12-15 maggio 2004 - Centro Trevi Bolzano - Russo? Parla la terra dell'uccello di fuocoDicono di noiHome

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Verso nuove culture
Quattro giorni di incontri da oggi al Centro Trevi

Alla scoperta della Terra dell'Uccello di fuoco, una fenice che rappresenta un Paese sospeso tra passato che non muore e speranze di rinascita.

L'anima russa tra santi e gulag

Bolzano incontra l'Oriente attraverso scrittori, artisti e politici

Rivivrà anche una Bolzano scomparsa nei quattro giorni di eventi, organizzati al Centro Trevi di via Cappuccini dall'Ufficio Bilinguismo e Lingue Straniere della Provincia, dedicati alla cultura russa sotto l'affascinante titolo: “Russo? Parla la terra dell'Uccello di fuoco”. Proprio come succede alla fenice, alla cui versione popolare russa poi musicata da Strawinskij la referente culturale Bianca Marabini Zoeggeler dell'Associazione Rus' ha voluto intitolare la manifestazione, un simbolo doppio di morte e rinascita le cui penne magiche possono essere però ammirate sulla terra solo da chi ama e crea la bellezza per il prossimo. Chissà quanti saranno, allora, i fortunati che seduti attorno a un samovar ad ascoltare brani di Gogol' e Brodskij, vedranno materializzarsi i protagonisti passati.

di Daniele Barina

Come lo zar Alessandro I che al Kaiserkrone incontrò Francesco I d'Austria, quando l'albergo del capoluogo era detto ancora Zum Blauen Bock.

Oppure il colonnello Parisnikov, primo ospite del comune termale di Gries, Ljubov', la figlia di Dostoevskij qui sepolta e tante altre anime romantiche che, grazie alla ferrovia del Brennero e complice il clima mite di questo lembo d'Austria, diedero vita alla fine dell' ‘800, in realtà specialmente nel Burgraviato, a una nutrita colonia russa e comunità ortodossa.

Al di fuori di questi sogni ad occhi aperti, in virtù di un parterre di ospiti importanti e a un programma variegato, è invece alla Russia di oggi che la rassegna, attenta agli allargamenti dell'Unione europea verso est, lancia il benaugurante auspicio di risorgere dalle sue ceneri.

Oltre il disgelo-Vita e scrittura nella Russia che cambia- sabato 15 alle ore 11, è la conferma più evidente di ciò: l'incontro sarà condotto da Mauro Martini dell'Università di Trento e vedrà prendere la parola lo scoppiettante e già apprezzato a Bolzano Gian Piero Piretto della Statale di Milano, seguito da Aldo Ferrari, Istituto di Studi di Politica Internazionale di Milano e Istituto Universitario Orientale di Napoli, Donatella Possamai, Università di Venezia, Piero Sinatti, il livornese che ha fatto conoscere all'Italia il poeta del gulag Shalamov e Rimma Urkhanova, Università di Trento e Bolzano. Dopo l'accoglienza ieri con il tradizionale pane e sale, la serata è proseguita con un breve momento di danza curato da Paola Frigotto sulle note dell'Uccello di Fuoco, dalle note della fisarmonica del concertista di Milano Oleg Vereshchagin e da un'appetitosa variazione di tipici antipasti russi, detti Zakuski. Se con gli eventi mattutini si cerca di coinvolgere le scuole su tanti temi, gli appuntamenti pomeridiani e serali sono dedicati pertanto ad un pubbico più ampio: il primo pomeriggio ha sempre un pensiero per i più piccini e alle 15.30 di oggi si ricomincia con “33 Risate”, con la Compagnia di Yuri e Vladimir Olshanky dell' soccorso Clown dell'ospedale di Firenze. A seguire un po' di musica, alle 17, in questo caso un'ora di romanze russe suonate dal trio locale Kyrylovska-Kukuschkina-Palfrader, un tè con l'autore alle 18, “Posidelki” pare si dica, dedicato da Sergio Pescatori all'arte dell'inverosimile in Gogol' e, con inizio alle 20.30, da una conferenza sull'ortodossia russa di Gianfranco Giraudo.

Nel medesimo spazio Posidelki, la sera di domani, Alessandro Niero dell'Università di Bologna parlerà del Nobel Iosif Brodskij. Tra gli altri appuntamenti, sempre più o meno in questo incedere temporale dal faceto al serio segnaliamo venerdì la conferenza delle 20.30 di Aleksander Naumow dell'Università di Cracovia intitolata a Santi e politica e, alle 16 di sabato, Edgardo Tito Saronne dell'Università di Bologna che parlerà di fiabe, leggende e credenze popolari russe.

La manifestazione che termina in realtà domenica mattina con una puntata meranese alla scoperta delle icone nella spiritualità russa e della chiesa di San Nicola Taumaturgo, vive anche di intermezzi a sorpresa, esposizioni di manufatti, stampe e fotografie, collaborazioni gastronomiche col Kaiserkrone e librarie con Mardi Gras, workshop di lingua, filosofia e cultura russa, proiezioni di documentari curate da Zelig, teatrini di saltimbanchi nelle vie del centro, danze e canti folcloristici dei cosacchi.

Ma il giornale non è una matrioska e cotante sorprese il suo grembo non arriva a contenere, a differenza invece del sito www.provincia.bz.it/russo che ve le rivelerà tutte.

Corriere dell’Alto Adige - 13 maggio 2004

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