografia e la musica che gli permettono di superare di molti anni la tecnologia terrestre nel campo delle comunicazioni e diventare uno degli uomini più ricchi del mondo. C’è solo un problema: vuole tornare a casa. Incarica una multinazionale per la costruzione di una capsula spaziale con il trasferimento dell'energia a distanza e contemporaneamente incide un disco, The Visitor, nella speranza che un giorno sua moglie e i suoi figli riescano ad ascoltarlo captando le trasmissioni radio terrestri. Tratto dal romanzo di Walter Tevis, questo rivoluzionario film di Nicolas Roeg cambia sostanzialmente il punto di vista, si pone cioè nei panni dell'alieno e racconta le solitudini nostre, i nostri timori, le sconfitte della civiltà d'oggi. Sconsigliabile agli spettatori di logica cartesiana.

Nicolas (Jack) Roeg (Londra, 15 agosto 1928)
Senza aver frequentato scuole di cinema, presso i Marylebone Studios impara le tecniche di montaggio. Alla MGM lavora come assistente e familiarizza con la fotografia. È assunto come direttore della fotografia da David Lean (1962) e Roger Corman (1964). A 40 anni dirige il suo primo film L'inizio del cammino (1971), in concorso a Cannes. A Venezia... un dicembre rosso shocking (1973), otto candidature ai BAFTA e premio per la fotografia. Una caratteristica che accomuna i suoi personaggi è l’immersione in un ambiente percepito come alieno, portata all'estremo in L'uomo che cadde sulla Terra (1976). Premio speciale per la tecnica a Cannes per La signora in bianco (1985) l'incontro in una stanza d'albergo di Albert Einstein, Marilyn Monroe, Joe Di Maggio e Joseph McCarthy. Seguono Castaway, la ragazza Venerdì (1987). Aria (1987), dieci storie basate su celebri arie d'opera dirette da diversi registi tra cui Roeg, autore di Un ballo in maschera. Il suo talento visivo è premiato con un BAFTA Award alla carriera (1999). (Wikipedia, Treccani)


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