Equal Pay Day: "Poniamo fine alla discriminazione salariale!"
La Commissione provinciale per le pari opportunità per le donne accende un faro sull'aumento del Gender Pay Gap e sulla direttiva UE sulla trasparenza retributiva: giornata d'azione il 17 aprile.
BOLZANO (USP). "Di soldi non si parla!" - e invece sì, ribattono le rappresentanti della Commissione provinciale per le pari opportunità per le donne e del Servizio Donna, che nella giornata dell'8 aprile hanno tenuto una conferenza nella quale sono stati condivisi dati e fatti relativi alla discriminazione retributiva. Il cosiddetto Gender Pay Gap che ne consegue, ovvero il divario tra le retribuzioni medie giornaliere di uomini e donne, si è accentuato nell'ultimo anno dal 17,3 al 17,5 per cento.
"Il Gender Pay Gap è più di un numero, ha un impatto diretto sulla vita delle donne, fino alla pensione. A maggior ragione è importante garantire maggiore trasparenza e certamente avere maggiore fiducia nelle donne in tutti gli ambiti, anche nelle posizioni apicali", ha affermato l'assessora provinciale alla Coesione sociale Rosmarie Pamer, in apertura dell'evento "Parlare di soldi? Noi lo facciamo!", che si è svolto a Palazzo Widmann.
Ulrike Oberhammer, presidente della Commissione provinciale per le pari opportunità per le donne, si è mostrata soddisfatta per l'elevata adesione di quest'anno da parte delle diverse associazioni e organizzazioni: "Il 17 aprile, nella giornata dell'Equal Pay Day, si svolgeranno quest'anno in Alto Adige tante azioni informative di sensibilizzazione come mai prima. La cittadinanza potrà ricevere informazioni sul tema in 53 banchetti". "Quando le donne sono in recupero e guadagnano di più, ciò non significa automaticamente che gli uomini guadagnino di meno. Dal punto di vista economico, possono guadagnare entrambi. Ma chi riconosce che esistano dei vantaggi strutturali, deve anche accettare la possibilità di averne approfittato in prima persona, un fatto che può ledere l'immagine di sé. Anche questo è uno dei motivi per i quali, nonostante i dati statistici, molti uomini negano le disparità salariali", ha affermato con convinzione Oberhammer. La vicepresidente della Commissione, Nadia Mazzardis, ha sottolineato: "Dopo anni di sensibilizzazione, il messaggio è chiaro: abbiamo spiegato benissimo il problema. È la soluzione che non appassiona. Forse è il momento di passare da “sensibilizzare” a “responsabilizzare”. Perché se il dato non cambia, non è più un problema di consapevolezza, è una scelta. E le scelte, a differenza delle campagne, non si fanno con i post".
Heidi Flarer dell'IPL (Istituto Promozione Lavoratori) ha condiviso alcune evidenze: "Le donne non ottengono le stesse opportunità di accesso alle professioni e alle posizioni, il loro lavoro viene valutato più negativamente e, di conseguenza, le donne vengono pagate di meno anche per un lavoro di pari valore". A ciò si aggiunge il fatto che le donne devono sempre più spesso conciliare il proprio lavoro con i compiti familiari e di cura, cosa che rende loro più difficile una rapida progressione di carriera. Il Gender Pay Gap tra i ruoli dirigenziali si mantiene intorno al 25,1 per cento, tra i dirigenti quadri intorno al 13,7 per cento e tra gli impiegati intorno al 22,6 per cento.
La disparità salariale tra uomini e donne non si contrasta solo con azioni di sensibilizzazione, ma anche con misure legislative. Nell'ambito della conferenza è stata approfondita la direttiva europea sulla trasparenza retributiva, che anche in Italia dovrà essere ratificata a partire da giugno (c'è già un disegno di legge). Ne ha parlato Marjaana Gunkel della Libera Università di Bolzano, che ha illustrato soprattutto la situazione delle datrici e dei datori di lavoro. D'ora in poi negli annunci di lavoro neutrali sotto il profilo di genere, già previsti per legge, dovrà essere presente l'indicazione della retribuzione iniziale. A ciò si aggiunge l'inversione dell'onere probatorio, per la quale, durante una causa legale, spetterà al datore di lavoro dimostrare che non sussiste alcuna discriminazione".
L'avvocato di Trento Filippo Valcanover, nonché presidente dell'AGI, sezione del Trentino-Alto Adige, ha invece fornito alcune evidenze riguardo alla situazione delle lavoratrici e dei lavoratori e ha spiegato che le candidate, esattamente come le dipendenti, godono del diritto di essere informate riguardo alla propria retribuzione, pur non essendo tenute a condividere informazioni riguardo alla propria retribuzione precedente.
Chi si senta discriminata o discriminato o percepisca uno stipendio minore per un lavoro uguale o di pari valore rispetto alle colleghe e ai colleghi, non deve più rimanere in silenzio e può rivolgersi alla consigliera di parità Brigitte Hofer. "Offriamo consulenza e orientamento, sosteniamo nella raccolta di documenti rilevanti, aiutiamo a trovare soluzioni extragiudiziali e interveniamo attraverso comunicazioni alle autorità di vigilanza", ha spiegato nel corso della conferenza.
Infine Anna Holzknecht, coordinatrice del gruppo di lavoro Economia, lavoro, finanze e conciliazione famiglia e lavoro della Commissione provinciale per le pari opportunità, ha informato sulle iniziative dell'Equal Pay Day, che si svolgerà il 17 aprile in tutto il mondo in diverse forme, e ha presentato i diversi materiali informativi. Ha poi rivolto un ringraziamento speciale alle 73 organizzazioni sostenitrici che, con il proprio logo sul manifesto della campagna, condividono la lotta per la fine delle discriminazioni retributive.
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