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La riforma scolastica

La nuova scuola superiore

La legge provinciale nr. 11 del 24 settembre 2010 ridisegna lo scenario della scuola secondaria di II grado dell'Alto Adige. I nuovi indirizzi riprendono la struttura proposta a livello nazionale, anche se localmente una delle novità più significative è un sistema scolastico che poggia su tre grandi pilastri ed in particolare:
• sui licei,
• sugli istituti tecnici,
• su un percorso di istruzione e formazione professionale.

Le basi

Le scelte che stanno alla base della nuova scuola superiore sono:
• un biennio unitario, contraddistinto da un'area di discipline comuni molto simile tra i tre pilastri scolastici;
• la presenza di attività laboratoriali quali elementi fortemente connotanti la formazione degli studenti;
• la consapevolezza che la scuola abbia il compito di formare cittadini consapevoli e plurilingui.
Da qui la scelta di proporre nel biennio di tutte le scuole il diritto, quale disciplina dall'alta valenza formativa, ed una proposta di apprendimento linguistico maggiormente significativo (insegnamento di una disciplina in L2 e in L3 fin dalla classe I e potenziamento degli scambi tra studenti delle scuole italiane e tedesche).

Obiettivi e valori

Con questa riforma la scuola altoatesina intende non solo recepire i regolamenti nazionali, ma anche avviare una nuova stagione di approfondimenti, confronti e proposte, che sappiano rispondere alle istanze pedagogiche, metodologiche e didattiche della società.
Le nuove generazioni devono saper essere "competitive" e sicure nell’affrontare le sfide che porrà loro un mondo sempre più globale. Tale capacità sarà possibile solo grazie ad una formazione completa, basata sulla conoscenza di più lingue, sulla flessibilità e sulla versatilità personale nel sapersi adattare alle varie situazioni - non solo lavorative.
Lo richiede l'Europa, lo richiede la società fondata sulla conoscenza, lo richiede un sistema basato su profili professionali in continua e rapida trasformazione.

Chi è coinvolto?

In provincia di Bolzano la riforma scolastica verrà applicata con l'anno scolastico 2011/2012 quindi con un anno di ritardo rispetto al restante territorio nazionale.
La riforma coinvolgerà:
• nell'anno scolastico 2011/2012 le prime classi,
• nell'anno scolastico 2012/2013 le prime, le seconde e le terze classi,
• nell'anno scolastico 2013/2014 le prime, le seconde, le terze  e le quarte classi,
• a decorrere dall’anno scolastico 2014/2015 tutte le classi.
In settembre 2011 coinvolgerà quindi le prime classi delle scuole secondarie di secondo grado, le classi seconde invece confluiranno nelle riforma solo a partire dalla classe terza (anno scolastico 2012/2013) e il primo esame di stato secondo le nuove norme previste dalla riforma si svolgerà nel 2015.

Diritto dovere all'istruzione e alla formazione

L'obbligo scolastico previsto all’art. 4 della Costituzione e l'obbligo formativo introdotto dalla legge del 17 maggio 1999, n. 144 art. 68 sono ridefiniti ed ampliati come diritto-dovere alla istruzione e alla formazione dal decreto legislativo del 15/04/2005 n. 76 ai sensi dell'art. 2 della legge del 28 marzo 2003, n. 53.
Con questo decreto si vuole assicurare a tutti il diritto all'istruzione e alla formazione, per almeno dodici anni o, comunque, sino al conseguimento di una qualifica professionale entro il diciottesimo anno di età.

Come può essere realizzato

Il diritto-dovere all'istruzione e alla formazione ha inizio nel primo ciclo del sistema di istruzione, con l'iscrizione alla prima classe della scuola primaria, e si realizza e conclude nel secondo ciclo con il conseguimento di un diploma di scuola secondaria di secondo grado o di una qualifica professionale entro il diciottesimo anno di età.

I giovani che hanno conseguito il titolo conclusivo del primo ciclo possono scegliere, secondo i propri interessi, attitudini e capacità, tra diverse possibilità nel secondo ciclo:

1) prosecuzione degli studi in una scuola secondaria di secondo grado (licei, istituti tecnici e professionali)
2) frequenza di un corso a tempo pieno della formazione professionale di durata almeno triennale
3) esercizio dell'apprendistato al compimento del quindicesimo anno di età

Il diritto-dovere può inoltre essere realizzato anche attraverso la contrazione di una ferma volontaria nelle carriere iniziali delle forze armate, compresa l'Arma dei Carabinieri.

La frequenza di qualsiasi segmento del secondo ciclo comporta l'acquisizione di crediti certificati che possono essere fatti valere, anche ai fini della ripresa degli studi eventualmente interrotti, nei passaggi tra i diversi percorsi del sistema dei licei, del sistema dell'istruzione e della formazione professionale nonché dell'apprendistato.

All'Orientamento Scolastico e Professionale, in collaborazione con la Formazione Professionale e con i Centri di mediazione lavoro, spetta il compito di informare e sensibilizzare l'utenza sulle nuove disposizioni normative al fine di garantire a ciascuno la possibilità di accesso a percorsi formativi, anche individualizzati, per il conseguimento di un diploma o di una qualifica professionale. Ai giovani viene offerta la possibilità di usufruire gratuitamente di colloqui con personale specializzato. Nella consulenza orientativa, attraverso un lavoro di indagine delle capacità, degli interessi e delle motivazioni, si vuole giungere alla costruzione di un percorso formativo che conduca, nel rispetto dell'individualità del singolo, alla realizzazione di un progetto di sé, tenendo conto degli aspetti personali quali: interessi, attitudini e capacità, dell’ambiente circostante e delle possibilità occupazionali.
Agli Uffici impegnati, in un’ottica di prevenzione, nell’opera di sensibilizzazione ed informazione spetta anche il compito di indagine sulla dispersione.
L'Ufficio Orientamento e i Centri di mediazione lavoro provvedono a contattare i giovani che non risultano inseriti in alcun percorso formativo invitandoli ad un colloquio di informazione ed orientamento al fine di promuovere la realizzazione del diritto alla formazione per il raggiungimento del successo formativo.

"All'attuazione del diritto-dovere concorrono gli alunni, le loro famiglie e le istituzioni scolastiche e formative, condividendo l'obiettivo della crescita e valorizzazione della persona umana secondo percorsi formativi rispondenti alle attitudini di ciascuno e finalizzati al pieno successo formativo" Art. 2, comma 5, del decreto legislativo concernente il "Diritto-dovere all'istruzione e formazione, ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera c) della legge del 28 marzo 2003, n. 53.