12-15 maggio 2004 - Centro Trevi Bolzano - Russo? Parla la terra dell'uccello di fuocoRelatori, esperti, artistiHome

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Edgardo T. Saronne

Edgardo T. Saronne

Edgardo T. Saronne, nato in provincia di Novara nel 1936, laureato in Lingue e letterature slave all' « Orientale » di Napoli nel marzo del 1960, ha fatto ricerca e insegnato Lingua e letteratura italiana in varie università straniere (al Cairo negli anni 1960-64, a Praga negli anni 1964-68, a Boulder, Colorado negli anni 1968-70 e 1972-73, a Città del Messico nel 1973-74). In Italia ha insegnato Linguistica generale, Glottologia e infine -dal 1980- Filologia slava, divenendo professore associato nel 1983 e professore straordinario nel 1990. Di tale disciplina è stato professore ordinario all'Università di Bologna dal 1993 fino al suo pensionamento ufficiale (dicembre 2002). Prosegue oggi tale attività come professore a contratto.

Si è occupato a lungo anche di linguistica non solo slava, studiando sul campo alcune parlate non-indoeuropee, fra cui (avendo vissuto e viaggiato nel mondo arabo) i vernacoli egiziano e marocchino e la lingua degli amerindiani Sioux del South Dakota. Una sintesi di vari temi connessi con l'analisi linguistica è contenuta nel suo lavoro Capire la linguistica (Bologna, CLU ­ EB, 1977).

Negli anni '70 si è occupato dell'integrazione linguistica degli immigrati dal meridione e degli emarginati in genere, pubblicando su tali argomenti i volumi Gli anni rubati al lavoro (Bologna: CLUEB, 1979) e Viaggio nell'italiano popolare (Bologna: Il Mulino, 1981). Da alcuni anni si occupa dei problemi linguistici e culturali connessi all'immigrazione extra-comunitaria. In collaborazione con Lucia Di Lucca ha pubblicato un lavoro sulle fiabe di tradizione araba e slavo-balcanica dal titolo Le fiabe nel mondo della migrazione contemporanea (Bologna: CLUEB, 2001).

Ha pubblicato una quantità di saggi di interesse linguistico e filologico. Per la serie «Biblioteca medievale» ha curato le edizioni del Cantare di Igor' (Parma: «Pratiche» , 1988), poi del Pianto sulla distruzione di Rjazan' (Parma: «Pratiche», 1992) e, insieme a Kamilla F. Danil'cenko, la raccolta di testi epico-popolari dell'antica Rus' Giganti, incantatatori e draghi (Milano: Luni, 1997). In collaborazione con Alberto Alberti ha pubblicato in breve lavoro dal titolo Chi sono gli Slavi? (Bologna: CLUEB, 2002). Ha curato e tradotto "Viaggio in tremari" di Afanasij Nikitin (Roma, Ed. Carrocci, 2003 ). Attualmente, in collaborazione con Tatiana Pepe, lavora a una Grammatica del ­ l'antico russo (ormai in fase avanzata di produzione), funzionale alla lettura dei testi epici ed annalistici medievali. Il lavoro consiste in un'approfondita rielaborazione di una precedente Breve introduzione all'antico russo (Sussidio linguistico alla lettura dello «Slovo o polku Igoreve), Bologna: CUSL. Edizione con traduzione a fronte del “Viaggio in tre mari” (Xozenie z atri morja) di Afanasij Nikitin, Roma, Editore Carocci.

Breve sommario dell'argomento trattato

Рожден в сорочке из змеиного семени

( "Nato con la camicia, dal seme del Serpente - Drago")

Il tema del serpente-drago percorre e pervade la tradizione russa, dalla letteratura annalistica medievale all'epica cólta e popolare, alla fiaba, a molte credenze popolari. Gli eroi dei narratori di fiabe come dei cantastorie girovaghi hanno spesso uno stretto rapporto col serpente-drago - a volte di antagonismo, a volte di consanguineità o di complicità. Talora ne portano un «segno» sul corpo, che conferisce loro poteri magici. Il serpente-drago può anche essere identificato con la donna malvagia, personificazione dell'idolatria pre-cristiana, della superstizione e della stregoneria. Infine, l'eroe segnato dalla sorte (nato, appunto, con la camicia) possiede inequivocabili poteri sciamanici, come la facoltà di spostarsi nello spazio a grande rapidità o quella di assumere svariate forme animalesche.

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