Equal Pay Day, Amhof su disparità salariale e pubblico impiego

Anche nel pubblico impiego, nonostante la retribuzione sia stabilita dai contratti collettivi, esiste una disparità salariale a sfavore delle donne. Lo ricorda l’assessora provinciale Magdalena Amhof.

BOLZANO (USP). È noto che l’ammontare degli stipendi nel pubblico impiego è determinato dai contratti collettivi, escludendo così una differenza di trattamento basata sul genere. A parità di qualifica funzionale, anzianità di servizio e orario di lavoro, donne e uomini ricevono lo stesso stipendio base. Tuttavia, anche in questo settore persiste uno squilibrio da affrontare con misure strutturali. Lo sottolinea l’assessora provinciale Magdalena Amhof, competente per gli ambiti Personale, Lavoro ed Europa.

"Con l’avanzare dell’età e nelle posizioni dirigenziali più elevate, la disparità salariale tra uomini e donne tende ad aumentare anche nel pubblico impiego. Tra le cause vi è il fatto che le donne lavorano più spesso a tempo parziale e sono meno presenti nelle posizioni apicali", afferma Amhof.

Assenze per motivi familiari, part time e pochi incarichi dirigenziali

Nonostante siano in aumento, solo il 38 per cento dei dirigenti provinciali sono donne, mentre rappresentano il 70 per cento dei dipendenti. Il 58 per cento delle donne lavora a tempo parziale, rispetto al 17,5 per cento degli uomini. Anche le indennità, come quelle per straordinari e missioni, confluiscono principalmente nei salari degli uomini: secondo l’analisi di genere dell’Amministrazione provinciale, il 78,3 per cento delle ore di straordinario retribuite viene svolto da uomini. Inoltre, oltre il 95 per cento delle assenze per motivi familiari viene richiesto dalle donne. “L’assunzione di responsabilità familiari e di attività di cura da un lato influisce sullo stipendio mensile e, dall’altro lato, si riflette in pensioni inferiori", rileva Amhof.

Secondo l’assessora, l’Amministrazione provinciale continuerà a impegnarsi per ridurre gli effetti strutturali sul reddito e per rafforzare le pari opportunità in tutte le fasi della carriera. Nel settore privato invece si attendono progressi grazie all’attuazione della direttiva UE sulla trasparenza salariale. Questa dovrà essere recepita a livello nazionale entro il 7 giugno e renderà visibile e sanzionabile la disparità salariale basata sul genere.

red/gm